Cosa giura chi entra nella Massoneria

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Ecco il giuramento che deve prestare l’iniziato al grado di Apprendista, e quindi colui che entra nella Massoneria: ‘Liberamente, spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo, prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la superficie della terra, prometto e giuro di consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia patria, al bene e al progresso di tutta l’umanità, prometto e giuro di adempiere ed eseguire tutte le leggi, i regolamenti e le disposizioni tutte nell’Ordine e di portare ossequio e obbedienza alla suprema autorità e a tutti quanti sono i miei superiori. Prometto e giuro di conservarmi sempre onesto, solerte e benemerito cittadino ossequiente alle leggi dello stato, amico membro della mia famiglia e massone per abbattere sempre il vizio e propugnare la virtú. Prometto e giuro di non attentare all’onore delle famiglie dei miei fratelli. Finalmente giuro di non appartenere ad alcuna società che sia in opposizione con la libera massoneria, sottoponendomi rispetto alle pene personali piú gravi e terribili’.
Vi domando: ‘Partendo dal presupposto che un discepolo di Cristo non deve giurare (Matteo 5:33-37; Giacomo 5:12), vi rendete conto cosa dovrebbe giurare entrando nella Massoneria?’ Basta dunque solo il giuramento dell’apprendista per capire che la Massoneria è dal diavolo, padre della menzogna, e che quindi è incompatibile con il Cristianesimo. Un Cristiano non può e non deve quindi entrare nella Massoneria. Chi entra nella Massoneria fa un patto con Satana, e quindi si mette a servire il nemico; e diventa perciò egli stesso un nemico di Dio, e per certo l’ira di Dio verrà sopra di lui, e quando morirà scenderà nelle fiamme dell’inferno. Nessuno si illuda.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Per una confutazione dettagliata della Massoneria e della sua infiltrazione nelle Chiese Evangeliche leggi il mio libro ‘La Massoneria smascherata’

Nella foto: iniziazione massonica al primo grado, cioè al grado di apprendista

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Un idolatra è un fratello di Gesù?

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Un idolatra è un fratello di Gesù? No, non lo è, perché per essere fratelli e sorelle di Gesù bisogna fare la volontà di Dio, secondo che è scritto: “Ma egli [Gesù], rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matteo 12:48-50). E gli idolatri, visto che si prostrano davanti a statue e immagini e le servono non fanno la volontà di Dio ma vanno contro la volontà di Dio. Non ha forse detto infatti Dio: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6)? E siccome per entrare nel regno dei cieli bisogna fare la volontà di Dio secondo che ha detto il Signore Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21), gli idolatri non vi entreranno, e difatti l’apostolo Paolo afferma che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio (1 Corinzi 6:9-10).

Nessuno dunque vi inganni con parole seducenti.

Giacinto Butindaro

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Contro il culto a Maria

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I Cattolici Romani, che si definiscono Cristiani, hanno trasformato Maria, la madre di Gesù – una nostra sorella che dopo avere finito la corsa fu salvata dal Signore nel Suo regno celeste dove si sta riposando dalle sue fatiche – in «Corredentrice», «Mediatrice», «Rifugio dei peccatori», «Regina del cielo», «Nostra Signora», per citare solo una parte dei numerosi titoli attribuitigli, e le rendono il culto offrendole preghiere e canti e raccomandando la loro anima ad essa, e prostrandosi davanti a statue e immagini che la rappresentano che hanno messo un pò dappertutto.

E’ scritto però: “Non avere altri dii nel mio cospetto” (Esodo 20:3), ed anche: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).

I Cattolici Romani sono quindi degli idolatri sulla via che mena in perdizione e con essi non c’è alcuna comunione e nessun accordo perché noi siamo luce nel Signore mentre essi sono tenebre (2 Corinzi 6:14-18), e bisogna quindi predicargli di ravvedersi e credere nel Vangelo (Marco 1:15), dicendo loro di convertirsi dai loro idoli muti a Dio (Atti 14:15), altrimenti quando moriranno scenderanno nelle fiamme dell’inferno perché là vanno gli idolatri (1 Corinzi 6:9-10). E poi esortarli ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana (2 Corinzi 6:17-18).

Nessuno si illuda, il culto a Maria e ai santi che sono in cielo è un culto condannato da Dio, e coloro che vi partecipano muovono a gelosia Dio e lo provocano ad ira (Deuteronomio 32:16). Essi infatti adorano e servono la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno (Romani 1:25).

«ADORA IL SIGNORE IDDIO TUO, E A LUI SOLO RENDI IL TUO CULTO» (Luca 4:8).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Per una confutazione dettagliata delle eresie della Chiesa Cattolica Romana leggi il mio libro ‘La Chiesa Cattolica Romana’

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Nota biografica su Francesco Toppi su gruppo Facebook a favore della Massoneria

Su un gruppo Facebook a favore della Massoneria che si chiama ‘Massoneria’ (fonte: https://www.facebook.com/groups/593730897371562/679888265422491/?notif_t=like), che ha circa 3000 membri, compare un post biografico su Francesco Toppi, che viene presentato dicendo: ‘Comunico la morte del Pastore Francesco Toppi, già presidente delle “Assemblee di Dio in Italia” dal 1978 al 2007, avvenuta ieri 14 Agosto 2014. Questo fratello si è distinto per il suo amore e per l’abnegazione nel portare avanti i principi di libertà, uguaglianza e fraternità tra i popoli’. Chi ha fondato il gruppo massonico ha commentato dicendo: ‘Grazie a …. per la notizia e il bellissimo post, la mia famiglia conosceva il Pastore personalmente’. Ecco lo screenshot che prova ciò.

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggete il mio libro ‘La Massoneria smascherata’

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Un’altra cantante «cristiana» lesbica

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Vicky Beeching, una delle cantanti «cristiane» più famose in USA e in Inghilterra, è uscita pubblicamente allo scoperto dichiarando di essere una lesbica! Ha detto tra le altre cose «Sono sicura che Dio mi ama così come sono» (I feel certain God loves me just the way I am ….).

Fonte: http://www.independent.co.uk/news/people/news/vicky-beeching-star-of-the-christian-rock-scene-im-gay-god-loves-me-just-the-way-i-am-9667566.html

L’inferno abbonda di peccatori che quando erano in vita parlavano così come parla lei illudendosi.

Dice bene l’apostolo Paolo: “Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10).

“V’è tal via che all’uomo par dritta, ma finisce col menare alla morte” (Proverbi 14:12), ed è quella che stanno percorrendo tanti sedicenti Cristiani come questa Vicky Beeching.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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«Cristiani» che ringraziano i morti e non il Vivente

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Si dicono Cristiani e quando muore un noto attore o personaggio dello spettacolo o cantante del mondo (che nella vita era o un adultero, o un fornicatore, o un sodomita, o un avaro, o un oltraggiatore, o un bestemmiatore, o un ubriacone, o un ladro, o un drogato, e così via) gli scrivono su Facebook o su Twitter la loro letterina d’amore: ‘Ti ringrazio che mi hai fatto ridere’, ‘Ti ringrazio che mi hai fatto divertire’, ‘Ti ringrazio per avermi commosso’, ‘Ti ringrazio per avermi fatto sognare’, ‘Ti ringrazio per avermi insegnato a vivere’, e così via (peraltro è peccato rivolgersi ai morti). Pensate un pò voi cosa fanno costoro.
Non rivolgono invece mai un ringraziamento pubblico a Cristo Gesù, Colui che è morto per i nostri peccati e risorto il terzo giorno a cagione della nostra giustificazione, e che ora vive in cielo alla destra di Dio dove intercede per noi. Perché non lo ringraziano per averli salvati? Perché non lo ringraziano per avergli dato la vita eterna? Perché non lo ringraziano per avergli dato gioia e pace in abbondanza? Perché non lo ringraziano per averli strappati dalle fiamme dell’inferno? Perché non lo ringraziano per avergli dato l’esempio da seguire per piacere a Dio in ogni cosa? Perché non lo ringraziano per i suoi insegnamenti, che sono unici nella storia dell’umanità, che sono fonte perenne di sapienza e di conoscenza, gioia e pace, perché Parola di Dio? Perché non esaltano, celebrano, magnificano, e glorificano, GESU’ CRISTO, che ha il primato in ogni cosa, che ha ricevuto ogni potestà in cielo e in terra, che tiene le chiavi della morte e dell’Ades, che è il Re dei re e il Signore dei signori, la resurrezione e la vita, l’unica via che mena in cielo, e la verità? Non è molto strano questo? Ripeto, non è molto strano questo?
Fratelli, la realtà è che tanti che si dicono Cristiani hanno solo il nome di Cristiani, ma non hanno un cuore nuovo come neppure uno spirito nuovo, perché non sono mai nati di nuovo. E se un giorno sono nati di nuovo, si sono rimessi al servizio del peccato e sono perciò morti. Sono persone riprovate quanto alla fede, che fanno ribrezzo a sentirli e vederli.
Vi esorto quindi a celebrare, ringraziare, esaltare, e glorificare pubblicamente il Signore Gesù Cristo, perché Egli ne è sommamente degno.

A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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E i figli del diavolo dove vanno invece?

Sento spesso dire a coloro che sono ecumenici, ossia coloro che procacciano la cosiddetta unità nella diversità con i Cattolici Romani: ‘In cielo vanno i figli di Dio’. Ben detto, diciamo noi.
Ma allora in base alle loro stesse parole questo significa che i figli del diavolo non vanno in cielo, ma in perdizione!
Ma chi sono quindi i figli del diavolo? Gesù un giorno disse queste parole ai Giudei che non credevano in Lui: “Voi siete progenie del diavolo, ch’è vostro padre, e volete fare i desiderî del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. E a me, perché dico la verità, voi non credete” (Giovanni 8:44-45). Quindi gli increduli sono figli del diavolo, e la loro parte sarà il fuoco eterno infatti nel libro dell’Apocalisse troviamo scritto: “Ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda” (Apocalisse 21:8). Ma come potete vedere, a finire nel fuoco eterno non saranno solo gli increduli ma anche i codardi, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi. Per cui gli operatori di iniquità vanno anch’essi annoverati tra i figli del diavolo, e difatti Gesù nella spiegazione della parabola delle zizzanie ha detto: “Colui che semina la buona semenza, è il Figliuol dell’uomo; il campo è il mondo; la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i figliuoli del maligno; il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccolgono le zizzanie e si bruciano col fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. Il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti. Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, oda” (Matteo 13:37-43). Ecco dunque chi sono i figli del diavolo che se ne andranno in perdizione.
Allora, prendiamo per esempio i Cattolici Romani. Alla luce delle Sacre Scritture si possono definire figli di Dio quando essi sono degli idolatri in quanto è ben noto che si prostrano davanti a statue e immagini e le servono, e rendono il culto ai morti? Si possono definire figli di Dio persone che non hanno la certezza del perdono dei peccati e della vita eterna, in quanto pensano che quando moriranno andranno in un luogo ultraterreno chiamato ‘purgatorio’ a purgarsi di una parte della pena eterna dei loro peccati prima di andare in paradiso, e questo perché non credono nel Figlio di Dio ma pensano di salvarsi per mezzo delle opere? La risposta è no. E dove vanno quindi gli idolatri e gli increduli? In cielo? Non ci risulta, ma prima nell’Ades e poi in quel giorno saranno gettati nel fuoco eterno.
Quindi cosa bisogna fare nei confronti dei Cattolici Romani? Bisogna scongiurarli a ravvedersi dei loro peccati, a convertirsi dai loro idoli a Dio, e a credere nel Signore Gesù Cristo, affinché diventino dei figli di Dio e scampino all’orribile fine a cui stanno andando incontro, e poi ad uscire dalla Chiesa Cattolica Romana ed unirsi a noi.
Per cui non bisogna soltanto dire che in cielo vanno i figli di Dio, ma bisogna dire anche che i figli del diavolo invece quando muoiono vanno nell’Ades nei tormenti e poi al tempo stabilito da Dio saranno gettati nel fuoco eterno, e spiegare con la Scrittura chi sono i figli del diavolo.
Come mai questo discorso sui figli del diavolo non viene fatto da costoro? Forse pensano che tutti gli uomini sono figli di Dio, che è il pensiero massonico? O che i Cattolici romani sono figli di Dio nonostante siano idolatri e increduli?
Qualunque sia la ragione, quello che costoro pensano è molto grave, per cui vi esorto a guardarvi e ritirarvi da costoro.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Meravigliosa grazia

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Fratelli, consideriamo attentamente questa cosa: in questo mondo la stragrande maggioranza degli abitanti della terra (e parliamo di miliardi di persone) sono sotto la potestà delle tenebre e vanno dietro ogni sorta di menzogna generata dal diavolo, e noi discepoli del Signore Gesù Cristo invece – che siamo pochi – siamo sotto la potestà del solo vero Dio e conosciamo la verità, per la grazia di Dio, perché a Lui è piaciuto riscattarci dalla potestà delle tenebre e farci conoscere la verità. Non è questo un motivo per ringraziare del continuo l’Iddio vivente e vero – anche pubblicamente e non solo privatamente – per averci fatto grazia, secondo il beneplacito della Sua volontà, secondo che ha detto Dio: “Farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà” (Esodo 33:19)?

Fratelli, ricordiamoci sempre che cosa eravamo un tempo anche noi, perché in questa maniera ci manterremo umili nel cospetto di Dio e saremo del continuo spinti a glorificare Dio per la Sua meravigliosa grazia in Cristo Gesù.

La grazia del nostro Signore Gesù sia con tutti voi

Giacinto Butindaro

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Il Cristiano ha la vita eterna

A field of barley blowing in the wind on farmland at Wilderhope Manor Farm in remote countryside on the southern slope of Wenlock Edge, Shropshire

Il Cristiano sa che ha la vita eterna, in quanto crede nel nome del Figliuolo di Dio. L’apostolo Giovanni infatti ci scrive: “Io v’ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio” (1 Giovanni 5:13). E quindi egli è certo che quando si dipartirà dal corpo andrà in cielo con il Signore Gesù. E quindi siccome crede, parla anche, secondo che è scritto: “Ho creduto, perciò ho parlato” (2 Corinzi 4:13). Vi ricordate il nostro caro fratello Paolo cosa disse a Timoteo poco tempo prima di morire? “Il Signore mi libererà da ogni mala azione e MI SALVERÀ NEL SUO REGNO CELESTE” (2 Timoteo 4:18). Questo non significa essere presuntuosi, ma avere fede nel Figlio di Dio. Se dunque non hai la certezza di avere la vita eterna, se non sei sicuro che il Signore ti salverà nel suo regno, vuol dire che non hai la fede nel Figlio di Dio, perché “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono” (Ebrei 11:1).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Il peccatore non ha la vita eterna

Il peccatore non ha la vita eterna, perché è sotto la potestà di Satana. Egli può anche dire di credere che esiste una vita ultraterrena o una eternità, ma non può dire di avere la vita eterna – e quindi la certezza che il Signore lo salverà nel suo regno celeste – perché non ha la fede nel Figlio di Dio. Generalmente le risposte che danno i peccatori quando gli chiedi ‘Hai la vita eterna?’ sono le seguenti: ‘Spero che il buon Dio si ricordi del bene che faccio’, ‘Prima devo andare in purgatorio, a purificarmi, e poi potrò accedere in paradiso’, ‘Credo di meritarmi il paradiso con tutto il bene che faccio’, ‘Non sono così presuntuoso da poter fare una simile affermazione’, ‘E chi può dirlo? Dio solo lo sa’.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Una generazione storta e perversa che sta andando all’inferno

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Quando vedi la malvagità imperante in questo mondo in tutti i settori della società e in tutte le nazioni e in così svariate forme, non puoi non dare ragione alla Sacra Scrittura che dice di coloro che sono sotto il peccato: “Tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, neppur uno. Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v’è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v’è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e d’amarezza. I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Sulle lor vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c’è timor di Dio dinanzi agli occhi loro” (Romani 3:9-18). Questa è veramente una generazione storta e perversa, e peccatrice; è una generazione malvagia su cui pesa l’ira ardente dell’Iddio vivente e vero e che è diretta nelle fiamme dell’inferno.
E’ nostro dovere quindi scongiurare gli uomini a ravvedersi dinnanzi a Dio e a credere nel Signore Gesù Cristo (cfr. Atti 20:21) per ottenere la remissione dei peccati e la vita eterna, altrimenti quando moriranno se ne andranno nell’Ades, dove arde un fuoco non attizzato da mano d’uomo e dove le anime sono tormentate del continuo da questo fuoco (cfr. Luca 16:22-31).
Fratelli, che questo lo si dica forte e chiaro agli uomini perché è LA VERITA’. Nessuno di voi li lusinghi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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E’ Lui che ha dato

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E’ scritto in Luca: “Or avvenne in que’ giorni ch’egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli” (Luca 6:12-13). Dunque, Gesù tra i Suoi discepoli ne elesse dodici a cui diede il ministerio di apostolo. Erano tutti Suoi discepoli, ma non tutti furono da Lui eletti apostoli.
Ora, l’apostolo Paolo parlando dei doni fatti dal Signore agli uomini dice: “Ed È LUI CHE HA DATO gli uni, come apostoli; gli altri, come profeti; gli altri, come evangelisti; gli altri, come pastori e dottori” (Efesini 4:11), il che conferma che è il Signore che sceglie chi mettere in un certo ministerio.
Confrontiamo ora le parole “è lui che ha dato” – che mostrano che uno può avere un ministero solo se il Signore ha deciso di darglielo – con queste parole di Gesù: “Niuno può venire a me, SE NON GLI È DATO dal Padre” (Giovanni 6:65), e con queste altre di Gesù ai suoi discepoli: “A VOI È DATO di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato” (Matteo 13:11), e con queste parole di Paolo ai santi di Filippi: “A VOI È STATO DATO, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui” (Filippesi 1:29).
Che cosa si evince da tutto ciò? Che così come è il Signore che rende capace un suo discepolo di essere apostolo, o profeta o evangelista o pastore o dottore secondo il beneplacito della Sua volontà; così è Dio che rende capace un’anima di andare a Gesù, di credere in Lui, di conoscere i misteri del regno di Dio, secondo il beneplacito della Sua volontà. Per cui l’andare a Gesù, il credere in Lui e il conoscere i misteri del regno di Dio, dipendono dalla volontà di Dio e non dalla volontà dell’uomo.
Per cui bisogna riconoscere che la salvezza “non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16).

Giacinto Butindaro

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Il «cerchiobottismo evangelico»

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Cerchiobottismo è una parola gergale di origine giornalistica, che indica l’atteggiamento di chi, trovandosi a dover scegliere tra più alternative o ad esprimere una propria opinione, assume una posizione non netta, intermedia rispetto alle possibili opzioni. Questo non “entrare nel merito” ha in genere la finalità di non scontentare altri o di non esporsi a critiche o a giudizi altrui. Deriva dalla locuzione “dare un colpo al cerchio, uno alla botte” (Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Cerchiobottismo).
Molti che si dicono Cristiani Evangelici – con a capo tanti cosiddetti pastori e predicatori – hanno aderito appieno al «Cerchiobottismo», perché sono doppi nel parlare. Si collocano infatti sempre in una zona media nel tentativo di non farsi nemici nessuno di quelli che formano i due schieramenti opposti. Per esempio in questo periodo abbiamo assistito ad una serie di dichiarazioni ufficiali «cerchiobottiste», chiamiamole così, sull’ecumenismo promosso da Francesco e Giovanni Traettino. Le dichiarazioni di costoro infatti non sono state nette e chiare contro l’ecumenismo, dichiarazioni che non lasciavano spazio ad alcun dubbio sull’impossibilità per un Cristiano ad avere comunione o a collaborare con i Cattolici Romani perché idolatri, ma sono state ambigue e doppie. E questo perché in realtà c’è un ecumenismo di base – chiamiamolo così – su cui ormai questi «cerchiobottisti» sono tutti d’accordo, e che promuovono per cercare di avere rapporti di buon vicinato con la Chiesa Cattolica Romana. E’ un ecumenismo che spesso non si vede sui giornali, perché fatto di nascosto, lontano dai riflettori per così dire. E così il pastore pentecostale «cerchiobottista» mentre in privato ha ottimi rapporti con il prete del paese (o il vescovo, o anche il cardinale della sua zona), collabora con lui in questo o quest’altro progetto, partecipa alla preghiera dell’unità dei cristiani, lo riconosce come suo fratello in Cristo, non vieta ad alcun membro della Chiesa di partecipare alle funzioni religiose della Chiesa Cattolica Romana, e non si azzarda a condannare dal pulpito o in piazza le eresie e le superstizioni della Chiesa Cattolica Romana anzi neppure si permette di nominare la Chiesa Cattolica Romana, quando poi deve uscire con qualche dichiarazione ufficiale in occasione di eventi come quello di Caserta del 28 luglio 2014, allora per dare l’impressione che lui è uno integro spiritualmente e dottrinalmente, butta giù un discorso finto per non scontentare totalmente nè gli ecumenici e neppure gli antiecumenici. Ma il vero Cristiano, colui che cammina nella luce, si avvede della doppiezza nel parlare, ed è per questa ragione che si guarda da questi uomini doppi e ipocriti, e opportunisti.
Ma domandatevi: ‘Come mai in queste dichiarazioni ufficiali sono assenti queste parole dell’apostolo Paolo: “Non vi mettete con gl’infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v’è egli fra la giustizia e l’iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? E quale accordo fra il tempio di Dio e gl’idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d’immondo; ed io v’accoglierò, e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente” (2 Corinzi 6:14-18)? Perché queste parole di Paolo non sono «cerchiobottiste» in quanto escludono e condannano ogni forma di comunione e collaborazione con i Cattolici Romani in quanto essi sono idolatri. Queste parole di Paolo quindi non condannano solo quello che ha fatto pubblicamente Giovanni Traettino, ma anche quello che fanno privatamente i pastori «cerchiobottisti». Queste parole giudicano quindi negativamente tutti coloro che si mettono con i Cattolici Romani, non importa se si mettono a pregare o a lottare assieme in difesa dei Cristiani perseguitati ecc. Ma siccome che per i pastori «cerchiobottisti» ci si può mettere con i Cattolici Romani a fare qualcosa, in quanto sono anch’essi Cristiani, allora essi si rifiutano di citarle. Molto semplice. E’ come se nella Bibbia non fossero scritte, e quindi non hanno alcun valore per essi.
Se chiedono per esempio a me cosa penso di quello che ha fatto Giovanni Traettino, io faccio subito riferimento a queste parole di Paolo, ma loro no e questo perché loro si rifiutano di chiamare i cattolici romani «infedeli» e «idolatri», come si rifiutano anche di non mettersi con essi. Non possono perciò citare le suddette parole di Paolo, altrimenti creerebbero grossi ed insormontabili ostacoli all’ecumenismo di base di cui essi sono promotori.
E c’è un’altra cosa che essi si rifiutano di fare, ed è quella di esortare i credenti a fare quello che ordina di fare la Parola di Dio nei confronti di persone come Traettino. Ecco infatti cosa dice di fare la Parola: “Or io v’esorto, fratelli, tenete d’occhio quelli che fomentano le dissensioni e gli scandali contro l’insegnamento che avete ricevuto, e ritiratevi da loro. Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de’ semplici” (Romani 16:17-18). Ma per loro anche queste parole è come se non fossero scritte nella Bibbia, e quindi non hanno alcun valore per essi. Perché si rifiutano di predicarle ed applicarle nel caso specifico di Traettino? Per non creare alcun ostacolo insormontabile all’amicizia fraterna che esiste tra costoro e Traettino, amicizia peraltro preziosa perché lui è amico intimo di uno degli uomini più potenti della terra, e quindi può tornare utile nel tempo.
Non fatevi dunque ingannare da questi ipocriti, che hanno architettato una finta opposizione all’ecumenismo, perché di fatto essi sono ecumenici nello spirito. E i fatti lo dimostrano ampiamente. L’unica differenza tra essi e Traettino, è che Traettino si è portato più avanti nell’ecumenismo. Ma la strada che stanno battendo è la stessa, ossia è quella che porta a Roma dentro le mura del Vaticano.
Quindi, fratelli, esaminate attentamente il modo di parlare di costoro. Raffrontatelo sempre con il modo di parlare di Gesù e di quello degli apostoli, e vi accorgerete che c’è la stessa differenza che c’è tra le tenebre e la luce, e questo perché Gesù e gli apostoli camminavano nella luce, mentre costoro camminano nelle tenebre.
Nessuno di costoro vi tragga in inganno, e guardatevi e ritiratevi da essi.

Giacinto Butindaro

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Un ammonimento per noi

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Giosuè e Caleb videro anche loro i giganti nel paese di Canaan quando andarono ad esplorarlo assieme ad altri dieci uomini israeliti, ma non furono presi dalla paura e non dubitarono della promessa di Dio, ma credettero e dissero che con Dio avrebbero preso possesso della terra. Gli altri dieci esploratori invece dissero: “Noi non siam capaci di salire contro questo popolo; perché è più forte di noi. E screditarono presso i figliuoli d’Israele il paese che aveano esplorato, dicendo: ‘Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutta la gente che vi abbiam veduta, è gente d’alta statura; e v’abbiam visto i giganti, figliuoli di Anak, della razza de’ giganti, appetto ai quali ci pareva d’esser locuste; e tali parevamo a loro’” (Numeri 13:31-33). Sapete cosa avvenne ai dieci esploratori? Ce lo dice la Scrittura in questi termini: “Gli uomini che Mosè avea mandato ad esplorare il paese e che, tornati, avean fatto mormorare tutta la raunanza contro di lui screditando il paese, quegli uomini, dico, che aveano screditato il paese, morirono colpiti da una piaga, dinanzi all’Eterno” (Numeri 14:36-37). Giosuè e Caleb invece rimasero vivi, secondo che è scritto: “Ma Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, rimasero vivi fra quelli ch’erano andati ad esplorare il paese” (Numeri 14:38).
Il giudizio di Dio contro i dieci esploratori che non ebbero fiducia in Dio è un ammonimento per noi, affinché non seguiamo il loro esempio di incredulità. Come dice lo scrittore agli ebrei dunque: “Guardate, fratelli, che talora non si trovi in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che vi porti a ritrarvi dall’Iddio vivente; ma esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, finché si può dire: ‘Oggi’, onde nessuno di voi sia indurato per inganno del peccato; poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, mentre ci vien detto: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori, come nel dì della provocazione” (Ebrei 3:12-15).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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Gli empi odiano la luce

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Nella lettera agli Ebrei è scritto: “Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12). Avete capito allora perché gli empi odiano la Parola di Dio? Perché camminano nelle tenebre, essendo abominevoli e ribelli in quanto malvagi di cuore, e la Parola di Dio essendo come una lampada splendente in luogo oscuro, riprova i loro sentimenti e pensieri malvagi come anche le loro opere malvage, ossia le loro tenebre. Essi quindi essendo che amano le tenebre anziché la luce, non possono amare la Parola di Dio. Non è forse scritto infatti: “Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate” (Giovanni 3:20)?

Chi dunque ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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