Il massone Gangale era amico di Francesco Rauti, pastore ADI

Giuseppe Gangale (Cirò Marina, 7 marzo 1898 – Muralto, 13 maggio 1978), è stato un glottologo, religioso, filosofo e scrittore italiano, tra gli studiosi della cultura arberesca. Era un massone, “nell’Archivio del Grande Oriente 69379 viene dato come iniziato e maestro della Loggia “Tommaso Campanella” di Catanzaro il 3 gennaio 1923 (cfr. Davide Dalmas e Anna Strumia, Una resistenza spirituale ‘Conscientia’ 1922-1927, pag. 31). Ed era amico di Francesco Rauti, pastore della Chiesa ADI di Crotone. «Verso la fine del 1977 a Gangale muore la moglie Maddalena De Capua. Lui si risposa, con Margherita Uffer, una sua collaboratrice, nel marzo del 1978 a Locarno (Svizzera). La cerimonia è celebrata da un gesuita che si prende cura dei cattolici della zona. Da Locarno vanno a Crotone, dove ‘li viene a trovare il pastore Rauti, rammaricato di non essere stato lui a celebrare le nozze; non gli rimane che benedire la casa dove abita la coppia’ (Giovanni Giudice, Poesie di Giuseppe Gangale, pag. 40). I due quindi si conoscevano e frequentavano, e questo perchè Gangale ‘quando è in Calabria frequenta regolarmente la chiesa pentecostale (ADI) di Crotone’ (Dora Bognandi & Mario Cignoni, Scelte di fede e di libertà: profili di evangelici nell’Italia unita, pag. 167). Visto dunque chi era Gangale, si rimane a dir poco turbati nel leggere queste cose» (Giacinto Butindaro, La Massoneria Smascherata, Roma 2012, pag. 801)
Esorto i fratelli in Calabria a fare delle investigazioni su questa loro amicizia.

Giacinto Butindaro

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Arriva l’album «L’Anticristo»

L’album «L’Anticristo» dei Decibel uscirà il 16 febbraio per Sony. Nella copertina de “L’anticristo” Silvio Capeccia, Fulvio Muzio ed Enrico Ruggeri appaiono come tre manager in un futuro apocalittico: hanno gli occhi da rettile e l’aria di chi sta manovrando occultamente i destini dell’umanità. Da notare il segnale segreto massonico fatto con la mano sinistra dell’uomo al centro. I Decibel hanno detto: «Cantiamo contro l’anticristo di oggi» (http://www.famigliacristiana.it/video/selfiedasanremo-i-decibel-cantiamo-contro-l-anticristo-di-oggi.aspx). Ma essi stessi sono degli anticristi; basta considerare che a Sanremo hanno portato il brano «Lettera dal Duca» (https://youtu.be/A2gaV6AvzQ8), una canzone con accenni gnostici dedicata al loro faro David Bowie, che era un anticristo.

Giacinto Butindaro

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Chiese nel laccio della mafia

Sono persuaso che i pastori di quelle Chiese che nel Sud Italia, come per esempio in Sicilia, si rifiutano di condannare pubblicamente le feste in onore dei cosiddetti santi patroni della Chiesa Cattolica Romana che si tengono annualmente (quindi il culto al «santo patrono» del paese o della città che ogni anno in un determinato giorno si manifesta in tutta la sua stoltezza, con invocazioni particolari rivolte all’idolo, con cibi preparati apposta per l’idolo, con l’immancabile processione e i fuochi d’artificio, culto che agli occhi di Dio è idolatria), non vogliono inimicarsi la mafia che è risaputo controlla e gestisce queste feste, con la quale mafia queste Chiese sono in qualche maniera colluse o alleate. Queste Chiese sono nel laccio della mafia. Uscite e separatevi da esse.

Giacinto Butindaro

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Chiese che odorano di mafia

In seno ad un ambiente così corrotto come quello evangelico, non meraviglia che ci siano «pastori», soprattutto nei luoghi dove il territorio è controllato o fortemente influenzato dalla criminalità organizzata, che pensano – ma si guardano bene dal predicarlo apertamente dai pulpiti – che esista una mafia buona. E’ la mafia che se uno non ha diritto ad una concessione edilizia gliela fa avere subito, è la mafia che se uno vuole costruire un grande e lussuoso edificio di culto gli procura immediatamente tutto il denaro di cui ha bisogno (per potere riciclare il proprio denaro sporco), è la mafia che se uno non ha diritto ad una certa pensione gliela fa avere, è la mafia che fa vincere gli appalti al famoso imprenditore che fa parte della Chiesa e che siede nei primi posti e che è altamente tenuto in considerazione dalla Chiesa e che è stretto amico e collaboratore del pastore anzi talvolta è proprio lo stesso pastore questo imprenditore, è la mafia che se alla Chiesa vengono rubati degli strumenti musicali costosi glieli fa riavere subito, è la mafia che dà alla Chiesa il permesso di tenere evangelizzazioni pubbliche con la tenda sul territorio, è la mafia che se il pastore della Chiesa viene querelato per un reato da lui commesso farà sì che quella querela non vada avanti o se verrà processato farà sì di farlo assolvere, è la mafia che accorda alla Chiesa la sua protezione per cui nessuno la «toccherà», giusto per citare solo alcuni dei favori che la «mafia buona» concede a costoro, naturalmente dietro compenso di denaro o di qualcosa d’altro. Queste Chiese sono dunque sotto il controllo della mafia. Fuori dai loro locali di culto è come se noi leggessimo la nota frase «Dio c’è», che si legge in tante parti della Sicilia, che sta ad indicare la presenza mafiosa in quel territorio per cui chi vuole fare qualcosa deve rivolgersi alla famiglia mafiosa che controlla quel territorio.
Ecco perché in queste Chiese regna il peccato e la paura, e non si è liberi di servire il Signore come comanda di fare la Parola; ecco perché in queste Chiese c’è il disprezzo totale verso i comandamenti di Dio e verso coloro che li predicano e osservano. Ecco perché in queste Chiese si sente odore di mafia …. perché c’è la mafia! Ma c’è un’altra cosa da dire in merito, e cioè che tutti i favori ricevuti dalla mafia vengono presentati dai pulpiti come benedizioni di Dio per le quali la Chiesa è invitata a ringraziare e lodare Dio. In queste Chiese quindi avvengono cose abominevoli nel cospetto di Dio, e coloro che le commettono si attirano l’ira di Dio e vengono da Lui castigati. Quando poi i magistrati scopriranno questa collusione di queste Chiese con la mafia, esse presenteranno il tutto come una persecuzione che loro stanno subendo a cagione della Parola, e quindi ingiustamente. Quando invece ciò che esse patiranno lo patiranno a motivo delle loro iniquità, perché si sono andate a rifugiare all’ombra della mafia. Fratelli, se frequentate una Chiesa che odora di mafia e quindi di morte, uscite e separatevi da essa immediatamente.

Giacinto Butindaro

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Esortazione a pregare

Pregate Dio che conceda ai Suoi servitori di predicare l’Evangelo con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione, e che confermi la Sua Parola stendendo la Sua mano per guarire e perché si facciano segni e prodigî mediante il nome del Suo santo Servitore Gesù (cfr. Atti 4:29-30). Dio “ascolta la preghiera dei giusti” (Proverbi 15:29).

Giacinto Butindaro

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Un messaggio rivolto agli Ebrei

Sappiate che quello che Dio aveva preannunziato per bocca dei suoi profeti, cioè, che il suo Cristo sarebbe morto per i nostri peccati e risuscitato dai morti, Egli l’ha adempiuto in Gesù di Nazareth. Ravvedetevi dunque e credete che Gesù è il Cristo che doveva venire nel mondo per essere la propiziazione per i nostri peccati, affinché otteniate la remissione dei peccati mediante la fede nel suo nome. Altrimenti morirete nei vostri peccati andandovene nelle fiamme dell’inferno.

Giacinto Butindaro

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Sul proponimento dell’elezione di Dio

Quando leggi la storia di Esaù e Giacobbe non puoi non considerare il proponimento dell’elezione di Dio, e difatti l’apostolo Paolo prende proprio Esaù e Giacobbe per confermarlo. Egli dice infatti che quando Rebecca ebbe concepito da Isacco due gemelli “prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al minore; secondo che è scritto: Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù. Che diremo dunque? V’è forse ingiustizia in Dio? Così non sia. Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t’ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole” (Romani 9:11-18). Non importa dunque quello che gli ignoranti e gli insensati dicono contro la predestinazione, le loro parole sono ciance, spazzatura.

Giacinto Butindaro

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Il sangue di Cristo toglie i peccati – Predicazione del 9 febbraio 2018

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E poi ti rispondono ….

Questo riguarda molti di coloro che rigettano il proponimento dell’elezione di Dio e fanno i soliti discorsi insensati per cercare di annullarlo. Quando gli domandi: «Hai la vita eterna?» ti rispondono: «Non lo so, solo Dio lo sa questo!». Che cosa significa questo? Che costoro che parlano così non sono salvati. I salvati infatti hanno la vita eterna in quanto “chi crede nel Figliuolo ha vita eterna” (Giovanni 3:36) e sanno di avere la vita eterna (cfr. 1 Giovanni 5:13). Dunque, ci troviamo davanti a degli increduli sulla via della perdizione, i quali da un lato ripetono che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e dall’altro ammettono di non essere salvati in quanto non possono dire di avere la vita eterna! Essi quindi non sono credenti che ancora per mancanza di conoscenza non hanno accettato questa parte del consiglio di Dio, ma persone che non credono che Gesù è il Cristo, e quindi sono ancora schiavi del peccato, sotto la potestà di Satana, con cui non c’è alcuna comunione. Essi non sono nati da Dio, non sono figli di Dio. Parlano, parlano, parlano …. ma non hanno la fede nel Figliuolo di Dio.

Giacinto Butindaro

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Una dura riprensione per Lirio Porrello

Ignorante e insensato, ma che vai cianciando? Gesù parlò dello Spirito Santo ai suoi discepoli «mentre ancora non erano salvati, perché nessuno poteva essere salvato prima della morte e della risurrezione di Gesù»? Sappi che Gesù disse ai suoi discepoli: “… non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo” (Giovanni 15:19), e “Io son la vite, voi siete i tralci” (Giovanni 15:5), e quando pregò il Padre gli disse: “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo” (Giovanni 17:24), per cui essi erano salvati. Anche Zaccheo era salvato infatti Gesù gli disse: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo: poiché il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” (Luca 19:9-10). Dunque, uomo insensato, tu fai Gesù bugiardo, e per questa tua insolenza contro il Signore sarai retribuito da Dio come meriti. Non ti illudere, la faccia di Dio è contro di te a motivo delle tue false dottrine e non scamperai al giudizio di Dio se non ti ravvedi e non ti converti. Finiscila di insegnare eresie! Esorto i santi che dovessero essere nella Parola della grazia ad uscire e separarsi da questa Chiesa che inganna i suoi membri!

Giacinto Butindaro

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Sei una «brava persona» ma non credi che Gesù è il Cristo? Andrai all’inferno!

Ami tua moglie, i tuoi figli, lavori onestamente con le tue mani, non hai rubato, non hai ucciso nessuno, quando hai l’occasione aiuti i bisognosi, preghi Dio e non lo bestemmi mai, ma non credi nella Buona Novella che Gesù è il Cristo? Sappi che se perseveri nella tua incredulità morirai nei tuoi peccati e te ne andrai nelle fiamme dell’Ades. Sappi che ti stai illudendo nel pensare che con le tue opere buone tu ti possa comprare o meritare la vita eterna!
Ravvediti dunque e credi che Gesù è il Cristo, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, apparendo per molti giorni ai suoi discepoli (cfr. 1 Corinzi 15:1-11). Mediante la fede nel suo nome otterrai la remissione dei tuoi peccati e la vita eterna.

Giacinto Butindaro

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Saulo da Tarso: un persecutore di Gesù predestinato a servire Gesù

Se Dio avesse rispettato la volontà di Saulo da Tarso – dico così perché gli insensati affermano che Dio rispetta la volontà del peccatore – o meglio la sua decisione di “fare molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno” (Atti 26:9), non lo avrebbe mai salvato, perché Saulo non voleva ravvedersi e credere che Gesù di Nazareth era il Cristo, la sua decisione era quella. Ma Dio lo salvò perché così Dio aveva decretato di fare prima della fondazione del mondo e quindi Dio mandò ad effetto la Sua volontà su Saulo. Anania quando andò da Saulo gli disse: “L’Iddio de’ nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca. Poiché tu gli sarai presso tutti gli uomini un testimone delle cose che hai vedute e udite” (Atti 22:14-15). Dio aveva dunque predestinato Saulo a conoscere il Suo Figliuolo Gesù Cristo e a diventarne un suo servitore. Paolo dirà che Dio lo aveva appartato per l’Evangelo di Dio sin dal seno di sua madre (cfr. Galati 1:15). A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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«Mamma, come mai non andiamo più in Chiesa da Giacomo?»

E’ una bambina di cinque anni, figlia di credenti e frequenta la scuola materna. Ha chiesto alla mamma: «Mamma, come mai non andiamo più in Chiesa da Giacomo?» Al che la mamma le spiega i motivi. Poco dopo la piccola a insaputa della mamma scrive sul suo quaderno le seguenti parole: «Non ascoltate Giacomo perché lui dice bugie su Dio quello della Chiesa di … perché lui pure dice che Dio non punisce se noi facciamo i monelli, e lui dice che dobbiamo andare in chiesa coi cattolici. Giacinto è bravo perché lui legge la Bibbia ai cattolici. Dio sei il Salvatore e mi salvi sempre, scusa per quando ho disubbidito a te».
Non è forse scritto: “Dalla bocca de’ fanciulli e de’ lattanti tu hai tratto una forza, per cagione de’ tuoi nemici, per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore” (Salmo 8:2)?
A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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«Dio mio proteggimi in questo bunker»

Nel 2005 i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e dei Ros fecero irruzione nel rifugio di un boss della ‘ndrangheta dove costui si era nascosto per sfuggire alla cattura. Entrando in esso trovarono questa frase sul muro: «Dio mio proteggimi in questo bunker». Questa cosa mi ha fatto pensare a come ragionano e parlano i malfattori presenti in mezzo alle Chiese Evangeliche che si trovano dietro i pulpiti: rubano, mentono, e fanno ogni sorta di male alle Chiese, e chiedono a Dio di benedire la loro opera e di proteggerli. Ma come nel caso di quel boss che aveva invocato Dio di proteggerlo in quel bunker dove si nascondeva, anche nel caso di costoro Dio interverrà per fargli mietere il male che essi hanno seminato. Nessuno si inganni, non ci si può fare beffe di Dio. La faccia di Dio è contro coloro che fanno il male.

Giacinto Butindaro

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La Chiesa in casa

Anticamente i fratelli ospitavano in casa loro la Chiesa. Diversi passi della Sacra Scrittura lo attestano: “Aquila e Priscilla, con LA CHIESA CHE È IN CASA LORO, vi salutano molto nel Signore” (1 Corinzi 16:19); “Salutate i fratelli che sono in Laodicea, e Ninfa e LA CHIESA CHE È IN CASA SUA” (Colossesi 4:15); “…alla sorella Apfia, e ad Archippo, nostro compagno d’armi, e ALLA CHIESA CHE È IN CASA TUA” (Filemone 2). E’ buona cosa dunque agli occhi di Dio che i santi ospitino la Chiesa in casa loro. Che la Chiesa si raduni nelle case dei santi è una pratica perfettamente biblica. Grazie siano rese a Dio perché le cattedrali evangeliche si stanno svuotando mentre le case di tanti fratelli si stanno riempiendo.

Giacinto Butindaro

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