Gettato via

Gesù, in Giovanni 15:6, dice: “Se uno non dimora in me, è gettato via…”

Proprio questa verità si manifesta nella storia che vogliamo ora narrare. In una località, M.L., lo Spirito di Dio aveva acceso un fuoco. Fra coloro che frequentavano le riunioni di culto c’era un giovane. Ben presto però i credenti si accorsero che in lui c’era qualcosa che non andava: non s’era deciso a voltare le spalle al mondo e di nascosto s’incontrava ancora con delle ragazze.

Alla fine sprofondò del tutto nel vortice della vita mondana. Quando qualcuno dei suoi conoscenti prendeva sul serio Gesù, egli lo avvicinava e gli diceva: “Ma non c’è bisogno di prenderla tanto radicalmente! Anche se siamo cristiani, dobbiamo essere aperti al mondo; non possiamo dire no a tutto!”

Il fratello che guidava la comunità gli parlò molte volte; egli però non voleva ascoltare. Dal momento che era chiaro che egli era diventato uno strumento nelle mani del diavolo e che il suo modo di vivere costituiva un pericolo per gli altri giovani, lo misero davanti alla scelta: o si sarebbe ravveduto, dandosi completamente a Gesù, oppure avrebbe dovuto allontanarsi dalla comunità. Lui, che era già stufo degli ammonimenti, preferì andarsene.

Poco tempo dopo si trovava a viaggiare su un camion insieme a tre altre persone, quando l’automezzo si ribaltò ed egli rimase schiacciato. Gli altri tre invece restarono illesi. Era caduto sotto il giudizio di Dio: gettato via!

Testimonianza tratta da: Kurt E. Koch, Dio tra gli Zulù, Azzate (VA) 1991, pag. 127,128

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