E allora sarà manifestato l’empio

Fratelli nel Signore, voglio spiegarvi mediante le Scritture cosa trattiene la manifestazione dell’empio, che è l’anticristo che deve venire (cfr. 1 Giovanni 4:3), e perciò cosa deve prima accadere affinché l’anticristo sia manifestato.
Allora, l’apostolo Paolo nella sua seconda epistola ai santi di Tessalonica dice quanto segue: “Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio. Non vi ricordate che quand’ero ancora presso di voi io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete quel che lo ritiene ond’egli sia manifestato a suo tempo. Poiché il mistero dell’empietà è già all’opra: soltanto v’è chi ora lo ritiene e lo riterrà finché sia tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signor Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta. La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigî bugiardi; e con ogni sorta d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno ricevuto l’amor della verità per esser salvati. E perciò Iddio manda loro efficacia d’errore onde credano alla menzogna; affinché tutti quelli che non han creduto alla verità, ma si son compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati” (2 Tessalonicesi 2:1-12)
Dunque, secondo la Scrittura, prima della venuta del Signore e il nostro adunamento con lui, deve manifestarsi l’empio, l’avversario, l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, come anche deve venire l’apostasia.
Ora, in merito alla manifestazione dell’empio, Paolo dice ai santi: “E ora voi sapete quel che lo ritiene ond’egli sia manifestato a suo tempo” (2 Tessalonicesi 2:6), per cui ora come allora c’è qualcosa che impedisce che l’empio sia manifestato. Ed è di questo qualcosa che voglio parlarvi.
Andiamo dunque nel libro dell’Apocalisse o della Rivelazione. Qui leggiamo in merito alla manifestazione dell’empio, che viene chiamato la bestia, quanto segue: “E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia. E la bestia ch’io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi eran come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà. E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra meravigliata andò dietro alla bestia; e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei? E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi. Ed essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione. E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno. Se uno ha orecchio, ascolti. Se uno mena in cattività andrà in cattività; se uno uccide con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi.” (Apocalisse 13:1-10).
Che questa bestia è l’empio, di cui parla Paolo ai Tessalonicesi, si evince da queste cose:
Paolo dice che “la venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigî bugiardi; e con ogni sorta d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono” e Giovanni nell’Apocalisse dice che “il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà”. Per cui l’empio verrà in virtù di un’azione efficace del diavolo, che gli darà grande potestà per ingannare gli uomini.
Paolo dice che l’empio si innalzerà “fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch’egli è Dio”, e quindi pretenderà di essere adorato, e Giovanni dice che “tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno”.
Ma Paolo disse ai credenti di Tessalonica: “E ora voi sapete quel che lo ritiene ond’egli sia manifestato a suo tempo”. Per cui dobbiamo capire cosa impedisce tuttora la manifestazione dell’empio.
Per comprenderlo occorre leggere quello che dice Giovanni di avere visto prima di vedere la bestia salire dal mare. Ecco le sue parole: “Poi apparve un gran segno nel cielo: una donna rivestita del sole con la luna sotto i piedi, e sul capo una corona di dodici stelle. Ella era incinta, e gridava nelle doglie tormentose del parto. E apparve un altro segno nel cielo; ed ecco un gran dragone rosso che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi. E la sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra. E il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, affin di divorarne il figliuolo, quando l’avrebbe partorito. Ed ella partorì un figliuolo maschio, che ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro; e il figliuolo di lei fu rapito presso a Dio ed al suo trono. E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché vi sia nutrita per milleduecentosessanta giorni. E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno e notte. Ma essi l’hanno vinto a cagion del sangue dell’Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l’hanno esposta alla morte. Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo. E quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che avea partorito il figliuolo maschio. Ma alla donna furon date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dove è nutrita un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo, lungi dalla presenza del serpente. E il serpente gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell’acqua a guisa di fiume, per farla portar via dalla fiumana. Ma la terra soccorse la donna; e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone avea gettato fuori dalla propria bocca. E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d’essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù. E si fermò sulla riva del mare.” (Apocalisse 12:1-18).
La parte su cui vorrei soffermarmi è questa: “E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi.”.
Allora, ad un certo punto ci sarà questa battaglia in cielo: l’arcangelo Michele (cfr. Giuda 9) e i suoi angeli combatteranno contro il dragone e i suoi angeli e li vinceranno, e difatti il diavolo e i suoi angeli saranno gettati sulla terra. Notate che a questo punto ci sarà una gran voce nel cielo che dirà tra le altre cose: “Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:12). Questo significa che con la caduta del diavolo dal cielo sulla terra, si verificheranno degli eventi funesti per coloro che sono sulla terra, perché il diavolo sarà grandemente infuriato, e per quale ragione? Perché sarà consapevole che gli rimarrà poco tempo. Queste parole dunque “il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” sono fondamentali per capire gli eventi successivi. Al diavolo, dal momento che sarà gettato sulla terra, rimarrà poco tempo. E difatti se consideriamo gli eventi successivi, è proprio così, perché di lì a poco – e questo accadrà in occasione della venuta del Signore Gesù e il nostro adunamento con lui (la venuta del Signore è descritta al capitolo 19 dell’Apocalisse) – un angelo di Dio scenderà dal cielo, afferrerà il diavolo e lo legherà con una grande catena e lo getterà nell’abisso dove rimarrà mille anni, secondo che è scritto: “Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana e lo legò per mille anni, lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra di lui onde non seducesse più le nazioni finché fossero compiti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per un po’ di tempo” (Apocalisse 20:1-3). Il seduttore di tutto il mondo quindi non potrà più sedurre nessuno sulla terra per mille anni. Poi, certo, quando sarà sciolto alla fine dei mille anni, riuscirà a sedurre le nazioni sulla terra, ma allora verrà finalmente la sua fine perché sarà gettato nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove sarà tormentato per l’eternità, secondo che è scritto: “E quando i mille anni saranno compiti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.” (Apocalisse 20:7-10).
Ma torniamo al diavolo gettato sulla terra assieme ai suoi angeli. Vedutosi gettato sulla terra assieme ai suoi angeli, ed infuriato perché sa che gli rimane poco tempo, Satana scatena la sua furia contro la donna che aveva partorito “un figliuolo maschio, che ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro” (Apocalisse 12:5), figliuolo di lei che fu rapito presso a Dio ed al suo trono (cfr. Apocalisse 12:5). La Scrittura dice che il dragone la perseguitò (cfr. Apocalisse 12:13), ma anche che “alla donna furon date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dove è nutrita un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo, lungi dalla presenza del serpente. E il serpente gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell’acqua a guisa di fiume, per farla portar via dalla fiumana. Ma la terra soccorse la donna; e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone avea gettato fuori dalla propria bocca” (Apocalisse 12:14-16). Ma cosa accade quando il diavolo constata di non essere riuscito a prevalere sulla donna? Giovanni dice quanto segue: “E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d’essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù. E si fermò sulla riva del mare.” (Apocalisse 12:17-18).
Dunque, il dragone, che è il diavolo e il serpente antico, a questo punto si lancia furibondo contro i santi, perché sono loro coloro che serbano i comandamenti di Dio e ritengono la testimonianza di Gesù. Giovanni dice che “andò a far guerra col rimanente della progenie d’essa” (Apocalisse 12:17). Tenete a mente che in questo momento il diavolo è sulla terra, si muove sulla terra. Allora, il diavolo va a fare guerra contro i santi dell’Altissimo … e si ferma sulla riva del mare!
Ecco che a questo punto appare la bestia che sale dal mare, infatti Giovanni dice: “E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia” (Apocalisse 13:1). Ecco dunque l’empio che viene per l’azione efficace di Satana, ossia il dragone (cfr. 2 Tessalonicesi 2:9) – che in quel momento sarà sulla terra infuriato grandemente perché sa di avere poco tempo, perché il suo incatenamento e il suo imprigionamento nell’abisso sono vicini, diciamo una questione di pochi anni – il quale gli darà “la propria potenza e il proprio trono e grande potestà” (Apocalisse 13:2), e questo spiega perché l’empio verrà “con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigî bugiardi; e con ogni sorta d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono” (2 Tessalonicesi 2:9-10). Il tempo rimasto al diavolo è poco, lui lo sa, e quindi mette in azione tutta la sua potenza per ingannare più persone possibili. Ovviamente tutto quello che il diavolo farà e farà fare è parte del piano di Dio, per cui Dio come sempre sarà in pieno controllo di tutto quello che accadrà, e dirigerà tutte le cose nella direzione da Lui decretata. Sia il diavolo che l’empio, in altre parole, non faranno niente che Dio non abbia innanzi preordinato. Questo lo dovete sempre considerare.
Tutta la terra allora andrà dietro alla bestia, e adoreranno il dragone perché avrà dato il potere alla bestia; e adoreranno la bestia dicendo: ‘Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei?’ (cfr. Apocalisse 13:3-4). Chi sono coloro che adoreranno la bestia? La Scrittura dice che saranno “tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato” (Apocalisse 13:8).
In questa opera diabolica compiuta a danno degli abitanti della terra, la bestia che salirà dal mare avrà come stretto collaboratore una bestia che salirà dalla terra, infatti Giovanni dice: “Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed avea due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone. Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata. E operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita. E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, onde l’immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia fossero uccisi. E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666.” (Apocalisse 13:11-18). Quest’altra bestia è chiamata “il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine.” (Apocalisse 19:20).
La bestia (la prima bestia) sarà un essere spregevole, arrogante, molto malvagio, e difatti è chiamato l’empio, l’uomo del peccato, e bestemmierà contro Dio e perseguiterà a morte i santi dell’Altissimo che saranno sulla faccia della terra – i cui nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello sin dalla fondazione del mondo – infatti è scritto: “E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi. Ed essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione” (Apocalisse 13:5-7). Dunque l’empio avrà la potestà di agire per quarantadue mesi, non un giorno in più non uno in meno. Questo è il periodo prestabilito da Dio. Ovviamente, quando la Scrittura dice che alla prima bestia sarà dato di far guerra ai santi e di vincerli, ciò significa che molti dei santi saranno messi a morte dall’empio (cfr. Apocalisse 11:7); non tutti, perché noi sappiamo che quando Cristo apparirà dal cielo ci saranno credenti viventi sulla terra, i quali saranno mutati in un batter d’occhio e rapiti sulle nuvole a incontrare il Signore nell’aria assieme ai morti in Cristo che risusciteranno (cfr. 1 Tessalonicesi 4:15-17; 1 Corinzi 15:52).
Quando il Signore Gesù Cristo apparirà dal cielo, l’apostolo Paolo dice che il Signore distruggerà l’empio col soffio della sua bocca, e lo annienterà con l’apparizione della sua venuta (cfr. 2 Tessalonicesi 2:8). Giovanni conferma ciò dicendo che l’empio (la bestia) e il falso profeta saranno presi e gettati nel fuoco eterno: “E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo.” (Apocalisse 19:20). Mentre, per quanto riguarda il diavolo, ripeto, sarà afferrato, legato e gettato nell’abisso dove rimarrà mille anni (cfr. Apocalisse 20:1-3): mille anni che sarà la durata del regno sulla terra in cui i santi regneranno con Cristo una volta che lui sarà tornato (cfr. Apocalisse 20:4,6). E il diavolo raggiungerà la bestia e il falso profeta nello stagno ardente di fuoco e di zolfo alla fine dei mille anni, secondo che è scritto: “E quando i mille anni saranno compiti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.” (Apocalisse 20:7-10).
Ma eccomi ora a rispondere alla seguente domanda: ‘Che cosa impedisce che l’anticristo sia manifestato sulla terra, benché sappiamo che lo spirito dell’anticristo è nel mondo e che il principe di questo mondo è Satana, il dragone?’ La mia risposta è questa: il fatto che ancora il diavolo non è stato gettato giù sulla terra. Infatti se consideriamo l’ordine cronologico degli eventi come lo presenta Giovanni dobbiamo inevitabilmente concludere che la prima bestia (l’empio di cui parla Paolo ai Tessalonicesi), che è la bestia che sale dal mare, non potrà salire dal mare, fino a che il diavolo rimarrà in cielo con i suoi angeli! In altre parole, solo quando il diavolo e i suoi angeli saranno gettati sulla terra, e il luogo loro non sarà più trovato in cielo, ripeto, solo allora, l’empio potrà manifestarsi. Allora e solo allora, il mistero dell’empietà che è già all’opera, sarà tolto, e così l’empio sarà manifestato. Dunque, è necessario che prima Satana sia gettato sulla terra, e solo allora l’empio verrà per l’azione efficace di Satana. E siccome sappiamo che Satana sarà gettato sulla terra solo quando Michele e i suoi angeli combatteranno contro Satana e i suoi angeli (cfr. Apocalisse 12:7-9), è ovvio che fino a quando non ci sarà questa battaglia in cielo, Satana rimarrà in cielo con i suoi angeli, e qui sulla terra l’empio non potrà manifestarsi. Per la manifestazione dell’empio infatti è indispensabile che Satana sia gettato sulla terra, e quindi è indispensabile la presenza di Satana sulla terra, perché quando discenderà dal cielo sulla terra, sapendo che gli rimane poco tempo, scatenerà la sua ira contro i santi dell’Altissimo con un’azione efficace, infatti sarà allora e solo allora che darà la propria potenza e il proprio trono e grande potestà all’empio (cfr. Apocalisse 13:2). Se ci riflettete, non può che essere così, perché le cose precipiteranno nel mondo solo quando Satana sarà disceso sulla terra. Solo allora il mistero dell’empietà sarà tolto, e tutti potranno vedere e ascoltare l’empio, a cui vi ricordo Satana darà la propria potenza e il proprio trono! Questo è molto importante considerarlo, perché Satana è uno spirito (cfr. Efesini 2:2), ed ha bisogno di un essere umano sulla terra per manifestare la sua ira ‘finale’ contro i santi dell’Altissimo prima della venuta di Gesù, sapendo di non avere che breve tempo. Sulla terra dunque sarà un periodo drammatico, unico nella storia, un periodo senza precedenti, perché Satana sarà stato gettato sulla terra! Ecco perché la discesa di Satana sulla terra sarà seguita dall’apparizione della bestia e del falso profeta, due esseri umani malvagi, unici nella storia dell’umanità, perché quel breve periodo della storia sarà unico, ma proprio unico. E d’altronde precederà il gran giorno del Signore, quando il nostro Signore Gesù Cristo apparirà dal cielo con gloria e con potenza e ci sarà il nostro adunamento con lui.
Qualcuno allora domanderà: ‘Ma allora se la battaglia in cielo contro Satana e i suoi angeli sarà condotta dall’arcangelo Michele assieme ai suoi angeli, è Michele che trattiene l’empio dal manifestarsi?’ No, perché l’arcangelo Michele dipende comunque in tutto e per tutto da Dio, per cui anche Michele è sottoposto a Dio ed esegue gli ordini di Dio. Quindi quando Giovanni dice che “vi fu battaglia in cielo” (Apocalisse 12:7), è chiaro che quella battaglia avrà luogo in cielo nel momento in cui Dio ordinerà all’arcangelo Michele di lanciarla!
Vi spiego questo in questa maniera: al capitolo 16 dell’Apocalisse leggiamo quanto segue in merito alla sesta coppa dell’ira di Dio: “Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l’acqua ne fu asciugata affinché fosse preparata la via ai re che vengono dal levante. E vidi uscir dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane; perché sono spiriti di demonî che fan de’ segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro; beato colui che veglia e serba le sue vesti onde non cammini ignudo e non si veggano le sue vergogne). Ed essi li radunarono nel luogo che si chiama in ebraico Harmaghedon.” (Apocalisse 16:12-16). Ora, notate come innanzi tutto c’è un angelo di Dio che per ordine di Dio versa una coppa sul fiume Eufrate, e prima l’acqua si prosciugherà affinché sia preparata la via agli eserciti che vengono dal levante, e poi usciranno tre spiriti immondi dalla bocca del dragone (Satana), dalla bocca della bestia (l’empio), e dalla bocca del falso profeta, e questi spiriti immondi fanno segni e si recheranno dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia in un luogo preciso della nazione d’Israele che si chiama Harmaghedon, per “la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente” (Apocalisse 16:14). Quindi la battaglia di Harmaghedon avrà luogo nel giorno che Dio ha decretato che si deve verificare: né un giorno prima e neppure un giorno dopo. Eppure notate, come dopo che il sesto angelo verserà la sua coppa sull’Eufrate saranno coinvolti nella preparazione di questa battaglia anche il dragone, la bestia e il falso profeta, e tre spiriti immondi. Ora, se questa importante battaglia sulla terra avrà luogo nel giorno che Dio ha stabilito, sarà la stessa cosa per la battaglia in cielo dell’arcangelo Michele e i suoi angeli contro Satana e i suoi angeli! Questa fondamentale battaglia celeste avrà dunque luogo nel giorno decretato da Dio, che noi sappiamo si sta avvicinando, perché la venuta del Signore si avvicina!
Dunque, per riassumere brevemente, quando Satana sarà gettato sulla terra, il mistero dell’empietà sarà tolto e l’empio sarà manifestato e per la Chiesa di Dio comincerà un periodo di alcuni anni di grande tribolazione. Perciò fino a che Satana e i suoi angeli avranno “il luogo loro” (Apocalisse 12:8) in cielo, sulla terra non potrà manifestarsi l’empio, cioè l’anticristo che noi sappiamo deve venire. Ecco perché benché siano sorti molti anticristi fino ad ora sulla terra, nessuno di essi era l’anticristo che deve venire: perché Satana ancora non è disceso con gran furore sulla terra! La manifestazione dell’empio infatti sarà la conseguenza della sua discesa a noi sulla terra “con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo” (Apocalisse 12:12), egli infatti, vedendosi ormai spacciato, o comunque vedendo che il tempo rimastogli è breve, in quel breve tempo cercherà di compiere ogni male possibile ai credenti in Cristo Gesù prima della venuta di Cristo ed allora ecco che darà la propria potenza e il proprio trono e grande potestà alla bestia che sale dal mare cioè l’empio (cfr. Apocalisse 13:3). E siate certi che l’empio sarà immediatamente riconosciuto, non ci sarà possibilità da parte degli eletti di sbagliarsi nell’individuarlo, perché non c’è stato mai sulla terra un nemico dei santi come l’empio, e poi perché avrà al suo fianco il falso profeta ed assieme faranno esattamente tutto quello che è scritto nel libro dell’Apocalisse sul loro conto (cfr. Apocalisse 13:1-18) che sono cose mai verificatesi prima. L’opera di questi due uomini malvagi dunque sarà evidente sulla terra, come sarà evidente l’opera dei due profeti di Dio che “profeteranno per milleduecentosessanta giorni, vestiti di cilicio” (Apocalisse 11:3), ed avranno “potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno” (Apocalisse 11:6).
Dunque, fratelli, fortifichiamoci nella grazia che è in Cristo e dimoriamo in Cristo, per essere trovati pronti dal Signore Gesù quando Egli apparirà dal cielo. Non temiamo coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; temiamo piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna (cfr. Matteo 10:28).
“Maràn-atà” (1 Corinzi 16:22). “Amen! Vieni, Signor Gesù!” (Apocalisse 22:20)
La grazia del Signore Gesù sia con voi

Giacinto Butindaro

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Gesù è il Cristo

Gesù il Nazareno preesisteva al suo concepimento (nel principio era con Dio Padre ed era Dio); fu generato dallo Spirito Santo nel seno di una vergine; partecipò del sangue e della carne e quindi venne in carne simile a carne di peccato e dunque era un uomo; in Lui abitava corporalmente tutta la pienezza della Deità e quindi era Dio; fu unto di Spirito Santo dopo essere stato battezzato da Giovanni nel Giordano; predicò il Vangelo del Regno ed ammaestrò i suoi discepoli; guarì gli ammalati, cacciò i demoni, mondò i lebbrosi, e risuscitò i morti perché Dio era con lui; non peccò mai pur essendo stato tentato come ciascuno di noi; fu odiato dal mondo senza ragione; morì per i nostri peccati ucciso dai Giudei e risuscitò corporalmente il terzo giorno affinché si adempissero le Scritture secondo le quali il Cristo (cioè l’Unto promesso ab antico dal solo vero Dio) sarebbe stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità, e non sarebbe stato lasciato nell’Ades e la sua carne non avrebbe veduto la corruzione; e dopo essere apparso ai suoi discepoli fu assunto in cielo alla destra di Dio. Noi abbiamo creduto che Lui è il Cristo che doveva venire nel mondo per compiere l’espiazione dei nostri peccati, e mediante la fede nel suo nome abbiamo ottenuto la remissione dei peccati e la vita eterna, perché “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12)

Giacinto Butindaro

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Il nostro antigiudaismo (Gesù è il Cristo) – Predicazione del 3 aprile 2017

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Le ADI negano che i Giudei hanno ucciso il Signore Gesù

Il primo Aprile 2017 presso il locale di culto ADI di Via Susanna a Catania, il pastore Luc Henrist, parlando degli Ebrei, ha detto che l’idea che gli Ebrei hanno ucciso Gesù è una falsa idea, infatti ha affermato: «Tanta gente pensa per esempio che gli Ebrei hanno ammazzato Gesù. Se leggiamo bene la Bibbia vediamo che non sono gli Ebrei ad avere messo Gesù sulla croce, erano i soldati romani»

(video integrale https://youtu.be/A8fhoVSoHKw)

Idea falsa quella che sostiene che gli Ebrei hanno ucciso Gesù? No, semmai l’idea falsa è quella che sostiene che gli Ebrei non hanno ucciso Gesù, infatti l’apostolo Pietro – che era ebreo di nascita – disse il giorno della Pentecoste a degli Ebrei a Gerusalemme: “Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste” (Atti 2:22-23); e in seguito sempre a degli Ebrei disse a Gerusalemme: “L’Iddio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe, l’Iddio de’ nostri padri ha glorificato il suo Servitore Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste dinanzi a lui, mentre egli avea giudicato di doverlo liberare. Ma voi rinnegaste il Santo ed il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; del che noi siamo testimoni” (Atti 3:13-15). E sempre Pietro, disse ai capi sacerdoti e gli anziani (che erano Ebrei): “… se siamo oggi esaminati circa un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d’esso quest’uomo comparisce guarito, in presenza vostra” (Atti 4:9-10). E Stefano davanti al Sinedrio giudaico disse: “Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d’orecchi, voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi. Qual dei profeti non perseguitarono i padri vostri? E uccisero quelli che preannunziavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori” (Atti 7:51-52). Ed infine l’apostolo Paolo, anche lui ebreo come Pietro, dice ai Tessalonicesi che i Giudei “hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti” (1 Tessalonicesi 2:15).
Dunque, fratelli, credete a quello che sta scritto nella Bibbia, e rigettate questa ennesima menzogna insegnata dalle ADI.

La grazia del Signore sia con voi

Giacinto Butindaro

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La Massoneria sta attaccando l’ispirazione divina della Scrittura

Torno ad avvertirvi fratelli: a livello mondiale è in atto un poderoso e sistematico attacco da parte della Massoneria all’ispirazione divina della Scrittura. I massoni hanno messo in campo tutta la loro forza e astuzia per fare rigettare ai Cristiani l’ispirazione verbale e plenaria della Scrittura, al fine di fargli accettare ogni sorta di falsa dottrina e farli apostatare dalla fede. Rimanete dunque attaccati a tutto quello che sta scritto, continuate ad accettare tutta la Scrittura come la Parola di Dio, e non vi fate sedurre dai vani e perversi ragionamenti dei massoni (pastori, teologi, professori, etc.) presenti nelle Chiese.

Giacinto Butindaro

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Perchè Gesù Cristo fu crocifisso – Predicazione del 31 marzo 2017

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Alcune domande per alcuni membri delle Chiese Evangeliche non Pentecostali

Mi sto domandando come mai non affrontate l’argomento Massoneria. Non avete niente da dire? Neppure una parola? Come mai? Eppure è un argomento che ha a che fare con il Protestantesimo, ed è peraltro molto attuale. Eppure la Massoneria – che ha tanti affiliati facenti parti delle Chiese Evangeliche – va contro i principi della Riforma di Sola Scriptura, Sola Fide, Sola Gratia, Solus Christus, e Soli Deo Gloria!!! Li contrasta tutti e cinque in maniera aperta e netta! Come mai siete pronti a parlare – e con quale franchezza! – contro quei Pentecostali che insegnano eresie e che sono degli operatori di scandali, ma state in silenzio sui tanti pastori, predicatori e teologi massoni presenti in mezzo alle Chiese Protestanti di tutto il mondo, compresa l’Italia? Non avete niente da dire sulla doppia appartenenza? Non avete niente da dire sulla presenza del gran maestro Stefano Bisi del Grande Oriente d’Italia presso l’Aula Sinodale della Casa Valdese di Torre Pellice nel mese di giugno del 2016 (http://www.grandeoriente.it/repubblica70-a-torre-pellice-il-gran-maestro-bisi-con-i-valdesi-un-percorso-comune-per-una-legge-sulla-liberta-di-coscienza/)? Perché non dite che la Massoneria è da Satana, che i principi massonici di libertà, fratellanza e uguaglianza sono principi satanici, che un Cristiano non può essere un massone, e che i massoni vanno tolti di mezzo alle Chiese essendo adoratori e servitori del Grande Architetto Dell’Universo (G.A.D.U.), che è Satana?

Foto: da sinistra, Paolo Castellina (Chiesa Evangelica Riformata), Leonardo De Chirico (Chiesa Breccia di Roma, Riformata Battista), Nazzareno Ulfo (Chiesa Cristiana Evangelica Sola Grazia di Caltanissetta, Riformata Battista), Nicola Martella (Chiesa dei Fratelli)

Giacinto Butindaro

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Svegliatevi, è l’ultima ora!

“… è l’ultima ora; e come avete udito che l’anticristo deve venire, fin da ora sono sorti molti anticristi; onde conosciamo che è l’ultima ora.” (1 Giovanni 2:18), dice la Scrittura. Essi negano che Gesù è il Cristo, e si trovano in gran numero travestiti da Cristiani in mezzo a tante Chiese. Stanno trascinando queste Chiese alla rovina. Parlano di un altro Dio, di un altro Gesù, di un altro Vangelo. Non sono dei nostri, in quanto nemici di Dio! Sono affiliati alla Massoneria, e stanno lavorando giorno e notte sotto la direzione di Satana per la distruzione del Cristianesimo! Svegliatevi, voi che dormite sotto l’effetto del sonnifero che vi ha somministrato di soppiatto la Massoneria, prima che sia troppo tardi per voi. Svegliatevi, e uscite e separatevi da queste Chiese massonizzate che hanno in avversione la Parola di Dio! Rompete i legami con queste denominazioni alleate della Massoneria, rompeteli immediatamente!

Giacinto Butindaro

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Si rifiutano di predicare la parola della croce

Molti sono quelli che si rifiutano di predicare la parola della croce che annunciavano gli apostoli, e questo perché rifiutano di credere che gli uomini sono nemici di Dio nella loro mente e nelle loro opere malvagie e perciò hanno bisogno di essere riconciliati con Dio, riconciliazione che può avvenire soltanto credendo nella parola della croce; perché rifiutano di credere che come sotto la legge era necessario lo spargimento del sangue di animali per compiere l’espiazione dei peccati del popolo (sangue che però non rendeva perfetti quanto alla coscienza coloro che si accostavano a Dio, perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati), così si è reso necessario lo spargimento di sangue da parte di Cristo affinché noi ottenessimo la purificazione dei peccati, cioè affinché la nostra coscienza fosse purificata con il suo sangue dalle opere morte che la contaminavano; perché rifiutano di credere che Gesù di Nazareth è l’Agnello di Dio ben preordinato prima della fondazione del mondo ad essere immolato per le nostre colpe, e quindi non credono che Dio aveva innanzi determinato che Egli morisse per i nostri peccati ucciso dai Giudei. Costoro quindi negano che Gesù è il Cristo, e quindi rigettano la Parola della Buona Novella mediante la quale noi siamo rigenerati e salvati. Sono degli anticristi, guardatevi da essi.

Giacinto Butindaro

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No, Dio non salverà tutti – Predicazione del 29 marzo 2017

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Dio castiga anche le autorità

Dio è la guida delle nazioni, e sta dirigendo tutte le nazioni nella direzione da lui decretata. D’altronde la Scrittura dice che “il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1). Ricordatevi a tale proposito di come Faraone, re d’Egitto, si comportò verso gli Israeliti, e ciò affinché si adempisse il disegno formato da Dio. Infatti è scritto: “Poi voltò il cuor loro perché odiassero il suo popolo, e macchinassero frodi contro i suoi servitori” (Salmo 105:25). Ma Dio poi trasse gloria da tutto ciò, e punì Faraone. Per cui Dio non lasciò Faraone impunito, perché Dio non lascia impunito il colpevole. Per cui è cosa certa che tutti coloro che sono in autorità e che compiono o fanno compiere del male contro il prossimo, saranno certamente puniti da Dio. Dio è un vendicatore, e non ha riguardo alla qualità delle persone. La Scrittura parla di re fatti morire da Dio per la loro iniquità, quindi nessuno si illuda, perché anche i potenti che compiono o fanno compiere malvage azioni vengono castigati da Dio. La Parola dice infatti: “Egli fiacca i potenti, senza inchiesta; e ne stabilisce altri al loro posto; poich’egli conosce le loro azioni; li abbatte nella notte, e son fiaccati; li colpisce come dei malvagi, in presenza di tutti, perché si sono sviati da lui e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie; han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici” (Giobbe 34:24-28). Ed infine nessuno si dimentichi che all’inferno ci vanno pure tutte quelle autorità (re, regine, primi ministri, ministri, senatori, deputati, magistrati, ecc.) che muoiono nei loro peccati. Per cui la giustizia di Dio non fa alcun difetto. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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GESÙ È IL CRISTO: la Buona Novella tanto odiata da Satana

L’angelo che apparve ai pastori nella contrada di Betlemme il giorno che Gesù nacque proclamarono che Gesù è il Cristo, infatti disse loro: “Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande allegrezza che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, v’è nato un salvatore, che è Cristo, il Signore” (Luca 2:10-11).
Lo Spirito Santo attestò che Gesù è il Cristo infatti è scritto che a Simeone “era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d’aver veduto il Cristo del Signore” (Luca 2:26).
Giovanni il Battista sapeva che Gesù era il Cristo, infatti disse ad alcuni: “Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui” (Giovanni 3:28).
Gesù di Nazareth sapeva e disse di essere il Cristo, infatti alla donna samaritana che gli disse: “Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa” (Giovanni 4:25), Gesù disse: “Io che ti parlo, son desso” (Giovanni 4:26); quando l’apostolo Pietro gli disse: “Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente” Gesù, replicando, gli disse: “Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 16:16-17); e quando il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: “Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto?” (Marco 14:61), Gesù disse: “Sì, lo sono” (Marco 14:62). E dopo essere risuscitato, quando apparve a quei due discepoli che erano sulla via di Emmaus, che ancora non avevano capito la Scrittura secondo la quale Egli doveva risuscitare dai morti, li rimproverò dicendo: “O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non bisognava egli che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse quindi nella sua gloria? E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano” (Luca 24:25-27).
I demoni sapevano che Gesù era il Cristo infatti è scritto: “Anche i demonî uscivano da molti, gridando e dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch’egli era il Cristo” (Luca 4:41)
L’apostolo Giovanni verso la fine della storia di Gesù da lui scritta dice: «… queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.» (Giovanni 20:31), e nella sua prima epistola afferma che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giovanni 5:1), ed anche: “Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo” (1 Giovanni 2:22)
Gli apostoli, a Gerusalemme, nel tempio e per le case, non ristavano “di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo” (Atti 5:42)
Saulo da Tarso, dopo essere stato salvato, “confondeva i Giudei che abitavano in Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo” (Atti 9:22)
Apollo, giunto in Acaia, “con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando per le Scritture che Gesù è il Cristo” (Atti 18:28)
Ecco qual è la Parola della Buona Novella da annunciare agli uomini esortandoli a ravvedersi e a credere in essa: che Gesù è il Cristo, cioè l’Unto di Dio del quale parlarono ab antico i profeti da parte di Dio, che doveva essere “trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), la cui anima non sarebbe stata lasciata nell’Ades e la cui carne non avrebbe visto la corruzione (cfr. Atti 2:27,31; Salmo 16:10), in quanto in Gesù si sono adempiute le parole dei profeti. Egli infatti è morto per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno (cfr. 1 Corinzi 15:1-11)!
Come è scritto nel libro degli Atti: “…. vennero a Tessalonica, dov’era una sinagoga de’ Giudei; e Paolo, secondo la sua usanza, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture, spiegando e dimostrando ch’era stato necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti; e il Cristo, egli diceva, è quel Gesù che io v’annunzio” (Atti 17:1-3).
Mediante questa Parola, vivente e permanente, siamo stati rigenerati e salvati (cfr. 1 Pietro 2:23-25; 1 Corinzi 15:1). Non c’è dunque rigenerazione e neppure salvezza senza la Buona Novella che Gesù è Cristo. Questa Parola è potenza di Dio e sapienza di Dio (cfr. Romani 1:16; 1 Corinzi 1:23-25). Questa Parola è verità, ed ha l’approvazione di Dio, che ancora oggi rende testimonianza ad essa “con de’ segni e de’ prodigî, con opere potenti svariate, e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà” (Ebrei 2:4).
Questa Parola è dunque odiata da Satana, il Seduttore di tutto il mondo, perché egli sa che è soltanto mediante di essa che gli uomini vengono salvati, e quindi incita i suoi servitori ad annullarla in ogni maniera e ad impedirne in ogni maniera l’annuncio, e quando gli uomini l’ascoltano cerca di portala via dal cuor loro, affinché non credano e non siano salvati.
Questa è la Parola a cagione della quale il mondo ci odia e ci perseguita.
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Sulla volontà di Dio – Predicazione del 27 marzo 2017

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Voglio parlare di Gesù il Nazareno

Gesù fu generato dallo Spirito Santo nel seno di una giovane vergine di nome Maria; nacque a Betlemme, città di Davide; fu allevato a Nazareth; e battezzato da Giovanni il Battista nelle acque del fiume Giordano. E dopo che Dio lo unse di Spirito Santo, egli andò attorno insegnando nelle sinagoghe e predicando l’evangelo del Regno, e sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo. Fu odiato senza ragione dal mondo, e tradito da uno dei suoi discepoli di nome Giuda Iscariota che lo diede nelle mani dei capi sacerdoti e degli anziani in cambio di denaro. Fu condannato a morte dal Sinedrio a Gerusalemme, e dato nelle mani del governatore della Giudea Ponzio Pilato, a cui i Giudei chiesero di crocifiggerlo. Pilato dunque sentenziò che fosse crocifisso. E quindi, dopo essere stato flagellato dai soldati, Gesù fu menato al luogo detto ‘Il Teschio’ e qui fu crocifisso in mezzo a due malfattori. Dopo che Gesù rese lo spirito, venne un uomo di nome Giuseppe d’Arimatea che chiese a Pilato il corpo di Gesù, e ottenutolo lo depose in un sepolcro. Ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti, e apparve ai suoi discepoli. E dopo quaranta giorni fu assunto in cielo alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti. E tutto questo avvenne per il determinato consiglio di Dio, perché così Dio aveva decretato.
Questa è la storia di Gesù il Nazareno, il Cristo, il Figlio di Dio che Dio nel suo grande amore ha mandato nel mondo per essere la propiziazione per i nostri peccati. Sì, il Santo ed il Giusto morì per i nostri peccati, sparse il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, affinché noi mediante la sua morte fossimo riconciliati con Dio.
Io credo in Lui, e di Lui voglio parlare fino a che avrò un alito di vita, annunciando agli uomini la sua morte espiatoria e la sua resurrezione dai morti, esortandoli a ravvedersi e a credere in Lui per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna. Perché – come disse uno dei suoi apostoli di nome Pietro – in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati.
A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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Il Grande Oriente di Roma ha ammesso che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti?

Il massone Federico Mavì nel suo libro «Voglio essere massone» (quando lo ha scritto era da venti anni nella Massoneria e aveva raggiunto un alto grado), nello spiegare il 30° Cavaliere Kadosh o dell’Aquila Bianca e Nera del Rito Scozzese Antico ed Accettato, dice quanto segue:
«Parole sacre: NEKAM ADONAI, ‘Vendetta, Signore’; PHARASCH-CHOL, ‘tutto è spiegato’ (alla lettera: ‘spiegazione totale per Grazia Divina’). Parola di passo: BEGOAL-CHOL, ‘nell’abominio di tutti’.
Già si è fatto cenno a questo importantissimo grado, chiave di volta dei segreti della Muratoria Nera, dove si recita lo psicodramma della fine dei Templari, o Militia Templi. Ma potrà interessare il lettore un particolare della scenografia: il Delta sacro capovolto, il Triangolo con il vertice in basso, in segno d’adorazione del Dio-Principe della Terra. Nell’Areopago (complesso dei Templi in cui si svolge questo Rito) il Presidente – secondo quanto riporta il famoso Taxil – recita la seguente orazione a Lucifero:
‘Vieni, Lucifero, vieni! O calunniato dai preti e dai re! Vieni, che noi ti abbracciamo, che noi ti stringiamo sul nostro petto! E’ molto tempo che noi ti conosciamo e tu conosci noi! Le tue opere, o benedetto del nostro cuore, non sono sempre belle e buone, agli occhi degli ignoranti, ma esse sole danno un significato all’Universo. Tu solo animi e fecondi il lavoro. Tu nobiliti la ricchezza; tu servi di essenza all’autorità; tu metti il suggello alla virtù …
E tu, Adonai, dio maledetto, noi ti rinneghiamo! Il primo dovere dell’uomo intelligente e libero è quello di scacciarti dal suo spirito e dalla sua coscienza. Perché tu sei essenzialmente ostile alla nostra natura, e noi non dipendiamo per nulla dalla tua autorità. Noi giungiamo alla scienza tuo malgrado, alla prosperità tuo malgrado, alla società tuo malgrado; ciascuno dei nostri progressi è una vittoria nella quale schiacciamo la tua divinità.
Spirito mendace, Dio imbecille, il tuo regno è finito: cerca fra i bruti altre vittime. Ora, eccoti detronizzato e distrutto. Il tuo nome per troppo tempo ultima parola del sapiente, sanzione del giudice, forza del principe, speranza del povero, rifugio del colpevole penitente, questo nome incomunicabile Padre Eterno, Adonai e Jehovah, d’ora in poi votato al disprezzo e all’anatema, sarà dileggiato tra gli uomini.
Il tuo nome è goffaggine e viltà, ipocrisia e menzogna, tirannia e miseria. Fintanto che l’umanità si inginocchia davanti al tuo altare, l’umanità schiava dei re e dei preti sarà riprovata; fintanto che un uomo, nel tuo nome esecrabile riceverà il giuramento di un altro uomo, la società sarà fondata sullo spergiuro e la pace e l’amore saranno banditi fra i mortali …
Dio, ritirati! poiché sino da oggi, guariti dal tuo timore e divenuti sani, giuriamo, con la mano sollevata verso il tuo cielo, che tu non sei se non il carnefice della nostra ragione e lo spettro della nostra coscienza!’
Sul famigerato Leo Taxil, pseudonimo del pubblicista francese G. Jogand Pagès, prolifico autore di scritti disvelanti la Muratoria alla fine del secolo scorso, la critica massonica s’è sbizzarrita parecchio, rasentando il grottesco.
Una cosa è certa: lo stesso Grande Oriente di Roma – all’epoca – nel narrare la riconversione del Taxil, prima Apprendista, poi antimassone e ‘frottolista’, e finalmente ritrattatore di quanto nei suoi scritti era menzogna, lo stesso Grande Oriente, dicevo, ammise che tutti i Rituali da lui pubblicati comunque erano esatti.
Al riguardo è illuminante questo passo tratto dal Rituale del 33° circa i propositi muratori in caso di pubblicazione dei segreti della Comunione: ‘Occorre scoraggiare con tutte le forze le pubblicazioni massoniche. Ma se le circostanze rendessero indispensabile l’intervento diretto dell’Ordine, scegliete e indicate con anticipo il Fratello che deve essere vittima e far la parte del capro-emissario, perché il suo sacrificio, fatto pubblicamente, col maggior possibile fracasso, restituisca all’Ordine la sua innocenza senza macchia’. E Taxil, guarda caso, fu un vero fracasso, anzi un colpo di cannone!
Va detto inoltre che il Taxil si lasciò inebriare dal satanismo, di fatto presente nell’Associazione muratoria, al punto da farne l’unico leit-motiv, senza però penetrare i segreti, forse perché privo di quell’audacia necessaria per descrivere fatti, riti e situazioni al limite del consentito. Inoltre, noto che egli rimase completamente cieco sull’essenza ebraica della Massoneria e sulle gravi e ributtanti motivazioni, per cui le donne non vengono ammesse in Logge regolari.
Queste precisazioni mi son parse indispensabili per il lettore, il quale dovrà stabilire lui se sia possibile che nella cerimonia di iniziazione Kadosh possa essere rivolta a Lucifero l’orazione su riportata» (Federico Mavì, Voglio essere massone, Eurobook, Guida Editori, Napoli 1993, pag. 54-57).
Allora, innanzi tutto voglio dire che io non ho bisogno di quello che ha detto Leo Taxil sulla Massoneria per dimostrare che la Massoneria odia l’Iddio d’Abrahamo d’Isacco e di Giacobbe e guerreggia contro di Lui, e invece ama ed adora e serve Satana, cioè il Diavolo. Questa premessa è indispensabile in vista di quello che sto per dire.
Questo massone, come tutti possono leggere, dà per certo che a suo tempo il Grande Oriente di Roma ammise che tutti i Rituali pubblicati da Leo Taxil erano esatti, e quindi anche il rituale del 30° con la preghiera rivolta a Satana! Come stanno dunque le cose? Qualcuno può confermare che a suo tempo il Grande Oriente fece questa ammissione sui Rituali massonici descritti da Leo Taxil?
La cosa infatti mi pare di notevole importanza, perché quanto riferito da questo massone sul rituale del 30° è oltremodo inquietante e raccapricciante, perché in maniera aperta i massoni che accedono a questo grado si rivolgono a Satana esaltandolo, mentre si rivolgono al solo vero Dio, che è il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, insultandolo e bestemmiando contro di Lui.
Lo ripeto, io non ho bisogno di quello che riferisce Leo Taxil per dimostrare che la Massoneria è una istituzione satanica che adora e serve Satana e che odia in maniera viscerale Dio, ma la questione sollevata da Federico Mavì è comunque molto importante, anche perché lui riconosce che il satanismo è «di fatto presente nell’Associazione muratoria», alla quale il Mavì è fiero di appartenere («… alla quale mi onoro di appartenere» Ibid., pag. 96)

Giacinto Butindaro

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