Pastore pentecostale ruandese arrestato per genocidio e crimini contro l’umanità

Kampala, 2 lug. (Ap) – Arrestato in Uganda un pastore pentecostale ruandese, accusato di genocidio e crimini contro l’umanità, compiuti 16 anni fa. Lo ha riferito la polizia.
Jean-Bosco Uwinkindi è accusato di aver invocato e diretto decine di attacchi per uccidere i Tutsi, durante i 100 giorni in cui si scatenò la follia omicida in Ruanda, nell’aprile del 1994. Almeno 500.000 persone di etnia Tutsi furono massacrate dagli Hutu.
Molte vittime furono portate nella chiesa di Uwinkindi per essere uccise, secondo le accuse formulate dal Tribunale penale Internazionale per il Ruanda, costituito dall’Onu ad Arusha, in Tanzania. Circa 2.000 corpi furono trovati vicino alla chiesa dopo la fuga del pastore, avvenuta nel luglio dello stesso anno. Sulla sua testa pendeva una taglia di 5 milioni di dollari. La portavoce della polizia, Judith Nabakooba, ha dichiarato che l’uomo è stato arrestato dopo una segnalazione dell’intelligence.

Notizia tratta da: Virgilio Notizie

Se queste accuse saranno dimostrate, e quindi l’esito del processo sarà la condanna, ci troviamo davanti ad un uomo malvagio, in questo caso un omicida, tramite cui il nome di Dio e la Sua dottrina sono stati e continueranno ad essere bestemmiati.

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