La sentenza del Consiglio di Stato del 1954 favorevole alle ADI

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Ho messo on line la sentenza del Consiglio di Stato del 1954 (IV sezione, presidente Nino Papaldo) favorevole alle Assemblee di Dio in Italia, una sentenza storica per le ADI che ha spianato la strada all’annullamento della circolare Buffarini-Guidi (decaduta nel 1955) e al riconoscimento giuridico delle ADI (1959). Potete scaricarla da qua

Giacinto Butindaro

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Un’esortazione per Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana

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Francesco quello che tu fai quando ti metti a pregare e rendere omaggio alle statue e alle immagini delle varie «Madonne» (https://youtu.be/h_uSgMaXloE) che voi Cattolici Romani avete, si chiama idolatria, perché rendi il tuo culto agli idoli che sono in abominio a Dio. Ravvediti dunque, convertiti dagli idoli muti a Dio, e credi nel Vangelo di Cristo, affinché tu ottenga la remissione dei peccati e la vita eterna, altrimenti morirai nei tuoi peccati e te ne andrai nelle fiamme dell’inferno. Naturalmente una volta che ti converti, esci e separati dalla Chiesa Cattolica Romana, e unisciti ad una Chiesa che predica il Vangelo di Cristo e insegna la dottrina degli apostoli, facendoti battezzare per immersione nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Non ti illudere, l’ira di Dio è sopra di te, e se persisti nella tua via malvagia, farai una orribile fine, perché te lo ripeto, te ne andrai nel fuoco dell’inferno, perché è là che vanno gli idolatri.

Giacinto Butindaro

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Sul giudice del Consiglio di Stato che accolse il ricorso delle ADI contro il Ministero dell’Interno

Il 12 Ottobre 1948, le ADI presentarono al Ministero dell’Interno la formale richiesta di riconoscimento giuridico dell’associazione come Ente di culto. Il 17 Gennaio del 1952, le ADI – vedendo che non arrivava nessuna risposta da parte del Ministero dell’Interno – notificarono al Ministero che trascorso un ulteriore termine di 90 giorni, il silenzio sarebbe stato interpretato come una risposta negativa. Il termine decorse e allora le ADI impugnarono il provvedimento e il 1 Giugno 1952 presentarono un ricorso al Consiglio di Stato contro il Ministero dell’Interno. Gli avvocati difensori delle ADI erano Arturo Carlo Iemolo (1891-1981) e Leopoldo Piccardi (1899-1974), che come ho dimostrato nel mio libro «La Massoneria smascherata» (pag. 578-583) erano ambedue massoni.

Ecco alcuni stralci di questo ricorso:
‘…..Il silenzio può costituire una valida manifestazione della volontà della pubblica Amministrazione con la quale essa rifiuta di esercitare un potere che le è affidato, quando per l’esercizio di tale potere essa sia investita da una piena discrezionalità di valutazione, positiva o negativa. Ma quando invece la pubblica Amministrazione può per legge rifiutare di fare uso di un suo potere soltanto se ricorrono determinate condizioni negative che si oppongono all’esercizio del potere stesso, essa non ha la giuridica possibilità di emanare un provvedimento negativo se non dopo di avere accertato l’esistenza di quelle condizioni e se non rendendo conto dell’accertamento da essa compiuto. In questi casi il provvedimento della pubblica Amministrazione con il quale essa rifiuta di esercitare il proprio potere deve considerarsi illegittimo fino a che non sia dimostrato che sussistevano i presupposti in mancanza dei quali l’Amministrazione stessa è per legge tenuta a fare uso di quel potere. Questa è precisamente la situazione che si verifica nella specie, perché, per le ragioni sopra svolte, gli istituti dei culti ammessi hanno diritto ad ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, sempre che non si verifichino determinate condizioni che ostino a tale riconoscimento. Onde il Ministero dell’Interno non poteva rigettare la domanda delle ‘Assemblee di Dio in Italia’, con il semplice silenzio mantenuto sulla domanda presentata al Ministero stesso, senza avere accertato che esistessero le condizioni che sole potevano giustificare il rigetto della domanda e senza dare espressamente atto delle risultanze di tali accertamenti …. Le giustificazioni date dalla pubblica Amministrazione degli innumerevoli arbitri da essa commessi, costituiscono soltanto lo schermo dietro il quale si nasconde la volontà dell’Amministrazione stessa di non osservare i precetti della legge e i principii fondamentali della nostra Costituzione e, se questa interpretazione dell’atteggiamento assunto dalla pubblica Amministrazione di fronte alla domanda della associazione ricorrente apparisse giustificata, – come dovrebbe apparire in base a quanto si è sopra esposto e dalla documentazione che sarà prodotta – non occorrerebbe aggiungere una sola parola per dimostrare il fondamento di questo motivo di ricorso, sotto il profilo della violazione di legge, nonché dell’eccesso di potere, nella forma dello sviamento. Viola la legge la pubblica amministrazione che non rispetta la libertà di religione dei cittadini e di chiunque, trovandosi nel territorio della Repubblica, ha diritto di godere di quel sommo bene che è la libertà. Incorre in eccesso di potere la pubblica amministrazione che, nell’esercizio delle proprie attribuzioni, si lascia dominare dallo spirito di intolleranza religiosa, sia esso determinato da un’errata concezione dei diritti della maggioranza o da una cieca incomprensione delle altrui credenze o, peggio, da ragioni di calcolo politico. …..’ (Ricorso delle «Assemblee di Dio in Italia» contro il Ministero dell’Interno – Direzione Generale dei Culti, pag. 11-12, 15-16).

Il ricorso fu accettato nel 1954, e le ADI presentano il giorno in cui accettato come un giorno di vittoria in cui trionfò la giustizia di Dio. Umberto Gorietti infatti scrisse su Risveglio Pentecostale: ‘La giustizia di Dio ha trionfato. Date all’Eterno gloria e forza, date all’Eterno la gloria dovuta al Suo nome, cantate la gloria del Suo nome, perché ha risposto al nostro grido mentre eravamo in distretta e l’Iddio della nostra giustizia ci ha messo a largo esaudendo la nostra preghiera …. Il nostro ricorso al Consiglio di Stato è stato accolto. L’Amministrazione dello Stato, dopo tanti anni di ostracismo, aveva negato il riconoscimento del nostro Movimento, malgrado avessimo corredato la nostra pratica di tutte le necessarie documentazioni. Iddio ci ha reso giustizia e il generale organo consultivo dell’amministrazione centrale dello Stato ha riconosciuto i nostri diritti. Sia resa lode al Signore che ha piegato o guidato i cuori nella dirittura’ (Risveglio Pentecostale, n° 6, Giugno 1954, pag. 1).

Il giudice che accolse il ricorso delle ADI si chiamava Antonino (o Nino) Papaldo (o Pappalardo), che era allora il presidente della IV Sezione del Consiglio di Stato (dal 1949).

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Nino Papaldo nacque a Pedara (Catania) il 19 aprile del 1899. Conseguita la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Catania nel dicembre del 1921, iniziò, nel luglio 1922, la carriera nella magistratura ordinaria. Nel 1924 passò all’Avvocatura di Stato come sostituto avvocato. Nel 1930 entrò Referendario nel Consiglio di Stato; Consigliere nel 1934; Presidente di Sezione nel 1947. In tale veste presiedette la Prima Sezione e poi la Quarta. Nel 1955, i colleghi del Consiglio di Stato lo elessero Giudice della Corte Costituzionale della quale esercitò le funzioni dal 1955 al 1967, conseguendo anche l’incarico di giudice sostituto del Presidente. Tornato a capo della IV Sezione, venne quindi nominato Presidente del Consiglio di Stato. In tale carica è stato messo a riposo, per limiti di età, nel 1965. Scrisse il Codice Sanitario pubblicato nel 2002 e dedicò a Pedara “Le bizzoche del mio paese”. Morì a Roma nel 1997 (http://www.comune.pedara.ct.it/pedar_ill.htm ; cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Papaldo).

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Il giudice costituzionale Nino Papaldo mentre pronunzia il suo giuramento nel 1955 davanti al presidente Gronchi

Parte di un fotogramma preso dal video intitolato «Al Quirinale. I 15 Giudici Costituzionali pronunziano il giuramento davanti al Presidente Gronchi» presente sul sito dell’archivio del Senato della Repubblica a questo indirizzo http://senato.archivioluce.it/senato-luce/scheda/video/IL5000031487/2/Il-giuramento-dei-giudici-costituzionali.html (nel video viene chiamato Antonio Papaldo)

Il giudice Nino Papaldo faceva parte dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, in quanto «nel 1933 fu insignito del grado di cavaliere, nel 1937 di ufficiale e nel 1942 di commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro» (Il Consiglio di Stato nella storia d’Italia, a cura di Guido Melis, Giuffrè Editore, Milano, 2006, Tomo 2, pag. 1625); come anche facevano parte di quest’Ordine sia l’avvocato Leopoldo Piccardi, infatti di lui viene detto: «Nel giugno 1932 gli fu assegnata l’onorificenza di cavaliere nell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e nell’agosto 1937 quella di ufficiale del medesimo Ordine» (Il Consiglio di Stato nella storia d’Italia, Tomo 2, pag. 1607-1608), che l’avvocato Arturo Carlo Jemolo in quanto costui era stato fatto Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nel 1922 (cfr. Arturo Carlo Jemolo: vita ed opere di un italiano illustre, a cura di Giorgia Cassandro – Alessia Leoni – Fabio Vecchi, Jovene Editore, Napoli 2007, pag. 18), ambedue massoni!

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Questo Ordine è un ordine cavalleresco di Casa Savoia, su cui quindi comanda la Casa Savoia e del quale Re Umberto II (1904-1983, ultimo re d’Italia dal 9 maggio 1946 al 18 giugno 1946) fu il XVI° Generale Gran Maestro (http://www.ordinidinasticicasasavoia.it/?cat=2), e quindi ai vertici dell’Ordine. Re Umberto II era un cattolico praticante ed estremamente fervente e in ottimi rapporti con il Vaticano. Infatti alcuni giorni prima che il re Umberto II andasse in esilio in Portogallo (il re lasciò l’Italia il 13 giugno 1946) fu aiutato economicamente da Pio XII, in quanto ricevette un cospicuo prestito in contanti di vari milioni di Lire dell’epoca, concesso nell’ultima visita a Umberto II da Pio XII, la sera del 7 giugno 1946. Prestito, che fu elargito, per provvedere alle prime necessità dell’esilio, e fu consegnato in un pacchetto dallo stesso Pio XII al Ministro della casa reale, marchese Falcone Lucifero con questo messaggio: – Lo consegni al re. La provvidenza pensa che sarà molto utile -.

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Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_II_d’Italia

E il pastore pentecostale Henry Ness, il rappresentante ufficiale delle Assemblee di Dio USA che nel dopo guerra per conto delle ADI incontrava autorità governative e religiose nei suoi viaggi in Europa per chiedere la libertà religiosa per le ADI, nel 1948 incontrò in Portogallo il re Umberto II. E Ness andò a incontrarlo con il Barone William Frary Von Blomberg (The Pentecostal Evangel, 4 Dicembre 1948, pag. 10), che era un importante esponente dei Cavalieri di Malta.

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A proposito poi dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, il massone Leo Zagami dice alcune cose che ritengo importanti, tra cui quella che anche quest’Ordine è collegato al Papa e quindi ai Gesuiti: ‘Il Re Vittorio Emanuele di Savoia è un membro importantissimo della nobilta’ europea poichè egli rappresenta, naturalmente, il Regno d’Italia, nonostante il fatto che il Regno d’Italia non esista più, ma in effetti per questi personaggi, continua ad esistere, e lo stesso “Re” Vittorio Emanuele di Savoia controlla un Ordine fondamentale connesso al Vaticano che ha il suo quartier generale, scusatemi, a Ginevra, in Svizzera, ed io stesso sono andato a fargli visita, numerosissime volte, a Ginevra, nel suo quartier generale, in cui ho incontrato il figlio di Vittorio Emanuele di Savoia, ovvero Emanuele Filiberto. [….] figlio del Re d’Italia ed è anch’egli coinvolto in questo Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro. Questo Ordine di Santi è estremamente importante perché si tratta di un antico Ordine, esattamente come nel caso dei Cavalieri di Malta e dei Templari, l’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro è un Ordine Cavalleresco estremamente antico che risale al tempo delle Crociate, ed ha una lunga e consolidata tradizione di obbedienza nei confronti del Papato, e naturalmente nei confronti dei Gesuiti, che sono in controllo dell’elemento ‘spirituale’, diciamo così. […] Certo, si tratta di un network di vastissime dimensioni, si tratta di 4.000 membri in tutto il mondo, insomma, ed è suddiviso in 33 delegazioni che sono diffuse in tutto il mondo, con a capo Sua Altezza Reale il Principe di Napoli, Vittorio Emanuele di Savoia, che rappresenta il Gran Cancelliere dell’Ordine, naturalmente, anzi, credo che egli sia il Gran Comandante, mentre il Gran Cancelliere è Sua Altezza Reale il Principe di Venezia, ovverosia Emanuele Filiberto di Savoia, suo figlio. Comunque, padre e figlio sono ai vertici di questo importantissimo Ordine. Noi dovremmo davvero approfondire la storia dei numerosi Ordini Cavallereschi presenti in Europa per comprendere meglio il grado di influenza che il Vaticano esercita su ogni singolo Ordine Cavalleresco della Cristianita’. E questo accade tanto sul versante della Riforma, ovvero sul versante protestante, quanto sul versante Cattolico, che, in segreto, comanda su tutto il resto. Io ho collaborato per numerosi anni con questi personaggi, ed ero inoltre io stesso un Cavaliere di Malta, ed ero inoltre assolutamente soggetto a questi personaggi sotto ogni aspetto’ (http://connessionecosciente.wordpress.com/2011/12/07/top-secret-2-intervista-radio-a-leo-zagami-parte-1/)

E chi era in quegli anni Papa in Vaticano? Pio XII (1876-1958) che Ness aveva incontrato nel 1947.

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Filippo Bruno di Tornaforte, portavoce dei Savoia, all’udienza di Benedetto XVI con la delegazione dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

http://www.padova24ore.it/eventi-e-mondanita/2860-filippo-bruno-di-tornaforte-in-udienza-dal-papa-qmomento-emozionanteq.html

Peraltro è bene sapere che Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878) era «in odore di fratellanza di loggia» (http://www.grandeoriente.it/il-numero-uno-della-massoneria-a-bolzano-alto-adige/), mentre il re Umberto I di Savoia (1844-1900) era massone (cfr. Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Terza edizione BUR Futuropassato, 2008, pag. 317); e Umberto II nel 1980 conferì a Licio Gelli (allora a capo della loggia massonica P2) il titolo di conte (in Gioele Magaldi, «Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges», Chiarelettere, Novembre 2014, pag. 325). E poi che ci sono stati eminenti personaggi politici massoni come Francesco Crispi (http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Crispi), e Agostino Depretis (http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Depretis), che hanno fatto parte di questo Ordine.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Scarica la sentenza del Consiglio di Stato favorevole alle ADI (file pdf)

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Quattro domande per Claudio Natale Zappalà

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Claudio Natale Zappalà invece che scrivere insensatezze contro di me – che possono piacere quindi solo alle persone insensate – faresti bene a rispondere pubblicamente e con ogni franchezza a queste domande molto importanti, così tutti sapranno cosa pensi della Massoneria.

– La Massoneria è da Dio o da Satana?
– I principi massonici «libertà, fratellanza e uguaglianza» sono da Dio o da Satana?
– Un Cristiano può affiliarsi alla Massoneria?
– Un massone che si professa Cristiano può essere membro di una Chiesa Evangelica?

Aspettiamo una tua risposta

Giacinto Butindaro

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‘Pastore’ ADI invita ad ascoltare il massone Giancarlo Rinaldi

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Angelo Bleve è il ‘pastore’ della Chiesa Evangelica A.D.I. di San Benedetto Del Tronto! Come potete vedere l’associazione «Il Germoglio» di cui lui è presidente (http://alleanzaevangelica.org/attualita/liberta_e_cittadinanza.html) invita la Chiesa ad andare ad ascoltare il massone Giancarlo Rinaldi (http://giacintobutindaro.org/2014/03/19/attenzione-un-massone-maestro-venerabile-tra-gli-evangelici-in-italia/)! Evidentemente fra loro c’è comunione! Queste sono le ADI! In questi anni ho già detto tanto sulla collusione delle ADI con la Massoneria, e questa collusione è stata fino ad ora ampiamente confermata. Uscite e separatevi dalle ADI.

Giacinto Butindaro

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Così parlò Francesco Toppi

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Francesco Toppi, che fu presidente delle ADI dal 1977 al 2007, diceva spesso in privato: «Qui lo dico, e qui lo nego». Secondo il dizionario italiano questa espressione «si pronuncia subito prima o subito dopo una dichiarazione di cui non ci si vuole assumere la responsabilità» (http://dizionari.repubblica.it/Italiano/Q/qui.php). Questa espressione tradotta nella pratica significa che «lo sto dicendo ma nello stesso tempo non lo sto dicendo, e se qualcuno dovesse chiedermi qualcosa io nego di averlo detto». Questo modo di parlare dunque procede dal diavolo, che è bugiardo e padre della menzogna. Coloro che parlano in questa maniera sono dei bugiardi, amanti e praticanti della menzogna, la cui parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità. Che quindi questo monito arrivi forte e chiaro alle orecchie di tutti coloro che nelle ADI seguono le orme di Toppi!

Giacinto Butindaro

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Occhio al «cielo stellato» sulle cravatte!

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Come mai tutte quelle squadre e compassi bianchi sulla cravatta blu (la foto al centro)? Perché indicano il cielo stellato, un simbolo molto importante nella Massoneria (la sala del tempio massonico ha infatti una volta azzurra cosparsa di stelle).

Ma è molto più facile trovare massoni che indossano cravatte «con il cielo stellato», ma senza squadre e compassi al posto delle «stelle», ma con altri disegni che rappresentano le stelle (alla vostra sinistra Gustavo Raffi, ex gran maestro del GOI; e alla vostra destra l’attuale gran maestro del GOI Stefano Bisi)! Occhio dunque al «cielo stellato»! I massoni comunicano anche con le cravatte!

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La sala del tempio massonico di Perugia

In caso qualcuno avesse qualche dubbio sul «cielo stellato» sulle cravatte. In alto da sinistra: Licio Gelli, ex maestro venerabile della Loggia P2; il predicatore americano Billy Graham; l’ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni; il deputato Fabrizio Cicchitto; l’imprenditore Angelo Rizzoli. In basso da sinistra: Gian Franco Pilloni, gran maestro della Gran Loggia d’Italia; l’ex primo ministro Silvio Berlusconi; l’ex primo ministro Mario Monti; l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; Pietro Grasso presidente del Senato. Costoro sono tutti MASSONI.

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Falsi cristi

Ecco 10 uomini che hanno dichiarato di essere la reincarnazione di Gesù Cristo: 1) David Shayler; 2) Moses Hlongwane; 3) Inri Cristo; 4) Allan John Miller; 5) Ahn Sahng-Hong; 6) Apollo Quiboloy; 7) José Luis de Jesús Miranda; 8) Wayne Bent; 9) Oscar Ramiro Ortega-Hernandez; 10) Sergey Anatolyevitch Torop.

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Fonte: http://www.toptenz.net/top-10-people-claim-reincarnation-jesus-christ.php

Gesù Cristo lo aveva predetto: “Allora, se alcuno vi dice: ‘Il Cristo eccolo qui, eccolo là’, non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigî da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v’andate; eccolo, è nelle stanze interne, non lo credete; perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell’uomo” (Matteo 24:23-27).

Questi sono dunque 10 dei tanti falsi cristi destinati a sorgere prima dell’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù.

Guardatevi dai falsi cristi.

Giacinto Butindaro

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Scontro tra «pastori» ADI

Scontro tra «pastori» ADI (Archetto Brasiello contro Silvano Bianco) sull’ UOOOOOH della Band che si chiama Eman durante una evangelizzazione organizzata dalla Chiesa ADI di Beinasco. Lo scontro è sulla bacheca facebook di Archetto Brasiello

Archetto Brasiello:

Hanno tolto il mio Signore…

Io amo la musica e sono profondamente convinto che sia un valido strumento di edificazione, di incoraggiamento per i credenti e anche di evangelizzazione!
Ma quando vedo qualche gruppo musicale di credenti suonare in piazza o da qualche parte (saltellando e chiedendo agli ascoltanti di rispondere come i cori allo stadio del tipo: Ooooo….Ooooooo…Ooooo!)
a quanto pare e se ho capito bene, per evangelizzare, mi viene da dire come Maria al sepolcro: “….hanno tolto il mio Signore, e non so dove l’abbiano messo.” (Giovanni 20:13)
Mi dispongo con tanta buona volontà ad ascoltarli, ma non c’è niente da fare;….l’emicrania ha il sopravvento!
Chiedo scusa per l’osservazione! Credetemi! Senza nota polemica!
Pace e serena serata!
Archetto Brasiello
PS
Resta inteso! È solo un mio personale punto di vista!

Silvano Bianco:

Sono Silvano Bianco, scrivo col profilo di mia figlia perché non ho un profilo e non posso commentare con la nostra pagina facebook.
Il riferimento a quanto scritto è chiaramente verso una serata evangelistica organizzata dalla nostra chiesADIbeinasco in collaborazione con il gruppo degli Eman.
Premesso che ognuno ha le proprie idee e rispetto tutti i pareri, mi sento in dovere di dissociarmi da quello che è stato detto e scritto.
Gli Eman non hanno certamente bisogno di essere difesi da me, ma raramente ho visto gruppi musicali presentare il Vangelo di Cristo con semplicità ed efficacia come loro. Eravamo in una pubblica piazza (e ribadisco pubblica, cioè non in mezzo a credenti) e il linguaggio usato è stato diretto e di semplice comprensione per chi non conosce il nostro linguaggio da chiesa.
Perché scandalizzarci per un oh oh oh e la relativa risposta, quando noi da anni cantiamo e alimentiamo cori simili (come è stato detto da stadio)? Solo che quando viene fatto in canti “nuovi” tutti pronti a scagliare la pietra, ma quando viene fatto in canti tradizionali, tutto è normale.
Affermare che è stato” tolto il Signore”, solo per una presentazione o un canto “diverso” è riduttivo e semplicistico. In tutta la serata Cristo è stato messo al centro e l”Evangelo di Cristo è stato presentato, forse in modo diverso dai nostri metodi, ma sicuramente in modo biblico.
A volte mi sembra che si fanno affermazioni simili solo per ricevere qualche like in più.
Ovviamente dico questo non per fare polemica, ma solo per ribadire un mio pensiero.

Per chi è interessato a vedere tutta la serata in questione e non fermarsi solo ad un giudizio affrettato e semplicistico ti invitiamo a seguire l’intera serata
https://www.facebook.com/chiesADIbeinasco/videos/1299750633368873/

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Fonte: bacheca Archetto Brasiello

Insomma, è polemica tra ‘pastori’ ADI! Scopriamo dunque che anche nelle ADI fanno polemica tra di loro, e davanti a tutti! Ah, scopriamo anche che pure nelle ADI giudicano!

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Lista di cose perverse insegnate nelle Assemblee di Dio in Italia (ADI)

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INTRODUZIONE

Fratelli nel Signore, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo.
Mi sono trovato costretto a redigere questa lista di cose perverse insegnate dalle ADI per mettervi severamente in guardia dal lievito di questa organizzazione religiosa.
La seguente lista di cose perverse (e quindi false perché contrastano la verità) insegnate e approvate nelle ADI con il tempo dovrà essere aggiornata in quanto le ADI sono destinate ad andare di male in peggio e quindi introdurranno altre cose perverse nel loro sistema dottrinale. Dove non c’è il riferimento da cui la cosa perversa è tratta, è perché essa fa parte della dottrina che i pastori mostrano (soprattutto privatamente) con parole e opere di approvare e promuovere, per cui fa parte della dottrina che prevale all’atto pratico. L’espressione “cose perverse” è tratta da queste parole dell’apostolo Paolo agli anziani della Chiesa di Efeso: “… di fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé” (Atti 20:30). A fianco delle cose perverse ho messo dei passaggi biblici che le confutano.
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Francesco contro la confessione dei peccati fatta a Dio

Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, in questa sua omelia scoraggia fortemente chi si confessa direttamente a Dio, infatti afferma: «Alcuni dicono: “Ah, io mi confesso con Dio”. Ma è facile, è come confessarti per e-mail, no? Dio è là lontano, io dico le cose e non c’è un faccia a faccia, non c’è un quattrocchi.». Ascoltatelo da voi medesimi.

Ma la Scrittura invece esorta i santi a confessare i propri peccati a Dio, è a Lui direttamente e personalmente che va fatta la confessione, secondo che dice Davide: “Io t’ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno; e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato.” (Salmo 32:5), e Giovanni: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9). E d’altronde, quando Gesù insegnò ai suoi discepoli a pregare disse loro di dire al Padre tra le altre cose: “rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12). Se dunque la remissione dei propri peccati si può chiedere direttamente a Dio, non c’è alcun bisogno di andarsi a confessare da un prete, non c’è bisogno di un intermediario terreno per ottenerla. Ecco dunque a chi non bisogna confessarsi: al prete! Egli infatti non ha alcun potere di rimettere i peccati all’uomo. La confessione dei peccati al prete è una invenzione papista, e non ha niente a che fare con la dottrina di Cristo.
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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George Wood in una posa massonica

Alla vostra sinistra George Wood (http://ag.org/top/general_superintendent/publicity_photos/index.cfm), Sovraintendente Generale delle Assemblee di Dio USA, di cui so che aveva molta stima Francesco Toppi (che fu presidente delle ADI dal 1977 al 2007), in una foto ufficiale in una evidente posa massonica. Che si tratta di una posa massonica lo potete constatare da voi stessi guardando a fianco le pose di due massoni dichiarati che sono Stefano Bisi, gran maestro del Grande Oriente d’Italia (in alto a destra), e Giancarlo Rinaldi, ex maestro venerabile della Loggia “Costantino Nigra” di Castelforte (sotto a destra).

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D’altronde George Wood è amico ed estimatore del «pastore» Rick Warren, che fa parte del Consiglio per le Relazioni con l’Estero (o CFR, Council on Foreign Relations) – che è uno di quei gruppi o società di cui fanno parte sia massoni che Illuminati e che si propongono di costruire il Nuovo Ordine Mondiale enunciato dagli Illuminati.
Chi orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Pensieri …

E’ SEMPRE MERAVIGLIOSO …

E’ sempre meraviglioso sentire e vedere come Dio guida i suoi figliuoli e li libera dalle grinfie degli impostori. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen.

BEATI GLI UMILI DI CUORE

Non ho ancora incontrato una persona superba che abbia sapienza, e mai la incontrerò, perché «la sapienza è con gli umili.» (Proverbi 11:2). Beati dunque gli umili di cuore!

ADORO E SERVO IL SOLO VERO DIO

Io adoro e servo l’Iddio che ha creato tutte le cose, che è il solo vero Dio, e mi accosto al Suo trono per mezzo di Gesù Cristo il Suo diletto Figliuolo, che Egli ha risuscitato dai morti e fatto sedere alla sua destra nei luoghi altissimi. A Lui sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

TUTTA LA PIENEZZA

In Cristo Gesù abita corporalmente tutta la pienezza della Deità (Colossesi 2:9). Sì, Gesù Cristo è Dio: questa è la verità. A Lui siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli. Amen

CHI CREDE CHE DIO ESISTE MA NON CREDE CHE GESÙ È IL CRISTO SARÀ CONDANNATO

No, non è credendo che Dio esiste che gli uomini vengono salvati, ma credendo che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio di Dio, morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture perché per essere salvati occorre credere nel Vangelo (1 Corinzi 15:1-.11) Nessuno si illuda quindi, perché anche chi crede che Dio esiste ma non crede che Gesù è il Cristo sarà condannato. Quando morirà se ne andrà nel fuoco dell’inferno. Ecco perché rivolgiamo agli uomini lo stesso messaggio che il Signore Gesù Cristo rivolgeva alle turbe, cioè: “Ravvedetevi e credete all’evangelo” (Marco 1:15).

SECONDO LE SCRITTURE

La morte di Cristo Gesù sulla croce non fu «un evento dettato dal caso», come sostengono gli stolti, ma una morte predeterminata da Dio, infatti Dio aveva innanzi annunciato che il suo Cristo sarebbe stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni. Quello dunque che Dio aveva detto, lo mandò ad effetto. Ma anche la sua resurrezione dai morti era stata innanzi annunciata da Dio, ed anche in questo caso Dio quello che aveva detto lo mandò ad effetto. Ecco dunque perché noi proclamiamo che Cristo morì per i nostri peccati e risuscitò dai morti il terzo giorno SECONDO LE SCRITTURE (cfr. 1 Corinzi 15:1-11), perché la sua morte e la sua resurrezione avvennero affinché le Scritture profetiche si adempissero.

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NON SEI MASSONE? DIMOSTRALO CONDANNANDO LA MASSONERIA COME FACCIAMO NOI

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Ormai che taluni pastori dicano pubblicamente IO NON SONO MASSONE, è semplicemente ridicolo e assurdo. Innanzi tutto perché il massone è chiamato a negare spudoratamente la sua appartenenza alla Massoneria, fino a quando non viene trovata una prova schiacciante della sua appartenenza. E poi perché quei massoni che dicono pubblicamente IO NON SONO MASSONE, poi puntualmente si rifiutano di condannare la Massoneria, anzi ne elogiano i principi e gli ideali! Quindi? Noi non stiamo chiedendo ai pastori evangelici di dire pubblicamente IO NON SONO MASSONE – non ci interessa – ma di condannare la Massoneria e i suoi principi pubblicamente e con ogni franchezza, COME FACCIAMO NOI. E’ proprio del tutto inutile quindi quello che fanno. Solo gli insensati possono dare ascolto a costoro, e difatti gli intelligenti non gli prestano alcuna attenzione. E poi ormai abbiamo appurato che ci sono taluni che appartengono a Chiese Evangeliche che ripetono IO NON SONO MASSONE, ma con i fatti e le parole dimostrano di essere massoni. Alcuni perché hanno il grembiule, ma molti altri perché sono MASSONI SENZA IL GREMBIULE che sono coloro che la Massoneria chiama così perché pur non avendo ricevuto alcuna iniziazione nella Massoneria condividono i principi e gli ideali della Massoneria, e questi in seno alle denominazioni evangeliche sono molto più numerosi dei massoni con il grembiule. Se dunque uno dice IO NON SONO MASSONE, ma poi non condanna pubblicamente la Massoneria e i suoi principi anzi ne approva e promuove i principi di «libertà, fratellanza e uguaglianza» definendoli principi biblici – come ha fatto per esempio Rodolfo Arata, «pastore» di una Chiesa ADI di Palermo (http://giacintobutindaro.org/2016/06/15/le-adi-celebrano-i-principi-della-rivoluzione-francese-quindi-i-principi-della-massoneria/) – potrà pure non essere un massone con il grembiule, ma sicuramente è un massone senza il grembiule. Quindi al posto di fare questi giochetti stupidi che ormai gli intelligenti hanno capito in cosa consistono, e che sono stufi di vedere e sentire, vi esorto, a voi che volete difendervi dall’accusa di essere massoni, di dire pubblicamente che la Massoneria – di qualsiasi nazione e obbedienza – è dal diavolo, i suoi principi di «libertà, fratellanza e uguaglianza» sono dal diavolo, un cristiano non può essere dunque un massone, e i massoni che si professano Cristiani vanno espulsi dalle Chiese. Allora, non avrete bisogno di comparire su Facebook con un cartello con la scritta IO NON SONO MASSONE, perché sarà palese la vostra posizione contro la Massoneria, soprattutto ai massoni. A voi la parola, quindi, DIMOSTRATE DI NON ESSERE MASSONI!

Giacinto Butindaro

Nella foto il ‘pastore’ ADI Gabriele S. Manueli

Foto presa dalla sua pagina Facebook

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La lettera dei massoni Fama, Zaccara e Panetta ad Alcide de Gasperi pubblicata da Cristiani Oggi

Leggo un numero di Cristiani Oggi del 1993 e cosa ci trovo? Una lettera firmata dai «pastori» protestanti massoni Charles Fama, Patrick J. Zaccara, e Francis Joseph Panetta (cfr. La Massoneria Smascherata, pag. 366-388), da loro mandata in rappresentanza del Comitato per la Libertà Religiosa in Italia, al Primo Ministro Alcide De Gasperi nell’aprile del 1948. Ovviamente, non viene detto che questi uomini erano massoni! L’autore dell’articolo in cui si parla di questa lettera, l’allora presidente delle ADI Francesco Toppi, la chiama «un’appassionata lettera» (Cristiani Oggi, 1-15 Aprile 1993, pag. 4). Ecco la foto della lettera di quei massoni e la risposta di Alcide De Gasperi. La risposta di De Gasperi fu «che il governo, a norma della Costituzione, rispetterà sempre la libertà religiosa».

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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