Avviso importante

Fratelli e sorelle nel Signore Gesù Cristo, voglio che sappiate che Giuseppe Piredda si è incamminato per la via di Caino. Egli infatti si è messo ad odiarmi – e voi sapete che la Scrittura afferma che “chiunque odia il suo fratello è omicida; e … nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso” (1 Giovanni 3:15) – ed “ha sette abominazioni in cuore” (Proverbi 26:25), e sicuramente nel caso di Giuseppe Piredda – da quanto è emerso in questi ultimi mesi – nel suo cuore ci sono queste abominazioni: “false testimonianze, diffamazioni … cattivi pensieri, … malvagità, … calunnia, superbia, stoltezza” (Matteo 15:19; Marco 7:21-22), che infatti si sono chiaramente manifestate. Egli ha fatto dunque getto della buona coscienza, ed è naufragato quanto alla fede (cfr. 1 Timoteo 1:19). Ha chiaramente fatto spazio al diavolo, ed ora è nel laccio del diavolo. Ed è per questo che sta diffondendo contro di me menzogne di ogni genere, sapendo di mentire. Il suo odio verso di me è accompagnato da una dottrina diversa da quella insegnata dagli apostoli del nostro Signore Gesù Cristo (insegna infatti per esempio a contrarre dei debiti con le banche; insegna che i ministri dell’Evangelo che per volontà di Dio si vengono a trovare nell’abbondanza non hanno il diritto di ricevere libere offerte dai fratelli che desiderano fare loro parte dei loro beni in ubbidienza alla Parola di Dio; etc. etc.). Dio, che è un giusto giudice, gli renderà secondo le sue opere. Guardatevi da lui e dal suo malvagio lievito e ritiratevi da lui. La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con purità incorrotta.

Roma, 13 Agosto 2022

Butindaro Giacinto

Leggi:

La pagina Facebook – Le bugie e le diffamazioni di Piredda e del gruppo “Sentieri antichi”

Articoli presenti sul blog del fratello Nicola Iannazzo utili a capire chi è Giuseppe Piredda:

Ennesima falsa accusa del finanziere Giuseppe Piredda contro Giacinto Butindaro

Il finanziere Giuseppe Piredda ha stravolto la storia di Gesù di Nazareth!

Ma dove sta scritto quello che dice il finanziere Giuseppe Piredda?

Piredda ha trasgredito il terzo comandamento, nominando il Nome di Dio invano!

Il finanziere Giuseppe Piredda dà strette di mano massoniche e fa segnali massonici sul posto di lavoro

Finanziere Giuseppe Piredda, lei è un bugiardo !!

“Natura VOLLE”?! Ancora un parlare massonico da parte del finanziere Giuseppe Piredda!

UNA SPUDORATA MENZOGNA!

L’ipocrita richiesta di perdono del finanziere Giuseppe Piredda

Come il finanziere Giuseppe Piredda mi ha ingannato ed ha incitato a violare la legge sulla privacy

Lista di diffamazioni, menzogne e oltraggi del finanziere Giuseppe Piredda

Giuseppe Piredda entrerà in politica a fianco del massone piduista Silvio Berlusconi?

Cosa avreste detto (o pensato), se invece di Piredda, queste cose le avesse dette Butindaro?

Alcune mie severe considerazioni su Emanuele Michelino e Giuseppe Piredda, dopo l’archiviazione della querela di Emanuele Frediani

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Furono atterrati nel deserto – Predicazione del 1° Febbraio 2023

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La beata speranza dell’Evangelo – Predicazione del 30 Gennaio 2023

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MASSIMA ATTENZIONE! Cristian Nani, Direttore di Porte Aperte Italia, insegna una eresia gnostica

Cristian Nani, Direttore di Porte Aperte Italia, in questo video dice che gli uomini «contengono una scintilla di Dio».

Questo parlare è tipico degli gnostici. Sono gli gnostici infatti che parlano in questi termini. Il punto focale dello gnosticismo infatti è questo: che ognuno di noi ha dentro di sé una scintilla divina, e il dovere del credente è trovarla e farla crescere, entrare in contatto con Dio guardando dentro di sé. Lo gnosticismo è una auto ricerca individuale, spinge ad esaminare sé stessi per conoscere sé stessi (per capire chi si è, da dove si viene e dove si va), e chi conosce sé stesso, ha conquistato la conoscenza della profondità del tutto ossia la conoscenza di Dio (o del Padre, che però non è l’Iddio l’Iddio d’Abrahamo, d’Isacco e di Giacobbe) per cui egli scopre di essere Dio o parte di Dio (che però ripeto non è l’Iddio l’Iddio d’Abrahamo, d’Isacco e di Giacobbe): ciò che è dentro di te ti salverà se riuscirai a tirarlo fuori, dicono gli gnostici. Guardatevi dunque da questa eresia gnostica (che peraltro costituisce il cosiddetto segreto della Massoneria) e confutatela. E’ lievito malvagio che fa lievitare tutta la pasta.

Giacinto Butindaro

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Il Cristo di Dio doveva soffrire e risuscitare dai morti il terzo giorno – Predicazione del 27 Gennaio 2023

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I nostri nomi sono scritti nel libro della vita dell’Agnello sin dalla fondazione del mondo – Predicazione del 25 Gennaio 2023

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“Passa in Macedonia e soccorrici” – Predicazione del 23 Gennaio 2023

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Quello che dai a Dio l’hai ricevuto da Dio – Un incoraggiamento rivolto ai santi

Fermo restando che la decima sotto la grazia non va imposta e neppure ordinata ai santi, voglio farvi riflettere su queste parole scritte nell’epistola agli Ebrei: “Poi, qui, quelli che prendon le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive” (Ebrei 7:8). Chi erano gli uomini mortali che prendevano le decime dagli Israeliti? Erano i figliuoli di Levi che ricevevano il sacerdozio, i quali avevano ordine, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli (cfr. Ebrei 7:5). Di quelle decime, poi i Leviti, dovevano mettere da parte “un’offerta da fare all’Eterno: una decima della decima”, che doveva essere data al sacerdote Aaronne (Numeri 18:26-28), e quello che rimaneva era la loro mercede, in contraccambio del loro servizio nella tenda di convegno (cfr. Numeri 18:31). Ma cosa viene detto di quelle decime che gli Israeliti davano ai Leviti? Che là le prendeva uno di cui si attesta che vive, cioè Dio. Non solo, le decime che gli Israeliti davano ai Leviti appartenevano al Signore, infatti è scritto: “Ogni decima della terra, sia delle raccolte del suolo sia dei frutti degli alberi, appartiene all’Eterno; è cosa consacrata all’Eterno” (Levitico 27:30). Per cui sia la decima che gli Israeliti davano ai Leviti, che la decima delle decime che i Leviti davano poi al sacerdote Aaronne, appartenevano a Dio ed erano ricevute da Dio. Quindi, la mercede che i Leviti ricevevano per ordine di Dio in cambio del loro servizio nella tenda di convegno, apparteneva a Dio! Da Dio veniva e veniva fatta a Dio.

Sotto la grazia però sappiamo che la decima non è più un comandamento da insegnare ai santi, nel senso che ai santi non va comandato di dare la decima per dare ai ministri di Dio la loro mercede in contraccambio del loro servizio nella casa di Dio. Tuttavia i ministri di Dio sono degni della loro mercede sotto la grazia, come lo erano i Leviti sotto la legge, ed infatti l’apostolo Paolo parlando degli anziani afferma: “Gli anziani che tengon bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento; poiché la Scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l’operaio è degno della sua mercede” (1 Timoteo 5:17-18). Dunque, l’operaio del Signore è degno della sua mercede. E affinché egli riceva la sua degna mercede Dio ha stabilito nella Chiesa un diritto per coloro che annunciano l’Evangelo, in quanto “il Signore ha ordinato che coloro i quali annunziano l’Evangelo vivano dell’Evangelo” (1 Corinzi 9:14). Da notare che è il Signore ad avere ordinato questo! Se dunque coloro che annunciano l’Evangelo devono vivere dell’Evangelo, secondo l’ordine del Signore, è evidente che ci debbano essere coloro che danno a chi annuncia l’Evangelo e li ammaestra, e chi sono costoro? Sono coloro che vengono serviti dai ministri di Dio, e difatti esiste un comandamento che Dio ha trasmesso ai santi tramite gli apostoli, che è questo: “Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra” (Galati 6:6). Dunque, l’ammaestrato nella Parola ha un dovere nei confronti di chi lo ammaestra nella Parola per volontà di Dio, ed è quello di fargli parte di tutti i suoi beni. Tutto questo per contraccambiare il servizio che gli viene reso da chi lo ammaestra, in quanto è un sacro servizio, come lo era quello dei Leviti, i quali infatti tra i servizi che rendevano al popolo avevano pure questo, quello di insegnare agli Israeliti gli statuti e la legge di Dio, secondo che è scritto: “I Leviti osservano la tua parola e sono i custodi del tuo patto. Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele; metton l’incenso sotto le tue nari, e l’olocausto sopra il tuo altare” (Deuteronomio 33:9-10), e difatti ai giorni di Nehemia leggiamo che “Jeshua, Bani, Scerebia, Jamin, Akkub, Shabbethai, Hodia, Maaseia, Kelita, Azaria, Jozabad, Hanan, Pelaia, e gli altri Leviti spiegavano la legge al popolo, e il popolo stava in piedi al suo posto. Essi leggevano nel libro della legge di Dio distintamente; e ne davano il senso, per far capire al popolo quel che s’andava leggendo” (Nehemia 8:7-8).

Ma il punto capitale sul quale voglio farvi riflettere è questo: come sotto la legge le decime che gli Israeliti davano ai Leviti per ordine di Dio come contraccambio del loro servizio appartenevano al Signore, così anche sotto la grazia i beni che chi viene ammaestrato nella Parola fa parte a chi l’ammaestra, per ordine di Dio, appartengono al Signore! E non solo, anche sotto la grazia, quello che chi viene ammaestrato nella Parola fa parte a chi l’ammaestra, è una offerta che viene fatta a Dio. Sì, essa viene fatta a dei mortali, ma là la riceve uno di cui si attesta che vive! Quindi i santi danno a Dio quello che hanno ricevuto dalla Sua mano!

A conferma di ciò voglio ricordarvi quanto è scritto nel libro delle Cronache in merito alla preparazione per la costruzione del tempio: “Poi il re Davide disse a tutta la raunanza: ‘Salomone, mio figliuolo, il solo che Dio abbia scelto, è ancora giovine e in tenera età, e l’opera è grande; poiché questo palazzo non è destinato a un uomo, ma a Dio, all’Eterno. Ora io ho impiegato tutte le mie forze a preparare per la casa del mio Dio dell’oro per ciò che dev’esser d’oro, dell’argento per ciò che deve esser d’argento, del rame per ciò che dev’esser di rame, del ferro per ciò che dev’esser di ferro, e del legname per ciò che dev’esser di legno, delle pietre d’ònice e delle pietre da incastonare, delle pietre brillanti e di diversi colori, ogni specie di pietre preziose, e del marmo bianco in gran quantità. Di più, per l’affezione che porto alla casa del mio Dio, siccome io posseggo in proprio un tesoro d’oro e d’argento, io lo do alla casa del mio Dio, oltre a tutto quello che ho preparato per la casa del santuario: cioè tremila talenti d’oro, d’oro d’Ofir, e settemila talenti d’argento purissimo, per rivestirne le pareti delle sale: l’oro per ciò che dev’esser d’oro, l’argento per ciò che dev’esser d’argento, e per tutti i lavori da eseguirsi dagli artefici. Chi è disposto a fare oggi qualche offerta all’Eterno?’ Allora i capi delle case patriarcali, i capi delle tribù d’Israele, i capi delle migliaia e delle centinaia e gli amministratori degli affari del re fecero delle offerte volontarie; e diedero per il servizio della casa di Dio cinquemila talenti d’oro, diecimila dariche, diecimila talenti d’argento, diciottomila talenti di rame, e centomila talenti di ferro. Quelli che possedevano delle pietre preziose, le consegnarono a Jehiel, il Ghershonita, perché fossero riposte nel tesoro della casa dell’Eterno. Il popolo si rallegrò di quelle loro offerte volontarie, perché avean fatte quelle offerte all’Eterno con tutto il cuore; e anche il re Davide se ne rallegrò grandemente. Davide benedisse l’Eterno in presenza di tutta la raunanza, e disse: ‘Benedetto sii tu, o Eterno, Dio del padre nostro Israele, di secolo in secolo! A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, o Eterno, il regno; a te, che t’innalzi come sovrano al disopra di tutte le cose! Da te vengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il render forte ogni cosa. Or dunque, o Dio nostro, noi ti rendiamo grazie, e celebriamo il tuo nome glorioso. Poiché chi son io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente cotanto? Giacché tutto viene da te; e noi t’abbiam dato quello che dalla tua mano abbiam ricevuto. Noi siamo dinanzi a te dei forestieri e dei pellegrini, come furon tutti i nostri padri; i nostri giorni sulla terra son come un’ombra, e non v’è speranza. O Eterno, Dio nostro, tutta quest’abbondanza di cose che abbiam preparata per edificare una casa a te, al tuo santo nome, viene dalla tua mano, e tutta ti appartiene. Io so, o mio Dio, che tu scruti il cuore, e ti compiaci della rettitudine; perciò, nella rettitudine del cuor mio, t’ho fatte tutte queste offerte volontarie, e ho veduto ora con gioia il tuo popolo che si trova qui, farti volenterosamente le offerte sue. O Eterno, o Dio d’Abrahamo, d’Isacco e d’Israele nostri padri, mantieni in perpetuo nel cuore del tuo popolo queste disposizioni, questi pensieri, e rendi saldo il suo cuore in te; e da’ a Salomone, mio figliuolo, un cuore integro, affinch’egli osservi i tuoi comandamenti, i tuoi precetti e le tue leggi, affinché eseguisca tutti questi miei piani, e costruisca il palazzo, per il quale ho fatto i preparativi’. Poi Davide disse a tutta la raunanza: ‘Or benedite l’Eterno, il vostro Dio’. E tutta la raunanza benedì l’Eterno, l’Iddio de’ loro padri; e s’inchinarono, e si prostrarono dinanzi all’Eterno e dinanzi al re” (1 Cronache 29:1-20).

Come potete vedere, Davide prima chiese chi fosse disposto a fare qualche offerta all’Eterno, e poi quando vide tutte quelle offerte volontarie fatte all’Eterno con tutto il cuore da parte del popolo, se ne rallegrò grandemente, e benedisse Dio in presenza di tutta la raunanza, e tra le sue parole voglio rimarcare queste: “… chi son io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente cotanto? Giacché tutto viene da te; e noi t’abbiam dato quello che dalla tua mano abbiam ricevuto. …. O Eterno, Dio nostro, tutta quest’abbondanza di cose che abbiam preparata per edificare una casa a te, al tuo santo nome, viene dalla tua mano, e tutta ti appartiene”. Ecco il punto, fratelli, TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO VIENE DA DIO, e quindi anche tutto quello che chi viene ammaestrato nella Parola dona a chi l’ammaestra VIENE DA DIO, APPARTIENE A DIO. Egli dona a Dio quello che ha ricevuto dalla mano di Dio! Guardatevi dunque dal pensare che dato che un credente ha un lavoro secolare, di quello che guadagna può fare quello che vuole, perché non è così, perché tutto quello che lui guadagna appartiene al Signore e non solo quello che dà al Signore. Ecco perché deve fare un uso saggio e giusto di quello che appartiene al Signore, e non può sperperare i beni che gli dà Dio.

Comprendete dunque perché Dio biasimò fortemente il popolo d’Israele tramite il profeta Malachia quando il popolo smise di dare le decime ai Leviti, accusando il popolo di derubarLo nelle decime (e badate anche nelle offerte, secondo che è scritto: “Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: ‘In che t’abbiam noi derubato?’ Nelle decime e nelle offerte” Malachia 3:8)? Perché facendo così il popolo derubò i Leviti della loro mercede, una mercede che apparteneva loro per ordine di Dio. Poniamo la cosa in questi termini: i Leviti avevano un diritto stabilito da Dio nella legge, che era quello di ricevere le decime dagli Israeliti in contraccambio del loro servizio, e quindi gli Israeliti avevano il dovere di dare loro le loro decime, che appartenevano a Dio, per cui quando gli Israeliti smisero di dare le decime, violarono il diritto che avevano i Leviti, e questa violazione non rimase impunita infatti Dio disse agli Israeliti: “Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione!” (Malachia 3:9).

Nessuno dunque pensi che sotto la grazia, benché i santi non siano chiamati ad osservare il precetto della decima per fare valere il diritto nell’Evangelo che hanno i ministri dell’Evangelo, in quanto sono chiamati a fare loro parte di tutti i loro beni, la violazione del diritto nell’Evangelo che hanno coloro che annunciano l’Evangelo rimanga impunita. Lo ripeto, il diritto nell’Evangelo che hanno coloro che annunciano l’Evangelo lo ha stabilito Dio, e quindi il rifiuto di fare valere questo loro diritto da parte di coloro che vengono serviti dai ministri del Vangelo, riceve la giusta retribuzione da Dio. D’altronde, “colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra” (Galati 6:6), è un comandamento di Dio, e quindi anche la sua trasgressione non viene lasciata impunita da Dio. E’ bene che questo si sappia. Non è che la violazione di questi comandamenti: “Fuggite la fornicazione” (1 Corinzi 6:18), “Ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri” (Efesini 4:25), “Chi rubava non rubi più” (Efesini 4:28), “Niuna mala parola esca dalla vostra bocca” (Efesini 4:29), viene punita da Dio, mentre la violazione di questo comandamento: “Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l’ammaestra” non venga punita! Se dunque qualcuno che si dice fratello ama il denaro, violando così il comandamento di Dio: “Non siate amanti del denaro” (Ebrei 13:5), e a motivo di ciò non vuole rispettare il diritto nell’Evangelo che ha chi annuncia l’Evangelo, egli deve essere tolto dal mezzo dei santi, in quanto la Parola dice: “Quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que’ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que’ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:11-12). Questo vale per tutte le Chiese dei santi su tutta la faccia della terra. Gli avari sono degli idolatri, e la loro avarizia è contagiosa, e si diffonde come la cancrena, e quindi vanno tolti di mezzo ai santi.

Dunque, rivolgo questo appello a tutti i santi che sono in Italia ed anche in ogni altra nazione, affinché rispettino il diritto nell’Evangelo che hanno coloro che annunciano l’Evangelo. Sappiate che voi avete dinnanzi a Dio il dovere di fare parte di tutti i vostri beni al pastore che Dio ha costituito per pascervi, perché egli ha questo diritto nell’Evangelo. Nella casa di Dio, colonna e base della verità, Dio ha stabilito che le cose funzionino così.

E vi assicuro che rispettando il diritto nell’Evangelo di coloro che vi sono preposti nel Signore ad ammaestrarvi nella Parola, sarete benedetti da Dio e da Lui ricompensati, perché Egli è giusto e ama la giustizia.

Tenete sempre presente che quello che date loro – citando delle parole dell’apostolo Paolo scritte ai santi di Filippi dopo che questi gli avevano inviato dei loro beni tramite Epafròdito – “è un profumo d’odor soave, un sacrificio accettevole, gradito a Dio” (Filippesi 4:18). Non è un incoraggiamento sapere questo? Certo che lo è. E proprio perché è gradito a Dio, Egli non mancherà di contraccambiare l’opera vostra. E difatti Paolo, subito dopo dice ai Filippesi: “E l’Iddio mio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze e con gloria, in Cristo Gesù” (Filippesi 4:18). Notate le parole AD OGNI VOSTRO BISOGNO SECONDO LE SUE RICCHEZZE E CON GLORIA, IN CRISTO GESÙ! C’è forse qualcuno tra coloro che danno volontariamente di cuore e allegramente ai ministri del Vangelo che non ha visto adempiersi questa promessa nella sua vita? C’è qualcuno tra coloro che danno ai ministri del Vangelo che non ha visto adempiersi nella sua vita queste parole di Gesù: “Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi” (Luca 6:38)? No, non c’è alcuno, e questo perché Dio onora coloro che osservano questo Suo comandamento: “Onora l’Eterno con i tuoi beni” (Proverbi 3:9), e chi rispetta il diritto nell’Evangelo dei ministri dell’Evangelo sta onorando Dio con i suoi beni.

Il giusto ha una ricompensa sicura già sulla terra, perché è scritto: “Il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra” (Proverbi 11:31). La benedizione di Dio riposa sulla sua casa, perché “Egli benedice la dimora dei giusti” (Proverbi 3:33).

Un’ultima cosa, chi dà dia allegramente secondo che è scritto: “Dia ciascuno secondo che ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza perché Iddio ama un donatore allegro” (2 Corinzi 9:7).

Tramite questo mio scritto ho voluto confermare tutti coloro che partecipano al progresso dell’Evangelo della gloria del beato Iddio, che per noi che siamo sulla via della salvezza “è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede” (Romani 1:16-17), mentre per gli empi che si sono insinuati in mezzo alla Chiesa è un cumulo di chiacchiere e di conseguenza per costoro coloro che lo predicano sono dei chiacchieroni. Ma ho voluto anche difendere il diritto nell’Evangelo stabilito da Dio nella Sua Chiesa e che hanno coloro che annunciano l’Evangelo essendo stati chiamati e mandati a fare questo da Dio, diritto che con sofismi vari e ragionamenti vani è attaccato anche in questa generazione da uomini corrotti di mente e privati della verità.

Sappiate che coloro che attaccano il diritto nell’Evangelo – non importa quale sia il pretesto che usano per attaccarlo – attaccano l’Evangelo; che coloro che vi scoraggiano dal fare partecipi di tutti i vostri beni a chi vi ammaestra nella Parola, odiano la Parola di Dio.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

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L’Evangelo è potenza di Dio per la salvezza d’ogni credente – Predicazione del 20 Gennaio 2023

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I ministri di Satana che non erano d’aggravio alla Chiesa di Corinto – Predicazione del 18 Gennaio 2023

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La Parola dell’Eterno, nella prova, gli rese giustizia – Predicazione del 16 Gennaio 2023

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Qual è la pista turca nel caso del rapimento di Angela Celentano di cui oggi parlano tutti i media

Siccome alcuni potrebbero non sapere qual’è la pista turca – sulla quale la GIP (giudice delle indagini preliminari) Federica Colucci ha deciso che si deve ancora indagare. «È vero» scrive in sostanza la gip, «che Trentinella non ha titolo per opporsi all’archiviazione, ma posso farlo io». E così fa: perché, spiega, «permangono elementi di dubbio» e «in sede di rogatoria emerge una discrasia che resta priva di logica spiegazione» (https://www.corriere.it/cronache/23_gennaio_16/angela-celentano-turchia-6c61713a-951b-11ed-8a68-b6ce8abd8069.shtml?refresh_ce), notizia data dal Corriere della Sera e poi rimbalzata su tutti gli altri giornali – li invito a leggere il capitolo 3 del mio libro gratuito intitolato «Angela Celentano: un mistero che dura dal 10 Agosto 1996» da me pubblicato nel 2017.

Colgo l’occasione per esortare i santi a continuare a pregare Dio affinchè guidi le autorità e dia loro sapienza e coraggio per trovare Angela Celentano e scoprire coloro che idearono ed eseguirono il suo rapimento.

Giacinto Butindaro

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L’Evangelo della grazia – Predicazione del 13 Gennaio 2023

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No, Dio non salverà tutti gli uomini (contro l’universalismo) – Predicazione del 11 Gennaio 2023

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L’uomo viene salvato per grazia credendo nell’Evangelo (come lo fu Cornelio) – Predicazione del 9 Gennaio 2023

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Peccatore, quando morirai, non passerai a miglior vita perché ti inghiottirà l’inferno! – Predicazione del 6 Gennaio 2023

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