Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo

“Se abbiamo costanza nella prova, con lui altresì regneremo” (2 Tim. 2:12).

Fratelli, dobbiamo essere pazienti nell’afflizione; dobbiamo essere costanti in mezzo alle svariate prove con le quali Dio prova la nostra fede.

Il Signor Gesù rivolse queste parole all’angelo della Chiesa di Smirne: “Non temere quel che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perchè siate provati; e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, ed io ti darò la corona della vita” (Ap. 2:10).

Fratelli, non temete quel che dovete soffrire a motivo del nome del Signore; sappiate che a noi ci è stato dato “anche di soffrire per lui” (Fil. 1:29), ma noi siamo pieni di fiducia e siamo persuasi (come disse Paolo), “che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo” (Rom. 8:18).

In mezzo alle tribolazioni noi non veniamo meno nell’animo, sapendo di avere il Signore a nostro fianco che ci sostiene in mezzo ad esse e poi che dire? Non è forse vero che Egli ci consola in ogni nostra afflizione? Certo è così, e quand’anche venissero a mancare dei consolatori Lui continuerà a consolarci. Abbiamo un Signore, che quando era sulla terra soffrì anch’egli; egli sa bene cosa significhi soffrire, piangere, essere contristati, perchè pure lui sperimentò queste cose ed è per questo motivo che egli può comprenderci appieno e venirci in aiuto.

Ah!… quante volte egli ci ha soccorso con le sue potenti consolazioni! È cosa grata a Dio che noi soffriamo facendo il bene, ma dobbiamo imparare a soffrire pazientemente e a non impazientirci nella sofferenza. Per mezzo delle sofferenze che noi patiamo a motivo di giustizia, Dio ci perfeziona e ci rende pazienti, perchè “l’afflizione produce pazienza” (Rom. 5:3) e siccome che noi tutti abbiamo bisogno di pazienza, Dio ci prova “nel crogiolo dell’afflizione” (Is. 48:10).

Fratelli, considerate quello che il Signore riserba a quelli che sono perseguitati a cagione di giustizia e allora capirete quanto valga la pena soffrire con pazienza in mezzo alla prova; Gesù disse: “Beati i perseguitati per cagione di giustizia, perchè di loro è il regno dei cieli” (Matt. 5:10) e noi abbiamo piena fiducia in queste parole. Dio ci ha “chiamati alla sua eterna gloria in Cristo” (1 Piet. 5:10), considerate quindi quale gloriosa ricchezza Dio ha preparato per noi; Egli ci ha preparato un regno eterno, che non passerà sotto la dominazione di nessun regno, un regno che non è di questo mondo; ma prima di entrare nel suo Regno dobbiamo soffrire infatti gli apostoli dissero “che dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni” (Atti 14:22) ed è giusto che sia così perchè pure Gesù soffrì molte cose prima di entrare nella sua gloria e noi come suoi discepoli dobbiamo seguire le sue orme che, noi sappiamo, conducono nel paradiso di Dio dove non ci sarà più dolore.

Siate forti fratelli, coraggio, non manca molto, perchè è scritto: “Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà” (Ebr. 10:37; Hab. 2:3), non vi perdete d’animo, la nostra redenzione è vicina. Il Re di gloria tornerà dal cielo; dal cielo che lo ha accolto (e nel quale regna alla destra di Dio) e noi aspettiamo la sua apparizione; non saremo delusi, ci rallegreremo nel contemplare la sua bellezza, lo celebreremo ancora per la sua fedeltà e con lui regneremo…se soffriamo con costanza. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

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