Paolo Biticchi scrive una dura lettera di commiato alla Chiesa dei Fratelli di Finocchio (Roma)

Questa è la lettera di commiato che il fratello Paolo Biticchi ha deciso di mandare alla Chiesa dei Fratelli di Finocchio (Roma), di cui è stato membro per diversi anni, dopo che Dio gli ha aperto la mente per intendere le Scritture e quindi dopo che gli ha fatto capire quante false dottrine insegnano gli anziani delle Chiese dei Fratelli. Io ho fiducia nel Signore che ci saranno altri membri delle Chiese dei Fratelli che, leggendo proprio questa lettera, saranno mossi da Dio ad investigare le Scritture per vedere se le cose insegnate dai loro anziani stiano così, e Dio gli mostrerà che invece questi conduttori stanno seducendo le anime con tante dottrine di uomini che voltano le spalle alla verità. Sarà una dolorosa e amara scoperta per loro, ma una scoperta salutare e utile che li spingerà a fare quello che ha fatto Paolo Biticchi, perché non rimane altro da fare visto e considerato che le Chiese dei Fratelli hanno rigettato la sana dottrina che insegnavano gli apostoli e in mezzo a loro regna l’ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio.   

Giacinto Butindaro

La mia lettera di commiato   

Cari fratelli e sorelle, vi scrivo questa lettera con il cuore gonfio di tristezza ed ancor più gonfio di delusione.

Dopo circa nove anni che sono stato in mezzo a voi non avrei mai creduto di arrivare al punto di lasciare questa assemblea dove sono cresciuto e dove ho trovato una famiglia spirituale e dove pensavo anche di avere in comune l’Evangelo, Gesù Cristo, e non di sentire proclamare un altro vangelo. Il mio affetto per voi, per tutti voi rimane invariato, voglio bene ad ognuno di voi.

Mi rivolgo a voi tutti, fratelli e sorelle, ed in particolare agli anziani quali conduttori e responsabili di questa assemblea, con la speranza che questa mia lettera pubblica possa smuovere le coscienze in modo che l’Evangelo, il Signore Gesù Cristo, venga predicato con ogni franchezza senza nascondere più nulla di quello che è scritto, esortando tutta l’assemblea alla ricerca della perfezione, per avere tutti un medesimo sentire (2Corinzi 13:11), e della santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore (Ebrei 12:14).

Ricordo quando sono venuto per la prima volta in questa assemblea, come rimasi piacevolmente stupito, perché abituato alle messe cattoliche dove si recitano sempre le solite poesie, sentivo per la prima volta predicare con la Bibbia e da quel giorno iniziai a frequentare questa assemblea con molta felicità e perseveranza e con amore verso tutta l’assemblea che, ad oggi, è rimasto inalterato e nel 2012 sono stato battezzato in acqua, con mia grande gioia.

Per qualche anno le cose andarono molto bene. Ricordo che frequentavo la cellula a casa di Rinaldo Diprose con molta soddisfazione perché sapevo che Rinaldo era un profondo conoscitore della Bibbia, uno studioso di livello internazionale e quindi ero molto contento di avere questo privilegio. E quindi, come dicevo, le cose andavano bene, fino a che il Signore non mi mise in cuore di investigare le Scritture.

Sì, iniziai ad investigare le Scritture ad imitazione dei Bereani (Atti 17:11), ed iniziai ad accorgermi che qualcosa non andava bene, qualcosa non collimava con la Sacra Scrittura, tra ciò che è scritto e ciò che si proclamava.

Una delle prime cose che ho notato è stata che la maggioranza delle donne non indossavano il velo quando pregavano e, preso coraggio, feci notare la cosa a Giuseppe il quale mi disse che lui era d’accordo con me, cioè che la donna deve indossare il velo, ma che purtroppo non si poteva mettere contro l’altro anziano per il quieto vivere. Questo in sintesi quello che mi è stato detto all’epoca. Dato che mi era stato raccomandato di non divulgare la cosa, sempre per il quieto vivere, non ne feci parola con alcuno se non con un paio di fratelli per sentire cosa ne pensavano.

Questa è stata la prima cosa sbagliata che ho notato da parte della chiesa e come i conduttori non esortavano affatto le sorelle ad obbedire ad un preciso ed incontestabile comandamento di Dio datoci dall’apostolo Paolo (1Corinzi 11:10).

Col passare del tempo acquisivo più conoscenza nella Scrittura, grazie a Dio.

Non sto dicendo che ho capito tutto fratelli e sorelle, ma ho capito tante cose, perché sono anni che sto confrontando alcune dottrine che porta avanti questa chiesa, che vi elencherò sotto, con la Parola di Dio e quindi ritengo di avere acquisito una certa conoscenza in questi insegnamenti e sono arrivato al punto di pormi una domanda: “Chi ha ragione?

Ha ragione la Sacra Scrittura oppure i ragionamenti e le interpretazioni date fino ad ora dai fratelli principali di questa chiesa, ovvero dalla Chiesa dei Fratelli? La risposta è ovvia, e senza timore di essere smentito ho capito che ha ragione Dio, la somma della Sua Parola, che è verità (Salmo 119:160).

O è bianco o è nero… il grigio porta all’inferno ed ho constatato, purtroppo, che in questa assemblea molti aderiscono al grigio illudendosi di essere nella verità e che alla fine andrà tutto bene, frase molto inflazionata oggi.

Ed allora, come vi dicevo, mi misi con molto zelo ad investigare sempre di più le Scritture e postare su FB cose inerenti a Dio per evangelizzare i peccatori e per la mutua edificazione della chiesa, e per questo sono stato ripreso più volte dagli anziani, con varie riprensioni, varie censure su FB, come alcuni di voi sapranno.

Ogni volta ho chiesto spiegazioni per questi loro comportamenti, ma le risposte che mi hanno dato avevano lo scopo di distogliermi astutamente dalle mie richieste di provarmi, con la Parola di Dio, ciò che essi dicevano e dimostrarmi dove erano i miei errori, tali, da dovermi censurare e farmi varie riprensioni. Non sono mai stato soddisfatto in tal senso, anche se, in  verità, mi hanno risposto, ma le loro motivazioni vertono soltanto sul fatto che, con i miei post e con i miei scritti e varie condivisioni su FB, sono andato contro i loro insegnamenti, oramai diventati tradizione della chiesa dei Fratelli, E MAI CONTRO LA SANA DOTTRINA O CONTRO DIO.

Chiedete agli anziani se e quando ho detto o scritto eresie.

Devo anche avvisarvi che fin dal principio delle mie “rimostranze” sono sempre stato accusato, i primi tempi abbastanza velatamente, di essermi fatto influenzare dal fratello Giacinto Butindaro e quindi, sicuramente, vi diranno, se gli chiederete spiegazioni, che sono stato plagiato da questo fratello e sotto ne parlerò più dettagliatamente. Ho chiesto loro più volte di provarmi come, ed in che modo il fratello Butindaro mi ha plagiato con bugie o contorcendo la Parola di Dio, ma mai ho ricevuto una prova delle loro accuse che hanno fatte nei miei confronti e nei confronti di questo fratello, che ancora oggi rischia la sua vita perché si è sempre esposto in prima persona contro certi poteri, ad esempio è stato il primo in Italia che ha fatto conoscere l’intrusione della massoneria nelle ADI ed in molte altre denominazioni. Leggere il suo libro «La Massoneria smascherata»

(http://imieiscritti.lanuovavia.org/libro-la-massoneria-smascherata.pdf).

Come avete potuto leggere fino a qui, fratelli e sorelle, vi scrivo per denunciare l’andamento spirituale di questa assemblea, perché molti di voi sono in pericolo se non si destano dal sonno in cui versano e con queste mie dure parole, spero, che qualcuno si desti da questo torpore spirituale e che si faccia avanti, come ho fatto io, con gli anziani chiedendogli conto di cosa stanno facendo, di dove stanno portando  voi che vi siete illusi che alla fine “TUTTI SARANNO SALVATI QUALSIASI PECCATO POSSANO COMMETTERE”.

Ora, con l’aiuto di Dio vi mostrerò  cose che prima vi erano celate o che non volevate vedere.

Nel tempo ho cercato di far notare agli anziani gli errori con cui essi stanno guidando molti di voi, di cui alcuni compiacenti, nel baratro.

Quindi il mio allontanamento da voi si è reso inevitabile per le gravi lacune ed omissioni dottrinali che, appunto, ho riscontrato in questa assemblea nel corso del tempo perché, come dice la Scrittura: “…verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie” (2Timoteo 4:3).

Prima di proseguire voglio che sappiate fratelli e sorelle che ”…noi non possiamo nulla contro la verità; quel che possiamo è per la verità” (2Corinzi 13:8) “poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (Luca 1:37) e vi dico questo soprattutto per mettervi in guardia da chi dice menzogne del tipo: “ma oggi i tempi sono cambiati” oppure “all’epoca c’era un’altra cultura” e per giustificare degli insegnamenti dubbi dicono anche: “ma il greco originale dice… ma l’ebraico dice…” ed altre cose simili. Diffidate di chiunque, chiunque esso sia, che vi dice queste cose. E’ vero che ci sono dei versetti biblici mal tradotti, ma potete stare certi che per quanto riguarda “la sana dottrina” e quindi tutti i comandamenti ed insegnamenti, che sono tradotti nelle nostre  Bibbie, sono affidabili e non c’è bisogno di conoscere né il greco né l’ebraico. Ed allora, fate come i Bereani che investigavano tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano proprio come le diceva l’apostolo Paolo (Atti 17:10).

Credo fermamente nell’inerranza della Bibbia, nei suoi sessantasei libri i quali sono tutti Parola di Dio, tutti verità e tutti ispirati da Dio e guardatevi da chi vi dice che la Bibbia “contiene” la Parola di Dio ed anche da chi con modi astuti vi vuole convincere che ciò che è da intendersi in maniera letterale va inteso invece in senso allegorico, perché questi non credono in Dio e cercano di instillarvi il dubbio, che è peccato, perché, appunto, non credono alla Parola di Dio.

Credo anche che la Parola di Dio vada proclamata per intero in ogni sua parte (Salmo 119:160), con ogni franchezza (Atti 4:29) perché, disse Gesù al Padre suo: “la Tua parola è verità”(Giovanni 17:17). E per questo ho sempre ritenuto un grave pericolo nascondere parti scomode della Parola a vantaggio di altre di comodo che pur essendo verità, a cui io credo, sono predicate per compiacere l’assemblea, per dare l’illusione che “andrà tutto bene”.

Sono consapevole che gli anziani hanno delle grandi responsabilità per la conduzione della chiesa e per tutte le questioni dei singoli credenti e la logistica in generale, d’altronde i luoghi di culto vanno “curati e seguiti”. Quindi non sto affatto sminuendo la grande mole di responsabilità e di lavoro degli anziani.

All’inizio della mia conversione ricordo che ero estasiato nel sentire la predicazione della Parola, perché ero abituato alla messa cattolica dove devi sempre recitare le solite strofe, e quindi ascoltavo sempre con interesse le predicazioni domenicali ed andavo con piacere alla cellula settimanale e prendevo appunti e mi fidavo di ciò che ascoltavo e, naturalmente, di chi insegnava e predicava la Parola di Dio. Fino a che l’Iddio Onnipotente non mi ha messo in cuore di investigare le Scritture e così iniziai ad accorgermi che in questa assemblea c’era qualcosa che non quadrava, tra ciò che è scritto e ciò che si proclamava, proprio come mi è successo con la Chiesa Cattolica Romana.

Sono stato COSTRETTO a lasciare quest’assemblea anche perché viene GIUSTIFICATO IL PECCATO con vani ragionamenti, molto ben costruiti, torcendo la Scrittura abilmente ma che si riveleranno inutili perché la verità non può essere taciuta e nascosta a lungo, perché NESSUNO PUO’ GIUSTIFICARE IL PECCATO, NESSUN PECCATO…invece in questa assemblea si giustifica il peccato, e invece di scandalizzarsi di questo, cosa fanno??? Si sono scandalizzati dei miei post e dei miei scritti, che sono sempre stati in sintonia con la Sacra Scrittura.

Comunque sono sicuro che prima o poi la verità verrà gridata anche in quest’assemblea, quando Dio vorrà svegliare la fratellanza, ma fino ad allora molti rimarranno nelle tenebre perché, come è successo a me, molti hanno una cieca fiducia in chi dovrebbe predicare soltanto la verità e non convinzioni personali o di comodo, che appartengono anche alla tradizione della Chiesa dei Fratelli, o del singolo “Diotrefe” (3Giovanni 9), e se qualcuno va contro questi loro insegnamenti ben articolati e radicati nella tradizione, trova un muro invalicabile, impenetrabile fatto di fitte tenebre.

Non so se qualcuno di voi, fratelli e sorelle, ha mai avuto modo di fare notare agli anziani una dottrina che non condivideva, e cosa ed in che modo vi è stato risposto, cioè se le loro risposte erano bibliche o date dalla loro sapienza e quindi portarvi alle loro conclusioni per distogliervi dalla verità.

Nel tempo ho ricevuto molte convocazioni e la loro preoccupazione era, ed è, soltanto di bloccare qualsiasi tentativo di proclamare l’Evangelo e la dottrina degli apostoli perché la loro paura è che qualcuno possa andare contro le loro convinzioni, con le quali tengono in pugno tutta l’assemblea anche con avvertimenti come hanno fatto con me, in quanto mi è stato detto: “Paolo, la chiesa dei fratelli ha questa dottrina e a chi non sta bene può anche andare via, anzi devi sapere che in altre assemblee chi non è d’accordo viene mandato via”. Quindi loro tengono più alla forma e al loro prestigio che alla verità e sono divenuti molto abili nel rigirare le cose a loro favore e a non dare risposte bibliche e quando rispondono potete stare sicuri che contorceranno la Parola proprio come hanno fatto con me con le poche risposte che hanno tentato di darmi ed infatti tutte le mie domande sono rimaste senza risposte.

Naturalmente mi riferisco alle dottrine descritte in questa lettera, in quanto non tutti i loro insegnamenti sono sbagliati.

Una delle prime riprensioni mi venne fatta da Nicola, anni fa perché qualche fratello si scandalizzò di alcuni post che condivisi su FB del fratello Giacinto Butindaro. Chiesi a Nicola se quei post erano contro la Bibbia o contro la sana dottrina o contro la chiesa, ma… nulla. Ho capito che davano soltanto fastidio a qualcuno perché questo fratello è odiato a causa della proclamazione dell’Evangelo, anche da alcuni membri di questa chiesa i quali si riempiono la bocca della parola “Amore, amore, amore”.

Venni ripreso anche quando feci notare l’inopportunità di avere proiettato un filmato degli Hillsong, veramente inopportuno per chi si dice credente, e gli anziani sanno di cosa parlo, ed anche molti voi. Poi ancora quando ho OSATO postare una esortazione fatta alle sorelle di indossare il velo perché altrimenti, come dice la Sacra Scrittura, e non io, disonorano l’uomo davanti agli angeli di Dio, cercando di far loro capire che questo è un chiaro comandamento dato da Dio. Ma invece di riprendere le donne che si ribellano a questo comandamento sono stato ripreso io perché ho detto INCONTESTABILMENTE LA VERITÀ, sono stato ripreso perché loro hanno detto un’altra cosa andando oltre e contro quello che è scritto (1Corinzi 4:6) e cioè che la donna deve indossare il velo soltanto se ne è convinta e questa è una menzogna detta per compiacere ed illudere le proprie mogli ed altre sorelle che non si vogliono sottomettere all’autorità nei confronti dell’uomo.

Non posso fare a meno di condannare questi errori ed altri.

Con questo non sto ergendomi al più spirituale o a chi ha capito tutto, MA IO AMO LA VERITÀ, AMO LA PAROLA DI DIO proclamata con ogni franchezza nella sua totalità come ci ha insegnato il Signore Gesù (cfr. Matteo 4:7).

Sono anche stato ripreso per avere postato un altro scritto, riguardante “IL PECCATO CHE  MENA  A MORTE” (1Giovanni 5:16,17) perché quando venne fatta una predicazione su questo peccato non fu fatta con franchezza, non fu detta la verità, e vi rammento il fatto. Era il 7 luglio 2019 quando un fratello predicò su 1Giovanni 5:14-21 ed in particolare mi riferisco ai  vv. 16 e 17.

Questo fratello non proclamò con franchezza la Parola di Dio, in quanto disse cose sbagliate ed alla fine del culto feci notare al fratello che era in errore perché quel peccato lo può commettere soltanto un credente e non, un non credente, per il semplice fatto che il non credente è già morto. E se investigate le Scritture capirete certamente.  Quindi  venni di nuovo ripreso, appunto per il post, e anche stavolta chiedevo loro se i miei post contro Dio, la sana dottrina o se erano eretici. Non ci fu la risposta a quanto chiesi, ma soltanto delle risposte che tentavano di confondermi, torcendo la Scrittura, perché non potevano e ancora non possono darmi risposte in sintonia con la Bibbia, ma mi esortarono di nuovo a non andare contro i loro insegnamenti, anche perché ero diacono e ciò che scrivevo avrebbe potuto essere considerato come la dottrina ufficiale della Chiesa. SCONCERTANTE!!! pur mostrandogli con la Sacra Scrittura che erano in errore non mi hanno saputo dire altro, se non che non dovevo andare contro di loro.

Non affermo questo per arroganza o presunzione, ma determinati insegnamenti o convinzioni sono palesemente contro la verità, ed il mio scopo è che voi, fratelli e sorelle, apriate gli occhi iniziando ad investigare le Scritture. Fate come i Bereani quando Paolo predicò a Berea secondo che è scritto: “Ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavan così” (Atti 17:11). Esaminate le Scritture per vedere se le cose che si insegnano stanno così, e vi renderete conto che molte cose che vengono dette o proclamate, vanno contro la Scrittura.

Paolo parlò da parte di Dio e i suoi comandamenti sono validi ancora oggi, ma l’Apostolo Paolo è sprezzato in questa chiesa, in quanto molte cose da lui scritte vengono rigettate con ragionamenti tipo: “…ma all’epoca c’era un’altra cultura” oppure “i tempi sono cambiati”. Sappiate che quelli che parlano così sono dei bugiardi perché è scritto: “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35), ed anche: “Poiché ogni carne è com’erba, e ogni sua gloria come il fior dell’erba. L’erba si secca, e il fiore cade; ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata” (1Pietro 1:24,25). Costoro dicono queste cose per giustificare i loro peccati e pensano che la faranno franca, ma la Parola dice: “Se vivete secondo la carne, voi morrete” (Romani 8:13).

Fratelli e sorelle non date ascolto a coloro che vi dicono queste cose, chiunque essi siano non vi fate ingannare da grandi predicatori, sia del passato che attuali o dai titoli di studio, dalle lauree o dai libri che hanno scritto. Date ascolto a Paolo, siate suoi imitatori come lui lo era di Cristo (1Corinzi 11:1) e non accettate tutto quello che viene detto dal pulpito fratelli e sorelle, investigate le Scritture e se notate qualcosa che non è conforme alla verità fatelo presente agli anziani, insistete e pretendete delle risposte che siano in sintonia con la Sacra Scrittura, guardandovi dai vani ragionamenti che includono nei loro discorsi, come per esempio questo che mi è stato fatto: “ma l’originale greco dice questo…o altro”, che essi fanno soltanto per tentare di giustificare le loro convinzioni umane. E’ vero che ci sono delle parole mal tradotte nella Bibbia ma nel loro insieme non annullano assolutamente né il Vangelo e neppure la sana dottrina, e le traduzioni in italiano che abbiamo a disposizione sono buone, anche perché i traduttori non erano certamente inferiori a quelli di oggi che si gloriano gli uni gli altri nella menzogna quando cercano di difendere l’indifendibile (Giovanni 5:44). Ricordatevi che “…la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo” (Romani 10:17), e che chiunque torce la Scrittura lo fa a sua perdizione, proprio come Pietro ci mette in guardia parlando delle epistole di Paolo (che è odiato da molti ma non da chi vuole essere suo imitatore), secondo che è scritto: “E questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione” (2Pietro 3:16).

Ho detto che gli anziani giustificano il peccato ed ora vi mostrerò quello che dicono e di cui sono convinti, fategli delle domande su ciò che leggerete per vedere che cosa vi risponderanno.

Prima di proseguire però vi faccio notare, non so se qualcuno ci ha fatto caso, che il Vangelo predicato da questa assemblea è che: Dio è buono e misericordioso, ed ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna, che nessuno ci strapperà dalle sue mani, nessun male c’incoglierà, ecc… ed io credo in tutto questo perché così è scritto, ma questo non è l’Evangelo che predicavano gli Apostoli per ordine di Gesù Cristo. «L’EVANGELO CHE GESÙ CRISTO COMANDÒ AI SUOI APOSTOLI DI PREDICARE per tutto il mondo ad ogni creatura è “che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve” ai suoi discepoli (1Corinzi 15:3-5). Questo infatti è l’Evangelo che predicava l’apostolo Paolo sia ai Giudei che ai Gentili, Vangelo che Paolo aveva ricevuto “per rivelazione di Gesù Cristo” (Galati 1:12), e che “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Romani 1:16-17).

Il Signore quando andò in Galilea predicò dicendo: …”Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:14,15). LA PREDICAZIONE DUNQUE NON CONSISTE NEL DIRE AL PECCATORE: «Gesù ti ama» o «Gesù è la risposta» o «Gesù vuole cambiare la tua vita» o «Gesù vuole riempire il vuoto che c’è dentro di te» o «Gesù ti ama così come sei» o «Gesù vuole dare un senso alla tua vita» ecc. ecc. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti dunque.

Adesso vi elenco alcune dottrine che vengono insegnate in quest’assemblea, per mostrarvi che esse non sono in linea con la Sacra Scrittura.

LA DONNA PUO’ ANCHE NON METTERSI IL VELO QUANDO PREGA.

Quando nel marzo 2016 venne predicato proprio sui passi relativi al velo, quei passi che sono incontestabilmente Parola di Dio vennero annullati con vani ragionamenti, basta che riascoltiate quella predicazione del 6 marzo 2016 per capire come è stato annullato un preciso comandamento di Dio datoci da Paolo, sì, un comandamento di Dio in quanto Paolo dice: “Se qualcuno si stima esser profeta o spirituale, riconosca che le cose che io vi scrivo sono comandamenti del Signore” (1Corinzi 14:37).

Vi incollo lo scritto esortativo che ho postato su FB nel 2019 che mi pare abbastanza esaustivo e fatemi sapere se notate qualcosa contro la Parola di Dio perché per questo scritto sono stato ripreso dagli anziani:

“Care sorelle, con questo breve scritto voglio esortarvi ad indossare il velo e quindi ad ubbidire ad un preciso comandamento dato da Paolo da parte del Signore.

Come voi, anche io ho sentito e letto molti tentativi di giustificazioni date da chi rifiuta di obbedire ad indossare il velo che messe a confronto con la Parola di Dio risultano tutte pretestuose e molte torcono la Scrittura (2Pietro 3:16).

Risulta chiaro che Paolo, oltre a dare un comandamento ne spiega molto bene il motivo, il quale viene trascurato o relativizzato.

Indossare il velo è un dovere perché è scritto che la donna DEVE, a motivo degli angeli, avere sul capo un segno dell’autorità da cui dipende (1Corinzi 11:10) e ne spiega il  perché la donna deve velarsi il capo e cioè: A MOTIVO DEGLI ANGELI DI DIO; converrete con me che gli angeli del Signore ci guardano ancora oggi come guardavano anticamente i santi di allora, per cui è necessario che la donna mostri questo segno dell’autorità da cui dipende, agli angeli.

Ora, coloro che si oppongono all’ordine sul velo trascurano volontariamente questo: “a motivo degli angeli” perché mette a tacere qualsiasi opposizione, come dicevo sopra.

Allora se a quel tempo era a motivo degli angeli che la donna doveva velarsi il capo quando pregava o profetizzava, è ovvio che non era in virtù di una ragione sociale o culturale ecc. che poi col tempo è cambiata per cui ora le donne credenti non sono più obbligate a velarsi il capo. Chi si oppone vuole fare credere che era per tutt’altra ragione all’infuori di quella degli angeli che Paolo ordinava alle donne credenti di mettersi il velo sul capo.

Ed allora dato che gli angeli di Dio ci guardano e sono presenti presso il popolo di Dio giorno e notte, se la donna, sposata o nubile che sia, non si vela il capo quando prega o profetizza essa disonora l’uomo, il suo capo, davanti gli angeli di Dio (1Corinzi 11:5).

Che l’indossare il velo per la donna sia un ordine da osservare ancora oggi, è confermato dal fatto che ancora oggi se l’uomo prega o profetizza  con il capo coperto disonora Cristo  (1Corinzi 11:4). Non è un motivo culturale o sociale o quant’altro quello per cui l’uomo non deve velarsi il capo quando prega o profetizza ma un motivo biblico perché l’uomo essendo immagine e gloria di Dio non deve velarsi il capo (1Corinzi 11:7). Se nella nostra assemblea un fratello si mette a pregare o profetizzare con un cappello sulla testa passerebbe inosservato? Non ci sarebbe nessuno che gli farebbe notare che ha il capo coperto e che così facendo disonora Cristo? E’ una cosa che stona vedere un uomo pregare o profetizzare con il capo coperto, come è una cosa che stona vedere una donna pregare o profetizzare con il capo scoperto perché tutti e due disonorano qualcuno, la donna disonora l’uomo e l’uomo invece Cristo.

Care sorelle vi esorto ad indossare il velo quando pregate o profetizzate e così vi sentirete di fare una cosa giusta nel cospetto di Dio non portando disonore all’uomo.

Un altro problema è che, se oggi molte sorelle non vogliono mettersi il velo è perché si sentono emancipate, a differenza delle donne dell’antichità.

Dato che la donna oggi ha raggiunto la parità sull’uomo, l’uomo non è più il capo della donna per cui questo segno di autorità non gli si addice più portarlo sul capo.

Però per gli angeli la donna non si è affatto emancipata perché il suo capo rimane ancora l’uomo.

Ed è anche per questo che a un certo punto della storia il velo ha cessato di essere un ordine per la donna perché, dicono, e queste sono alcune delle molteplici giustificazioni date, sono cambiate le condizioni sociali e culturali, oppure, Paolo si rivolgeva soltanto ai Corinzi, Paolo ha dato soltanto un consiglio ecc… Ma le varie opposizioni non reggono dinnanzi alla Parola di Dio e basterebbe riflettere su questo capitolo invece di accontentarsi di giustificativi di comodo, ovvero di parole che fanno piacere sentire ma che non sono veraci.

Il velo non è un fatto culturale o locale o del tempo, ecc. perché Paolo dice di indossare il velo “a motivo degli angeli” quindi come gli angeli guardavano le donne di allora, guardano ancora oggi…oppure oggi non ci guardano più? Ancora Paolo dice al v.16 “…e neppure le chiese di Dio” anche qua si capisce che l’ordine non era soltanto per i Corinti ed anche c’è chi ancora dice che soltanto le donne sposate devono indossare il velo, ed anche questo non è vero, infatti è anche scritto: “ ma ogni donna…” . C’è anche da dire che quello di Paolo non è un consiglio perché se era tale lo specificava come in 2Corinzi 8:10, invece dice chiaramente che ciò che lui scrive sul velo, sono comandamenti del Signore  (1Corinzi 14:37) e si capisce da: la donna deve e dice anche il motivo: gli angeli.

Ed in ultimo, ma cosa più importante per tutti, giro la domanda che Paolo fece ai Corinzi: “GIUDICATE VOI STESSI: è decoroso che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto?” 1Corinzi 11:13. Giudicate voi se è veramente conveniente pregare o profetizzare senza velo, conformandosi al mondo e sapendo che: “Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli”. (Matteo 5:19)”.

Su questo spinoso comandamento ci sono varie convinzioni sia tra gli anziani, quando c’era Giuseppe, che tra i fratelli, ed infatti basta anche leggere Lux Biblica n. 48 del 2013 al cap. 13 da pag. 111 per capire il contrasto all’interno della stessa assemblea e questa è un’altra cosa che non va proprio bene perché dovremmo essere tutti di pari consentimento, di un unico sentire ed infatti è scritto: “Ora, fratelli, io v’esorto, per il nome del nostro Signor Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare, e a non aver divisioni fra voi, ma a stare perfettamente uniti in una medesima mente e in un medesimo sentire” (1Corinzi 1:10; cfr. Filippesi 2:2).“Giudicate voi di quello che dico” fratelli e sorelle.

APPROVANO LA SEMI NUDITA’.

Rifiutano di esortare la fratellanza a non andarsi a denudare al mare o in piscina o altro, e sapete perché fratelli e sorelle? sentite cosa mi è stato detto all’ultimo incontro del primo giugno: “Se noi non siamo convinti di questo, come possiamo predicare o esortare la chiesa?” (Loro non sono convinti e quindi non credono che la nudità o semi nudità sia sconveniente). Capite? Domandate agli anziani.

Anche qua sono in errore e perseverano nell’errore ed inducono nell’errore molti fratelli e sorelle che sono deboli nella fede, mentre altri trovano conforto nel non sentire nulla contro questa pratica, ed allora, pensano: se gli anziani e i principali fratelli e sorelle si denudano e, per di più, nessuno dice nulla, allora lo posso fare tranquillamente anche io, come ad esempio il velo, se non lo indossano le mogli degli anziani, allora…

Detto questo, voglio esortarvi, con la Scrittura, a non andare a mettervi mezzi nudi in costume al mare.

Santifichiamoci, glorifichiamo Dio col nostro corpo perché è scritto che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e che non appartiene a noi, ed anche che dobbiamo glorificare Dio nel nostro corpo (1Corinzi 6:19,20).

Giudicate voi fratelli e sorelle se quando vi denudate al mare o al lago o in piscina state glorificando Dio nel vostro corpo e se state tenendo il vostro corpo in santità ed onore in quanto è anche scritto: “che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore”(1Tessalonicesi 4:4).Il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e non appartiene a noi (1Corinzi 6:19) perché siamo stati comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1Corinzi  6:20).

Paolo scrive: “Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidirgli nelle sue concupiscenze” (Romani 6:12), ed ancora: “Similmente che le donne si adornino d’abito convenevole, con verecondia e modestia: non di trecce e d’oro o di perle o di vesti sontuose (1Timoteo 2:9), e questo vale anche per la vita quotidiana di vestirsi in modo “convenevole” anche per gli uomini, che predicano in pantaloni corti ed altri si vedono in canottiera e le donne con abiti succinti, adornate con perle… e con labbra piene di rossetto? “Giudicate voi di quello che dico” fratelli e sorelle.

GIUSTIFICANO I TATUAGGI.

Non credono che farsi dei segni sulla pelle sia peccato (Levitico 19:28) ed anche qua fanno vani ragionamenti. Quando si proiettò il filmato del massone Billy Graham, nel novembre 2018, gli attori avevano dei tatuaggi sul corpo, ed in particolare un ragazzo aveva un tatuaggio “cristiano” su un bicipite che indicava un versetto biblico (Romani 1:16) e feci subito presente il fatto agli anziani, ma purtroppo anche loro giustificarono la cosa e non tennero conto del divieto di non farsi stampe sul corpo ed, appunto, hanno giustificato anche i tatuaggi. Poi venni a sapere che molti si stampano questi segni sulla carne per “evangelizzare”, così dicono gli insensati, ma è soltanto per dare sfogo alle concupiscenze della carne giustificando queste pratiche contro Dio con ragionamenti insensati e seducendo gli uomini ignoranti e instabili.

Molti, anzi troppi, vanno dietro a questi insensati, ma dovete sapere, fratelli e sorelle, che davanti a Dio non esiste nessuna scusa: o è bianco o è nero, il grigio porta all’inferno.

PERMETTONO LE SECONDE NOZZE MENTRE IL CONIUGE E’ ANCORA IN VITA.

Fratelli e sorelle, che siete convolati a nuove nozze (dopo che avete creduto) mentre il vostro coniuge era ancora in vita, sappiate che non potevate risposarvi. Avete commesso adulterio e dovete pentirvi e chiedere perdono a Dio. Sicuramente siete stati confortati dalle convinzioni degli anziani e di fratelli che approvano le nuove nozze, ma che sono in errore i quali credono che per il motivo di fornicazione il matrimonio viene annullato e quindi il vincolo matrimoniale è sciolto dando così modo alla parte innocente di risposarsi.

Fratelli e sorelle vi devo dire che dietro queste convinzioni ci sono vari e famosi personaggi dell’evangelismo internazionale, tra cui scrittori di libri ed altri che sono arrivati a questa convinzione con vani ragionamenti che sono così contorti da lasciare a bocca aperta  per l’astuzia che manifestano coloro che li fanno, i quali prendono anche dei termini ebraici e greci per giustificare i loro errori e fare dire al Signore Gesù Cristo le cose che piacciono a coloro che dormono, che sono compiacenti o che non conoscono la Sacra Scrittura oppure che sono degli sprovveduti che si fidano ciecamente di ciò che gli viene detto o di ciò che leggono nei commentari. Ma non vi illudete perché siete tutti colpevoli, da chi scrive libri di menzogne, a chi le predica convincendo gli sprovveduti che hanno trovato conforto in queste bugie. Sappiate che Dio non ha riguardi personali (cfr. Colossesi 3:25) e “non terrà il colpevole per innocente” (Esodo 34:7).

Allora, per giustificare le nuove nozze per i divorziati si sono dovuti inventare dei titoli da dare a dei passi della Scrittura, a dir poco ridicoli, che sono chiamati: “Clausola Eccettuativa” e cioè “salvo che per cagion di fornicazione” (Matteo 5:32; cfr. Matteo 19:9) e l’altro cosiddetto “Privilegio Paolino” e cioè “Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace” (1Corinzi 7:15).

Ma in nessun caso è possibile risposarsi col coniuge in vita.

I Farisei tentano Gesù chiedendo se è lecito mandare via la moglie per qualunque ragione. Gesù risponde che gli sposi sono uniti da Dio e il matrimonio è indissolubile, l’uomo non può mettervi fine. I Farisei allora chiedono perché Mosè permise di darle l’atto di divorzio e mandarla via. Gesù rispose che fu per la durezza dei loro cuori che Dio permise ciò, ma da principio non era così. Quindi Gesù risponde ai Farisei esponendo l’unico caso in cui era possibile mandare via la moglie: in caso di fornicazione. Ma chi manda via la moglie e ne sposa un’altra commette adulterio, come è confermato in Luca e Marco. Chi manda via la moglie la fa’ essere adultera ma se la moglie ha fornicato con qualcuno è già adultera, quindi è lecito mandarla via perché già ha peccato, lei si è già resa adultera e quindi non c’è più da preservarla.

«Fu detto: Chiunque ripudia sua moglie, le dia l’atto del divorzio. Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio» (Matteo 5:32).

A conferma che solo la morte scioglie il vincolo matrimoniale è scritto “chiunque sposa colei ch’è mandata via, commette adulterio”. La donna mandata via per qualsiasi motivo che si risposa, commette adulterio, e questo è confermato in Luca, Marco e Matteo. Anche per l’uomo stesso discorso, come è scritto anche in Marco 10:11-12 e Luca 16:18.

Gesù con la risposta che da’ ai Farisei spiega come erano le cose nel principio e i discepoli di Gesù, che conoscevano bene la legge, si stupiscono di quello che Gesù disse loro  rispondendogli: “Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie” (Matteo 19:10).

Se dunque ci si potesse risposare a seguito del tradimento del coniuge, per quale motivo i discepoli risposero che allora “non conviene di prender moglie”?

Paolo spiega ai Romani l’affrancamento dalla legge e cita proprio il matrimonio che dura tutta la vita, ed altresì ne parla al presente e non al passato come di cosa vecchia, passata: “Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito” (Romani 7:2,3).

La donna è legata per la legge al marito mentre il marito è in vita, ma…dice Paolo, se il marito muore, allora è sciolta dalla legge. Non lascia altri intendimenti e poi al versetto 3: “Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo”.

Fratelli e sorelle, non possiamo fare finta di nulla ed ignorare la Scrittura nella Sua Somma che  “è verità” (Salmo 119:160).

Mi pare chiaro che se la donna si risposa mentre il marito è vivo ella diviene adultera, mentre se il marito muore ella si può risposare, ma solo in quel caso; come noi siamo morti alla legge mediante il corpo di Cristo per appartenere ad un altro e cioè a Colui che è risuscitato dai morti, e per essere liberati della legge dovevamo morire con Cristo, e Paolo lo ricorda, spiegando questo concetto, con il matrimonio uomo/donna e che solo la morte può sciogliere il vincolo matrimoniale/legale, come ci conferma  ancora Paolo: “La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore.” (1Corinzi 7:39). Anche quando il coniuge credente viene lasciato dal non credente non si può risposare e le parole prese dal versetto: “non sono vincolati” significano, se riflettiamo bene, che se il non credente se ne vuole andare via di casa, il credente non deve far nulla di più per tenerlo in casa perché non ha l’obbligo che avrebbe una coppia di credenti di preservare l’unità familiare, anche per non vivere in continui litigi o altro, per mantenere la pace (1Corinzi 7:15).

Anche su quest’altro spinoso problema, ci sono divergenze di convinzioni nell’assemblea. E gli anziani, dato che vogliono signoreggiare dall’alto dei loro scranni, non danno minimamente ascolto a nessuno, annullando così i comandamenti dati da Paolo da parte di Dio, non tenendo conto di ciò che è scritto perché la Scrittura parla molto chiaramente del divieto di passare a nuove nozze con il coniuge ancora in vita.

Giudicate voi di quello che dico” fratelli e sorelle.

NON DIFENDONO IL SIGNORE GESU’ DA CHI LO INSULTA.

Proprio così fratelli e sorelle, il primo febbraio scorso il Signore  Gesù Cristo ha subito un forte attacco da parte di un sedicente credente di nome Stefano Mariotti il quale ha tenuto una conferenza presso l’IBEI, dal titolo: “il credente e la politica” e questo insensato non ha usato mezzi termini offendendo gravemente il Signore dicendo che GESÙ HA SCELTO IL MALE  MINORE  in varie circostanze. Lo ha offeso con queste  parole testuali: “Gesù lo ha sempre fatto” ovvero Gesù sceglie ed ha scelto sempre il male minore. Costui dunque incita a fare il male onde ne venga il bene e si condanna da sé.

Non esiste “UN MALE MINORE” da scegliere perché il male è sempre male, ma questi ribelli e sprezzatori della verità, non lo sanno perché invece di accettare il pensiero di Dio, hanno accettato il pensiero MASSONICO «LIBERTA’, FRATELLANZA, UGUAGLIANZA» e  sono pronti a prendere le armi carnali per difendere la libertà (Anna Frank come dice, questo «cristiano/sionista») e i diritti.

Ed allora ho fatto presente il fatto al Vice Preside dell’IBEI ma con scarsi risultati e poi agli anziani, con ancora più scarsi risultati, anzi, anche loro sarebbero pronti a scendere in piazza e prendere le armi per difendere i loro diritti,  in quanto nessuno ha preso posizione contro le gravissime parole dell’oratore. Invece, ingiustamente hanno accusato me, come al solito, di avere capito male perché erano presenti quaranta persone, che, io presumo erano tutte addormentate o compiacenti e quindi, il risultato che ne è venuto fuori è che, dato che sono stato l’unico a protestare ho, secondo la logica dei “Diotrefe”, sbagliato.

Inoltre nel corso della conferenza l’oratore ha detto tante bugie e falsità per giustificare i credenti che vogliono entrare in politica e votare, e che sono pronti a ricorrere alle armi per cercare giustizia con la ribellione di massa. Parole dette da un insensato che non conosce la Parola di Dio e non conosce Dio e la Sua giustizia, che non ha Timore di Dio. Anche in questo caso è mancato il discernimento di molti, anche di quelli anziani nella fede che erano presenti al seminario. Se volete ascoltare questa conferenza andate su YouTube qua: https://youtu.be/V_6yIV-tpWQ e giudicate voi quello che egli dice.

I SUICIDI SARANNO SALVATI.

Dicono e sono convinti, che un credente suicida troverà misericordia presso Dio e si ergono a sommi giudici al di sopra dell’Onnipotente, il Giusto Giudice “…che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente” (Esodo 34:7) ed infatti è ancora scritto che: “L’Eterno è lento all’ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente”(Nahum 1:3). Ma come è possibile GIUSTIFICARE IL PECCATO? MA COME SI PERMETTONO D’INGANNARE, soprattutto i fratelli e le sorelle più deboli e specialmente i neo convertiti? Certo, in mezzo alla chiesa ci sono anche coloro che trovano conforto in queste menzogne, cioè coloro che vogliono trovare conforto ai loro peccati, in quanto non hanno abbandonato il peccato vivendo ancora secondo la carne.

Quindi secondo questa convinzione eretica, essi dicono che Dio avrà misericordia di questi omicidi che hanno fatto questo gesto perché aggravati da una malattia incurabile e quindi erano nella sofferenza o perché erano nella tribolazione o nella persecuzione a morte con torture, ecc. Ma io vi domando fratelli e sorelle, ma sapreste dirmi un caso in cui, ad esempio gli apostoli o altri discepoli citati nella Bibbia, si sono suicidati perché si trovavano in condizioni estreme?? Oppure troviamo che hanno avuto fede in Dio fino alla fine? Infatti il Signore ha esortato tutti  dicendo ai suoi discepoli: “Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:13) e poi leggete la fine che hanno fatto gli Ebrei che uscirono dall’Egitto i quali, pur avendo creduto all’inizio in Dio ed in Mosè (Esodo 14:31) non perseverarono nel patto di Dio (Ebrei 8:9).

Queste convinzioni vanno palesemente contro Dio ed i Suoi comandamenti, ed essi mostrano così di non credere nella Scrittura e di conseguenza in Dio.

Ma se Dio ha dato il comandamento di “non uccidere” (Esodo 20:13) chi sono loro per giustificare l’uccisione di se stessi?  Dove è scritto che gli omicidi andranno in paradiso? Chi crede in queste eresie fa Dio bugiardo e ne pagherà le conseguenze.

Quindi, secondo voi fratelli chi dice la verità? Loro o Dio, dato che è altresì scritto: “Ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, AGLI OMICIDI, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8) ed anche: “Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, GLI OMICIDI, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.” (Apocalisse 22:15)? Tra l’altro dicendo queste menzogne potrebbero istigare a questo gesto insano fratelli e sorelle deboli nella fede che sono nella grande prova, nella malattia o tribolazione, mandandoli così nelle fiamme dell’inferno. Allora, secondo ciò che è scritto, i suicidi, credenti o non credenti, andranno tutti all’inferno perché hanno commesso un omicidio o auto-omicidio. COSÌ È SCRITTO E COSÌ SARÀ  E CHI DICE IL CONTRARIO SI ATTIRERÀ ADDOSSO L’IRA DI DIO. Giudicate voi da persone savie.

DIO ODIA IL PECCATO MA AMA IL PECCATORE.

Ecco perché per loro i suicidi non potranno andare all’inferno, ma come i suicidi, anche gli adulteri, i ladri, i fornicatori, i bugiardi, ecc. non andranno all’inferno, infatti più sotto avrete la conferma di questo.

Però, dovrebbero sapere costoro che nelle fiamme dell’inferno non ci va il peccato, ma chi lo commette. E chi è che commette il peccato? Logico…il peccatore ed infatti l’ira di Dio rimane sopra i peccatori: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui” (Giovanni 3:36). C’è anche da dire che secondo il loro modo di ragionare e per non cadere in contraddizione, devono dire che Dio non odia nessuno e per fare quadrare ancora una volta i loro vani ragionamenti, ecco che devono per forza dire che DIO AMA ANCHE CHI MANDA ALL’INFERNO, sempre se c’è qualcuno, perché il loro dio perdona tutti, ed ecco che viene fuori, dalla somma di questi vani ragionamenti, l’Universalismo ed anche qua essi sono in errore, sono contro Dio che odia la falsità (Salmo 119:104) e “può salvare e perdere” (Giacomo 4:12), che manda giudizi sulle nazioni e sulle singole persone; vedi Sodoma e Gomorra, Saul, Faraone, o gli Israeliti che non perseverarono nel Suo patto, anche uccidendo i figli di quelli che peccano, vedi Davide ed ancora Faraone ecc. Se Dio amasse quelli che manda all’inferno sarebbe un controsenso, non trovate fratelli? Quando Dio uccide gli operatori di iniquità è perché li ama o perché ha deciso che essi dovranno essere tormentati nelle fiamme dell’Inferno? Ma come si può arrivare a fare certe affermazioni talmente ridicole CHE C’È DA RABBRIVIDIRE, soltanto a sentire come viene contorta la Parola di Dio o come per prurito d’udire si aggiunge o si toglie ciò che fa comodo. Non riescono a capire che dando questi messaggi buonisti illudono la fratellanza che accetterà volentieri le loro storture, anche se sono nel peccato, perché sono confortati ed illusi da queste menzogne, fino a che Dio non li farà morire e scendere nell’Ades ed allora cesseranno di illudersi che Dio li ama nonostante tutto.

LE PERSONE BUONE CHE NON CREDONO NEL VANGELO NON VANNO ALL’INFERNO.

Ecco le ultime sei righe di uno scritto del 30.11.2007, di Nicola BERRETTA, che ho trovato sul sito di Nicola Martella: “L’Inferno, come luogo di tormento eterno e consapevole dei dannati, rimane a mio giudizio un mistero, difficile da concepire e DA ACCETTARE. Pensare che persone buone, gentili, sincere, garbate ed educate, ma che non hanno creduto al messaggio di salvezza offerta in dono da Dio, soffrano per l’eternità assieme a persone come Hitler e Stalin, resta per me DIFFICILE DA ACCETTARE. SONO PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE DELLE BASI BIBLICHE e teologiche che sono alla base di questa dottrina, ma la mia mente limitata continua A NON RIUSCIRE A CONCEPIRE L’ESISTENZA d’un tale ineluttabile destino.” (http://www.puntoacroce.altervista.org/_Dot/T1-Inferno_pensieri_Esc.htm il maiuscolo è mio).

Nicola quindi, pur essendo perfettamente consapevole delle basi bibliche della dottrina secondo cui le «persone buone, gentili, sincere, garbate ed educate», ma che non hanno creduto, andranno in perdizione, non crede nelle Scritture, come anche non accetta la giustizia di Dio che viene dalla fede rendendo così vano il sacrificio perfetto del Signore Gesù Cristo, come rende inutile l’Evangelo e la predicazione di esso. Per Nicola infatti anche senza Cristo si può andare in paradiso, basta essere persone buone, gentili, sincere, garbate ed educate, come afferma lui. Mi pare che le parole di Nicola spieghino molto bene il suo pensiero e quello degli anziani e quello delle Assemblee dei Fratelli, già anche di tutte le Assemblee dei Fratelli, perché MAI NESSUNO – per quanto io ne sappia – ha ripreso pubblicamente Nicola e condannato queste sue dichiarazioni eretiche. Quindi tutte le Assemblee dei Fratelli di tutta Italia e non, appoggiano anche questa eresia di perdizione. Inoltre è palese l’incredulità che traspare da questi vani ragionamenti, perché è scritto chiaramente nella Bibbia che “chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16). Allora mi sembra chiaro che gli anziani e probabilmente anche qualcuno di voi, fratelli,  NON ACCETTANO le Scritture perché non credono alla Parola di Dio e quindi non credono in Dio.

ALL’INFERNO NON C’E’ UN VERO FUOCO. Gli anziani ed alcuni di voi non credono che all’inferno ci siano delle reali fiamme che tormentano chi vi entra, perché non sono convinti che le fiamme siano reali, andando così ancora una volta contro Dio facendone un bugiardo e facendo capire che per loro il fuoco dell’Ades è allegorico. E POI DICONO DI CREDERE ALLA “SOLA SCRITTURA”!

Vi domanderete, come mi sono domandato io: “Ma come è possibile che dei fratelli di questa levatura intellettuale, con la loro conoscenza, ecc. dicano queste cose?” Ed investigando le Scritture, la risposta è ovvia:“…per gl’increduli, dei quali L’IDDIO DI QUESTO SECOLO HA ACCECATO LE MENTI, affinché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro.” (2Corinzi 4:4). ESORTO GLI ANZIANI E CHIUNQUE CREDE A QUESTE ERESIE A RAVVEDERSI E A CONVERTIRSI.

IL DUBBIO E’ PECCATO, fate attenzione, fratelli e sorelle, perché gli anziani hanno dei dubbi sulla VERIDICITA’ della Sacra Scrittura, come vi ho mostrato sopra e chi dubita, come dice Dio nella Sua Parola, è di animo doppio ed è come un’onda di mare sbattuta qua e là dal vento. Possiamo senz’altro dire che il dubbio è incertezza, e quindi contrario alla FEDE, che è “il dono di Dio” (Efesini 2:8). La fede  è “certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1), ed infatti è anche scritto: “accostiamoci di vero cuore, con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica dalla mala coscienza (Ebrei 10:22).

Sappiate che la Scrittura condanna il dubbio o il dubitare, infatti è scritto: “Ma colui che sta in dubbio, se mangia è condannato, perché non mangia con convinzione; e tutto quello che non vien da convinzione è peccato” (Romani 14:23), ed anche: “Or senza fede è impossibile piacergli (Ebrei 11:6).

Quindi tutto quello che non viene dalla fede (la Luzzi mette “convinzione) è peccato, per cui anche mangiare dubitando è peccato. Allora fratelli e sorelle, il dubbio viene dalla fede?  NO! quindi è peccato.

Giacomo ci dice quando e come dobbiamo chiedere sapienza, la dobbiamo chiedere a Dio senza dubitare: “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giacomo 1:5-8).

Risulta chiaro quindi che chi dubita è d’animo doppio è doppio nel parlare ed è instabile in tutte le sue vie, infatti è descritto come un’onda di mare agitata dal vento e spinta qua e là.

Sappiamo anche che gli instabili sono vittime dei falsi dottori, secondo che è scritto: “Adescano le anime instabili” (2Pietro 2:14), ed anche: “E abbiate pietà degli uni che sono nel dubbio; salvateli, strappandoli dal fuoco” (Giuda 22-23). Questo significa che il DUBBIO porta nel fuoco dell’inferno. Gesù rimproverò Pietro perché aveva dubitato: “O uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Matteo 14:31).

Non trovate che queste Scritture confermano che DUBITARE  è il contrario di avere fede in Dio, e quindi chi è nel DUBBIO è nel peccato? E qual è il salario del peccato? La morte (Romani 6:23).

INOLTRE, SAPPIATE TUTTI CHE LA SCRITTURA DICE: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia compiuto, appieno fornito per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16,17). Quindi, da questo sappiamo che ogni volta che apriamo la Bibbia per leggerla e meditarla, Dio ci sta parlando ed ogni singolo versetto è parola di Dio e se mettiamo in dubbio anche una piccola frase, allora pecchiamo di incredulità. Abbiate sempre piena fiducia nella Scrittura quando la leggete, perché è Dio che parla.

Ed allora stiamo attenti, fratelli e sorelle, perché c’è di mezzo la nostra vita futura, e vi esorto ancora ad investigare tutti i giorni le Scritture perché è il solo modo, con l’aiuto di Dio, di stare sempre all’erta e di scoprire chi dubita della Parola di Dio.

Giudicate voi di quello che dico” fratelli e sorelle.

“UNA VOLTA SALVATI SEMPRE SALVATI”.

Per cagione di questa falsa dottrina, come dice la Scrittura: “Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:18). Non viene predicata la giustizia di Dio, ovvero non viene predicato che “Dio è anche un fuoco consumante”(Ebrei 12:29), che “è cosa spaventevole cadere nelle mani dell’Iddio vivente”(Ebrei 10:31), e che Dio odia l’empio e colui che ama la violenza (cfr. Salmo 11:5). Ed il motivo è perché devono per forza di cose portare avanti l’eresia di perdizione soprannominata“UNA VOLTA SALVATI SEMPRE SALVATI” che è senza ombra di dubbio una dottrina eretica e che sta portando molti nelle fiamme dell’inferno perché gli è stato fatto credere che non potranno mai, dico mai, perdere la salvezza qualsiasi peccato possano commettere, ad esempio il SUICIDIO, L’ADULTERIO, ECC…). E se qualcuno commette un peccato o si ritrae indietro da Gesù, ti dicono che non era mai stato salvato, non era mai stato un vero credente.

Ma non è affatto così. Prendiamo per esempio coloro che un giorno “apostateranno dalla fede”. La fede di costoro non può essere falsa per il semplice motivo che non avrebbe senso parlare nei loro confronti di apostasia, non si può infatti apostatare da una fede finta ma solo da una fede vera, cioè un non credente, domando a costoro, ma da cosa apostaterà, se, appunto, non crede? Ed infatti lo conferma Paolo, dopo avere detto che Gesù Cristo “è stato creduto nel mondo” (1Timoteo 3:16), dice: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno DALLA FEDE, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî … ” (1Timoteo 4:1). Paolo ha voluto dire come alcuni di coloro che hanno creduto in Gesù Cristo abbandoneranno la fede per volgersi a delle eresie: è da insensati dire che costoro non avevano mai creduto.

Pietro, parlando dei falsi dottori che sono in seno alla fratellanza, dice: “Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d’iniquità” (2Pietro 2:15). Se questi erano sulla strada diritta vuol dire che erano nella fede e difatti poco prima Pietro dice di costoro: “Rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina” (2 Pietro 2:1). Quindi costoro erano stati  riscattati, infatti è detto che il Signore li ha riscattati, un giorno. Chi sono i riscattati? Non sono forse quelli che hanno creduto nel Signore? Certo, infatti Paolo dice ai credenti di Corinto: “Voi siete stati riscattati a prezzo …” (1Corinzi 7:23) e ai Galati “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge …” (Galati 3:13). Quindi, questi falsi dottori un giorno avevano anch’essi veramente creduto nel Signore il quale li aveva riscattati; solo che ad un certo punto hanno rinnegato la loro fede e la loro condizione ultima è diventata peggiore della prima e viene detto di loro che “meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch’era loro stato dato” (2 Pietro 2:21). Si può avere conosciuto la via della giustizia senza avere prima creduto veramente in Cristo?

Certamente la fede finta esiste; se infatti esiste quella vera esiste anche quella falsa (1Timoteo 1:5).Come esistono fratelli veri e falsi fratelli (2Corinzi 11:26). Ma nel caso di chi apostata o abbandona la fede non si può dire che egli aveva una fede finta prima di apostatare, anche perché è illogico affermare questo con tutta l’evidenza della Scrittura.

Devo dire che qualche rara volta è stato detto dal pulpito: “Non credete che potete fare come vi pare”, ma queste parole sono solo di facciata e sono inutili se non accompagnate dalle esortazioni al ravvedimento E MAI HO SENTITO ESORTARE LA CHIESA ALLA SANTIFICAZIONE, AL  PERSEVERARE OGNI  GIORNO.

Una sera alla cellula era il 23 maggio 2019 in casa di Francesca, ho tentato di parlare con i fratelli e sorelle presenti della possibilità di perdere la salvezza e dell’obbligo che abbiamo di perseverare ogni giorno, ma subito sono stato fermato  e ripreso pubblicamente  da Giuseppe, che mi ha ricordato ciò che mi era stato intimato tempo prima, dicendomi con una certa stizza: “Tu sai che non devi parlare davanti ad altri di queste cose…e chi dice queste cose è eretico” e per quanto riguarda il perseverare, mi diceva ancora: “Paolo, noi non siamo cattolici che dobbiamo compiere le opere”. SCONCERTANTE! ricordo la stizza di Giuseppe perché avevo osato esortare i fratelli pubblicamente. Per loro quindi, santificarsi e perseverare significa cercare di essere giustificati per le opere e quindi annullare la grazia!

Devo dire che nelle predicazioni ho sentito anche accennare all’inferno (Ades) qualche volta, ma sempre insufficientemente perché è stato soltanto accennato a questo luogo di tormento e mai è stato predicato in maniera adeguata su questo terribile luogo ove i peccatori staranno fino al giorno del giudizio, quando risusciteranno per essere giudicati secondo le loro opere e gettati nella Geenna, cioè nel fuoco eterno o stagno ardente di fuoco e di zolfo.

Nella Scrittura è chiaro che la salvezza è condizionata da dei «se» e da dei «ma» perché c’è la possibilità che un credente, un vero credente si possa trarre indietro (Ebrei 10:38,39).

Ho fatto notare con la Scrittura che Giuda Iscariota “per un tempo” è stato un vero credente (Luca 8:13) ed infatti ho collegato Giuda e la lettera agli Ebrei che vi esorto a leggere con attenzione fratelli e sorelle, e vi accorgerete delle forti esortazioni e moniti che lo scrittore fa a quegli Ebrei di nascita, che erano nostri fratelli, perché come risulta chiaramente dalla lettera, erano proprio dei discepoli di Cristo come lo siamo noi. Vi incollo una riflessione che ho postato su FB in merito a Giuda Iscariota.

«DALLE SCRITTURE RISULTA CHE GIUDA ISCARIOTA  ERA UN VERO CREDENTE. Che alcuni lo vogliano o meno, Giuda il traditore era un vero credente, come ci dicono le Scritture perché sembra proprio che la Parola di Dio confermi che Giuda l’Iscariota fosse proprio un discepolo di Gesù come gli altri undici, con la differenza che Giuda era già predestinato a perdizione.

Quindi, secondo alcuni, Giuda era incluso fra le pecore di Cristo, ma non perché era veramente una delle sue pecore ma perché faceva parte dei Suoi discepoli. Ma perché i discepoli di Cristo non erano tutti pecore di Cristo? Non facevano parte tutti del suo gregge di pecore? Da quanto è scritto risulta che i discepoli di Cristo erano il gregge del Signore, infatti Gesù Cristo un giorno disse ai Suoi discepoli: “non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno” (Luca 12:32),  lo disse ai suoi discepoli, infatti poco prima è scritto: “poi disse ai suoi discepoli” (Luca 12:22), e tra i suoi discepoli c’era anche Giuda Iscariota che era uno dei dodici apostoli che Gesù aveva eletto tra i suoi discepoli che Egli Stesso aveva scelto: “Or avvenne in que’ giorni ch’egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli: … e Giuda Iscariot che divenne poi traditore” (Luca 6:12-16).

Giuda era inizialmente anche lui una pecora di Cristo, faceva anche lui parte del gregge del Signore; non solo, era anche lui un figliuolo di Dio, perché Gesù disse ai suoi discepoli: “Al Padre Vostro è piaciuto di darvi il regno” (Luca 12:32). Ma poi Giuda andò in perdizione, affinché si adempisse la Scrittura (Giovanni 17:12).

Giuda fu costituito Apostolo insieme agli altri undici da Gesù (Matteo 10.2), ricevette potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità(Matteo 10.1), fu mandato insieme agli undici a predicare che il regno dei cieli è vicino, sanare gli infermi, resuscitare i morti, cacciare i demoni (Matteo 10.7.8). Ricevette da Dio, mediante Gesù, l’ufficio di Apostolato e questo ministerio lo può dare solo il Signore, e tutto ciò lo conferma Paolo: “della quale io sono stato fatto ministro, secondo l’ufficio datomi da Dio per voi di annunziare nella sua pienezza la parola di Dio” (Colossesi 1:25). Pietro dice: “Poiché egli era annoverato fra noi, e avea ricevuto la sua parte di questo ministerio (Atti 1.17) ed ancora: “Poiché è scritto nel libro dei Salmi: Divenga la sua dimora deserta, e non vi sia chi abiti in essa; e L’ufficio suo lo prenda un altro” (Atti 1:20) Giuda nacque di nuovo e poi perse la salvezza perché fu uno di quelli che credono per un tempo(Luca 8.13). Ha creduto nel Signore certamente, perché è anche scritto: e nessuno può dire: “…Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo” (1Corinzi 12:23), ed infatti il Salmo 41:9 recita: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me”.»

Ho letto dei libri, anche di autori di fama, come Rinaldo Diprose, che riguardano la salvezza, la lettera agli Ebrei ed altro ma devo dirvi francamente che, sì, ho letto anche cose giuste ed ho anche appreso con piacere alcune cose della Scrittura, ma quando si va a toccare il tasto della salvezza, ecco che le cose cambiano, ed infatti tutti coloro che vogliono farti credere la dottrina «una volta salvati, sempre salvati», intoppano tutti nella Scrittura perché non intendono ciò che è chiaro e sono costretti a fare dei ragionamenti senza fondamenti biblici, dei vani ragionamenti, per giustificare quella che oramai è diventata la loro tradizione per mezzo della quale hanno annullato la Parola di Dio proprio come facevano i Farisei al tempo di Gesù (Matteo 15:3.6).

Per questo motivo, vi ho mostrato alcune gravissime omissioni, errori dottrinali, dubbi, di questa chiesa, ma in generale della dottrina della Chiesa dei Fratelli, sulla veracità della Sacra Scrittura , errori che sono indotti da fratelli compiacenti  per compiacere i molti tra cui anche la massoneria perché dovete anche sapere che molte di queste negazioni fanno parte della dottrina dei massoni che oramai sono anche all’interno di moltissime chiese ed hanno un parlare suadente, dolce e molto accattivante. Proprio quello che molti sedicenti fratelli vogliono sentire dire per avallare le loro concupiscenze carnali. Ma amano ancora di più sentir dire: non vi preoccupate che alla fine…ANDRA’ TUTTO BENE”. Poveri ILLUSI.

Per tutto questo, fratelli e sorelle, vi esorto a vigilare, ad aprire gli occhi e le orecchie perché certi ragionamenti sono per la perdizione e con rammarico vi dico ciò che ho notato riguardo alcuni comportamenti licenziosi riguardo questa assemblea e cioè: alcuni, prima della conversione, seguivano le concupiscenze mondane… e dopo la conversione…hanno continuato a seguirle. Infatti alcuni sono soltanto degli illusi, se pensando che facendo parte di una chiesa evangelica e poi essere stati battezzati e dire qualche preghierina, possano comportarsi come vogliono, possano conformarsi alle concupiscenze del mondo e che non debbano ubbidire al comandamento di santificarsi.

Infatti in molte assemblee dove si insegna “una volta salvati, sempre salvati” non c’è il TIMORE DI DIO, mentre invece è scritto che dobbiamo compiere la nostra salvezza con TIMORE E TREMORE (Filippesi 2:12), infatti quanti di voi ancora sono legati alla carne, alle concupiscenze del mondo? A quanti piace fare ancora le cose di prima? Riflettete, tanto sapete cosa sono le cose carnali, le concupiscenze del mondo, almeno spero. Quindi questa eresia dona una falsa tranquillità che sta bene a tutti quelli che vogliono illudersi e continuare a non rinunciare a nulla delle cose del mondo ed infatti non c’è bisogno di perseverare, di ricercare la perfezione e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore perché tanto tutto questo è compreso nel “pacchetto salvezza” con cui hanno illuso ed illudono tanti di voi.

Fratelli e sorelle, santifichiamoci ogni giorno e non adempiamo le concupiscenze della carne. Quanti sono ancora schiavi del mondo? Sappiate che “chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).Riflettete perché “la fede senza le opere è morta” (Giacomo 2:17 cfr. v.26).

E molti sono nella condizione che descrive Giovanni, e cioè: “Chi dice: Io l’ho conosciuto e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo, e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, l’amor di Dio è in lui veramente compiuto. Da questo conosciamo che siamo in lui: chi dice di dimorare in lui, deve, nel modo ch’egli camminò, camminare anch’esso”(1Giovanni 2:4-6) per questo dobbiamo essere Suoi imitatori (Efesini 5:1) “onde non diventiate indolenti ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza eredano le promesse” (Ebrei 6:12).

Investigate le Scritture perché la fede viene dalla Parola e la Parola procede dalla bocca di Dio. Se avete dei dubbi, ad esempio su degli insegnamenti, fatelo presente agli anziani, prendete la consapevolezza che Dio odia tutti gli operatori d’iniquità (Salmo 5:5), che l’ira di Dio rimane sui peccatori  (Giovanni 3:36) e che il Signore dirà ai tanti illusi: “…Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità” (Matteo 7:23).

Ubbidiamo ai comandamenti e siamo imitatori di Paolo e non ci ribelliamo ai suoi comandamenti, crediamo alla Parola e non ad oratori che parlano molto bene con la loro dialettica accademica e con la loro filosofia ed infatti dicono belle parole, ma non predicano la Parola di Dio perché non sono mandati da Dio, altrimenti, appunto, predicavano ai peccatori il ravvedimento e l’Evangelo, e predicavano ai santi tutto il consiglio di Dio. La predicazione della parola di Dio deve anche incutere il TIMORE DI DIO. Ma in molte loro prediche i credenti vengono illusi che alla fine saranno salvati anche se non procacciano la santificazione ed il profeta Isaia ha proprio ragione quando ha detto: “Giacché questo è un popolo ribelle, son de’ figliuoli bugiardi, de’ figliuoli che non vogliono ascoltare la legge dell’Eterno, che dicono ai veggenti: ‘Non vedete!’ e a quelli che han delle visioni: ‘Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci delle cose piacevoli, profetateci delle chimere! Uscite fuor di strada, abbandonate il sentiero retto, toglieteci d’innanzi agli occhi il Santo d’Israele!’  Perciò così dice il Santo d’Israele: Giacché voi disprezzate questa parola e confidate nell’oppressione e nelle vie oblique, e ne fate il vostro appoggio, questa iniquità sarà per voi come una breccia che minaccia rovina, che fa pancia in un alto muro, il cui crollo avviene a un tratto, in un istante” (Isaia 30:9-13).

Quindi fratelli e sorelle “Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa” (2Giovanni 8). Aprite gli occhi, svegliatevi da questo torpore che vi è stato instillato per decenni. “Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore” (Efesini 5:17).

 “Studiati di presentar te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità. Ma schiva le profane ciance, perché quelli che vi si danno progrediranno nella empietà e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena; fra i quali sono Imeneo e Fileto; uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni. Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: ‘Il Signore conosce quelli che son suoi’, e: ‘Ritraggasi dall’iniquità chiunque nomina il nome del Signore’”

(2Timoteo 2:15-19).

IL LIBERO ARBITRIO. Molti di voi sono convinti di avere il libero arbitrio per mezzo del quale siete riusciti a salvarvi da soli, con le vostre capacità! Infatti chi crede nella menzogna del “libero arbitrio” deve per forza credere che si è auto-salvato perché il libero arbitrio ti porta a credere che la tua salvezza è dipesa dalla tua volontà e non dalla volontà di Dio.

Siamo d’accordo che l’uomo ha una sua volontà, e la Scrittura lo conferma: “E se vi par mal fatto servire all’Eterno, scegliete oggi a chi volete servire: o agli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume, o agli dèi degli Amorei, nel paese de’ quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno” (Giosue​ 24:15). Come vedete qui Dio chiede al suo popolo di scegliere chi vuole servire. Per cui possiamo dire che rifiutarsi di credere nell’Evangelo è una decisione dell’uomo, una decisione che comporta l’eterno tormento nel fuoco della Geenna. Ma da chi dipendono le decisioni sbagliate degli uomini? La Parola dice che “Egli possiede la forza e l’abilità; da lui dipendono chi erra e chi fa errare” (Giobbe 12:16). Le scelte degli uomini dipendono dunque da Dio.

Dio perciò indura i cuori di quelli che Lui vuole indurare affinché non credano e non siano salvati, secondo che è scritto: “Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:40).

Dio manda ad effetto tutta la sua volontà, pertanto se uno non crede è perché è stato da Dio indurato, è per effetto della predeterminata volontà di Dio: “Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n’è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: ‘Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà’; che chiamo dal levante un uccello da preda, e da una terra lontana l’uomo che effettui il mio disegno. Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò” (Isaia 46:9-11).

Allora, come si evince da questi pochi versetti, possiamo senz’altro dire che la nostra volontà è sempre subordinata alla volontà di Dio, ed è altresì scritto: “Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:15-16)

Quindi non dipende da chi vuole ma sempre da Dio che decide a chi fare misericordia e chi indurare. Abbiamo la conferma di questo con Gesù, che parlava alle turbe in parabole affinché non si convertissero, ed infatti quando i discepoli gli domandarono: “perché parli loro in parabole?”(Matteo 13:10), Gesù rispose: “Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono. E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice: Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete: perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca” (Matteo 13:13-15).

Infine voglio dire alcune cose a difesa del fratello BUTINDARO GIACINTO, perché questo fratello è odiato, schernito e vilipeso a causa dell’Evangelo, del Signore Gesù Cristo, anche da alcuni di voi, perché questo fratello dà molto fastidio a chi si ribella e si prende gioco delle cose di Dio.

Allora, voglio anche che sappiate, fratelli e sorelle, che gli anziani mi hanno accusato di essere stato plagiato dal fratello Butindaro, accusandolo falsamente e queste gravi parole le hanno dette quando alla fine si sono manifestati gli spiriti, perché avevo copiato sulla bacheca della chiesa una esortazione di questo fratello sul modo di radunarsi nel nome di Gesù Cristo e gli anziani si sono scandalizzati, appunto, delle seguenti parole che avevo incollato nella mia bacheca di FB, in modo che possiate giudicare se questa esortazione contiene cose contro l’Iddio Altissimo:

«La Chiesa è il Corpo di Cristo, ripeto il Corpo di Cristo, e quando si raduna nel nome del Signore Gesù Cristo, Egli è in mezzo a coloro che sono membri del Suo corpo. E ciò che si può fare o non si può fare durante la riunione di culto lo sappiamo in quanto conosciamo la volontà di Dio in Cristo Gesù a tale riguardo, che è espressa chiaramente negli Scritti Sacri. Quindi, voglio che sappiate che se Cesare ci vieta di fare durante il culto delle cose che Dio ci ordina di fare, o di fare cose che andrebbero a stravolgere l’ordine del culto o a danneggiare la comunione tra i partecipanti al culto, noi non siamo disposti ad ubbidire a Cesare, perché ubbidirgli significherebbe andare contro la Parola di Dio, e perciò contrastare e contristare lo Spirito Santo che è in noi. La Chiesa non è di questo mondo ma è di Cristo Gesù, che ne è il Suo Capo Supremo e deve ubbidire ai Suoi comandamenti costi quel che costi. Per cui in questo caso mettiamo in pratica quello che hanno detto gli apostoli: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29). Termino dicendo questo: coloro che preferiscono ubbidire a Dio anziché agli uomini saranno da Dio benedetti e onorati. Saranno invece avviliti, castigati e svergognati coloro che pur di piacere agli uomini, o per paura degli uomini, preferiscono ubbidire agli uomini anziché a Dio».

Quindi, dopo avere cancellato il suddetto post mi hanno scritto le seguenti accuse contenute in una lettera che mi hanno spedito per email il 21 maggio 2020:

«Caro Paolo, purtroppo non pensiamo di essere riusciti a convincerti, anche se non ti nascondiamo che sarebbe questo il nostro desiderio. Non tanto per poter dire che abbiamo ragione noi, quanto perché è nostra convinzione che tu sia vittima di un plagio, anche di natura spirituale, che ti proviene dalla frequentazione di Giacinto Butindaro. Lo stesso post che abbiamo tolto ne è la prova, non essendo farina del tuo sacco, ma un copia/incolla di un articolo pubblicato del suo sito personale. Paolo, renditi conto che sei vittima di una persona che sta avvelenando giorno dopo giorno il tuo cuore con uno spirito di odio, di giudizio, di divisione, di presunzione, di orgoglio settario… il tutto presentato sotto le false spoglie di una supposta difesa della verità della Parola di Dio. Se ti diciamo questo, non è perché abbiamo bisogno di tutelare il nostro onore dalle accuse deliranti e farneticanti di Butindaro, per le quali ci sarebbe solo da ridere per quanto sono ridicole, se non ci fosse invece da piangere per il danno arrecato alla testimonianza del Vangelo. Se però insistiamo è solo perché vogliamo bene a te, caro Paolo, e vogliamo preservarti dal divenire complice di quest’opera diabolica, perché di opera diabolica si tratta. Vogliamo con tutto noi stessi che tu esca fuori da questa trappola».

E’ vero che questo fratello crea delle divisioni nelle chiese, ma soltanto perché egli predica l’Evangelo con ogni franchezza, predicando tutto il consiglio di Dio senza nascondere o modificare nulla: “Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio; poich’egli è scritto: Io farò perire la sapienza dei savî, e annienterò l’intelligenza degli intelligenti. Dov’è il savio? Dov’è lo scriba? Dov’è il disputatore di questo secolo? Iddio non ha egli resa pazza la sapienza di questo mondo? Poiché, visto che nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione” (1Corinzi 1:18-21).

Riflettete bene su queste parole perché in molte assemblee viene predicato un vangelo annacquato, addolcito dagli accademici sapienti che sfoderano le loro abilità oratorie a scapito di molti che si fidano  ciecamente di quello che viene detto dal pulpito, anche da predicatori di una certa fama.

Loro tutti hanno paura di predicare l’Evangelo perché altrimenti la sala si svuoterà, perché quando viene predicato l’Evangelo della grazia i peccatori vengono ripresi nella loro coscienza “perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12), ed i giusti vengono spinti a non seguire più le concupiscenze mondane, e questo la grande maggioranza non lo accetta perché vogliono sentire parlare sempre e solo di cose piacevoli. Non amano la verità dell’Evangelo perché vogliono vivere amando il mondo.

A coloro che dicono che questo fratello non ha amore, che si dovrebbe togliere prima la trave dal suo occhio e poi giudicare, ecc. guardate e riflettete: da chi è che mette in guardia? dai fratelli che predicano e praticano la Parola di Dio o dai lupi rapaci travestiti da pecore?

RIFIUTO DI CONDANNARE LA MASSONERIA.

Quando ho chiesto agli anziani di mostrarmi quali siano queste «accuse deliranti e farneticanti di Butindaro, per le quali ci sarebbe solo da ridere per quanto sono ridicole, se non ci fosse invece da piangere per il danno arrecato alla testimonianza del Vangelo», ma non hanno saputo darmi spiegazioni, nessuna spiegazione. L’unica cosa che mi hanno potuto obbiettare, peraltro, senza riflettere è che, secondo loro, Butindaro accusa alcuni di essere dei massoni soltanto perché vengono fotografati con una mano sotto il mento e vengono accusati, appunto, di essere dei massoni. Dicendo così mostrano di negare i segnali massonici che sono molto importanti per loro, che essi fanno in fotografie ufficiali quando sanno benissimo di essere ripresi o fotografati da giornalisti o TV per dare dei segnali ai loro fratelli massoni, e chiunque nega questo è compiacente o fa parte di questa setta satanica.  Quindi le loro accuse sono rimaste infondate.

Tra l’altro, come vi ho mostrato sopra, ho anche il sospetto, dai loro discorsi, che siano simpatizzanti dei massoni, della massoneria, ed infatti simpatizzano per i massoni Giancarlo Rinaldi, Billy Graham, ed altri. 

Quindi il risultato mi pare ovvio.

State molto attenti ed aprite gli occhi e se notate soltanto un piccolo sospetto che  c’è collusione con la Massoneria, perché c’è nella chiesa dei fratelli, fatelo presente alla fratellanza che non è corrotta ed andate dagli anziani a protestare fortemente perché la Massoneria è dal diavolo come tutti i suoi adepti e simpatizzanti.

ORA FACCIO, PER LA SECONDA VOLTA, DELLE DOMANDE AGLI ANZIANI, CHE SONO VITALI PER UNA CHIESA, AFFINCHE’ DIMOSTRINO DI PRENDERE LE DISTANZE DALLA MASSONERIA E PROVINO UNA VOLTA PER TUTTE, A TUTTA L’ASSEMBLEA CHE NON HANNO PROPRIO NULLA A CHE FARE CON LA MASSONERIA O CON I MASSONI.

  1. LA MASSONERIA È DA DIO O DA SATANA?
  2. I PRINCIPI MASSONICI «LIBERTÀ, FRATELLANZA E UGUAGLIANZA» SONO DA DIO   O DA SATANA?
  3. UN CRISTIANO PUÒ AFFILIARSI ALLA MASSONERIA?
  4. UN MASSONE CHE SI PROFESSA CRISTIANO PUÒ ESSERE MEMBRO DI QUESTA CHIESA?

RISPONDETE A QUESTE SEMPLICISSIME DOMANDE. Aspetto le vostre risposte.

CONCLUSIONI. Alla luce di quanto sopra, visti i numerosi insegnamenti errati che vanno contro la verità (tra i quali ce ne sono altri che non ho inserito in questa lettera), voglio esortare gli anziani e chi predica, con queste parole che sono anche un monito per i nostri tempi: “Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno:  Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo.  Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d’udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie  e distoglieranno le orecchie dalla verità E SI VOLGERANNO ALLE FAVOLE.  Ma tu sii vigilante in ogni cosa, soffri afflizioni, fa’ l’opera d’evangelista, compi tutti i doveri del tuo ministerio” (2Timoteo 4:1-5). Siate attaccati alla fedel Parola onde siate capaci d’esortare nella sana dottrina e di convincere i contradittori (cfr. Tito 1:9), ed esponete le cose che si convengono alla sana dottrina (cfr. Tito 2:1).

Voglio ancora fare mie le parole dell’apostolo Paolo e vi esorto ancora: “Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico” (1Corinzi 10:15).

Sappiate, infine, che quelli che dicono che non si può giudicare non sono NELLA VERITA’E che dicono questo per non essere loro stessi giudicati., in quanto, appunto, sono dei peccatori incalliti che si nascondono dietro una facciata di buonismo ipocrita. Ma noi dobbiamo giudicare con giusto giudizio se veramente amiamo il nostro fratello e se non lo facciamo lo lasciamo nei suoi errori e dunque non gli vogliamo bene. Non vi fate ingannare da chi vi dice: «Fratello ma devi avere amore e non giudicare». Questi sono bugiardi che odiano i propri fratelli ed i comandamenti di Dio.

CHI HA ORECCHI DA UDIRE ODA

“Diletti, non crediate ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se son da Dio; perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. E questi spiriti si sono manifestati nel corso del tempo, con i tempi di Dio” (1Giovanni 4:1).

Vi abbraccio tutti con sincero amore fraterno in Cristo Gesù.

Paolo Biticchi

p.biticchi@libero.it


24 Dicembre 2020

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5 risposte a Paolo Biticchi scrive una dura lettera di commiato alla Chiesa dei Fratelli di Finocchio (Roma)

  1. Lucian scrive:

    Pace a tutti

    Vorrei soffermarmi un attimo su questo estratto e fare un piccolo ragionamento, non per contrastare ma per cercare di trasmettere qualcosa:

    […] per giustificare degli insegnamenti dubbi dicono anche: “ma il greco originale dice… ma l’ebraico dice…” ed altre cose simili. Diffidate di chiunque, chiunque esso sia, che vi dice queste cose. E’ vero che ci sono dei versetti biblici mal tradotti, ma potete stare certi che per quanto riguarda “la sana dottrina” e quindi tutti i comandamenti ed insegnamenti, che sono tradotti nelle nostre Bibbie, sono affidabili e non c’è bisogno di conoscere né il greco né l’ebraico. Ed allora, fate come i Bereani che investigavano tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano proprio come le diceva l’apostolo Paolo (Atti 17:10) […]

    Sono d’accordo sul fatto che il punto centrale di ogni insegnamento sia più o meno chiaro nelle Scritture. Abbiamo insegnamenti molto semplici (velo della donna, lunghezza dei capelli dell’uomo, come praticare la carità, non mentire, etc) ed insegnamenti più complessi, dei quali ci vuole uno studio più approfondito e sui quali siamo in disaccordo (rapimento della chiesa pre/post tribolazione, marchio della bestia, parlare in lingue, etc).

    Oltre a versetti biblici mal tradotti e/o manipolati nel corso degli, c’è qualcosa che non viene preso in considerazione: la cultura, il pensiero ed il tempo di chi ha scritto ogni versetto della Bibbia. Mi spiego.

    Sto studiando (e capendo) proprio questi giorni qualcosa in più riguardo alla Pasqua del Signore ed alle Sue solennità, che cosa si intende (da un punto di vista ebraico) con il versetto presente in Levitico 23:2.
    “«Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del Signore, che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie solennità.”

    Un ebreo avrebbe letto e capito questo versetto invece in questo altro modo:
    “«Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco [gli appuntamenti] del Signore, che voi proclamerete [con gioia], [durante i quali vi riunirete per fare esercizio/per ricordare qualcosa, in queste sante convocazioni]. Queste sono le mie solennità.”

    Questa è una traduzione più letterale dello stesso versetto in quanto la cultura ed il modo di pensare di un ebreo è molto diverso dal nostro.

    Ora, dove voglio arrivare ? L’estratto della lettera sopra mi sembra leggermente contradittorio.
    Non è vero che non c’è bisogno di conoscere ne ebraico ne greco; anzi, se si ha la possibilità è meglio cercare di investigare le Scritture anche sotto questi punti di vista.
    Proprio tu Giacinto hai fatto un post dove parlavi del marchio della bestia che molti prendono per un microchip ma che poi si rivela una conoscenza falsa in quanto nell’Apocalisse di Giovanni viene specificato chiaramente che sarà un segno SOPRA la mano o la fronte NON AL SUO INTERNO (in greco esistono proprio due termini diversi per questi concetti mentre in italiano abbiamo un più generico “[…] marchio SULLA mano destra e SULLA fronte”).

    Se devo fare come i fratelli Bereani allora mi conviene investigare le Scritture il più possibile, non cercare di ignorare le versioni originali.
    Ripeto, questo per chi ha la possibilità, non è che se uno non conosce una traduzione originale (ma sa invece bene l’insegnamento del versetto) allora è nel torto o sbaglia.

    Per cercare di frugare anche il dubbio che magari qualcuno si è posto, cioè “fratello ma così stai modificando le Scritture aggiungendo del tuo”, cercate di capire che non è assolutamente così.
    Nessuno ha modificato/tolto/aggiunto niente, è solo un modo di capire meglio quello che l’autore delle Scritture (Dio) cerca di dirci.

    Le Scritture che abbiamo sono affidabili e sono convinto che se il Signore vuol far capire a chi le legge soltanto quello che effettivamente legge, allora lo farà sicuramente.
    Ma dire che “non c’è bisogno di conoscere né il greco né l’ebraico” lo trovo un consiglio un po’ errato.

    Pace a tutti

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace Lucian, tutti hanno capito che cosa vuole dire Paolo Biticchi, solo tu non lo hai capito? Non lo sai che nelle denominazioni evangeliche molti pastori e teologi usano l’espressione il greco dice, l’ebraico dice per annullare l’Evangelo e la dottrina degli apostoli? E’ evidente che la conoscenza del greco e dell’ebraico sia utile per tradurre le Scritture, e non solo, ma Paolo Biticchi si riferisce a coloro che usano questa conoscenza per inventarsi significati che contrastano la verità, e quindi per ingannare le anime con i loro sofismi.

    • Maria scrive:

      Pace Lucian, questo sofisma del “ma bisogna vedere il greco, l’ebraico!” lo usano anche i teologi cattolici, specialmente per giustificare i dogmi mariani.
      Stanno sempre a dire che “questa parola biblica vuol dire così, vuol dire cosà, si traduce così e cosà” e in questi secoli sono riusciti a contraffare e negare le Scritture.
      Pensa solo a come i cattolici, ostinatamente, continuano a negare i fratelli e le sorelle di Gesù, che pure sono attestati nei vangeli (anche se le sorelle non sono chiamate col nome)…
      i cattolici e i loro teologi scrivono che “fratelli” in quel caso, vuol dire “cugini, parenti”… il tutto per imporre la falsità di Maria sempre vergine, come credono loro.
      Ti ho fatto questo esempio perché è quello che conosco meglio essendomi documentata anche sui siti cattolici, per vedere come giustificano la loro falsa dottrina della verginità di Maria… ma quante altre cose avranno contraffatto e falsificato usando la scusante del “greco e dell’ebraico”!

      Pace

  2. Maria scrive:

    Non sono per niente stupita che quando qualcuno linka un articolo di Giacinto, subito riceve il commento “sei stato plagiato\sei un butindariano”…

    “Devo anche avvisarvi che fin dal principio delle mie “rimostranze” sono sempre stato accusato, i primi tempi abbastanza velatamente, di essermi fatto influenzare dal fratello Giacinto Butindaro e quindi, sicuramente, vi diranno, se gli chiederete spiegazioni, che sono stato plagiato da questo fratello e sotto ne parlerò più dettagliatamente.”

    “Una delle prime riprensioni mi venne fatta da Nicola, anni fa perché qualche fratello si scandalizzò di alcuni post che condivisi su FB del fratello Giacinto Butindaro”

    Insomma, invece di rispondere nel merito, citando la Bibbia, preferiscono rispondere dicendo che “siamo plagiati da Butindaro”, come se seguissimo cose che si è inventato lui… quando invece tutti gli articoli e gli scritti di Giacinto hanno riferimenti alla Bibbia, riga per riga, tutto è dimostrato tramite versetti.

    Ormai chi si santifica non è più considerato un cristiano, no, viene giudicato un butindariano.
    invece chi si dà ai piaceri del mondo ed è amico dei peccatori vivendo come loro, viene giudicato un cristiano!
    Hanno capovolto la verità delle cose, insomma!
    Noi saremmo i legalisti, i religiosi, le suore che si mettono il velo e hanno gonne lunghe e modeste, i settari fanatici…
    Loro sarebbero “i veri cristiani”…

    • fabio scrive:

      Pace Maria,
      E questo è il compimento sempre di quello che si legge in Isaia 5,20
      Guai a coloro che chiamano
      bene il male e male il bene,
      che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
      che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.

      Ma nonostante questo atteggiamento da parte di certuni rimane fermo l’incoraggiamento del nostro Signore e Salvatore GESÙ CRISTO che disse in Giovanni 16,33 Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».

      E non solo Maria ma altrettanto consolante e sapere quanto LA PAROLA DI DIO ci fa conoscere sempre per mezzo dell’apostolo Paolo in 2Corinzi 1:3-4
      BENEDETTO SIA IL DIO e PADRE DEL NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO, IL PADRE MISERICORDIOSO e DIO DI OGNI CONSOLAZIONE, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione;

      Ti rendi conto Maria che bello, DIO il PADRE, ci consola in ogni nostra afflizione e lo fa per mezzo del FIGLIO SUO GESÙ, mandando LO SPIRITO SANTO, e noi a nostra volta siamo resi capaci di consolare gli altri che si trovano in qualunque afflizione, e per tutto questo è giusto rendetGLI GRAZIE.

      Pace Maria e vorrei ringraziare Paolo Biticchi per la testimonianza che ha dato con questa sua lettera a tutta la chiesa che frequentava.

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