Il sacerdozio di Cristo è superiore a quello di Aaronne

“Or considerate quanto grande fosse colui al quale Abramo, il patriarca, dette la decima del meglio della preda. Or quelli d’infra i figliuoli di Levi che ricevono il sacerdozio, hanno bensì ordine, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli, benché questi siano usciti dai lombi d’Abramo; quello, invece, che non è della loro stirpe, prese la decima da Abramo e benedisse colui che avea le promesse! Ora, senza contraddizione, l’inferiore è benedetto dal superiore; e poi, qui, quelli che prendon le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive. E, per così dire, nella persona d’Abramo, Levi stesso, che prende le decime, fu sottoposto alla decima; perch’egli era ancora ne’ lombi di suo padre, quando Melchisedec incontrò Abramo” (Ebr. 7:4-10).

Ora, lo scrittore agli Ebrei scrisse queste parole dopo avere detto più volte che Gesù Cristo è stato costituito da Dio sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec e dopo avere detto che questo Melchisedec che era sacerdote di Dio e re della città di Salem benedisse Abramo e ricevette da Abramo la decima del meglio della preda al suo ritorno dalla sconfitta dei re.

Con queste parole quindi lo scrittore vuole spiegare che Melchisedec è superiore ad Aaronne perché nella persona di Abramo, Levi – da cui discese Aaronne – che al tempo di Abramo era nei lombi di Abramo e che secondo la legge era incaricato di ricevere dal popolo le decime, fu lui stesso sottoposto alla decima, perché la dette a Melchisedec.

Ma perché lo scrittore ha voluto sottolineare la superiorità di Melchisedec su Aaronne? Per fare capire a noi credenti che il sommo sacerdote della nostra professione di fede, cioè Gesù Cristo, essendo secondo l’ordine di Melchisedec, è di un ordine superiore a quello dei sommi sacerdoti dell’Antico Patto che erano secondo l’ordine di Aaronne i quali Dio aveva stabilito a pro degli uomini nelle cose concernenti Dio affinché offrissero doni e sacrifici per i peccati.

Questa spiegazione ovviamente aveva lo scopo nei confronti di quei credenti che erano Ebrei di nascita di distoglierli dal proposito di tornare ai vecchi sacrifici dell’Antico Patto, ossia di tornare ad appoggiarsi sulla mediazione dei sommi sacerdoti dell’Antico Patto. Infatti era proprio questo il problema, quei credenti erano tentati di tornare ai sacrifici espiatori dell’Antico Patto, cosa che avrebbe equivalso a calpestare il Figlio di Dio e a profanare il sangue del patto con il quale erano stati santificati e a crocifiggere di nuovo il Figliuol di Dio. E allora con parole persuasive di sapienza divina, lo scrittore spiega loro come Gesù Cristo, il sommo sacerdote della nostra professione di fede, è superiore ai sommi sacerdoti secondo l’ordine di Aaronne, perché di un ordine più eccellente.

E poi spiega che Gesù è stato costituito sommo sacerdote con giuramento a differenza di quelli levitici che furono fatti sommi sacerdoti senza giuramento (Ebrei 7:20-22), ed anche che Gesù Cristo ha un sacerdozio eterno perché egli non muore più, essendo risorto ed assunto in cielo alla destra di Dio, a differenza dei sacerdoti levitici che siccome a motivo della morte erano impediti di durare trasmettevano il loro sacerdozio ai loro figli (Ebrei 7:23-25).

E per rendere completa la sua spiegazione lo scrittore spiega come mentre i sacerdoti secondo l’ordine di Aaronne dovevano offrire dei sacrifici per i loro peccati e per quelli del popolo, e nonostante ciò il sangue di quei sacrifici non poteva togliere i peccati, Gesù Cristo ha offerto se stesso una volta per sempre per i nostri peccati e il suo sangue rende perfetto, quanto alla coscienza, colui che viene cosparso di esso, cioè cancella i peccati di colui che crede in Gesù Cristo (Ebrei 10:11-18).

Avendo noi dunque un grande Sommo Sacerdote, che dopo avere offerto sè stesso per i nostri peccati, è entrato nel cielo stesso con il suo proprio sangue per acquistarci una redenzione eterna, riteniamo fermamente la professione della nostra fede e accostiamoci di vero cuore al trono di Dio con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica dalla mala coscienza.

A Cristo Gesù sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Giacinto Butindaro

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3 risposte a Il sacerdozio di Cristo è superiore a quello di Aaronne

  1. Raimond scrive:

    Io quella tunica la vedo blu non viola. Mah!

  2. fabio scrive:

    Pace Giacinto,
    Amen,
    Quando ci fermiamo a riflettere a tutto quello che Dio ha compiuto, di come ha sorvegliato sulla SUA PAROLA perché andasse a compimento, di come LE SCRITTURE DEI PROFETI si sono adempiute nel SUO FIGLIOLO GESÙ CRISTO IL NOSTRO SIGNORE, di quello che GESÙ IMPRONTA ED ESSENZA DELLA GLORIA DEL PADRE HA FATTO CON LA SUA MORTE E RISURREZIONE, è giusto RENDERGLI GRAZIE e dare testimonianza per mezzo della nostra FEDE che è sempre un dono che viene da DIO secondo che si legge in Ebrei 4,14 Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.

    Infatti tutto ciò che era avvenuto nell’antico Patto era solo un ombra delle cose future e sempre in Ebrei 8:1-11 si legge

    Ora, il punto essenziale delle cose che stiamo dicendo è questo: abbiamo un sommo sacerdote tale che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto.
    Infatti, ogni sommo sacerdote è costituito per offrire doni e sacrifici; è perciò necessario che anche questo sommo sacerdote abbia qualcosa da offrire. Ora, se fosse sulla terra, egli non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono coloro che offrono i doni secondo la legge. Essi celebrano un culto che è rappresentazione e ombra delle cose celesti, come Dio disse a Mosè quando questi stava per costruire il tabernacolo: «Guarda», disse, «di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte». ORA PERÒ EGLI HA OTTENUTO UN MINISTERO TANTO SUPERIORE QUANTO MIGLIORE È IL PATTO FONDATO SU MIGLIORI PROMESSE, DEL QUALE EGLI È MEDIATORE.
    PERCHÉ SE QUEL PRIMO PATTO FOSSE STATO SENZA DIFETTO, NON VI SAREBBE STATO BISOGNO DI SOSTITUIRLO CON UN SECONDO. Infatti Dio, biasimando il popolo, dice:
    «Ecco, i giorni vengono», dice il Signore,
    «che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda,
    UN PATTO NUOVO;
    non come il patto che feci con i loro padri
    nel giorno in cui li presi per mano
    per farli uscire dal paese d’Egitto;
    perché essi non hanno perseverato nel mio patto,
    e io, a mia volta, non mi sono curato di loro», dice il Signore.
    Questo è il patto che farò con la casa d’Israele
    dopo quei giorni», dice il Signore:
    «io metterò le mie leggi nelle loro menti,
    le scriverò sui loro cuori;
    e sarò il loro Dio,
    ed essi saranno il mio popolo.
    Nessuno istruirà più il proprio concittadino
    e nessuno il proprio fratello, dicendo:
    “Conosci il Signore!”
    Perché tutti mi conosceranno,
    dal più piccolo al più grande di loro.

    E questa è anche la nostra testimonianza resa a GESÙ, LUI CHE È LA PIETRA ANGOLARE secondo che si legge in 1 Pietro 2,6
    Si legge infatti nella Scrittura:
    ECCO IO PONGO IN SION
    UNA PIETRA ANGOLARE, SCELTA, PREZIOSA
    E CHI CREDE IN ESSA NON RESTERÀ CONFUSO.

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