Altre prove che per le ADI il fuoco eterno è simbolico

Ecco delle parti scannerizzate dal Nuovo Commentario Biblico Illustrato, ‘tradotto’ e pubblicato da ADI-Media, che provano ulteriormente in maniera inconfutabile che le Assemblee di Dio in Italia insegnano la falsa dottrina che il fuoco eterno di cui parlò Gesù, e che nell’Apocalisse è chiamato “stagno ardente di fuoco e di zolfo”, non è reale ma simbolico.

Le pubblico non solo affinchè servano di conferma a quanto noi diciamo da tanto tempo, ma anche affinchè quei credenti che frequentano Chiese ADI che dicono: ‘Ma il nostro pastore non ha mai insegnato questa cosa!’ siano persuasi che questo è l’insegnamento ufficiale delle ADI.

Come potete vedere, le parole del Nuovo Commentario Biblico che provano questo falso insegnamento delle ADI, sono le seguenti: ‘Un’angoscia inesprimibile è simboleggiata da ‘fuoco e zolfo’, v. 10b (cfr. Is. 30:33; Ap. 20:10). La punizione eterna è simboleggiata dal ‘fumo del loro tormento’ che sale ‘nei secoli dei secoli’, v. 11′ (Merrill F. Hunger – Gary N. Larson, Nuovo Commentario Biblico Illustrato, ADI-Media, 2009, pag. 679); ‘Il giudizio preannunciato su Satana (Gen. 3:15) viene ora eseguito. Prima cacciato via dalla sfera del cielo (12:9), poi imprigionato nell’abisso (20:1-3), egli viene ora consegnato al suo destino eterno, lo stagno di ‘fuoco e zolfo’, che raffigura un inesprimibile cosciente tormento (14:10; Is. 30:33)’ (Ibid., pag. 687).

Fratelli, guardatevi dal lievito delle ADI. Leggete la mia confutazione di questa loro falsa dottrina.

Giacinto Butindaro

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2 risposte a Altre prove che per le ADI il fuoco eterno è simbolico

  1. Salvatore scrive:

    Fratelli battiamoci tutti affinchè la parola di Dio venga proclamata senza modifiche di sorta. Nel caso specifico, il fuoco e lo zolfo dello stagno in cui verranno gettati vivi, per primi, la bestia ed il falso profeta, sono veri e tangibili. Affermare che lo stagno è prefigurazione di un “inesprimibile cosciente tormento”, rende di sicuro l’idea ma non dà giustizia alla verità assoluta. La verità è che questo cosciente tormento deriva innanzitutto dall’essere gettati vivi (col corpo riunito all’anima), da qui il concetto di coscienza, ma anche e soprattutto dall’essere buttati in uno stagno reale di fuoco e zolfo, preparato da Dio sin dalla fondazione del mondo. Da questa innegabile realtà deriva, infine, il tormento in questione.
    Perchè bisogna difendere ad oltranza la sana ed accettevole Parola di Dio, anche riguardo a concetti per i quali apparentemente si potrebbe pensare di lasciare libertà di credervi oppure no?
    Perchè un pò di lievito farebbe lievitare tutta la pasta. I figli di Dio, che comunque vivono in un corpo che tende al peccato, tenderebbero a ridimensionare il timore di Dio derivante dal pensare che una volta morti, il luogo di destinazione finale per gli increduli (e per gli altri tipi di peccatori), in fondo in fondo non sarebbe così “invivibile”.
    A Dio sia la Gloria, attreverso il Nostro Salvatore Gesù Cristo.
    Salvatore

  2. Davide scrive:

    Non condivido qsta loro deduzione teologica ma allo stesso tempo non trova nulla di così drammatico, entrambi crediamo che l’inferno è un luogo di dannazione e di dolore, lontano dalla presenza di Dio, basta per dire che la non siamo così diversi

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