Gli ipocriti e la loro sorte

Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia. Ma non v’è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia ad esser conosciuto. Perciò tutto quel che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato sui tetti” (Luca 12:1-3).

Ora, come noi sappiamo molto bene i Farisei erano degli ipocriti, infatti è così che Gesù li chiamò a più riprese. Chi sono gli ipocriti? Sono coloro che portano una maschera, nel senso che recitano la parte di qualcuno che essi in realtà non sono. In altre parole, sono una sorta di attori. E difatti il termine ‘ipocrita’ deriva dalla parola greca ‘hypokrités’ che significa ‘attore’ – e difatti nel teatro dell’antica Grecia gli attori erano conosciuti come gli ‘ipocriti’ – e quindi un attore è un ipocrita perchè fa finta di essere qualcuno o qualcosa che in realtà non è. Gli scribi e i Farisei furono perciò definiti da Gesù ‘ipocriti’ perchè nella pratica recitavano la parte dei giusti, o meglio facevano credere alla gente indossando una maschera che essi erano giusti, quando invece erano pieni di iniquità ed ingiustizia. Essi non erano il tipo di persone che apparivano, ma tutt’altro tipo di persone.

Nella pratica gli ipocriti davanti ad alcuni recitano la parte di qualcuno che essi non sono, mentre davanti ad altri si tolgono questa maschera e parlano ed agiscono in base a quello che essi sono realmente. Che fanno gli attori di teatro o di cinema per esempio? Sul palco del teatro o sul set del cinema si impersonificano in un certo personaggio, e recitano quella parte: poi una volta terminata la recitazione, tornano ad essere quello che sono.

Vediamo gli ipocriti ai giorni di Gesù come si comportavano, per capire nella pratica in che cosa consiste l’ipocrisia da cui noi ci dobbiamo guardare.

Gesù disse: “Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane cotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Perché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli. E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa” (Matteo 6:1-18).

Notate come gli ipocriti facevano delle cose giuste in sè stesse, ma le facevano per farsi vedere dagli uomini e da loro essere onorati. In altre parole le facevano non sinceramente, non con un cuore puro, non con una buona coscienza, ma solo per apparire giusti agli uomini e da essi quindi essere lodati e complimentati. Ecco dunque la parte che recitavano, la parte dei giusti.

Ma essi non erano giusti, perchè nel segreto o lontani dagli sguardi degli uomini non amavano e non praticavano la giustizia, non amavano e non praticavano la verità, infatti Gesù disse agli scribi e ai Farisei: “Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto. Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia. Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Matteo 23:25-28), ed in un altro posto disse che gli scribi divoravano le case delle vedove (Marco 12:40).

Dunque gli scribi e i Farisei ammoniti severamente da Gesù, erano doppi perchè quella che mostravano agli uomini era solo una maschera che essi usavano per essere onorati dagli uomini. “Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini” (Matteo 23:5), disse Gesù di loro.

Anche oggi, in mezzo alla Chiesa, cioè il popolo di Dio, ci sono gli ipocriti.

Essi, quando sono in presenza dei Cristiani, recitano la parte dei Cristiani cioè indossano la maschera del Cristiano. Pregano, cantano, leggono la Bibbia, fanno offerte, si vestono da Cristiani, e con la bocca si mostrano favorevoli ai principi biblici. Ma fanno ciò solo per essere visti ed onorati dagli altri perchè poi quando sono in un altro contesto o sono in presenza dei peccatori e degli empi (ma anche non necessariamente in loro presenza), allora si tolgono quella maschera e si comportano esattamente come i peccatori e gli empi.

Quando dunque ci sono delle persone che nel locale di culto si comportano da Cristiani, ma fuori dal locale di culto in presenza dei peccatori si comportano da peccatori adottando il loro linguaggio scurrile, volgare, insensato, o comportandosi empiamente dandosi a gozzoviglie, ubriachezze, ed altre opere della carne, o andandosi a divertire come o con i peccatori, o essendo ingiusti, rapaci, spietati, fraudolenti, bugiardi, indifferenti alle cose relative al Regno di Dio, dovete sapere che siamo in presenza di ipocriti. Non importa se hanno degli incarichi nella Chiesa o dicono che sono stati battezzati in acqua o con lo Spirito Santo; essi sono degli ipocriti. Non lasciatevi ingannare dalla loro apparenza, perchè sono degli ipocriti.

Purtroppo oggi ci sono molti di costoro che frequentano i locali di culto delle Chiese Evangeliche, perchè quello che vale è apparire di essere Cristiani e non essere Cristiani. E a capo di questa schiera di ipocriti ci sono spesso i pastori, che quando sono al locale di culto o ai convegni o in altri assembramenti cristiani, indossano la maschera del Cristiano, ma nella vita di tutti i giorni sia quando sono in presenza dei peccatori che quando non lo sono si comportano esattamente come loro.

Ecco perchè ci sono tanti che si dicono Cristiani, che quando non sono in presenza di altri Cristiani sono irriconoscibili: perchè sono degli ipocriti.

E’ la triste realtà, fratelli, questa, e ci procura un grosso dolore, perchè per colpa di costoro il nome di Dio viene bestemmiato, e la dottrina di Dio biasimata.

E questa ipocrisia naturalmente non viene riprovata dal pulpito con ogni franchezza, proprio perchè è dietro il pulpito che spesso si annida per prima l’ipocrisia.

Ora, Gesù ci ha ordinato di guardarci dall’ipocrisia, e quindi noi dobbiamo rigettare la condotta degli ipocriti e badare a noi stessi affinchè non diventiamo degli ipocriti. L’apostolo Pietro infatti ce lo conferma dicendo: “Gettando dunque lungi da voi ogni malizia, e ogni frode, e le ipocrisie, e le invidie, ed ogni sorta di maldicenze, come bambini pur ora nati, appetite il puro latte spirituale, onde per esso cresciate per la salvezza, se pure avete gustato che il Signore è buono” (1 Pietro 2:1-3), come ce lo conferma pure l’apostolo Paolo quando dice: “L’amore sia senza ipocrisia” (Romani 12:9).

Noi che abbiamo conosciuto Dio, o meglio che siamo stati da Lui conosciuti, dobbiamo rigettare ogni ipocrisia, e comportarci in maniera degna del Vangelo, non solo quando siamo in presenza di altri fratelli, ma anche quando siamo in presenza dei peccatori. E lo dobbiamo fare sinceramente, onestamente, avendo una buona coscienza.

A che giova apparire santi al locale di culto, e poi essere empi nella vita di tutti i giorni? A che giova recitare la parte dei Cristiani? Si possono ingannare per un tempo i fratelli, ma certamente non si può ingannare Dio, dinnanzi al quale “tutte le cose sono nude e scoperte” (Ebrei 4:13) e difatti poi a suo tempo Egli manifesta pubblicamente l’ipocrisia degli ipocriti, secondo che ha detto Gesù: “Ma non v’è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia ad esser conosciuto”.

Non solo, arriva il giorno in cui gli ipocriti saranno puniti, secondo che ha detto Gesù: “Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figliuol dell’uomo verrà. Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo? Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma, s’egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l’aspetta, e nell’ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl’ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti” (Matteo 24:44-51).

Dunque, la sorte che attende gli ipocriti, è orribile, perchè sono destinati ad andare dove c’è il pianto e lo stridore dei denti.

Badiamo a noi stessi dunque, e conduciamoci in maniera degna di Cristo, guardandoci dall’ipocrisia, come ci ha comandato di fare il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

Concludo dicendovi questo fratelli: guardatevi dal praticare la vostra giustizia (elemosine, preghiere e digiuni) nel cospetto degli uomini per essere visti ed onorati da loro e seguite i comandamenti di Cristo a tal proposito, altrimenti non riceverete alcun premio da Dio. L’ipocrisia è lievito, e un pò di lievito fa lievitare tutta la pasta (1 Corinzi 5:6).

A coloro che invece fingono di essere Cristiani dico questo: sappiate che siete nemici di Dio, e quindi avete bisogno di ravvedervi dei vostri peccati e credere nel Vangelo altrimenti incorrerete nell’ira ardente di Dio e perirete.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

3 Responses to Gli ipocriti e la loro sorte

  1. corrada says:

    Pace sono una ragazza di 30 anni e sono in Cristo da tre…ho un grosso problema nella mia Chiesa e vorrei capire se gli “ipocriti sono loro o sono io”
    La mia pastora e’ una donna consacrata a Dio e’ meravigliosa e’ un unta del Signore ha tutti i carismi insomma per me e’ un vero pastore di chiesa!!
    Purtroppo non capisco il motivo suo marito il pastore la definisce una collaboratrice ma per molti di noi non ‘e cosi’!!Alcuni “fratelli di chiesa la chiamano pastora solo quando sono da soli ma quando c’e’ il pastore non lo fanno!!Io invece la chiamo da sempre pastora e davanti a chiunque!!Per me i fratelli sono ipocriti perche’ se’ per loro non e’ una pastora non dovrebbero chiamarla tale nemmeno quando sono da soli!!!Ho deciso di allontanarmi da questa ipocrisia e mi sto cercando un altra chiesa!!Le chiedo un aiuto morale in Cristo e dirmi per lei l’ipocrita sono io?

    • giacintobutindaro says:

      Corrada, pace. Innanzi tutto partiamo dal fatto che questa donna di cui tu parli non ha ricevuto da Dio il ministerio di pastore, perchè alla donna non è permesso di insegnare. Quindi chiunque la considera una ‘pastora’ o privatamente o pubblicamente sbaglia. Quindi sbagli pure tu. Poi vorrei dirti che sono andato sulla tua bacheca di facebook, e devo dirti che c’è da rimanere ‘schifati’ dalla mondanità che c’è. Ma da che cosa ti sei convertita? Io vedo nella tua bacheca tutto quello che si può vedere e leggere in una qualsiasi bacheca di una donna pagana. Quindi ti dico che stai proprio facendo l’ipocrita, o meglio stai recitando la parte della Cristiana. Fai dunque piazza pulita nella tua vita della mondanità a cui sei data, e comincia a santificarti nel timore di Dio. Ricordati che la Bibbia dice: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).

  2. Salvatore says:

    Non esiste il ministerio di “pastora”!
    Concordo sul fatto che le donne non devono insegnare, ma purtroppo questa abitudine si sta allargando sempre più.
    L’ipocrisia? ovunque tu andrai c’è né sarà sempre abbastanza. Se raccontassi la mia di esperienza……!

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