La testimonianza di un ex-pastore delle ADI

Il fratello Nicola Iannazzo mi ha segnalato questo commento di Filippo C., un ex-pastore delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), che è arrivato sul suo blog sotto il suo articolo «Se i fratelli Giacinto e Illuminato Butindaro avessero voluto lucrare, mettendo in vendita le cose relative al regno di Dio…». Una correzione però: non era il 1994-1995, perché il libro «I Mormoni», e «Gli Avventisti del Settimo Giorno», che erano inclusi tra quelli che proponevamo nella cedola che inviavamo, furono da me pubblicati rispettivamente nel 1998 e nel 1999.

Giacinto Butindaro

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VOGLIO RACCONTARE LA MIA TESTIMONIANZA.

Mi chiamo Filippo e per molti anni sono stato un pastore delle “Assemblee di Dio in Italia”. Intorno al 1994 o 1995 (non ricordo l’anno preciso, ma internet era ancora poco diffuso) abitavo a Gissi, provincia di Chieti, precisamente in via Italia 89. Un giorno mi vidi recapitare nella cassetta delle posta una lettera da persone che non conoscevo. C’era scritto Giacinto e Illuminato Butindaro. Le prime domande sono state: “chi sono? cosa vogliono e come hanno fatto ad avere il mio indirizzo?”.

Aprii la lettera sperando di trovare delle risposte, e invece che trovare risposte ebbi altre domande perché nella lettera erano presentati una serie di libri, su tematiche apologetiche, e – udite, udite -, i volumi venivano offerti GRATUITAMENTE.

Naturalmente non vi ho creduto. Ho pensato subito che dietro vi fosse una truffa o perlomeno un recondito motivo a me ignoto. Chi è così folle da scrivere dei volumi per poi regalarteli? Scrivere libri comporta fatica ma anche delle spese perché comunque bisogna studiare e acquistare altri volumi. Ne ho scritto uno e so quanto sia faticoso e dispendioso. E adesso questi due fratelli non solo me li offrivano gratuitamente, ma addirittura ci mettevano dei soldi di tasca loro per fare i pacchi e per affrontare le spese postali. Non ci credo. Volli metterli alla prova, per cui egoisticamente risposi chiedendo tutti i volumi. Non solo, ma ne parlai pure a un mio amico d’infanzia, che viveva a Catania, dicendogli, facendomi un po’ beffe di questi sconosciuti: “Vincenzo, ascolta ci sono due folli che scrivono libri e li inviano gratuitamente. Io non ci credo, però li voglio mettere alla prova. Perché non lo fai pure tu?”.

E così non solo io, ma pure Vincenzo fece la stessa cosa. Entrambi richiedemmo tutti i volumi che proponevano:

– Il New Age.

– La Chiesa Cattolica Romana.

– I Testimoni di Geova.

– I Mormoni.

– Gli Avventisti del Settimo Giorno.

Risultato? Dopo alcuni giorni sia io che Vincenzo ci vedemmo recapitare a casa i libri richiesti e, se ricordo bene, NON DOVEMMO PAGARE NEMMENO LA SPEDIZIONE.

E nessuno mi venga a dire che tanto Gesù ha detto di dare gratuitamente (Matteo 10:8) per favore, perché qui si era andati senz’altro oltre. Qui, chi offriva non solo dava gratuitamente, ma addirittura ci metteva di tasca loro.

Sai cosa significa scrivere dei libri? Sai quanto sia faticoso? (Ecclesiaste 12:14). Sai i costi che si devono affrontare per viaggiare nel fare ricerche oppure per acquistare altri volumi o per confutarli o per aggiornarsi? Sai che significa andare a fare, come accaddeva allora, centinaia o migliaia di fotocpie? Poi rilegarli? Poi acquistare i cartoni dove metterli per la spedizione? Non solo, ma poi andarsi a caricare come un somaro (perché i libri pesano) e portarli all’ufficio postale e pagare di tasca tua pure la spedizione? Prova a fare tutto questo.

Io sapevo tutto questo, perciò ho pensato che vi fosse una truffa o qualche recondito motivo perché magari dietro questi due nomi vi fosse un’organizzazione religiosa o altro. E per questo, a mia vergogna, ricevuti tutti i volumi non mandai alcuna offerta. Nemmeno un centesimo. Mi sono detto: “Dietro si cela qualcosa”. Dissi al mio amico di Catania: “Vedrai che tra non molto si rifanno vivi con qualche proposta. Questo è stato l’amo lanciato per pescare”.

Mi sbagliavo. Passavano le settimane e nessuno si faceva vivo. Passarono i mesi e nessuno si faceva vivo. Passarono anni e nessuno si fece vivo né con me, né con il mio amico d’infanzia al punto che mi dimenticai di questa cosa. Dopo tantissimi anni, sicuramente più di vent’anni, quando pensavo di essermi dimenticato, quando ormai ero totalmente deluso dalle chiese evangeliche e non ero più interessato alle loro questioni, una vocina interiore mi ricordò del bene che avevo ricevuto molti anni prima SENZA CHE NESSUNO AVESSE MAI PRETESO NULLA. Da internet ero venuto a conoscenza del volume “La Massoneria Smascherata”. individuai su internet una delle persone che mi parve vicina a Butindaro (mi riferisco a G. Piredda) per chiedergli l’Iban dei f.lli Butindaro per saldare quel debito che avevo con la mia coscienza contratto molti anni prima. Piredda si mostrò persona per bene e gentile e lo ringrazio per avermi dato indicazioni.

Oggi leggo alcune cose su internet. Non so nello specifico cosa stia accadendo e non voglio nemmeno saperlo. Sono nauseato dal mondo evangelico di cui pure voi tutti fate parte, ma ho voluto condividere questa mia testimonianza per onorare la verità e due persone che hanno donato a me senza chiedermi nulla. E so che non l’hanno fatto solo con me, perché più tardi venni a conoscenza che tanti altri pastori delle ADI avevano ricevuto la stessa lettera e pure loro avevano richiesto e ricevuto i libri gratuitamente.

Prima di concludere, mi sia concesso di esprimere un pensiero. Le incomprensioni possono nascere e nascono nelle migliori famiglie. Esse si risolvono con il dialogo, perché nella chiusura anche un topolino diventa un elefante. Chi si chiude a riccio, spesso lo fa per orgoglio o per egocentrismo (Pr 18:1) e non va bene. Talvolta possiamo pure utilizzare principi biblici e corretti ma che nascono da sentimenti sbagliati per cui poi vengono manipolati. Un esempio è quello di Giuda Iscariota che invidioso della devozione che una donna aveva nei confronti di Gesù, criticò quel gesto che invece Gesù accettò con la scusante dello spreco di denaro che poteva essere utilizzato meglio per aiutare i poveri. Cosa c’era di sbagliato in quelle parole di Giuda? Pensate che Gesù non fosse d’accordo ad aiutare i poveri? Eppure in quel caso Gesù non diede ragione a Giuda Iscariota (Mt 26:9-13). E non lo fece, non perché fosse sbagliato aiutare i poveri, ma perché quello di Giuda era solo un pretesto che nasceva da invidia e da risentimenti e per questo Giuda stava facendo posto al diavolo (Ef 4:27). Potre facilmente fare un’esegesi del brano, ma non è questo il contesto. Superfluo dirvi cosa comportò questa ostinazione di Giuda, perché la Bibbia è chiara se andate a verificare. Nei versetti immediatamente successivi viene detto che Giuda Iscariota tradì Gesù e andò dai Suoi nemici e lo “vendette” per trenta denari (Mt 26:14-16). Pensate che Giuda prese quei trenta denari e li diede ai poveri? No, ovviamente, perché Giuda amava il denaro che è la radice di ogni specie di mali (1Ti 6:10). Ecco i problemi di Giuda: invidia e amore per il denaro, ma naturalmente non lo diceva e forse lo nascondeva persino a se stesso. Sta di fatto che questa ostinazione gli cosò cara perché immediatamente dopo, il primo giorno degli Azzimi, Satana entrò in Giuda (Lu 22:3). per favore notate la successione degli eventi. Tutto accadde a distanza ravvicinatissima nel giro di pochi giorni.

Giuda era consapevole che quello che stava facendo era sbagliato; Giuda sapeva che Gesù non aveva sbagliato nell’accettare l’offerta di quella donna pure se non gli mancava nulla (Lu 8:3); Giuda sapeva che Gesù non aveva colpe, ma accecato dalla rabbia continuò per la sua strada, e quando più tardi ebbe dei rimorsi di coscienza pianse ma trovò luogo a ravvedimento e, fuori di testa, andò a suicidarsi. Il problema di Giuda era stato che avendo fatto posto al diavolo era diventato pieno di orgoglio.

Sia chiaro, nessuno è perfetto. Tutti sbagliamo (vd. ad es. gli apostoli Paolo e Barnaba) ma serve umiltà per riconciliarsi ed è proprio quello che mancava a Giuda. Pietro rinnegò Gesù ma non facendo posto al diavolo si umiliò e trovo luogo a ravvedimento, mentre Giuda Iscariota facendo posto al diavolo l’orgoglio gli impedì di ravvedersi. Perciò, secondo me, è proprio l’orgoglio il peccato imperdonabile (Mt 12:31; 1Gv 5:16), perché è l’unico peccato di cui viene detto che Dio pone resistenza (Gm 4:6; 1P 5:5). Ci vuole umiltà nel chiedere perdono e ci vuole umiltà pure per perdonare. Umiltà significa anche sconfiggere la carne e le emozioni che sono più ingannevoli di ogni altra cosa (Gr 17:9).

Chi dice non sarà mai come prima, manca di umiltà perché nessuno di noi ha il diritto di porre limiti alla potenza di Dio che cambia i cuori. Se poi ci si circonda di disordinati invece che di gente santa, allora i problemi vengono amplificati perché questi “attorno” diventano strumenti di satana per alimentare le discordie, mentre invece dovrebbero adoperarsi alla pace (Mt 5:9).

P.S. Chiedo venia per eventuali errori di qualsiasi genere, ma ho scritto di getto e non ho tempo per rileggermi tutto. Posso essermi sbagliato pure nella citazione dei versetti biblici che ho scritto a memoria.

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