Perché Gesù Cristo è chiamato l’Agnello di Dio o l’Agnello

Per comprendere la ragione di questo appellativo che ha Gesù Cristo è necessario conoscere che cosa Dio comandò di fare agli Israeliti quando ordinò loro di celebrare la Pasqua in Egitto.

Ecco cosa dice la legge: “Parlate a tutta la raunanza d’Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa; e se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune col vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone; voi conterete ogni persona secondo quel che può mangiare dell’agnello. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto. Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d’Israele, congregata, lo immolerà sull’imbrunire. E si prenda del sangue d’esso, e si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà. E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell’erbe amare. Non ne mangiate niente di poco cotto o di lessato nell’acqua, ma sia arrostito al fuoco, con la testa, le gambe e le interiora. E non ne lasciate nulla di resto fino alla mattina; e quel che ne sarà rimasto fino alla mattina, bruciatelo col fuoco. E mangiatelo in questa maniera: coi vostri fianchi cinti, coi vostri calzari ai piedi e col vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua dell’Eterno. Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, e percoterò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono l’Eterno. E quel sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; e quand’io vedrò il sangue passerò oltre, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese d’Egitto.” (Es. 12:3-13)

Ora, come poteve vedere, ogni famiglia doveva prendere un agnello (o un capretto), ucciderlo e mettere il sangue di esso sui due stipiti e sull’architrave della porta della casa dove lo si sarebbe mangiato, e proprio quel sangue sarebbe servito come segno perché quando il Signore sarebbe passato per percuotere gli Egiziani, nel vedere quel sangue, sarebbe passato oltre, e perciò gli Israeliti sarebbero scampati in virtù di quel sangue. Ora, quell’Agnello pasquale prefigurava il Messia che quando sarebbe venuto nella pienezza dei tempi, avrebbe con il suo sangue liberato gli uomini dai loro peccati riconciliandoli con Dio e li avrebbe fatti scampare non alla morte fisica ma ad una morte peggiore, cioè alla morte seconda che è lo stagno ardente di fuoco e di zolfo perché questa è la sorte che attende tutti coloro che non hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello di Dio (cfr. Apoc. 21:8). Ecco dunque perché Giovanni il Battista un giorno disse del Signore Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Giov. 1:29), e l’apostolo Pietro dice che noi siamo stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatoci dai padri “col prezioso sangue di Cristo, come d’agnello senza difetto né macchia, ben preordinato prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi” (1 Piet. 1:19-20) per noi.

Dobbiamo però anche dire che sotto l’Antico Patto non c’era solo l’Agnello pasquale che prefigurava il Messia, ma c’erano anche tutti quei sacrifici per il peccato che i sacerdoti dovevano offrire per loro stessi e anche per il popolo, ed a proposito si legga il libro del Levitico. Anche questi sacrifici prefiguravano il sacrificio che avrebbe compiuto il Messia, infatti come mediante quei sacrifici espiatori ai sacerdoti e al popolo venivano perdonati i loro peccati (ma non tolti dalla loro coscienza) così mediante il sacrificio espiatorio che il Messia avrebbe compiuto offrendo se stesso per i nostri peccati noi saremmo stati perdonati; ma a differenza del sangue dei vecchi sacrifici il sangue del Messia avrebbe tolto i peccati dalla nostra coscienza.

Quando dunque leggiamo che Gesù è l’Agnello di Dio dobbiamo anche intendere che Egli è Colui che con il suo sacrificio espiatorio è in grado di togliere i peccati dalla coscienza dell’uomo, cosa che i sacrifici che venivano offerti dai sacerdoti leviti non potevano fare, e renderlo così perfetto quanto alla coscienza (cfr. Ebr. 10:1-14).

Giacinto Butindaro

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