L’Ades e la Geenna: due luoghi di tormento di cui bisogna parlare – Predicazione del 10 Aprile 2024

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6 risposte a L’Ades e la Geenna: due luoghi di tormento di cui bisogna parlare – Predicazione del 10 Aprile 2024

  1. Massimo Samadello scrive:

    Ti ho ascoltato Giacinto e questo racconto di Gesù non lascia speranza per quanti muoiono nell’incredulità della Parola di Dio! Ma se permetti vorrei fare brevemente delle considerazioni che raramente sentivo quando frequentavo il locale di culto.
    Ecco la prima considerazione :
    – l’anima del ricco è nell’Ades tra i tormenti della Geenna ma ad un certo punto vede da lontano Abramo e Lazzaro. Quindi potrebbe essere che quanti verremo salvati, magari potremo vedere, anche se da lontano, certi nostri conoscenti, che invece non si sono salvati. C’è comunque una grande voragine che impedisce però il passaggio tra gli uni e gli altri. Non ci può essere più alcuna comunione, ma permane la coscienza di questo ed una certa amarezza da parte dei salvati per la cattiva sorte dei non salvati.
    Seconda considerazione :
    – il ricco prega, supplica Abramo, chiamandolo padre ed Abramo gli risponde chiamandolo “figlio”. Ma com’è possibile? Che sorta di figliolanza sarebbe mai questa?
    Terza considerazione :
    – Il ricco fallita la sua prima richiesta, prega ancora Abramo, affinchè Lazzaro attesti ai suoi cinque fratelli la realtà tremenda di quel fuoco e dei tormenti che lui in prima persona sta provando. Il ricco in questo caso manifesta certamente uno spirito, mi si consenta “parentale” affettuoso, altruistico diciamo, conoscendo magari lo stato d’incredulità in cui vivono i suoi fratelli carnali e vorrebbe che venissero ammoniti…ma anche in questo caso Abramo gli nega questa possibilità!
    Quanti purtroppo, sulla terra hanno sicuramente un grande affetto per i loro cari, fratelli, sorelle, genitori, parenti insomma stretti e non, con i quali mangiano, bevono, si divertono, trascorrono le varie festività assieme, compleanni ecc…ecc….ma se vivono da increduli, una volta morti, non è più possibile fare nulla! Altro che messe in suffragio, altro che preghiere per i morti! Se sono morti da increduli, continueranno a esistere sì ma nel fuoco della Geenna.
    Pace.

    • fabio scrive:

      Pace Massimo,
      Condivido filetti punti delle tue considerazioni, ma sul fatto di vedere coloro che sono nei tormenti c’è da considerare il fatto èe correggetemi se sbaglio, che prima che Gesù Cristo offrisse se stesso, che da quanto Gesù racconta il ricco e il povero Lazzaro si potevano vedere (pur da lontano e con una grande voragine, ma questo accadeva quando ancora Gesù non aveva offerto se stesso, e le anime di coloro che erano divenute figli di Abramo perché come Abramo avevano creduto (Romani 4,3) andavano al momento della morte in questo luogo chiamato “seno di
      Abramo” ma dal momento che Gesù Cristo ofrii se stesso morendo in croce e risorgendo dai morti al terzo giorno, scrive l’apostolo Paolo in Ebrei 10:29-22 Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, 20 per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, 21 e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, 22 avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

      Quindi si parla di QUELLA VIA NUOVA E VIVENTE CHE GESÙ STESSO HA INAUGURATA ATTRAVERSO LA SUA CARNE, e questa VIA CONDUCE AL PADRE DIO, infatti si legge in Giovanni 14,6
      Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

      Ripeto correggetemi se sbaglio ma qui si parla di due luoghi di pace ma ben distinti, “il seno di Abramo” ed il Paradiso (Luca 23,43) un luogo dove si legge in Apocalisse 21:1-4
      Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. 2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».

      Quindi non ci sarà più cordoglio e per non esserci vuol dire che non vedremo coloro che stanno male sia che siano stati in vita parenti e non.

      Pace Massimo e buona riflessione

      • Massimo Samadello scrive:

        Fabio, è giusta la tua considerazione, ma personalmente credo che nel campo spirituale ogni cosa avvenga sempre per ordine ed al suo giusto tempo. Onestamente e sicuramente io non ci sarò più su questa terra quando avverranno tutte le cose descritte nel penultimo capitolo dell’Apocalisse da te citato. Credo fermamente siano ancora molto lontane. Mentre invece, se vado a leggere in Apocalisse 6:9-11 mi rendo conto qui che molte anime di martiri uccisi per la Parola di Dio manifestano “piena coscienza” di ciò che è stata la loro sorte sulla terra e attendono che il Signore faccia giustizia e vendetta sui loro nemici; e Lui li esorta a pazientare ed a riposarsi “ancora un pò di tempo”. Pertanto, finchè non si sono compiuti questi tempi, c’è ancora dell’altro tempo ed è tutto in fermento! Poi, ma molto poi quindi, si realizzerà finalmente quanto appunto è descritto nel capitolo 21:4 da te citato. In estrema sintesi, credo che magari non mi sarà dato ” di vedere”, come invece è capitato al ricco epulone e a Lazzaro, ma “il pensiero” di sapere sulla sorte dei miei cari e non, dopo la morte, in me sarà vivo! Ti dico questo perchè mi sono successe personalmente delle cose, ma che ovviamente non scrivo qui, e per cui ognuno è libero di credere diversamente.
        Pace.

        • fabio scrive:

          Pace Massimo,
          Scrivendo il termine “è tutto in fermento”, mi hai ricordato quanto si legge in Romani 8:19-22
          19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; 20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, 21 nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio;

          Spero che un giorno a Dio piacendo tu possa raccontarmi di queste esperienze che hai vissuto, perché ogni cosa che si basa
          e che viene confermata dalla Parola di Dio è testimonianza e compimento di qusnto si legge in Giobbe 33:14-15
          14 Dio parla una volta, e anche due,
          ma l’uomo non ci bada;
          15 parla per via di sogni, di visioni notturne,
          quando un sonno profondo cade sui mortali,
          quando sui loro letti essi giacciono assopiti;

          Ed anche in Ebrei 1:1-2 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, 2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

          Pace Massimo e che Dio ti benedica nel Nome del Suo Figlio Gesù cristo

          • Massimo Samadello scrive:

            Fabio noto questo in te : Giudici 20:17 e Efesini 6:17. A Giacinto il merito dei frutti : 2° Timoteo 2:1-15 e 1° Tessalonicesi 2:3-4
            Pace.

          • fabio scrive:

            Pace Massimo,
            Grazie.
            È dal 2013 come scrissi già un’altra volta che seguo il blog di Giacinto e forse te come altri eravate già da prima che seguivate questo blog.
            Io volevo approfondire quanto si legge nel libro di Apocalisse/Rivelazione dei due ulivi, dei due testimoni che devono venire (https://giacintobutindaro.org/2013/12/12/sui-due-testimoni-che-devono-venire-perche-li-rigetteranno-anche-tanti-che-si-dicono-cristiani-predicazione-del-11-dicembre-2013/
            Ed anche https://giacintobutindaro.org/2013/12/13/sui-due-testimoni-che-devono-venire-perche-li-rigetteranno-anche-tanti-che-si-dicono-cristiani/ )
            E mi ritrovai ad approdare in questo blog, e da lì, anche se molti insegnamenti avevo difficoltà ad accettarli, ogni volta Massimo, chiedevo a Dio di aiutarmi a capire, comprendere se le cose stavano veramente così come Giacinto insegnava, e ogni volta non potevo fare altro che riconoscere la mia ignoranza (che tutt’oggi sussiste) davanti alla Parola di Dio.

            In questi insegnamenti che ho ricevuto Dio non si è adoperato solo di Giacinto ma di molti altri come te che hanno scritto qui delle proprie esperienze, di ciò che il Signore Gesù Colui che è degno di ricevere onore,gloria,potenza,ricchezza forza (apocalisse 4:11 e apocalisse 5:12) vi ha fatto conoscere, insegnato e permesso di scrivere nri commenti dei vari post pubblicati da Giacinto.

            Io vi voglio dire grazie ad ognuno di voi, ma ben sappiamo tutti noi, in fin dei conti a chi devono arrivare i nostri ringraziamenti, a Colui che fa crescere in quanto di legge in 1Corinzi 3:5-8
            5 Che cos’è dunque Apollo? E che cos’è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; così come il Signore ha concesso a ciascuno. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere! 8 Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica.

            E questo si legge in Isaia 30:20-21
            20 Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, tuttavia non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, 21 i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra.

            Noi abbiamo un Maestro nei cieli e qui sulla terra ci garantisce come mi hai ricordato anche te Massimo, la Sua presenza e GESÙ CRISTO, PAROLA DI DIO È LA VIA. LA VERITÀ E LA VITA. perciò sosteniamo gli uni gli altri come LUI ci ha insegnato.

            Pace Massimo e che Dio ci benedica nel Nome di Gesù e permetta a Giacinto di scrivere e usare parole chiare come ha fatto fino ad oggi per testimoniare LA SUA PAROLA

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