Sulle adozioni a distanza


L’accusa è molto chiara. Esorto dunque tutti coloro che (in ambito evangelico) hanno ‘adottato’ un bambino a distanza a verificare come stanno le cose, perchè se le cose stanno così come afferma Anthony Stallo nel video, sappiate che siete state ingannati da “uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:5).
Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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19 risposte a Sulle adozioni a distanza

  1. Giuseppe scrive:

    Pace Giacinto,

    mi sorprende che ti sia sfuggito il fatto che il fondatore di Compassion International, l’organizzazione per l’adozione a distanza madre di tutte le altre, Tony Campolo, sia un eretico come pochi.
    Prova a indagare e guarda cosa viene fuori

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace, ma io non so tutto di tutti. Vado anche io scoprendo le cose col tempo. Grazie comunque per la segnalazione. Verificherò.

  2. Lino-Ambrogio scrive:

    Avendo adottato con la mia famiglia 3 bambini a distanza attraverso Compassion, vedendo questo video e la risposta di Giuseppe, restiamo alquanto perplessi. La nostra scelta motivata dal fatto che anche questi piccoli venissero a conoscenza del Signore Gesù Cristo, stravolge il nostro pensiero vanificando quello che da tanti e in tanti anni abbiamo operato. Dato che l’incertezza sta prendendo il sopravvento e in attesa di rivedere il tutto, pregherei il fratello Butindaro del quale noi ci fidiamo, (a motivo dell’onestà con la quale Egli sempre si espone) se può cortesemente dopo una ricerca più approfondita darci ragguagli in merito, perchè l’intenzione nostra è quella di smetterla con questo tipo di aiuti. Grazie!

    • giacintobutindaro scrive:

      Lino, credo che siate voi a dovervi informare con Compassion per farvi dire da loro esattamente come funzionano le cose. E’ bene che questo lo facciate voi. D’altronde ci sono altri fratelli che si stanno informando anche loro sulle adozioni a distanza perchè anche loro avevano ‘adottato’ qualcuno. Ti posso assicurare che se io avessi preso un impegno come il vostro, mi sarei precipitato con la missione per farmi spiegare tutto. Ti posso dire solo questo. Pace a voi.

      Ti aggiungo questi articoli che ti possono essere di aiuto nel farti capire che bisogna essere molto cauti con questi che propongono adozioni a distanza:

      La grande bufala della beneficenza

      Di La Redazione (del 10/01/2008 @ 12:51:27, in Editoriale, linkato 4944 volte)
      Aiutare un bambino a distanza. Tanti spot. Tanta pubblicità. Tanta omertà. Queste le constatazioni amare di una nostra lettrice, che due anni fa ha scelto Intervita Onlus, come mezzo privilegiato per sostenere a distanza un piccolo bambino del Guatemala. Un versamento trimestrale di 72 euro, e la fiducia nell’Associazione, tanto sponsorizzata in Italia da tutti i mass media, che il contributo arrivasse a destinazione, per lo sviluppo di una comunità in difficoltà. Ti inviano la foto di un bambino, ti aggiornano con un periodico cartaceo di come vengono utilizzati i tuoi soldi, ti abbindolano con i lavoretti creati dal tuo assistito e ti invitano anche a raggiungere il Guatemala, a dimostrazione della limpidezza dell’operato dell’Associazione. Poi un bel giorno, ti scrivono una lettera, in cui augurandoti un buon 2008, accennano a vaghi problemi verificatesi in Spagna, per cui la tua adozione a distanza sarà dirottata dal Guatemala al Senegal.

      Ma cerchiamo di capire meglio cosa è successo.
      In Spagna è scoppiato circa 9 mesi fa uno scandalo che ha coinvolto Intervida Spagna, che è la casa madre di Intervita Italia, e che ha filiali anche in Francia, Stati Uniti e Giappone, su presunte irregolarità nella gestione dei fondi raccolti dagli oltre 340.000 sostenitori spagnoli. Gia dall’aprile 2007 alcuni giornali, come El Pais e Abc, davano l’allucinante notizia. La magistratura spagnola di Barcellona ha indagato i vertici dell’Associazione, per aver versato complessivamente 45 milioni di euro a conti personali e imprese create da Intervida: i soldi destinati ai bambini sembrano essere andati a pagare i debiti delle aziende. Solo ad agosto però l’inchiesta è culminata con l’accusa di “presunta” frode e di (sempre presunta) appropriazione indebita mossa a sei dirigenti, tra cui il fondatore sia della sede spagnola sia di quella italiana (Intervita), della quale ha mantenuto la presidenza fino a luglio 2007.

      Come è andata a finire.
      A luglio, in Italia è stato azzerato il consiglio direttivo facente capo all’inquisito presidente spagnolo e nuovi soci italiani ne hanno assunto il controllo, sia per rafforzare la propria indipendenza all’interno del network internazionale (Intervida World Alliance) sia come reazione a quanto stava accadendo in Spagna. Solo qualche giorno fa a migliaia di famiglie è giunta una breve comunicazione da Intervita, datata 23 novembre 2007, ma recapitata (chissà perché) a destinazione solo dopo le festività (forse perché a Natale siamo tutti più buoni con le donazioni), nella quale Intervita (Italia) si dissocia da Intervida (Spagna), e per assicurare la trasparenza e la buona fede, sospende le adozioni a distanza nel Sud America. Del tuo bambino non avrai più notizia. E neanche dell’effettiva destinazione dei soldi che hai versato per 2 anni.

      Conclusioni.
      Il tuo piccolo “amico” del Guatemala, sarà rimpiazzato con un altro bambino, questa volta del Senegal, magari per un’altra bufala a danno di chi davvero crede che oggigiorno valga ancora un gesto d’amore verso chi a più bisogno. Una bufala del cuore prima che del portafoglio, con la totale e complice omertà dei maggiori organi di informazione italiani.

      Caterina A. Stuppia

      http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=18

      ———————–
      Dopo lo scandalo Mozambico crollano le adozioni a distanza

      di Diego Pistacchi – 25 novembre 2006, 00:00

      Centosessanta. Almeno fino a ieri, almeno quelle già comunicate. Tante sono, 160 appunto, le disdette finora giunte al «Centro coordinamento sviluppo», la Onlus umanitaria che si occupa di adozioni a distanza e che è stata di fatto «decapitata» da un’inchiesta giudiziaria che ha portato in carcere il presidente Corrado Oppedisano, il tesoriere Marco Curzi, e il segretario generale Simone Castellini con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla distrazione di fondi destinati ai bambini del Terzo mondo. L’associazione sta ricevendo chiamate di ogni tipo da parte di molti dei 23.000 «genitori adottivi» che hanno scelto di sostenere a distanza i bambini fidandosi dell’opera di questa Onlus che opera da 18 anni in cinque Paesi in via di sviluppo. «C’è chi ci chiama insultandoci e considerandoci tutti ladri – spiega Paola Brandolini, responsabile delle sede genovese -. Ma anche chi ha capito che non è l’associazione a essere marcia e ci invita a tenere duro in questo momento difficile. C’è chi ha già interrotto le donazioni e persino chi invece ne ha fatte di nuove. In questi giorni, tra l’altro, la posta elettronica è bloccata per via dell’inchiesta e chissà quante altre persone ci avranno scritto per disdire l’adesione. Senza contare tutti coloro che hanno sospeso i versamenti senza avvertire. Finora ne abbiamo contate 160, ma la cifra lieviterà inevitabilmente, e di molto, quando avremo il quadro preciso». Ma il «Ccs» non ci sta ad assistere al crollo di tutto il lavoro fatto finora. Mostra le prove delle infinite cose buone fatte in tanti villaggi, e chiede fiducia. «Il 5 dicembre l’assemblea straordinaria sceglierà il nuovo direttivo – conferma il vice presidente vicario, Gian Carlo Piano -. E abbiamo dato incarico all’avvocato Cesare Manzitti di recuperare i fondi distratti illecitamente e di ottenere il riconoscimento dei danni morali e materiali subiti». Per non mandare all’aria tutti gli sforzi fatti finora, il «Ccs» chiede apertamente scusa a tutti i sostenitori per quanto possono aver commesso i tre dirigenti arrestati e cerca «nuove figure in grado di trasmettere un messaggio chiaro e rassicurante» per affidar loro la nuova guida, anche d’immagine, del centro. «Anche il magistrato che indaga ci ha spronato ad andare avanti – spiega Paola Brandolini -. Ha riconosciuto la limpidezza dell’associazione, estranea a qualsiasi reato. Infatti non ha bloccato i fondi. Questo è importante che si sappia». Ci sono poi proposte di legge per dare regole più rigide alle Onlus e certificazioni dei bilanci per rassicurare i cittadini, anche se gli stessi esponenti del «Ccs» ammettono che una soluzione di questo tipo non avrebbe impedito la sottrazione di fondi ai bambini così come ricostruito dall’indagine in corso. E neppure a molto, se non forse ad aumentare le riunioni e le spese di rappresentanza dei delegati delle singole Onlus, sembrerebbero servire i superincontri tra associazioni, il Forum che raggruppa i vari gruppi volontari, le riunioni con ministri e politici. «Il 20 per cento circa delle cifre raccolte – spiegano in effetti al Ccs – non può essere inviato ai villaggi. Ci sono delle spese di gestione da pagare». E qualcuno forse ne ha approfittato.

      http://www.ilgiornale.it/genova/dopo_scandalo_mozambico_crollano_adozioni_distanza/25-11-2006/articolo-id=136491-page=0-comments=1

  3. Franco scrive:

    Compassion italia mette a disposizione i propri bilanci anno per anno e questo è un punto a favore della loro trasparenza.
    A questo link è possibile visionare il bilancio di compassion italia.

    http://www.compassion.it/ita/index.php?option=com_content&view=article&id=78&Itemid=57

  4. Francesco scrive:

    Sono un sostenitore di Compassion, sono stato nella loro sede, è gente che ci mette il cuore e fa un lavoro straordinario per i bambini. Evitiamo che il legalismo o il sospetto impediscano ai bambini di avere un futuro dignitoso. Le bufale ci saranno pure ma non in Compassion! Mi sembra di sentire e leggere parole farisaiche qui dentro. Come è bene informarsi credo che sia anche bene non aizzare fuochi dove non ci sono.

    • giacintobutindaro scrive:

      Se Compassion opera dirittamente siamo contenti, ma questo non toglie nulla al fatto che i fratelli devono essere prudenti quando intrapendono certe azioni perchè è risaputo che esistono anche frodi e operai fraudolenti in mezzo alle Chiese. Questo post ha solo lo scopo quindi in indurre i santi alla massima prudenza e a verificare tutto quello che va verificato, perchè in seno alle Chiese Evangeliche molti servono Mammona e non Cristo.

  5. Luca scrive:

    Ciao
    scrivo solo per precisare, in riferimento al commento iniziale del sig. Giuseppe, che Tony Campolo non è il fondatore di Compassion. Il fondatore fu, nel 1952, Everett Swanson; è possibile verificarlo con una semplice ricerca sul web. Grazie, saluti.

  6. Mattia Gullone scrive:

    Salve,
    ho 20 anni sono figlio di un Pastore evangelico, ed ho adottato da tempo un bambino, sin da quando ero piccolo i miei genitori avevano adottato altri bambini con l’associazione Compassionche è per me la più seria in circolazione, per chi non ci crede può verificarne i bilanci sul sito oppure venire con noi nelle missioni nei paesi disagiati dove potrete vedere i vostri bambini con i vostri occhi con le vostre lettere con la sola vostra foto in mano e non di altri, vivi , con un vestito, con dei pasti ogni giorno con la salute e l’istruzione…Esistono associazione che fanno quello che si dice nel video riportato, Compassione NON E’ una di quelle…la cosa certa è che compassion non può dare i soldi liquidi mensili di un sostenitore ad un bambino adottato, infatti li trasforma in servizi per il bambino come specialmente l’avvicinamento a Dio scuola, cibo, medicazioni, cure, e altro e penso che sia giusto così (http://www.compassion.it/ita/chi-siamo/gestione-finanziaria) . Anche io ero scettico e sono voluto andare fino in fondo, così infondo che oggi collaboro volontariamente con Compassion.

  7. Manlio scrive:

    Come dargli torto? Condivido appieno le parole di Anthony. Conosco bene la mafia delle adozioni a distanza.

    • Maria Vittoria scrive:

      Ciao Manlio, sono una giornalista. Mi interesserebbe approfondire la questione delle truffe delle adozioni a distanza. Mi puoi aiutare? Grazie e attendo una tua risposta.

  8. Giuseppe scrive:

    Sostengo una bimba da 4 anni. Alcuni giorni fa mi ha fatto tanto piacere di ricevere la sua seconda foto.
    Mi piacerebbe che ci fosse più scambi di notizie. Ricevere le due letterine all’anno non sono sufficienti. Capisco che i bimbi magari sono piccoli, ma potrebbero essere aiutati dai genitori o dagli operatori per dare più notizie a riguardo della loro vita.

    • AndreaDB scrive:

      Giuseppe, non mi fraintendere… voglio farti due domande che potrebbero darti fastidio ma lo faccio con sincerità e non per un secondo fine.

      1. come fai ad essere sicuro che la bambina che ti ha scritto sia veramente quella che riceve i soldi? li riceve tutti? ha scritto veramente lei quella lettera?
      intendo dire: tu come fai ad essere sicuro che sia tutto vero?

      2. cosa ti impedice di aiutare qualcuno che magari vive a 100 metri da casa tua? In questo secondo caso vedresti con i tuoi occhi chi stai aiutando.
      Gesù ha sempre parlato del “prossimo”, cioè di quialcuno che incontri DIRETTAMENTE, come capitò al samaritano.

      • fabio scrive:

        Pace Andrea
        Condivido questi due punti di domanda su cui è importante riflettere.
        In particolare il secondo perché nella realtà in cui viviamo ognuno di noi calandosi nella quotidianità è possibile incontrare la persona che vive per strada che non ha un luogo dove ripararsi, oppure la famiglia che rischia di essere sfrattata perché entrambi i genitori hanno perso il lavoro, e anche se chi è “vicino” a queste situazioni può da solo non avere la soluzione a tutto la difficoltà che si viene a presentare, ma puo farsi prossimo a coloro che Dio ti metterà accanto.
        Vorrei fare un esempio più esplicito se mi è possibile.
        Quando frequentavo la chiesa cattolica, tra i membri di una comunità vi era un uomo che gestiva un negozio di “equo e solidale” e noi certe volte per quanto possibile acquistavano dei prodotti, partecipando anche a incontri.
        Poi mi resi conto sempre parlando con questa persona che era disposto a usufruire di un servizio offerto da un azienda italiana a basso costo piuttosto che di un’altra che offriva lo stesso servizio ad un prezzo più altro.
        Quando mi andai ad informare sul perche di tale differenza di costo arrivai a comprendere che come accade spesso a rimetterci erano proprio gli operai sottopagati.
        Da qui iniziai a riflettere che è giusto che gli operai di altre nazioni fossero giustamente ricompensati per il lavoro svolto come nel caso del negozio di cui faceva parte il membro della comunità, ma pensai anche che non si puo ricercare giustizia di tutto questo lontano da noi se poi ce ne freghiamo di ciò che accade intorno a noi.
        Io il consiglio che iniziai a dare quando potevo, era quello di vedere la realtà intorno a noi e da lì partire.

      • Giuseppe scrive:

        Ciao Andrea, io non sono il Giuseppe che ha scritto prima di te ed al quale tu hai risposto, ma volevo manifestare il mio dissenso riguardo a ciò che hai detto.
        Ci sono molti credenti che lavorano per il Signore all’estero onestamente e vengono sostenuti da altri credenti sia in preghiera che economicamente, e non sempre i sostenitori riescono a visitare coloro che sostengono, ma non per questo mettono in dubbio il loro operato e fanno mancare il loro sostegno.
        Parlo in prima persona nel dirti che ho girato in moltissime nazioni dove operano i credenti che aiutano i cristiani perseguitati, gli orfani ed i bisognosi, e ti posso garantire che ho visto che utilizzano bene le poche risorse che hanno a loro disposizione.
        A dicembre partirò ancora per fare dei lavori di manutenzione in un’altro orfanotrofio in un’altra nazione.
        Certo è altresì vero che anche tra le fila di coloro che si definiscono credenti ce ne sono che si comportano da disonesti e che noi dobbiamo essere “prudenti come serpenti”, ma lo stesso versetto dice prima che dobbiamo essere anche “semplici come colombe”.
        Quindi se partiamo subito col mettere in dubbio il lavoro dei nostri fratelli in fede. in che senso affermiamo che dobbiamo amarci gli uni con gli altri?
        I credenti del primo secolo non mettevano in dubbio che le offerte che lasciavano a Paolo finissero veramente ai destinatari in altre nazioni e non pensavano che Paolo se li potesse intascare lui e scappare chissà dove col malloppo.
        Detto questo conosco tante persone che dicono che se uno vuole può chi ha bisogno vicino a lui, e caro Andrea non dico che sia il tuo caso, ma alla fine non aiutano ne uno e ne l’altro.
        Quindi credo proprio che se qualcuno desidera fare del bene non vada scoraggiato in alcun modo, e se un credente dovesse venire truffato nel fare del bene sappia che Dio è sovrano, e che il problema non ce l’ha lui ma il truffatore davanti al Re dell’universo.

        • AndreaDB scrive:

          Caro Giuseppe, attorno a noi ci sono folle di poveri ma non li aiutiamo perchè quelli sono “vicini” mentre i poveri “lontani” sono sempre più affascinanti.
          Purtroppo, per quanto tu sia certamente onesto, non atrettanto si può dire delle associazioni che prendono soldi per il “terzo mondo” che è così da quando ero bambino io… è spontaneo pensare che sia un modo per prendere soldi alle persone in buona fede.
          Chi pratica volontariato all’estero e dà la sua vita per il prossimo fa un’opera meravigliosa ma il cristiano PRIMA DI TUTTO deve annunciare Cristo risorto e non credo che queste associazioni lo facciano.
          I governi di questi paesi trattengono molti dei soldi donati per comprare le stesse armi e a fare gli accordi proprio con gli stessi malfattori che poi affamano il popolo; al quale l’Occidente manda i soldi… in un ciclo infinito che ingrassa queste organizzazioni.

          Ai volontari e ai poveri arrivano le briciole… e c’è sempre qualcuno come te che confonde la testa del pesce con la coda ed ecco che si grida allo scandalo quando qualcuno come me fa domande. per questo ho smesso di farle se non ai ragazzi che mettono agli angoli delle strade e che chiedono soldi.

          Io ho solo chiesto: chi garantisce che quei soldi arrivino tutti alla persona che ne ha bisogn0?

          Quando lo chiedo a chi mi chiede di fare un’offerta mi si dice che sono in malafede… come se non sapessimo che il peccato alberga nel cuore di ogni uomo e donna e che anche dopo aver creduto bisogna sforzarsi di essere santi. Figurati se mi fido senza poter verificare.
          Per i soldi la gente farebbe di tutto!

          Già nelle comunità dove si versa la decima, i “pastori” falsano i bilanci e trattengono soldi per arricchirsi… figurati cosa si può fare con associazioni che maneggiano milioni di euro.

          No, Giuseppe, meglio andare dal povero sotto casa, quallo che sai veramente essere povero, e vedere di cosa ha bisogno: scarpe, vestiti, spesa per mangiare… quella è l’unica elemosina sulla quale puoi essere sicuro…

          Ma soldi alle associazioni ho smesso di darne anni fa, quando seppi che di ogni euro donato, solo 5 centesimi arrivano a destinazione. Anche perchè, e concludo, quasi tutte le associazioni benefiche sono gestite dalla Massoneria o dalla Chiesa Cattolica (che poi è la stessa cosa)… e io soldi a Satana non ne do…

          A Gesù la gloria!

  9. Giuseppe scrive:

    Caro Andrea, ancora una volta permettimi di dissentire. Le Scritture ci insegnano attraverso l’esempio dell’apostolo Paolo ma anche di altri credenti che noi dobbiamo con le nostre risorse aiutare chi è vicin o a noi che chi è lontano, e non sta a noi giudicare situazioni che non conosciamo. Conosco bene cos’è la povertà, e delle persone da lontano ci hanno aiutato e non sempre quelli vicini si sono voltati a guardarci.
    Ora è il mio turno e faccio ciò che è giusto per quelli lontani che per quelli vicini, sapendo che tutto ciò che di buono posso fare davanti a Dio è solo un panno sporco, ma mi muovo è parto per fare tutto quello che le mie mani possono fare, e non mi importa se gli altri mi giudicano, perché non temo il giudizio degli uomini, soprattutto di quelli che parlano ma non agiscono.

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