Non c’è salvezza fuori di Gesù Cristo

Ebrei, Mussulmani, Mariani (Cattolici Romani), Protestanti e Pentecostali (quelli che sono senza Cristo e senza Dio), Scintoisti, Taoisti, Confuciani, Buddisti, Induisti, Spiritisti, Satanisti, Massoni, Atei, Mormoni, Testimoni di Geova, Avventisti del Settimo Giorno, ravvedetevi e credete nel Signore Gesù Cristo. Perché non c’è salvezza all’infuori di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, secondo che dice l’apostolo Pietro: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12). Perché “il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo” (1 Giovanni 4:14). Non illudetevi, se non crederete che Gesù di Nazareth, è il Cristo, il Figlio di Dio, che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, che fu seppellito, e che risuscitò dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture, apparendo ai suoi discepoli, voi morirete nei vostri peccati andandovene nelle fiamme dell’inferno (Ades). La vostra condanna sarà certa, la vostra fine sarà orribile.

Giacinto Butindaro

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Il giusto vivrà per la sua fede – Predicazione del 1 Marzo 2019

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«Sono stata schiava delle ADI»

Pubblico la testimonianza di Anna Ruggiero, moglie di Emanuele Michelino, che conferma come il Signore Iddio stia operando efficacemente nei suoi figliuoli che si trovano nelle ADI aprendo la loro mente per fargli intendere le Scritture, e quindi gli stia facendo rigettare i falsi insegnamenti che le ADI impartiscono ai loro membri. Siamo grati dunque a Dio che anche questa coppia di credenti siano entrati a fare parte del gran numero di credenti che Dio ha tratto fuori fino ad ora da questa setta! A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

«Sono stata schiava delle ADI»

Sono cresciuta all’interno di una Chiesa delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), per cui la mia vita è stata completamente condizionata dai tanti falsi insegnamenti ricevuti in questo ambito.

A 14 anni chiesi al Signore di salvarmi, davvero non mi bastava partecipare alle riunioni della Chiesa ed essere figlia di credenti. Dopo un anno da quella preghiera, arrivò il giorno che decisi di non andare più al culto e, rimasta da sola a casa, iniziai a stare male. Mi passò tutta la mia vita davanti, vidi in una visione tutti i peccati che commettevo, tutte le parolacce e tutte le bugie che dicevo. Ad un tratto  sentii dentro di me una voce che mi disse chiaramente: «Tu se muori adesso non verrai con me!». Stetti male, così implorai Gesù che mi perdonasse e mi salvasse. Mentre pregavo, un peso grande uscì da me e mi sentii in pace, gioiosa. Da quel momento la mia vita cambiò.

Frequentavo le riunioni della Chiesa e sentivo quella stessa voce che mi diceva che in quella Chiesa offrivano il culto a Dio ma il loro cuore era lontano da Dio. Quella voce – ogni volta che sentivo dire dal pulpito: «Apri il tuo cuore a Gesù» – mi diceva che era stato Dio ad aprire il mio cuore, che era stato Lui a farmi grazia secondo il beneplacito della Sua volontà. Quella voce mi diceva che tante cose che quella Chiesa permetteva erano sbagliate e che non dovevo farle (come per esempio, andare a mettermi seminuda al mare, mettermi i pantaloni, pregare senza avere il capo coperto dal velo).

Una volta ebbi una visione: vidi al centro del locale di culto un grande tappeto bellissimo. Sotto il tappeto c’era molta sporcizia e due mani lo scuotevano facendo uscire tutto quello che c’era sotto. Ma io non ci prestai attenzione. In quella Chiesa infatti mi dicevano di stare attenta a sogni e visioni, e quindi finii per credere che quella visione non veniva da Dio.

Un giorno un fratello andò via dalla comunità e ne fondò un’altra, ma non mi sentivo di non essere più in comunione con lui solo perché era andato via, come dicevano di fare in Chiesa. Così sono stata etichettata come ribelle; l’anziano della Chiesa mi definì «credente all’acqua di rose». Pregavo e non stavo bene, leggevo la Bibbia e capivo che quella Chiesa non era il mio posto, così sono rimasta a casa senza più frequentare Chiese; leggevo e pregavo e aspettavo che il Signore mi mandasse dei fratelli veri.

Ma caddi nella solitudine e mi cercai una comunità, e li conobbi mio marito. Una volta sposati, anche lui vide come si comportava il pastore (faceva favoritismi e alcune anime le disprezzava) così decidemmo insieme di uscire definitivamente dalle ADI.

Iniziò una lunga battaglia. Iniziarono a dire che tutte le prove che avevamo Dio ce le mandava per punirci, che eravamo lontani da Dio perché lontani dal locale di culto. Così il Signore aprì i nostri occhi e ci rendemmo conto che eravamo stati schiavi di uno spirito settario e di seduzione. Uno spirito che ci ha tenuti prigionieri e che ogni tanto torna a disturbarci e che si può combattere solo con la preghiera.

Per me è un grande combattimento e anche una grande sofferenza, perché mi definisco cristiana evangelica eppure altri evangelici mi perseguitano con le loro calunnie. Ma il Signore è stato buono e ci ha fatto conoscere Giacinto e tanti altri fratelli che condividono le nostre esperienze. Vi esorto a essere forti e coraggiosi, a fare la volontà di Dio anche se stiamo soffrendo. Dio ci benedica

Anna Ruggiero

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Guardati dal dire queste cose – Predicazione del 27 Febbraio 2019

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L’ennesima menzogna di Francesco: «Il diavolo non ha figli»

L’ennesima menzogna di Francesco: «Il diavolo non ha figli» from Giacinto Butindaro on Vimeo.

In questo suo discorso Francesco ha affermato che «il diavolo non ha figli». E’ una menzogna ciò che egli ha detto, perché Gesù Cristo, il Figlio di Dio, disse ai Giudei che lo volevano uccidere: “Voi siete progenie del diavolo, ch’è vostro padre, e volete fare i desiderî del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna” (Giovanni 8:44), e quando spiegò la parabola delle zizzanie, disse che “le zizzanie sono i figliuoli del maligno” (Matteo 13:38). E l’apostolo Giovanni afferma: “Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello” (1 Giovanni 3:10). Sia dunque Francesco riconosciuto bugiardo!

Giacinto Butindaro

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E il Gesuita rispose: «Se noi diciamo la verità, i soldi chi ce li dà?»

Un fratello mi ha raccontato che mentre era ancora Cattolico Romano, avvedutosi che c’erano cose nella Chiesa papista che andavano contro la Parola di Dio, un giorno domandò ad un Gesuita: «Perché voi non dite la verità?» e quello gli rispose: «Se noi diciamo la verità, i soldi chi ce li dà?». Questa sua risposta mi ha ricordato le seguenti parole di Gesù: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24). Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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Pregare per i magistrati

Il sostituto procuratore nazionale antimafia Antonino Di Matteo

Fratelli, ricordatevi che i magistrati fanno parte delle autorità ordinate da Dio alle quali dobbiamo stare soggetti per amore del Signore (cfr. Tito 3:1), e che dobbiamo pregare Dio quindi anche per loro (cfr. 1 Timoteo 2:2) in quanto sono ministri di Dio per il nostro bene essendo di spavento alle opere malvagie, “per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male” (Romani 13:4). Ringraziamo inoltre Dio per ciò che di giusto e buono essi fanno.

Giacinto Butindaro

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Con chi non dovete mischiarvi – Predicazione del 25 Febbraio 2019


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Una domanda per Davide Di Iorio sul locale di culto di Via Frà Gregorio Carafa a Napoli


Leggo su Liberi per servire: «Rimanendo circoscritti alla Chiesa ADI di Napoli, nella quale Alfonso Melluso è cresciuto e si è formato, e con la quale ha mantenuto un legame indissolubile, ricordiamo dunque che la Chiesa di Napoli il 28 maggio 1977 elesse Daniele Melluso proprio pastore. Il luogo di culto era sempre quello di via Goffredo Malaterra, 23 in zona Materdei (Napoli). Negli ultimi dieci anni di permanenza in questo locale, di circa 310 metri quadrati, nacque l’esigenza di un nuovo luogo, più grande e spazioso, e che potesse accogliere più persone. Nel 1991 fu individuato l’ex Teatro 2000. Il 25 maggio 1993 venne così dedicato il nuovo locale di culto al quale al quale erano presenti quasi tutti i pastori della Campania ed, inoltre, Rito Corbo segretario delle ADI, Alfonso Melluso segretario del comitato di zona Campania-Molise, Giorgio Bouchard pastore valdese e allora presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e il pastore Francesco Toppi, presidente delle ADI. Il 13 marzo 2010, dopo le dimissioni del pastore Daniele Melluso, per raggiunti limiti di età, venne eletto pastore Davide Di Iorio, originario di Napoli, ma per oltre trent’anni impegnato nella conduzione della comunità di Reggio Calabria» (Dayana Di Iorio-Salvatore Esposito-Alessandro Iovino, Liberi per servire, EUN, Giugno 2017, pag. 110-111), per cui la mia domanda è la seguente:

«Questo ex Teatro 2000 è lo stesso Teatro 2000 di cui si parla in questo articolo apparso su La Repubblica il 29 giugno 1984 dal titolo «Brucia il tempio di guappi e sciantose»: ‘NAPOLI – Furioso incendio nel teatro “Duemila”, il “tempio” della sceneggiata napoletana. Ci sono volute più di due ore, nel corso della notte, per spegnere le fiamme che hanno provocato danni ingenti. Quasi sicuramente si è trattato di un incendio di natura dolosa: forse un drammatico avvertimento della camorra al proprietario perché paghi la tangente. Gli inquirenti però non escludono altre ipotesi. Il “Duemila”, punto di ritrovo ogni sera per gli amatori del teatro popolare, è stato frequentato dalle più note compagnie specializzate nelle sceneggiate: da Nino Taranto a Mario Merola a Beniamino e Pupella Maggio. L’ ultimo spettacolo, ieri, era terminato da poco, quando le fiamme sono divampate con grande intensità. La copertura in ferro è crollata. Nel popolare quartiere dell’ Arenaccia dove si trova il “Duemila” – in piazza Carlo III – si è diffusa subito una grande paura. Dal centro della platea le fiamme si sono immediatamente propagate ai lati della sala. Hanno subito danni anche le strutture portanti dei piani che sovrastano il teatro. Mentre squadre dei vigili del fuoco erano impegnate a spegnere l’ incendio che ha parzialmente distrutto l’ interno del teatro, altre hanno incominciato le perizie ai piani sovrastanti. Dodici nuclei familiari (più di sessanta persone) sono stati fatti sgomberare dalle loro abitazioni e momentaneamente sistemati in autobus parcheggiati a poca distanza. Soltanto nella tarda mattinata di ieri le fiamme erano state completamente spente, i vigili del fuoco sono rimasti tuttavia nella zona per molto tempo ancora: hanno allargato i controlli agli stabili adiacenti, hanno fatto minuziosi sopralluoghi per risalire alle cause del pauroso incendio. Nel corso delle operazioni di soccorso, due vigili del fuoco sono rimasti ustionati. La polizia sta accertando in quale modo sia stato innescato l’incendio. In un angolo del teatro è stata trovata una bottiglia: potrebbe aver contenuto liquido infiammabile usato per provocare le fiamme, il teatro della sceneggiata napoletana è di proprietà dell’industriale Franco Rotondo, di 31 anni, che è anche proprietario di tutto l’ edificio. Sembra che nelle ultime settimane Rotondo abbia ricevuto telefonate anonime con richieste estorsive. Si tratta di circostanze che gli inquirenti stanno cercando di precisare. Nella zona dell’ Arenaccia il racket contro i negozi e i commercianti è particolarmente attivo. Negli ultimi mesi sono stati compiuti numerosi arresti e la questura ha intensificato l’ attività di prevenzione. La mano della camorra resta pesante. Sull’azione del racket sono state inviate, alla polizia e alla magistratura, numerose denunce’ (Fonte: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/06/29/brucia-il-tempio-di-guappi-sciantose.html)?

Giacinto Butindaro

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«Pastore» di una Chiesa Battista andava con prostitute, si ubriacava, fumava marijuana e giocava d’azzardo!


E’ un grosso scandalo che ha colpito la Stedfast Baptist Church di Fort Worth, una Chiesa Evangelica Battista indipendente in Texas (che insegna la falsa dottrina «una volta salvati sempre salvati»). Il «pastore» Donnie Romero (sposato, con sette figli) è stato scoperto che andava con prostitute. Ma oltre a commettere fornicazione si ubriacava, fumava marijuana e giocava d’azzardo. Lo ha dovuto ammettere (qui potete ascoltarlo da voi stessi che ammette questi peccati), ed è stato costretto quindi a dimettersi. Nel 2016 questo operatore d’iniquità e di scandali si era rallegrato che un uomo aveva ucciso 49 persone in un nightclub per gay di Orlando (Florida). Lo ripeto, dietro i pulpiti, ci sono molti operatori di iniquità e di scandali. Se avete le prove che il vostro «pastore» è un operatore di iniquità come questo Donnie Romero, PARLATE, NON TACETE! Per amore del Signore Gesù Cristo, per amore della Sua Chiesa, per amore della Sua Parola, PARLATE! Costoro devono essere smascherati e tolti di mezzo dalla Chiesa! Questi uomini fanno bestemmiare il nome di Dio, e sono di intoppo alla Chiesa e al mondo.

Giacinto Butindaro

Fonte:

https://www.nytimes.com/2019/01/09/us/donnie-romero-orlando-shooting-prostitutes.htmlhttps://www.huffingtonpost.com/entry/donnie-romero-stedfast-baptist-church-resignation_us_5c375618e4b0c469d76b9e7dhttps://www.theguardian.com/world/2019/jan/10/donnie-romero-pastor-stedfast-baptist-church-resigns-prostituteshttps://www.patheos.com/blogs/nolongerquivering/2019/01/donnie-romero-caught-with-hookers-and-pot/https://www.gaystarnews.com/article/anti-gay-texas-pastor-praying-orlando-survivors-die/#gs.smjeoo3Y

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