Un dossier molto importante

Vi invito a leggere questo dossier dal titolo «Il finanziere Giuseppe Piredda: Una furiosa onda del mare schiumante la sua bruttura» (realizzato dal fratello Nicola Iannazzo) , e a scaricarvi il file pdf perché è molto importante, perché dimostra con prove inconfutabili che questo uomo, avendo fatto getto della buona coscienza, ha naufragato quanto alla fede ed è ora nel laccio del diavolo (come peraltro vi avevo avvertito il 13 Agosto 2022), del quale fa la volontà sovvertendo l’Evangelo di Cristo, annullando la grazia di Dio, annullando la dottrina di Dio con vani ragionamenti, torcendo a sua perdizione le Scritture, e tenendo una condotta doppia, malvagia e ingiusta. Inoltre, siccome questo uomo tiene ancora sul suo sito sentieriantichi.org e sul suo blog labuonastrada.wordpress.com molto del nostro lavoro che io e mio fratello abbiamo compiuto negli anni al servizio della Chiesa, e lo sta ancora usando come esca nella speranza di adescare qualcuno, vi avverto affinché non cadiate nella trappola di questo uomo malvagio che ama e pratica la menzogna.


La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con purità incorrotta

Giacinto Butindaro

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E Satana gli sussurrò cosa fare per guadagnarsi la vita eterna!

Vi spiego fratelli l’insegnamento «Ogni volta che ci inginocchiamo fratelli, noi ci stiamo appropriando di un pezzo della vita eterna!» trasmesso da quelli della fede finta usciti dal nostro mezzo. Faccio questo perché ci tengo che voi comprendiate bene chi sono costoro, che per tanto tempo si sono nascosti nel nostro mezzo e a mia insaputa (come anche a insaputa di mio fratello Illuminato) insegnavano questa eresia distruttiva, che abbiamo scoperto una volta che li abbiamo cacciati via.

  1. La vita eterna è suddivisa in pezzi: non ci viene detto chi l’abbia suddivisa in pezzi, ma per forza di cose deve essere stato Dio ad averla suddivisa in pezzi, come neppure ci viene detto di quanti pezzi è formata la vita eterna, ma devono essere veramente tantissimi i pezzi, e neppure ci viene detto quanto tempo duri ogni pezzo di vita eterna, ma presumiamo sia un tempo piuttosto lungo!!! Basterebbe peraltro solo questo concetto ridicolo e assurdo della suddivisione della vita eterna in pezzi o fette, per liquidare immediatamente questo insegnamento come l’insegnamento di un demente, ma io voglio spiegarlo questo insegnamento nella maniera più esaustiva affinché comprendiate bene la sua diabolicità.
  2. Di ogni pezzo della vita eterna ci si può appropriare o impossessare pregando in ginocchio (“Ogni volta che ci inginocchiamo”). Ecco perché la pratica biblica del pregare in ginocchio è da costoro enfatizzata: non perché sia biblica, ma perché praticandola ci si appropria o ci si impossessa di un pezzo di vita eterna! E questo non è una cosa da poco! Quando dunque li sentite parlare della preghiera in ginocchio, dovete considerare cosa ci sia dietro questo loro insegnamento sulla preghiera in ginocchio.
  3. Quanto deve durare ogni preghiera in ginocchio per uno potersi impossessare tramite di essa di un pezzo di vita eterna? Allora, essi sostengono che in base a quello che disse Gesù ai suoi discepoli, la preghiera in ginocchio deve essere di almeno un’ora: “E giunto che fu sul luogo, disse loro: Pregate, chiedendo di non entrare in tentazione” (Luca 22:40), “E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un’ora sola?” (Marco 14:37). Loro insegnano a spendere «un tempo considerevole» in preghiera in ginocchio, ma in linea generale il tempo che hanno stabilito è almeno un’ora!
  4. Quante preghiere devono essere fatte ogni giorno in ginocchio? Il numero ottimale è tre, perché è scritto nel libro di Daniele: “… tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchi, pregava e rendeva grazie al suo Dio” (Daniele 6:10). In questa maniera quindi, ogni giorno, chi prega in ginocchio si impossesserà di tre pezzi o fette di vita eterna!!!
  5. Dato che il verbo ‘appropriare’ «oggi si usa quasi esclusivam. nella forma intr. pron. appropriarsi, cioè impossessarsi, impadronirsi di qualcosa che è di altri o che comunque non spetta: a. di un diritto, di un titolo, di un bene (meno com. a. un diritto, un titolo, un bene)» (https://www.treccani.it/vocabolario/appropriare/), chi pensa di appropriarsi di un pezzo di vita eterna ogni volta che prega, pensa di avere il diritto di appropriarsi di qualcosa che appartiene ad altri o che comunque non gli spetta, e quindi costoro ogni volta che pregano Dio in ginocchio pensano di strappare dalle mani di Dio, che è “l’Iddio della eternità” (Genesi 21:33), un pezzo della vita eterna! Dio non può negargli un pezzo di vita eterna quando essi lo pregano in ginocchio: perché secondo loro questo è un loro diritto! Loro rivendicano questo diritto nei confronti di Dio, e quindi Dio è in debito verso di loro!
  6. Il versetto biblico su cui si basa questo loro diritto di impossessarsi o appropriarsi di un pezzo della vita eterna ogni volta che essi pregano in ginocchio, è il seguente: “Il regno de’ cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono” (Matteo 11:12). Per cui costoro usano una tale violenza nei confronti di Dio ogni qualvolta che pregano in ginocchio, che Iddio non può resistergli, e si arrende alla loro forza che essi esercitano contro di Lui e gli rilascia un pezzo di vita eterna! Praticamente, è Dio che gli ha detto di lottare contro di Lui, affinché essi si approprino di un pezzo di vita eterna ogni volta che loro lottano contro di Lui in preghiera!!!
  7. La loro preghiera in ginocchio infatti costituisce una lotta contro Dio, lotta che esercitavano anche gli apostoli – secondo costoro – infatti Paolo dice di Epafra ai santi di Colosse: “Egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere” (Colossesi 4:12)!!! Ecco delle loro eloquenti parole sul dovere lottare contro Dio in preghiera: «Noi dobbiamo lottare contro Dio, dobbiamo insistere, dobbiamo gridare sempre più forte, per ottenere quello di cui abbiamo bisogno. Vedete quanta violenza ha usato Giacobbe? Lo vedete? Questa è la forza, è la violenza che i credenti devono mettere in atto. Una forza, una violenza a cui Iddio non deve riuscire a resistere. Dobbiamo impietosire il nostro Dio, dobbiamo insistere in una tale maniera, in una tale maniera che Iddio non deve resistere, ci deve esaudire in quello che noi ricerchiamo e desideriamo.» Ecco perché quando costoro pregano, i santi che li sentono pregare si sentono turbati nel loro interiore, perché la loro preghiera è una lotta contro Dio. Apparentemente, a chi non è spirituale, può apparire una preghiera fervente, ma vi assicuro che non è una preghiera fervente ma una preghiera di qualcuno che lotta contro Dio, e quindi animato da uno spirito che non è lo Spirito di Dio!
  8. Sempre in merito al loro pregare in ginocchio: quando sono radunati e stanno per inginocchiarsi, il bugiardo dice che li vuole sentire pregare tutti, perché da come pregano lui capirà se sono spirituali, ossia se essi lottano contro Dio per appropriarsi di un pezzo di vita eterna, perché per loro gli spirituali sono quelli che lottano contro Dio per appropriarsi di un pezzo di vita eterna ogni volta che pregano in ginocchio!
  9. Per cui dato che – secondo loro – la loro lotta contro Dio viene da loro esercitata in accordo con la Parola, essi pensano che la loro lotta avrà buon successo, perché è scritto: “Parimente se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi” (2 Timoteo 2:5)! I fatti però dimostrano che la faccia di Dio è contro di loro, e difatti Dio gli resiste in molte maniere, avvilendoli. La maledizione di Dio è nelle loro case e famiglie!
  10. La vita eterna non è il dono di Dio, come afferma la Scrittura (cfr. Romani 6:23), che uno riceve e ha per fede, ma qualcosa di cui ci si deve impossessare a pezzi pregando, ossia praticando la propria giustizia, perché la preghiera fa parte della propria giustizia che si pratica (cfr. Matteo 6:1). Per cui la vita eterna diventa una sorta di paga che Dio è costretto a dare sulla terra «a rate» a coloro che se la guadagnano con le proprie opere buone. In altre parole, è «la paga della loro condotta» che Dio ha il dovere di dargli, e loro hanno il diritto di ricevere da Dio, e quindi se ne appropriano un pezzo alla volta.  
  11. La preghiera è considerata da costoro una sorta di autopunizione, in quanto essi si privano di una parte del loro tempo libero per dedicarlo alla lotta contro Dio, e quindi è anche una fatica non da poco, perché lottare contro Dio significa spendere non poche energie fisiche (capite? la loro preghiera è una lotta contro Dio, per cui è una sofferenza enorme, e su questo non c’è alcun dubbio!), anche perché pregando in ginocchio vengono i calli (che poi uno potrà esibire all’occorrenza per fare vedere che prega tanto, per il bugiardo infatti la vita di preghiera delle persone si vede dai calli alle ginocchia). La loro vita quindi è una lotta continua contro Dio! E’ come se fossero impegnati del continuo su un ring a fare a pugni contro Dio, per estorcergli un pezzo di vita eterna alla volta! Quando infatti si incontra uno di questi soggetti, e gli chiedete come sta, vi risponde sempre: ‘Si lotta (o si combatte) fratello!», ma chi ascolta la sua risposta non pensa minimamente che egli stia lottando contro Dio, ma pensa che stia lottando contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono ne’ luoghi celesti, come dice di fare la Parola (cfr. Efesini 6:12), ma poi a suo tempo egli scoprirà che invece la sua lotta continua è contro Dio!
  12. Questa autopunizione però, oltre che mezzo efficace per appropriarsi di un pezzo della vita eterna alla volta, per loro è anche utile a lottare contro il peccato, perché se per esempio tu vai al mare per un’ora, poi quando torni a casa dovrai pregare un’ora, se guardi una partita di calcio che dura 90 minuti allora devi pregare per 90 minuti (ovviamente se la partita è durata 95 minuti per dei minuti supplementari, il credente dovrà pregare 95 minuti!), «così vi passa la voglia di andare al mare e di guardare la partita»! Ecco perché, ricollegandomi a quanto detto poco fa, quando li salutate e gli chiedete come stanno, vi rispondono: «Si lotta (o si combatte) fratello!», perché dato che essi servono il peccato (in quanto essi sono sotto il peccato) sono costretti a pregare non poco tempo – stando a quanto dicono loro pregano tanto ma questo non abbiamo potuto verificare che accade realmente – per lottare contro il peccato. Loro pensano di dominare il peccato con le loro preghiere, ma il peccato domina loro (infatti amano e praticano la menzogna, sono amanti del denaro, etc.). D’altronde, essi sono schiavi del peccato, in quanto hanno una fede finta, e quindi la loro lotta contro il peccato ha come fine quella di liberarsi dal peccato da loro stessi. Ma il fatto è che passano i giorni, i mesi, gli anni, e il peccato li continua a signoreggiare, proprio perché essi pensano di liberarsi dal peccato con le loro opere. E questo spiega la loro malvagità: il peccato li signoreggia!
  13. Ovviamente, dato che loro si stanno appropriando di un pezzo di vita eterna ogni volta che pregano in ginocchio, non possono dire di avere la vita eterna. Come aggirano allora questo grosso problema, visto e considerato che coloro che hanno la fede degli eletti di Dio possono dire invece: ‘Ho la vita eterna!’? Essi parlano della vita eterna, usando il concetto biblico che i credenti erediteranno la vita eterna, e per fare questo usano versetti biblici come questo: “… ed erederà la vita eterna” (Matteo 19:29), o il concetto biblico della speranza della vita eterna, e per fare questo usano versetti biblici come questo: “… nella speranza della vita eterna la quale Iddio, che non può mentire, promise avanti i secoli” (Tito 1:2), o come questo: “affinché, giustificati per la sua grazia, noi fossimo fatti eredi secondo la speranza della vita eterna” (Tito 3:7). Naturalmente, le loro vittime non conoscono le Scritture e quindi non sanno che “la fede è certezza di cose che si sperano” Ebrei 11:1, e che “l’eredità è per fede, affinché sia per grazia” Romani 4:16, per cui gli eletti di Dio, avendo la fede, sono sicuri che erediteranno la vita eterna, e che la erediteranno per grazia mediante la fede. Ecco perché i credenti possono dire che hanno la vita eterna ora, qua sulla terra, infatti l’apostolo Giovanni dice ai santi: “Io v’ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio” (1 Giovanni 5:13). Anche perché Gesù Cristo è “la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata” (1 Giovanni 1:2), per cui: “Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita” (1 Giovanni 5:12), per cui possiamo dire: “Iddio ci ha data la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo” (1 Giovanni 5:11). Ma quei sopra citati versetti servono a questi scellerati per fare apparire la vita eterna alle anime instabili come un bene che il credente effettivamente non possiede ancora, ma che riceverà poi alla fine del suo corso come paga della sua condotta o alla resurrezione dei giusti, ma sempre come paga della sua condotta. Le parole di questi scellerati sono molto chiare: «A suo tempo riceverete la paga della vostra condotta, la vita eterna».  E’ l’unica maniera che hanno trovato costoro per cercare di ingannare le anime instabili, che non conoscono le Scritture. Per cui tenete a mente sempre che quando essi usano quei versetti biblici o quei concetti biblici, li usano solamente per nascondervi la loro reale dottrina sulla vita eterna, e cioè che dopo che avete creduto ve la dovete guadagnare con le vostre opere buone, in quanto è «la paga della vostra condotta». E difatti anche quando ti presentano il concetto biblico che il credente erediterà la vita eterna, cercano di farti capire che la erediterà per le sue opere e non per la grazia di Dio. Per cui o paga o eredità, la vita eterna il credente se la meriterà sempre per le sue opere. La grazia di Dio è come se non esistesse per costoro! Peraltro, essi hanno trasformato la vita eterna anche in premio, per cui rimane sempre qualcosa che il credente si merita o si guadagna con le sue opere (o che riceve in virtù della sua fatica), e mai il dono di Dio!  Sul loro concetto di vita eterna come paga bisogna dire però c’è una contraddizione in quello che dicono, perché da un lato dicono che si appropriano di un pezzo di questa paga ogni volta che pregano in ginocchio (per cui in questo caso pare una paga a rate), e dall’altro che poi a suo tempo riceveranno la paga della loro condotta tutta per intero. Comunque sempre di qualcosa che si deve guadagnare parlano: la paga è paga! Non fatevi ingannare dal fatto che soprattutto ora, essendo stati smascherati, si sono messi a citare certi versetti sulla vita eterna per cercare di correre ai ripari e ingannare i semplici. La loro è una tattica che conosciamo bene, che adottano i bugiardi quando vengono scoperti, essi fanno finta di credere che la vita eterna sia il dono di Dio, per fare allontanare da loro il sospetto che siano degli eretici che insegnano la vita eterna per opere anziché per grazia. Comunque costoro si rifiutano di spiegare pubblicamente e dettagliatamente le seguenti loro dichiarazioni:  «Ogni volta che ci inginocchiamo fratelli, noi ci stiamo appropriando di un pezzo della vita eterna!», «A suo tempo riceverete la paga della vostra condotta, la vita eterna», e questo per una ragione molto semplice: questo insegnamento è il loro VERO INSEGNAMENTO sulla vita eterna, e siccome sono dichiarazioni nettissime e chiarissime che contrastano la verità, e che fanno inorridire qualsiasi figliuolo di Dio, si tengono debitamente a distanza da esse, e cercano quindi di gettare fumo negli occhi dei semplici, per tenergli nascosto il loro vero insegnamento sulla vita eterna, insegnamento che peraltro serve loro per imporre alle anime precetti che voltano le spalle alla verità di cui renderli schiavi. D’altronde, come a tutte le sette, anche a loro l’insegnamento della vita eterna per opere serve per imporre ai credenti ‘un sistema di opere’ dal quale dipenderà la loro eternità, e signoreggiare quindi su coloro che cadono nelle loro grinfie. Basta considerare «il sistema di opere» creato dalla Chiesa Cattolica Romana sulla base del loro insegnamento sulla vita eterna per opere, anziché per la grazia di Dio! Niente di nuovo dunque sotto il sole!
  14. Naturalmente, come tutte le sette, hanno un’esca per adescare le anime instabili, e questa esca è costituita dalla dottrina sulla salvezza per grazia mediante la fede, che loro avendola imparata molto bene negli anni da noi, usano proprio per adescare le anime ignare della trappola diabolica che costoro gli tendono davanti ai piedi. Loro si presentano naturalmente dicendo che credono che si viene salvati per grazia mediante la fede, e vi mettono davanti i versetti e i concetti biblici che riguardano ciò – infatti cercano di apparire ortodossi – ma attenzione, perché una volta che vi adescano vi introdurranno questa diabolica dottrina sulla vita eterna per opere che fa rinunciare a Cristo e scadere dalla grazia e mena in perdizione, e allora scoprirete che costoro parlano di salvezza per grazia ma in realtà insegnano la salvezza per opere a coloro che hanno creduto, per fargli rinunciare a Cristo. E di questo vi accorgerete quando inizieranno a parlarvi delle opere buone, perché ve ne parleranno come ne parlano i teologi papisti. Sono persone doppie: capaci di dire pubblicamente una cosa e in privato una cosa totalmente diversa, o di contraddirsi pubblicamente in maniera sfacciata, e poi accusarvi di averli capiti male. Sono persone finte, che hanno una notevole capacità di fingere. Sono esercitate alla finzione, e quindi alle arti seduttrici dell’errore. Sono persone che amano e praticano la menzogna.      

Questo è in sintesi il diabolico sistema teologico che hanno questi della fede finta che sono usciti dal nostro mezzo, sistema teologico che li trascina quindi a odiare e disprezzare i ministri dell’Evangelo, che predicano l’Evangelo della grazia, contro i quali lanciano calunnie di ogni genere, come per esempio che sono ‘antinomisti’ (cioè che insegnano che i Cristiani sono liberi di non osservare i comandamenti di Gesù e degli apostoli !!!), ‘nemici delle opere buone’, etc.  Il loro sistema teologico è stato ideato da qualcuno che ha una mente reproba, perversa, corrotta, diabolica, che è pieno di frode e di ogni furberia, un astuto serpente, ma ormai è stato smascherato per la grazia di Dio, e quindi vi esorto a guardarvi e ritirarvi da costoro, che parlano di fede ma hanno una fede finta.

Nessuno di questi scellerati vi seduca con vani ragionamenti. State saldi nella fede, perseverate nella grazia di Dio.  

Giacinto Butindaro

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«noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore» in 1 Tessalonicesi 4:15, secondo Filippo Chinnici, dovrebbe essere tradotto: “𝑛𝑜𝑖 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑠𝑡𝑖𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒”

Secondo Filippo Chinnici, ex pastore delle Assemblee di Dio in Italia (è stato pastore delle Chiese ADI di Gissi e di Vasto dal 1993 al 2003) – «profondo conoscitore e specializzato in lingue bibliche, collaboratore della Commissione dei Traduttori della Nuova Riveduta (per quanto riguarda le proposte di correzioni della stessa)» https://www.infotdgeova.it/downloads/apostoli2.pdf – «noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore» in 1 Tessalonicesi 4:15, dovrebbe essere tradotto: “𝑛𝑜𝑖 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑠𝑡𝑖𝑡𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒”. Egli ci fa sapere peraltro che la Bibbia Martini ha messo: “noi, che siam vivi, CHE SIAM SUPERSTITI, …”, e il più recente Nuovo Testamento «La Buona Notizia» (F. Salvoni e I. Minestroni), ha messo «noi, i viventi, I SUPERSTITI al momento della sua venuta …».

La cosa è molto interessante perché conferma che i santi che saranno trovati viventi alla venuta del Signore saranno coloro che sopravviveranno alla persecuzione dei santi che metterà in atto l’uomo del peccato, ossia l’anticristo, secondo che è scritto nell’Apocalisse: “E le [alla bestia che sale dal mare] fu dato di far guerra ai santi e di vincerli” (Apocalisse 13:7), nel tentativo di ucciderli tutti, ma non riuscirà ad uccidere tutti i santi (perché ovviamente l’uccisione di tutti i santi da parte dell’anticristo non rientra nel piano di Dio), infatti quando Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, ci saranno sulla terra dei santi viventi, appunto i superstiti, i quali verranno, insieme ai (i morti in Cristo) risuscitati, rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria (cfr. 1 Tessalonicesi 4:17). E sempre in quel glorioso giorno (che è il giorno della venuta del Signor nostro Gesù Cristo e del nostro adunamento con lui), il Signore Gesù distruggerà l’anticristo col soffio della sua bocca, e lo annienterà con l’apparizione della sua venuta (cfr. 2 Tessalonicesi 2:1,8).

La mia preghiera dunque è che questo studio compiuto da Filippo Chinnici contribuisca a fare rigettare a tanti altri credenti la falsa dottrina del «rapimento segreto» che io confuto ormai da diversi decenni, falsa dottrina che afferma che la Chiesa non passerà la grande tribolazione perché sarà tolta via dalla terra prima che inizi.

Giacinto Butindaro

Fonte dell’informazione e delle foto:

𝗥𝗜𝗠𝗔𝗦𝗧𝗜 𝗢 𝐒𝐔𝐏𝐄𝐑𝐒𝐓𝐈𝐓𝐈 ? (𝟏𝐓𝐞 𝟒:𝟏𝟓-𝟏𝟕) – 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐃𝐈 𝐂𝐎𝐑𝐑𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 (di Filippo Chinnici)

https://www.facebook.com/dentro.il.testo/posts/pfbid02G2KZdLvug7ci6sRdaDmpGLNph7aALWb5oAbc4kPcePFecV61mCv9ZC39wR3pZrU5l

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Comunicazione

Le predicazioni in diretta sono sospese. Quando Dio volendo riprenderanno, ve lo comunicheremo.

Dio vi benedica

Giacinto Butindaro

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Che sarà dell’anima tua? – Predicazione del 31 Maggio 2024

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La dottrina dell’inferno è sotto attacco! – Predicazione del 29 Maggio 2024

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Meravigliosa giustificazione per fede! – Predicazione del 27 Maggio 2024

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Comunicazione

Le predicazioni in diretta sono sospese. Riprenderanno, Dio volendo, Lunedì 27 Maggio

Dio vi benedica

Giacinto Butindaro

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O uomo incredulo, ecco cosa ti aspetta dopo la morte! – Predicazione del 10 Maggio 2024

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Cristo è morto una sola volta; non due volte come dicono invece gli eretici – Predicazione del 8 Maggio 2024

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Cristo è dovuto prima morire spiritualmente «nei» nostri peccati, per poi morire fisicamente per i nostri peccati: un’eresia di perdizione che ha prodotto un altro Vangelo!

L’Evangelo della gloria del beato Iddio è sotto attacco da parte di non pochi eretici – che si presentano come Cristiani Evangelici Pentecostali – che insegnano questa eresia di perdizione: Cristo Gesù è dovuto prima morire spiritualmente «nei» i nostri peccati, per poi morire fisicamente per i nostri peccati. Adesso vi spiegherò perché questa eresia costituisce un feroce e sfrontato attacco contro l’Evangelo e crea un altro vangelo.

Partiamo dall’inizio, spiegando perché per questi eretici Cristo è dovuto prima morire spiritualmente. La ragione è perché secondo loro Gesù quando venne sulla terra, aveva un corpo immortale come sarà immortale il corpo che noi avremo alla resurrezione (adducendo come motivo il fatto che Gesù non fu generato da seme d’uomo ma dallo Spirito Santo), e quindi per poter morire fisicamente aveva prima bisogno di morire spiritualmente, come avvenne ad Adamo, il primo uomo, che prima morì subito spiritualmente (quando peccò) e poi in seguito morì fisicamente! E quando sarebbe morto spiritualmente Gesù? Quando Egli si caricò dei nostri peccati o quando Dio “l’ha fatto esser peccato per noi” (2 Corinzi 5:21); fu in quel momento che il suo corpo divenne mortale, e quindi poté morire fisicamente per i nostri peccati! Gli eretici lo dicono chiaramente: «Non poteva morire fisicamente, se non moriva spiritualmente!». Questo significa che quando Gesù nacque non aveva un corpo mortale come il nostro – cioè un corpo che poteva morire – ma era un uomo immortale e visse la quasi totalità della sua vita sulla terra come essere immortale. Per cui l’immortale corpo di Gesù ad un certo punto si sarebbe rivestito – diciamo così – di mortalità, per poi rivestirsi di nuovo di immortalità quando fu risuscitato! In base dunque al ragionamento perverso di questi eretici, Cristo prima morì «nei» nostri peccati (in quanto noi eravamo morti nei nostri peccati cfr. Efesini 2:1, e lui doveva diventare «quello che noi eravamo») e quindi «è diventato mortale come noi», ed è per questo che è potuto morire sulla croce per i nostri peccati (cfr. 1 Corinzi 15:3).

Adesso confutiamo questa eresia. Secondo gli eretici, quindi, Gesù non poteva essere ucciso prima di caricarsi dei nostri peccati, perché fu solo quando si caricò dei nostri peccati che il suo corpo diventò mortale e quindi poté essere ucciso. Dobbiamo infatti partire dal presupposto che chi dice che il corpo di Gesù quando venne sulla terra era immortale, dice implicitamente che non poteva essere ucciso fino a che non si caricò dei nostri peccati. Vi spiego questo in questa maniera. Gesù disse: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima” (Matteo 10:28), il che significa che mentre il corpo è mortale, l’anima è immortale perché non può essere uccisa. Ecco perché parliamo di mortalità del corpo e immortalità dell’anima. Ora, se il corpo di Gesù fosse stato immortale prima che si caricasse dei nostri peccati, il suo corpo non avrebbe potuto essere ucciso, e quindi Gesù disse ai suoi discepoli una menzogna, in quanto gli uomini oltre che la sua anima non potevano uccidere neppure il suo corpo, perché Gesù non aveva un corpo simile al corpo di tutti gli uomini, ma un corpo diverso dal corpo di tutti gli altri uomini. Ma Gesù stesso confermò di avere un corpo mortale, e che quindi poteva essere ucciso, infatti ai Giudei disse: “Perché cercate d’uccidermi?” (Giovanni 7:19), “… cercate d’uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi” (Giovanni 8:37), “cercate d’uccider me, uomo che v’ho detta la verità che ho udita da Dio” (Giovanni 8:40). Egli un giorno – all’inizio del suo ministerio – disse anche questo ai Giudei: “Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere” (Giovanni 2:19), e noi sappiamo che “egli parlava del tempio del suo corpo” (Giovanni 2:21). Perché Gesù disse quelle parole ai Giudei? E’ evidente, perché il suo corpo era mortale, poteva essere ucciso! Ecco perché quando a Nazareth “lo cacciaron fuori della città, e lo menarono fin sul ciglio del monte sul quale era fabbricata la loro città, per precipitarlo giù”, lui “passando in mezzo a loro, se ne andò” (Luca 4:29-30), e quando a Gerusalemme i Giudei “presero delle pietre per tirargliele” (Giovanni 8:59), Gesù “si nascose ed uscì dal tempio” (Giovanni 8:59); perché Gesù sapeva che il suo corpo era mortale, poteva essere ucciso!

Se il corpo di Gesù fosse stato immortale come quello che noi otterremo alla resurrezione non avrebbe potuto invecchiare, perché il corpo risuscitato che noi otterremo sarà incorruttibile (cfr. 1 Corinzi 15:42) e quindi non invecchierà più, mentre noi sappiamo che Gesù invecchiò come tutti gli uomini. “Quando cominciò anch’egli ad insegnare, aveva circa trent’anni” (Luca 3:23), dice Luca.

Se il corpo di Gesù fosse stato immortale come quello che noi otterremo alla resurrezione, esso sarebbe stato anche potente (cfr. 1 Corinzi 15:43), e quindi non avrebbe dovuto né piangere e neppure stancarsi, perché quando noi risusciteremo non piangeremo più e non ci stancheremo più, mentre Gesù pianse secondo che è scritto: “Gesù pianse” (Giovanni 11:35), ed anche: “E come si fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei” (Luca 19:41), e si stancò, secondo che è scritto: “Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” (Giovanni 4:6).

Se il corpo di Gesù fosse stato immortale come quello che noi otterremo alla resurrezione, sarebbe stato anche glorioso, e quindi in grado di sparire davanti agli occhi delle persone, come quando dopo essere risuscitato dai morti, dopo che quei due che andavano ad Emmaus lo riconobbero, “egli sparì d’innanzi a loro” (Luca 24:31). Ma leggendo la storia di Gesù di Nazareth non emerge da nessuna parte che Gesù appariva e spariva davanti alle persone.

Del Figliuolo di Dio possiamo dire che era immortale quando era in cielo con il Padre, prima di scendere dal cielo e venire sulla terra per salvare i peccatori. In cielo sì che il Figliuolo era immortale, ma sulla terra fu necessario che egli avesse un corpo mortale (da subito) come il nostro per potere a suo tempo distruggere la morte, “affinché, mediante la morte, distruggesse colui che aveva l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù” (Ebrei 2:14-15).

Infatti, se quando Gesù venne sulla terra il suo corpo fosse stato immortale e incorruttibile, e fosse diventato mortale quando si caricò dei nostri peccati, ciò significa che lui sulla terra visse come essere mortale solo per poche ore: il tempo di caricarsi dei nostri peccati e spirare sulla croce! E la sua resurrezione sarebbe consistita semplicemente nel tornare ad essere come era stato per circa 33 anni! Come uomo simile a noi quindi, Gesù sulla terra sarebbe vissuto per poche ore! Solo un tale pensiero suona assurdo e ridicolo!

Un’altra cosa: se quando Gesù venne sulla terra avesse avuto un corpo «come il corpo che avremo alla resurrezione, incorruttibile e immortale», ci dovremmo aspettare che la Scrittura dica che il corpo che otterremo alla resurrezione sarà come il corpo di Gesù quando venne sulla terra, «incorruttibile e immortale», non vi pare? Ma la Scrittura non dice questo, ma dice un’altra cosa, e cioè che il Signore Gesù “trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria” (Filippesi 3:21 – Diodati traduce “acciocché sia reso conforme al suo corpo glorioso”), quindi al corpo che Gesù ha ottenuto alla resurrezione, e che ha tuttora in cielo alla destra del Padre nei luoghi altissimi.

Adesso passiamo alla confutazione della morte spirituale patita da Gesù. Per quale ragione il corpo di Gesù sarebbe diventato mortale quando si caricò dei nostri peccati? Gli eretici ci dicono che fu perché Egli morì spiritualmente, come morì spiritualmente Adamo quando peccò trasgredendo il comandamento che gli aveva dato Dio, morte spirituale che Egli aveva bisogno di gustare per poter morire poi fisicamente per i nostri peccati! Ma costoro errano grandemente perché Adamo morì perché disubbidì ad un preciso comandamento che gli aveva dato Dio che era questo: “Ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai” (Genesi 2:17). Infatti è scritto che “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23), ed anche che “il peccato, quand’è compiuto, produce la morte” (Giacomo 1:15). Ma il caricarsi da parte di Gesù dei nostri peccati, non implicò alcuna morte spirituale in Lui, non produsse in Lui alcuna morte spirituale. Egli disse di essere “la vita” (Giovanni 14:6), e rimase “la vita” anche quando si caricò dei nostri peccati. Se l’essersi caricato dei nostri peccati avesse implicato morire spiritualmente, Gesù sulla croce avrebbe cessato di essere “la vita”! Invece quel suo caricarsi dei nostri peccati non produsse la morte in Lui, e Lui continuò ad essere “la vita”, e difatti l’apostolo Pietro disse ai Giudei: “Uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; del che noi siamo testimoni” (Atti 3:15). Come avrebbe potuto Gesù essere il Principe della vita quando morì fisicamente sulla croce, se poco prima fosse morto spiritualmente, come asseriscono gli eretici? Non avrebbe potuto esserlo, ovvio. Se Gesù fosse morto spiritualmente anche solo per poche ore, sarebbe caduta a terra questa parola di Gesù: “Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso” (Giovanni 5:26), ma questa parola non cadde mai a terra, in quanto Gesù ebbe vita in se stesso anche quando sulla croce Egli morì per i nostri peccati. Alla luce di ciò dunque, dobbiamo dire che Gesù non morì spiritualmente, altrimenti non avrebbe potuto morire per i nostri peccati. Ma dobbiamo dire anche che questi eretici asserendo che Gesù morì spiritualmente prima di morire fisicamente, attaccano ferocemente e in maniera sfrontata la morte espiatoria di Cristo, che è parte dell’Evangelo ricevuto per rivelazione di Cristo dall’apostolo Paolo, secondo che è scritto: “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture” (1 Corinzi 15:3). Perché? Perché un Gesù morto spiritualmente, non poteva morire per i nostri peccati, affinché si adempisse quello che aveva detto il profeta Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5). Ed oltre a ciò, gli eretici aggiungono all’Evangelo una morte spirituale di Gesù mai avvenuta, infatti il loro vangelo è sostanzialmente questo: ‘Cristo è morto prima spiritualmente ‘nei’ nostri peccati, e poi è morto fisicamente per i nostri peccati’, il che costituisce un altro vangelo! Un vangelo assurdo, infatti il loro Cristo non ha potuto espiare i nostri peccati, perché se Cristo prima di morire per i nostri peccati doveva morire «nei» nostri peccati, non poteva poi morire per i nostri peccati! Ma oltre ad una morte spirituale di Gesù, per questi eretici c’è anche una resurrezione spirituale di Gesù! Vediamo di spiegare cosa dicono questi eretici. Quando Gesù morì fisicamente la Sua anima andò all’inferno e là soffrì la nostra punizione che dovevamo patire noi, il che non è vero, in quanto Gesù non morì mai spiritualmente (abbiamo visto infatti che il fatto che fu fatto essere peccato non equivale ad essere morto spiritualmente, perché per morire spiritualmente Gesù avrebbe dovuto peccare il che non avvenne mai perché egli non conobbe peccato), e sebbene la sua anima andò nell’Ades, ella non vi andò per espiare i nostri peccati ma per predicare l’Evangelo ai morti (cfr. 1 Pietro 4:6).

Questa eresia distruttiva della doppia morte di Gesù sovverte l’Evangelo, in quanto l’opera redentrice compiuta da Gesù Cristo non fu realizzata tramite la sua morte fisica, perché questa fu solo l’inizio della sua opera redentrice, infatti gli eretici dicono che tutto ciò che Cristo operò nella sua sostituzione fu compiuto nel suo spirito. Fu il suo spirito che fu fatto peccato. Fu il suo spirito che soffrì i tormenti del giudizio per conto dell’umanità. Fu il suo spirito che fu dichiarato giusto. E fu la resurrezione del suo spirito che ha dato all’umanità la sua redenzione. Per cui la vera opera redentrice compiuta da Cristo – per questi eretici – non è costituita dalla sua morte fisica sulla croce e dalla sua resurrezione corporale, ma da una presunta morte spirituale e da una altrettanta presunta resurrezione spirituale. Per cui il sangue che Cristo sparse alla sua morte non ha il potere di espiare i peccati di nessuno né di salvare nessuno, perché è la sua cosiddetta morte spirituale e la sua sofferenza nell’Ades che contano! Il primato ce l’ha dunque la sua cosiddetta morte spirituale. Gesù doveva andare a soffrire all’inferno: infatti essi dicono che là i demoni «lo torturarono oltre qualsiasi cosa chiunque abbia mai concepito. Per tre giorni Egli soffrì ogni cosa che c’è da soffrire», e che «Gesù andò all’inferno per liberare l’umanità dalla punizione dell’alto tradimento di Adamo».

Sia la cosiddetta morte spirituale di Gesù che la sua resurrezione spirituale hanno dunque portato al sovvertimento dell’Evangelo – che è questo: Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu seppellito; risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; e apparve ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio (cfr. Atti 10:38-41; 15:7; 1 Corinzi 15:1-11) – e quindi alla creazione di un altro vangelo! E che si tratti di un altro vangelo, è confermato dal fatto che questi eretici affermano che quando Gesù morì spiritualmente, ebbe luogo in lui una trasformazione interna nella sua natura che diventò una natura satanica, per cui Gesù sulla croce diventò «una nuova creazione Satanica» assumendo la natura di Satana, e quando venne fuori dall’Ades alla sua resurrezione era un uomo «nato di nuovo». Per cui il Gesù predicato da questi impostori è un Gesù che ha sperimentato la nuova nascita! Non solo, anche un Gesù che – per redimerci – ha pagato il prezzo del riscatto (che però per costoro è costituito dalla sua «morte spirituale» e non dal Suo prezioso sangue che versò alla croce del Calvario quando morì) a Satana, e non a Dio, come invece afferma la Parola di Dio: “Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d’odor soave” (Efesini 5:2). Il che è una gravissima distorsione della Scrittura compiuta da questi eretici, in quanto il prezzo del riscatto pagato da Gesù, secondo che è scritto: “Diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti” (1 Timoteo 2:6), fu da Lui pagato a Dio, infatti nei Salmi è scritto: “Nessuno però può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d’esso. Il riscatto dell’anima dell’uomo è troppo caro e farà mai sempre difetto” (Salmo 49:7-8). E fu da Lui pagato quando diventò “maledizione per noi (poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso al legno)” (Galati 3:13-14), cioè quando morì per i nostri peccati sulla croce del Calvario. Infatti fu in questa maniera che Egli ci ha affrancati dalla maledizione della legge sotto la quale eravamo tutti noi, secondo che è scritto: “Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica!” (Galati 3:10). Fu mediante la sua morte sulla croce che Gesù Cristo distrusse “colui che avea l’impero della morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14); fu per mezzo della croce che Cristo ha trionfato sui principati e sulle potestà (cfr. Colossesi 2:15). Non mediante «la morte spirituale» o «la resurrezione spirituale» di cui parlano gli eretici.

Nessuno dunque di questi eretici vi seduca con vani ragionamenti.

Giacinto Butindaro

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In difesa della grazia – Predicazione del 6 Maggio 2024

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Il Messia – Predicazione del 3 Maggio 2024

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Sulla mia opera confutatoria – Predicazione del 1° Maggio 2024

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Quando Gesù Cristo predisse la vendetta di Dio su Gerusalemme – Predicazione del 29 Aprile 2024

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MASSIMA ATTENZIONE A QUESTA ERESIA DISTRUTTIVA – Secondo Lirio Porrello, Gesù Cristo venne sulla terra con un corpo incorruttibile e immortale e poté morire fisicamente perché prima morì spiritualmente come Adamo!!!

Vi metto in guardia da Lirio Porrello, pastore della Chiesa Parola della Grazia di Palermo, perché Lirio Porrello insegna l’eresia distruttiva che quando Gesù venne sulla terra aveva un corpo «come il corpo che avremo alla resurrezione, incorruttibile e immortale», e quindi «non poteva morire»!!! Gesù quindi poté morire, perché prima di morire fisicamente morì spiritualmente, si, perché Gesù – secondo Porrello – morì prima spiritualmente, come morì Adamo («è dovuto divenire con la natura di Adamo caduto»), e poi fisicamente! Gesù dunque avrebbe patito anche una morte spirituale prima di patire la morte fisica! Quella spirituale fu indispensabile per poter morire fisicamente!

Ma ciò che dice Porrello sul corpo di Gesù è falso, è una eresia distruttiva, in quanto il corpo di Gesù non era incorruttibile, come non era immortale e neppure era potente, perché è ovvio che seguendo il ragionamento di Porrello per forza di cose il corpo di Gesù era anche potente prima di caricarsi dei nostri peccati, ossia prima di morire spiritualmente, in quanto alla resurrezione il nostro corpo sarà anche potente (“è seminato debole, e risuscita potente” 1 Corinzi 15:43). Come confutiamo questa eresia di perdizione? Dicendo che se Gesù avesse avuto un corpo come quello che noi avremo alla resurrezione non avrebbe dovuto né piangere e neppure stancarsi, perché quando risusciteremo non piangeremo più e non ci stancheremo più, mentre Gesù pianse secondo che è scritto: “Gesù pianse” (Giovanni 11:35), ed anche: “E come si fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei” (Luca 19:41), e si stancò, secondo che è scritto: “Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” (Giovanni 4:6). Per quanto riguarda poi la cosiddetta morte spirituale patita da Gesù prima di quella fisica è anch’essa una eresia distruttiva, in quanto il fatto che Dio lo fece “essere peccato per noi” (2 Corinzi 5:21), come dice Paolo ai santi di Corinto, non significa che morì spiritualmente come morì Adamo, perché per morire spiritualmente bisogna peccare, ossia commettere peccato, in quando “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23), cioè bisogna servire il peccato, e Gesù non servì mai il peccato, infatti è scritto che “in ogni cosa è stato tentato come noi, però senza peccare” (Ebrei 4:15). Quindi Gesù non patì alcuna morte spirituale per noi, ma solo una morte fisica, e difatti è di questa morte che parla la Scrittura, quando afferma che “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture” (1 Corinzi 15:3). Guardatevi dunque da questo lievito malvagio di Lirio Porrello, perché sovverte l’Evangelo di Cristo. Porrello annuncia un altro Gesù! Uscite e separatevi dalla PDG.

Giacinto Butindaro

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