Alberi cattivi e alberi buoni, ossia uomini malvagi e uomini dabbene

Gesù Cristo ha parlato di alberi cattivi e di alberi buoni. Egli disse infatti: “Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può far frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto, è tagliato e gettato nel fuoco. Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti.” (Matteo 7:17-20), ed anche: “O voi fate l’albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l’albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall’abbondanza del cuore la bocca parla. L’uomo dabbene dal suo buon tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvage. Or io vi dico che d’ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderan conto nel giorno del giudizio; poiché dalle tue parole sarai giustificato, e dalle tue parole sarai condannato” (Matteo 12:33-37). Gli uomini malvagi dunque si riconoscono dal frutto malvagio della loro bocca, perché dall’abbondanza del loro cuore malvagio parla la loro bocca. In altre parole, si riconoscono da quello che tirano fuori dal loro tesoro malvagio. Coloro dunque che negano che Gesù è il Cristo – come fanno per esempio i massoni – sono uomini malvagi. Non abbiamo bisogno di frequentarli, per capirlo e dirlo. Ci basta sapere che negano che Gesù è il Cristo. Io non ho bisogno di incontrare un anticristo e parlarci per definirlo un uomo malvagio, non ho bisogno di frequentarlo per esprimere questo giudizio su di lui: dal momento che egli nega che Gesù è il Cristo è visibile a tutti che egli è un anticristo, perché è scritto: “Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre.” (1 Giovanni 2:22-23). Un anticristo dunque è un uomo malvagio perché è sotto la potestà di Satana. L’anticristo è malvagio perché è un bugiardo, e quindi è figlio di Satana che è bugiardo e padre della menzogna; l’anticristo rigetta la testimonianza che Dio ha resa circa il Suo Figliuolo e cerca di sedurre i santi facendogli accettare la sua eresia di perdizione, che mena nelle fiamme dell’inferno. Dunque, siccome che i bugiardi non sono uomini dabbene, non lo sono neppure gli anticristi degli uomini dabbene. Noi ci fidiamo di quello che dice la Parola di Dio, e fino ad ora non siamo mai rimasti confusi o delusi da Dio. Perché la Parola di Dio è verità.

Giacinto Butindaro

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Un Vangelo senza la croce – Predicazione del 26 aprile 2017

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Vidi il cielo aperto – Predicazione del 24 aprile 2017

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La terra è sferica

L’astronauta francese Thomas Pesquet ha fatto delle foto dallo spazio che ha postato sul suo account Twitter https://twitter.com/Thom_astro Eccone alcune, che mostrano la forma sferica della terra. Questo per turare la bocca a coloro che vanno dicendo che la terra è piatta. Si tenga presente che la Sacra Scrittura attesta la forma sferica della terra, infatti il profeta Isaia afferma che Dio, il Creatore di tutte le cose, “è colui che sta assiso sul globo della terra [molte Bibbie hanno “circolo della terra”]” (Isaia 40:22). Inoltre la Sapienza afferma: “Quand’egli disponeva i cieli io ero là; quando tracciava un circolo sulla superficie dell’abisso,” (Proverbi 8:27). E nel libro di Giobbe leggiamo che Dio “Ha tracciato un cerchio sulla faccia dell’acque, là dove la luce confina colle tenebre.” (Giobbe 26:10). Al bando dunque le ciance di coloro che presentano la terra come piatta, e ci accusano di avere creduto ad una menzogna! No, noi abbiamo creduto alla Parola di Dio, che è verità. E la Parola di Dio è stata confermata dalla scienza in questo, in maniera inequivocabile e inconfutabile.

Giacinto Butindaro

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Ecco l’Agnello di Dio! – Predicazione del 21 aprile 2017

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Perché la Chiesa deve guardarsi dalla filosofia – Predicazione del 19 aprile 2017

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E allora sarà manifestato l’empio – Predicazione del 17 aprile 2017

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Pure «il Tronco della Vedova»!

Come voi sapete, fratelli, passare durante il culto per raccogliere denaro non è biblico. Ma adesso si aggiunge qualche cosa d’altro – che devo dire è molto inquietante – a riguardo di questo passare per raccogliere denaro nei locali di culto, su cui meditare. In certi locali di culto (mi dicono persino in alcuni locali di culto delle ADI) passano per raccogliere le offerte con un oggetto che assomiglia molto a «il tronco della vedova» o «sacco della beneficienza» che è l’oggetto usato nel tempio massonico durante ogni tornata massonica per raccogliere denaro! Ecco a riguardo una foto di questo oggetto massonico e uno studio fatto da un massone sul «tronco della vedova»! Che cosa manca ancora di vedere in questi locali di culto? Andatevene via, andatevene via, ormai assomigliano sempre di più a templi massonici!

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Il Tronco della Vedova

di F. D. C.

Nelle Tornate massoniche, alla chiusura dei Lavori, il Cerimoniere fa circolare un sacco di stoffa nera, per la raccolta della beneficenza, chiamato “Tronco della Vedova”. Questa fase dei lavori è considerata obbligatoria, nel senso che non è possibile svolgere una tornata massonica senza provvedere alla beneficenza. La terminologia usata per definire il sacco della beneficenza è composta di due parole: “tronco” e “Vedova”. Al riguardo vi sono varie spiegazioni (va precisato, peraltro, che sia il termine, sia la rituale raccolta dell’obolo non compare nelle Tornate delle Logge anglosassoni). La parola tronco viene fatta risalire da alcuni alle Vendite carbonare che si diffusero in Italia nei primi anni dell’Ottocento: la loro simbologia collegata all’arte dei carbonai, quindi alla foresta ed agli alberi può dare spiegazione del termine, nel senso che il tronco di un albero costituiva nella foresta una sorta di tavolino. Per quanto attiene al termine Vedova, una prima spiegazione può essere attribuita al fatto che nell’Antico e nel Nuovo Testamento la “Vedova” era considerata, per antonomasia, la persona che aveva bisogno e che quindi doveva essere aiutata con la beneficenza dagli uomini giusti e fedeli agli insegnamenti di Dio.
Altra spiegazione può essere collegata alla consueta definizione dei Liberi Muratori come “Figli della Vedova”, definizione che deriva dalla leggenda di Hiram, l’architetto che costruì il Tempio di Gerusalemme all’epoca di Re Salomone. Nella Bibbia, infatti, nel primo “Libro dei Re” si legge che, per la costruzione del tempio, “Il re Salomone fece venire da Tiro, Hiram figlio di una vedova della tribù di Neftali e di un padre che lavorava il bronzo”. Siccome Hiram, quindi, “figlio della Vedova” è considerato l’impersonificazione del Libero Muratore, perciò i Massoni vengono anche loro definiti “Figli della Vedova”.
Ma una più antica e profonda spiegazione di questi termini va collegata al mito di Iside ed Osiride. Osiride, re dell’Egitto arcaico, fu un sovrano illuminato che fece uscire il suo popolo dalla primitiva barbarie. Egli, Re divino e filantropo, insegnò agli uomini le pratiche religiose e la coltivazione del grano e dell’orzo. La birra, nell’antico Egitto, era una bevanda molto apprezzata dai vivi e dai morti e anche dagli dei che l’usavano come pozione dell’immortalità. Secondo la tradizione Osiride insegnò agli abitanti dei due Stati, uno a ovest, l’altro ad est, come ottenere la birra dalla fermentazione del malto di orzo: si propose così come il “padre del grano e dell’orzo”, fondamento di tutta la creazione e fonte della fertilità vegetale e della riproduzione.
Osiride regnava con Iside, sua sorella e sposa e, per i benefici che aveva dato agli abitanti dell’Egitto fu salutato e adorato unanimemente come un dio. Ma suo fratello minore Set, invidioso dei successi del fratello, ordì un complotto con la collaborazione di 72 complici. Dopo aver preso in segreto le esatte misure del corpo di Osiride, fabbricò con le stesse dimensioni una cassa riccamente decorata e nel corso di una festa, proprio quando il sole entrava nel segno zodiacale dello scorpione, promise di regalarla a colui cui fosse andata a misura.
In essa entrarono uno dopo l’altro i 72 congiurati per vedere se corrispondeva alle loro misure. Quando arrivò il turno di Osiride, subito i congiurati inchiodarono il coperchio e gettarono la cassa nel Nilo.
Quando Iside apprese l’accaduto si tagliò una ciocca di capelli, si vestì a lutto ed errò sconsolata alla ricerca del corpo dell’amato marito. La cassa con il corpo di Osiride discendendo il fiume Nilo era giunta fino al mare e fu sospinta dalle correnti sulla costa della Siria, dove spuntò improvvisamente un albero di erica che crebbe rapidamente fino a racchiudere nel suo tronco la cassa.
Il re del luogo, ammirato dalla grandiosità di quest’albero, lo fece tagliare e, inconsapevole del suo contenuto, ne fece una colonna per il suo palazzo. Finalmente Iside, venuta a conoscenza di questi fatti, si recò in Siria dove, dopo varie vicissitudini, ottenne finalmente la colonna in cui riposava il corpo di Osiride e, ricoperto il tronco di profumati unguenti e di finissima tela, lo innalzò al centro di in un grande Tempio. Da allora, in tutti i templi dedicati ad Iside i devoti fedeli deponevano le loro offerte destinate alla beneficenza in un tronco posto all’interno del sacro recinto.
La simbologia della complessa leggenda di Osiride ed Iside, di cui ho ricordato soltanto i tratti principali, meriterebbe approfondimenti in tutti i suoi elementi: quelli numerologici, legati al n. 72 dei congiurati, quelli astrologici legati al segno dello Scorpione, poi il simbolismo del taglio delle ciocche di capelli, il colore nero del lutto,
il simbolismo del legno di erica, quello della colonna, quello legato poi alle varie e complesse vicende della lunga ricerca di Iside, che ho tralasciato di narrare in questa tavola.
Resta comunque molto suggestiva l’origine mitica del “Tronco della Vedova”, come tronco di quell’albero in cui erano rinchiuse le spoglie di Osiride che la sua Vedova, Iside, aveva così a lungo cercate. Questa interpretazione, peraltro, non è in contraddizione con le altre versioni sull’origine di questa terminologia massonica cui prima fo fatto cenno.
Hiram, cioè il Massone, figlio della Vedova, può benissimo identificarsi in Osiride, il benefattore dell’umanità che viene assassinato dai suoi congiurati compagni.
Associare quindi il gesto della beneficenza, volto ad alleviare le sofferenze di chi ha bisogno di aiuto, a questi significati simbolici di percorso iniziatico legato alla morte ed alla rinascita dell’essere umano rendono questa fase del cerimoniale massonico di chiusura dei lavori particolarmente importante.
Voglio concludere questa mio breve scritto osservando come a volte, purtroppo, noi Liberi Muratori non diamo la dovuta importanza a questa cerimonia. Mettiamo il nostro obolo svogliatamente, spesso limitato a qualche spicciolo, dimenticando che la generosità con cui cerchiamo di alleviare le altrui sofferenze è la misura della nostra maturità massonica. Oggi a questo impegno morale di essere più generosi con la beneficenza possiamo aggiungere anche la consapevolezza della sua importanza simbolica ed iniziatica

http://www.massoneriascozzese.it/si…/tronco_della_vedova.pdf

In questo video di un culto presso il locale di culto ADI di Via Susanna a Catania, dal minuto 54:10 si vede il passaggio del ‘tronco della vedova’!

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Messaggio per gli abitanti di Sulmona

Anche quest’anno voi abitanti di Sulmona siete andati in delirio per una statua, che è in abominio a Dio.

Dice bene il profeta: “…. è un paese d’immagini scolpite, vanno in delirio per quegli spauracchi dei loro idoli” (Geremia 50:38). Abitanti di Sulmona, la Scrittura condanna l’idolatria (e il vostro culto reso a questa statua è idolatria), e dice che gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio (cfr. 1 Corinzi 6:9-10) perché la parte degli idolatri sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo (cfr. Apocalisse 21:8) dove saranno tormentati nei secoli dei secoli. Ravvedetevi dunque, convertitevi dagli idoli a Dio, e credete nel Vangelo, altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di voi, e morirete nei vostri peccati andando in perdizione.

Giacinto Butindaro

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Ai massoni che si presentano come «credenti evangelici»

Massoni che vi presentate come «credenti evangelici», sappiate che noi discepoli di Gesù Cristo non abbiamo niente in comune con voi, noi infatti siamo luce mentre voi siete tenebre, per cui noi non abbiamo alcuna comunione con voi. Noi siamo Cristiani, voi siete degli anticristi; noi abbiamo la mente di Cristo, voi avete la mente dell’anticristo: noi abbiamo lo spirito di Cristo, voi avete lo spirito dell’anticristo; noi abbiamo la coscienza purificata dal sangue prezioso di Cristo, voi invece ce l’avete contaminata dalle opere morte; noi abbiamo la dottrina di Cristo, voi la dottrina dell’anticristo: il nostro Dio è il Padre del Cristo (che è Gesù il Nazareno), il vostro dio invece è il padre dell’anticristo, ossia il diavolo. Siete dei nemici di Dio nella vostra mente e nelle vostre opere, e dovete quindi ravvedervi e credere nel Vangelo, per essere riconciliati con Dio, altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di voi, e morirete nei vostri peccati andandovene nelle fiamme dell’inferno. La vostra cosiddetta gnosi non vi potrà salvare dalle fiamme dell’inferno, perché la salvezza si ottiene soltanto credendo nella morte espiatoria di Gesù Cristo e nella sua resurrezione dai morti – cioè credendo che Cristo è morto per i nostri peccati e risuscitato corporalmente il terzo giorno dai morti, secondo le Scritture – che la Massoneria invece vi induce a rigettare. Quindi, non illudetevi, quello che vi aspetta quando morirete è l’inferno, dove piangerete e striderete i denti. Quello infatti è il posto dove vanno coloro che muoiono nei loro peccati. Ravvedetevi dunque convertitevi a Cristo, e uscite e separatevi dalla Massoneria. Io vi ho avvertiti.

Giacinto Butindaro

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L’apostasia tramite la formazione

Da un articolo presente sul sito del Grande Oriente d’Italia dal titolo «Massoneria e storia d’Italia. Malachia De Cristoforis, uomo contemporaneo», del quale ci viene detto che «fu uomo illuminato e innovatore, precursore dei nostri tempi. Era massone e fu Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia e presidente del Rito Simbolico Italiano.» :
«E nel segno del progresso, dell’avanguardia e della ricerca continueranno le attività e il percorso del Rito Simbolico Italiano, il cui Presidente Giovanni Cecconi, firmando le conclusioni del convegno, ha con orgoglio ribadito la forza intellettuale dei suoi interpreti. È con il loro sguardo sul mondo che oggi dobbiamo proseguire il nostro cammino: con lo stesso entusiasmo, con la stessa consapevolezza. Quella consapevolezza che rende la Massoneria, oggi come ai tempi di Malachia de Cristoforis, la Scuola più idonea alla formazione dell’uomo moderno.»

http://www.grandeoriente.it/massoneria-e-storia-ditalia-malachia-de-cristoforis-uomo-contemporaneo/

Notate come viene chiamata la Massoneria «la Scuola più idonea alla formazione dell’uomo moderno». Guardatevi dunque dai «maestri» di questa scuola – presenti in massa nelle denominazioni evangeliche – perché quella che loro chiamano «formazione dell’uomo moderno» non è altro che «la distruzione del Cristiano». La chiamano infatti formazione, ma nella pratica è un processo abilmente camuffato che mira a distruggere il fondamento degli apostoli e dei profeti, per fare apostatare il Cristiano dalla fede e menarlo in perdizione. Questi «maestri» infatti ti trasmettono concetti e principi che contrastano la verità che è in Cristo Gesù, che trascinano a rigettare Cristo Gesù.
Quando dunque un massone afferma che i Cristiani hanno bisogno di formazione, sappiate che sta portando avanti il piano massonico che è quello di distruggere il Cristianesimo usando la sapienza di questo mondo, che è pazzia presso Dio. Ricordatevi che i massoni vogliono che i Cristiani rigettino la sapienza di Dio ed accettino la sapienza di questo mondo; che disprezzino la dottrina di Dio ed onorino le dottrine degli uomini; che smettano di credere che Gesù è il Cristo. Per cui tutti i loro sforzi sono volti in quella direzione. Nessuno di essi dunque vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

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Vi annunzio il Vangelo della grazia di Dio – Predicazione del 14 aprile 2017

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Perché diciamo che i Giudei uccisero Gesù – Predicazione del 12 aprile 2017

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Il nostro antigiudaismo (Il giusto vivrà per fede) – Predicazione del 10 aprile 2017

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Se fossi un giornalista … farei queste domande al presidente delle ADI

Se fossi un giornalista – visto il lussuoso hotel dove quest’anno si terrà il XXV Convegno Pastorale delle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – mi piacerebbe rivolgere queste domande al presidente delle ADI:

– Presidente, come mai le ADI hanno fatto costruire o comprare nel tempo dei grandi e spaziosi locali di culto – come per esempio a Torino, Milano, Catania, e Roma – in grado di contenere tutti i pastori ADI che si radunano per un convegno pastorale, e poi cercate invece sale congressi negli hotel? A proposito, ma sbaglio, o avevate detto che la nuova sede delle ADI ‘La Fenice’ a Nettuno doveva servire anche ad ospitare i convegni?
– Presidente, come mai avete scelto per un vostro convegno pastorale un hotel di lusso? Ma la Bibbia, che voi dite essere la Parola di Dio, non dice che i Cristiani non devono avere l’animo alle cose alte ma devono lasciarsi attirare dalle umili? Sbaglio o Gesù, che la Bibbia chiama il Sommo Pastore, era umile e povero e non ebbe mai l’animo alle cose alte ma si lasciò attirare dalle umili? I pastori non dovrebbero quindi dare un esempio di umiltà e temperanza alle Chiese? Non le pare che soprattutto in questo periodo di profonda crisi in cui tante famiglie nelle vostre Chiese devono fare tante rinunce per andare avanti, quello che voi vi permettete possa suonare come una offesa e una mancanza di rispetto nei confronti di queste famiglie povere?
– Presidente, quanto costerà in totale ad ogni pastore ADI il soggiorno in questo hotel? E chi pagherà? Il pastore o la Chiesa?

Quanto sarebbe bello se il presidente delle ADI rispondesse pubblicamente a queste mie domande, che peraltro gli vorrebbero fare tanti membri delle ADI. Ma non penso che mi degnerà delle sue risposte … ma forse un giorno queste stesse domande gliele farà un vero giornalista …. uno di quei giornalisti d’assalto che a tanti in Italia mettono paura solo a sentirli nominare … e allora molto probabilmente avremo le tante desiderate risposte a queste domande!

Giacinto Butindaro

Le foto dell’Hotel Ariston di Paestum dove si terrà il Convegno pastorale ADI dal 26 al 29 aprile 2017 sono prese da qua
https://www.booking.com/hotel/it/ariston-capaccio-paestum1.it.html
http://www.hotelaristonpaestum.com/

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