Sulle adozioni a distanza


L’accusa è molto chiara. Esorto dunque tutti coloro che (in ambito evangelico) hanno ‘adottato’ un bambino a distanza a verificare come stanno le cose, perchè se le cose stanno così come afferma Anthony Stallo nel video, sappiate che siete state ingannati da “uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:5).
Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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12 risposte a Sulle adozioni a distanza

  1. Giuseppe scrive:

    Pace Giacinto,

    mi sorprende che ti sia sfuggito il fatto che il fondatore di Compassion International, l’organizzazione per l’adozione a distanza madre di tutte le altre, Tony Campolo, sia un eretico come pochi.
    Prova a indagare e guarda cosa viene fuori

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace, ma io non so tutto di tutti. Vado anche io scoprendo le cose col tempo. Grazie comunque per la segnalazione. Verificherò.

  2. Lino-Ambrogio scrive:

    Avendo adottato con la mia famiglia 3 bambini a distanza attraverso Compassion, vedendo questo video e la risposta di Giuseppe, restiamo alquanto perplessi. La nostra scelta motivata dal fatto che anche questi piccoli venissero a conoscenza del Signore Gesù Cristo, stravolge il nostro pensiero vanificando quello che da tanti e in tanti anni abbiamo operato. Dato che l’incertezza sta prendendo il sopravvento e in attesa di rivedere il tutto, pregherei il fratello Butindaro del quale noi ci fidiamo, (a motivo dell’onestà con la quale Egli sempre si espone) se può cortesemente dopo una ricerca più approfondita darci ragguagli in merito, perchè l’intenzione nostra è quella di smetterla con questo tipo di aiuti. Grazie!

    • giacintobutindaro scrive:

      Lino, credo che siate voi a dovervi informare con Compassion per farvi dire da loro esattamente come funzionano le cose. E’ bene che questo lo facciate voi. D’altronde ci sono altri fratelli che si stanno informando anche loro sulle adozioni a distanza perchè anche loro avevano ‘adottato’ qualcuno. Ti posso assicurare che se io avessi preso un impegno come il vostro, mi sarei precipitato con la missione per farmi spiegare tutto. Ti posso dire solo questo. Pace a voi.

      Ti aggiungo questi articoli che ti possono essere di aiuto nel farti capire che bisogna essere molto cauti con questi che propongono adozioni a distanza:

      La grande bufala della beneficenza

      Di La Redazione (del 10/01/2008 @ 12:51:27, in Editoriale, linkato 4944 volte)
      Aiutare un bambino a distanza. Tanti spot. Tanta pubblicità. Tanta omertà. Queste le constatazioni amare di una nostra lettrice, che due anni fa ha scelto Intervita Onlus, come mezzo privilegiato per sostenere a distanza un piccolo bambino del Guatemala. Un versamento trimestrale di 72 euro, e la fiducia nell’Associazione, tanto sponsorizzata in Italia da tutti i mass media, che il contributo arrivasse a destinazione, per lo sviluppo di una comunità in difficoltà. Ti inviano la foto di un bambino, ti aggiornano con un periodico cartaceo di come vengono utilizzati i tuoi soldi, ti abbindolano con i lavoretti creati dal tuo assistito e ti invitano anche a raggiungere il Guatemala, a dimostrazione della limpidezza dell’operato dell’Associazione. Poi un bel giorno, ti scrivono una lettera, in cui augurandoti un buon 2008, accennano a vaghi problemi verificatesi in Spagna, per cui la tua adozione a distanza sarà dirottata dal Guatemala al Senegal.

      Ma cerchiamo di capire meglio cosa è successo.
      In Spagna è scoppiato circa 9 mesi fa uno scandalo che ha coinvolto Intervida Spagna, che è la casa madre di Intervita Italia, e che ha filiali anche in Francia, Stati Uniti e Giappone, su presunte irregolarità nella gestione dei fondi raccolti dagli oltre 340.000 sostenitori spagnoli. Gia dall’aprile 2007 alcuni giornali, come El Pais e Abc, davano l’allucinante notizia. La magistratura spagnola di Barcellona ha indagato i vertici dell’Associazione, per aver versato complessivamente 45 milioni di euro a conti personali e imprese create da Intervida: i soldi destinati ai bambini sembrano essere andati a pagare i debiti delle aziende. Solo ad agosto però l’inchiesta è culminata con l’accusa di “presunta” frode e di (sempre presunta) appropriazione indebita mossa a sei dirigenti, tra cui il fondatore sia della sede spagnola sia di quella italiana (Intervita), della quale ha mantenuto la presidenza fino a luglio 2007.

      Come è andata a finire.
      A luglio, in Italia è stato azzerato il consiglio direttivo facente capo all’inquisito presidente spagnolo e nuovi soci italiani ne hanno assunto il controllo, sia per rafforzare la propria indipendenza all’interno del network internazionale (Intervida World Alliance) sia come reazione a quanto stava accadendo in Spagna. Solo qualche giorno fa a migliaia di famiglie è giunta una breve comunicazione da Intervita, datata 23 novembre 2007, ma recapitata (chissà perché) a destinazione solo dopo le festività (forse perché a Natale siamo tutti più buoni con le donazioni), nella quale Intervita (Italia) si dissocia da Intervida (Spagna), e per assicurare la trasparenza e la buona fede, sospende le adozioni a distanza nel Sud America. Del tuo bambino non avrai più notizia. E neanche dell’effettiva destinazione dei soldi che hai versato per 2 anni.

      Conclusioni.
      Il tuo piccolo “amico” del Guatemala, sarà rimpiazzato con un altro bambino, questa volta del Senegal, magari per un’altra bufala a danno di chi davvero crede che oggigiorno valga ancora un gesto d’amore verso chi a più bisogno. Una bufala del cuore prima che del portafoglio, con la totale e complice omertà dei maggiori organi di informazione italiani.

      Caterina A. Stuppia

      http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=18

      ———————–
      Dopo lo scandalo Mozambico crollano le adozioni a distanza

      di Diego Pistacchi – 25 novembre 2006, 00:00

      Centosessanta. Almeno fino a ieri, almeno quelle già comunicate. Tante sono, 160 appunto, le disdette finora giunte al «Centro coordinamento sviluppo», la Onlus umanitaria che si occupa di adozioni a distanza e che è stata di fatto «decapitata» da un’inchiesta giudiziaria che ha portato in carcere il presidente Corrado Oppedisano, il tesoriere Marco Curzi, e il segretario generale Simone Castellini con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla distrazione di fondi destinati ai bambini del Terzo mondo. L’associazione sta ricevendo chiamate di ogni tipo da parte di molti dei 23.000 «genitori adottivi» che hanno scelto di sostenere a distanza i bambini fidandosi dell’opera di questa Onlus che opera da 18 anni in cinque Paesi in via di sviluppo. «C’è chi ci chiama insultandoci e considerandoci tutti ladri – spiega Paola Brandolini, responsabile delle sede genovese -. Ma anche chi ha capito che non è l’associazione a essere marcia e ci invita a tenere duro in questo momento difficile. C’è chi ha già interrotto le donazioni e persino chi invece ne ha fatte di nuove. In questi giorni, tra l’altro, la posta elettronica è bloccata per via dell’inchiesta e chissà quante altre persone ci avranno scritto per disdire l’adesione. Senza contare tutti coloro che hanno sospeso i versamenti senza avvertire. Finora ne abbiamo contate 160, ma la cifra lieviterà inevitabilmente, e di molto, quando avremo il quadro preciso». Ma il «Ccs» non ci sta ad assistere al crollo di tutto il lavoro fatto finora. Mostra le prove delle infinite cose buone fatte in tanti villaggi, e chiede fiducia. «Il 5 dicembre l’assemblea straordinaria sceglierà il nuovo direttivo – conferma il vice presidente vicario, Gian Carlo Piano -. E abbiamo dato incarico all’avvocato Cesare Manzitti di recuperare i fondi distratti illecitamente e di ottenere il riconoscimento dei danni morali e materiali subiti». Per non mandare all’aria tutti gli sforzi fatti finora, il «Ccs» chiede apertamente scusa a tutti i sostenitori per quanto possono aver commesso i tre dirigenti arrestati e cerca «nuove figure in grado di trasmettere un messaggio chiaro e rassicurante» per affidar loro la nuova guida, anche d’immagine, del centro. «Anche il magistrato che indaga ci ha spronato ad andare avanti – spiega Paola Brandolini -. Ha riconosciuto la limpidezza dell’associazione, estranea a qualsiasi reato. Infatti non ha bloccato i fondi. Questo è importante che si sappia». Ci sono poi proposte di legge per dare regole più rigide alle Onlus e certificazioni dei bilanci per rassicurare i cittadini, anche se gli stessi esponenti del «Ccs» ammettono che una soluzione di questo tipo non avrebbe impedito la sottrazione di fondi ai bambini così come ricostruito dall’indagine in corso. E neppure a molto, se non forse ad aumentare le riunioni e le spese di rappresentanza dei delegati delle singole Onlus, sembrerebbero servire i superincontri tra associazioni, il Forum che raggruppa i vari gruppi volontari, le riunioni con ministri e politici. «Il 20 per cento circa delle cifre raccolte – spiegano in effetti al Ccs – non può essere inviato ai villaggi. Ci sono delle spese di gestione da pagare». E qualcuno forse ne ha approfittato.

      http://www.ilgiornale.it/genova/dopo_scandalo_mozambico_crollano_adozioni_distanza/25-11-2006/articolo-id=136491-page=0-comments=1

  3. Franco scrive:

    Compassion italia mette a disposizione i propri bilanci anno per anno e questo è un punto a favore della loro trasparenza.
    A questo link è possibile visionare il bilancio di compassion italia.

    http://www.compassion.it/ita/index.php?option=com_content&view=article&id=78&Itemid=57

  4. Francesco scrive:

    Sono un sostenitore di Compassion, sono stato nella loro sede, è gente che ci mette il cuore e fa un lavoro straordinario per i bambini. Evitiamo che il legalismo o il sospetto impediscano ai bambini di avere un futuro dignitoso. Le bufale ci saranno pure ma non in Compassion! Mi sembra di sentire e leggere parole farisaiche qui dentro. Come è bene informarsi credo che sia anche bene non aizzare fuochi dove non ci sono.

    • giacintobutindaro scrive:

      Se Compassion opera dirittamente siamo contenti, ma questo non toglie nulla al fatto che i fratelli devono essere prudenti quando intrapendono certe azioni perchè è risaputo che esistono anche frodi e operai fraudolenti in mezzo alle Chiese. Questo post ha solo lo scopo quindi in indurre i santi alla massima prudenza e a verificare tutto quello che va verificato, perchè in seno alle Chiese Evangeliche molti servono Mammona e non Cristo.

  5. Luca scrive:

    Ciao
    scrivo solo per precisare, in riferimento al commento iniziale del sig. Giuseppe, che Tony Campolo non è il fondatore di Compassion. Il fondatore fu, nel 1952, Everett Swanson; è possibile verificarlo con una semplice ricerca sul web. Grazie, saluti.

  6. Mattia Gullone scrive:

    Salve,
    ho 20 anni sono figlio di un Pastore evangelico, ed ho adottato da tempo un bambino, sin da quando ero piccolo i miei genitori avevano adottato altri bambini con l’associazione Compassionche è per me la più seria in circolazione, per chi non ci crede può verificarne i bilanci sul sito oppure venire con noi nelle missioni nei paesi disagiati dove potrete vedere i vostri bambini con i vostri occhi con le vostre lettere con la sola vostra foto in mano e non di altri, vivi , con un vestito, con dei pasti ogni giorno con la salute e l’istruzione…Esistono associazione che fanno quello che si dice nel video riportato, Compassione NON E’ una di quelle…la cosa certa è che compassion non può dare i soldi liquidi mensili di un sostenitore ad un bambino adottato, infatti li trasforma in servizi per il bambino come specialmente l’avvicinamento a Dio scuola, cibo, medicazioni, cure, e altro e penso che sia giusto così (http://www.compassion.it/ita/chi-siamo/gestione-finanziaria) . Anche io ero scettico e sono voluto andare fino in fondo, così infondo che oggi collaboro volontariamente con Compassion.

  7. Manlio scrive:

    Come dargli torto? Condivido appieno le parole di Anthony. Conosco bene la mafia delle adozioni a distanza.

    • Maria Vittoria scrive:

      Ciao Manlio, sono una giornalista. Mi interesserebbe approfondire la questione delle truffe delle adozioni a distanza. Mi puoi aiutare? Grazie e attendo una tua risposta.

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