Paurosi come conigli

Nel libro dei Proverbi è scritto: “La paura degli uomini costituisce un laccio” (Proverbi 29:25). E che cosa è un laccio? E’ un legame che ti impedisce di muoverti liberamente, che ti paralizza e immobilizza.

Vediamo la realtà descritta da queste parole oggi in mezzo alla Chiesa dell’Iddio vivente. Ci sono infatti tanti credenti PAUROSI, in quanto hanno paura di essere perseguitati, offesi, e abbandonati dagli uomini, a motivo di Cristo, a motivo della Parola di Dio. Tremano come una foglia dinnanzi al pensiero di suscitare contro di loro maldicenze, insinuazioni, offese e quanto altro. E quando dico ‘dagli uomini’ mi riferisco sia a persone di fuori che a persone di dentro.

Questa è la ragione per cui tanti e tanti predicatori presentano al mondo un Vangelo annacquato, e non esortano gli uomini a ravvedersi e a convertirsi dalle loro vie malvagie, e non annunciano loro il tormento eterno in mezzo ad un vero fuoco se non si ravvedono e convertono. Ed ecco perché non insegnano la sana dottrina e non la difendono, e non denunciano apertamente le opere infruttuose delle tenebre e gli scandali che vengono perpetrati in mezzo alla Chiesa, e non mettono in guardia le pecore del Signore dagli impostori e le loro menzogne. Hanno paura di essere etichettati ‘settari’, ‘santoni’, ‘accusatori dei fratelli’, ‘farisei moderni’, e così via. Hanno paura di perdere il pulpito, riconoscimenti vari, la stima del ‘papa’ della loro denominazione, eventualmente anche lo stipendio, o magari le offerte dei credenti, hanno paura di ritrovarsi da soli, di non poter più frequentare i concerti cristiani, i campeggi estivi, i vari incontri periodici a livello nazionale, e le campagne di evangelizzazione con i ‘big’ dell’evangelismo mondiale.

Costoro hanno bisogno di essere liberati, sono infatti diventati schiavi degli uomini. Dicono di essere liberi, ma in realtà sono schiavi. Vogliono far credere che sono coraggiosi, ma in effetti sono dei codardi. Porteranno la pena della loro paura.

Fratelli, temete Dio, e solo Lui. Parlate dunque liberamente proclamando ciò che è giusto nel cospetto di Dio, non curanti di quello che gli uomini potranno farvi o dirvi.

Ricordatevi che Gesù era disposto a rimanere anche senza i dodici pur di continuare a dire TUTTA la verità che il Padre gli aveva ordinato di proclamare. Sia dunque questo il sentimento in voi: siate pronti a rimanere finanche da soli contro tutti pur di proclamare tutto il consiglio di Dio. Di certo Dio continuerà a stare al vostro fianco, quand’anche foste abbandonati da tutti. Siate forti, siate forti. La vostra fiducia sia in Dio soltanto, appoggiatevi solo a Lui.

Giacinto Butindaro

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1 risposta a Paurosi come conigli

  1. “Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio.” (Giovanni 12:42,43)

    Non avviene nulla di nuovo, come nelle battaglie c’erano coloro che tremavano, così anche oggi davanti alle battaglie spirituali ci sono quelli che temono di perdere qualcosa, di essere discriminati.
    Ma io li comprendo bene, non è facile andare a lavoro, incrociare lo sguardo con qualche collega e avvertire il loro disprezzo perchè tu non vivi come loro.
    E’ una cosa a cui non ci si fa l’abitudine, si sopporta ma non cicatrizza.
    Poi se consideriamo che i dirigenti sono i primi a disprezzarti.
    Ci sono i giorni in cui ti insultano, si aggregano e cercano di farti sentire un minorato mentale, uno scemo che crede ogni cosa.
    Io li comprendo questi credenti che non vogliono soffrire per la verità, perché possono anche vivere senza soffrire ed essere amici di tutti.
    Sì, io li comprendo bene, anche se non posso giustificarli, ma ne comprendo bene i motivi per il quale scappano o si nascondono.
    Io ringrazio Iddio per la vita che mi dà, della vita dignitosa che mi dà, con molti nemici sì, ma con dignità.

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