Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili

Il saggio Elihu ha detto: “Se gli uomini son talora stretti da catene se son presi nei legami dell’afflizione, Dio fa lor conoscere la lor condotta, le loro trasgressioni, giacché si sono insuperbiti; egli apre così i loro orecchi a’ suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male. Se l’ascoltano, se si sottomettono, finiscono i loro giorni nel benessere, e gli anni loro nella gioia; ma, se non l’ascoltano, periscon trafitti da’ suoi dardi, muoiono per mancanza d’intendimento. Gli empi di cuore s’abbandonano alla collera, non implorano Iddio quand’ei gl’incatena; così muoiono nel fior degli anni, e la lor vita finisce come quella dei dissoluti; ma Dio libera l’afflitto mediante l’afflizione, e gli apre gli orecchi mediante la sventura” (Giobbe 36:8-15).

Dio dunque incatena, ma anche libera. Incatena i superbi, e libera quelli che si umiliano nel Suo cospetto. Dice bene l’apostolo Pietro: “Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili” (1 Pietro 5:5).

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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