Che assurdità sul calendario ‘Una parola per oggi’ edizioni C.E.M!

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Sul calendario ‘Una parola per oggi’ edizioni C.E.M. leggiamo quanto segue:

‘Giacobbe nel suo viaggio verso la Mesopotamia, dopo aver ascoltato le promesse di Dio, disse: “Se Dio è con me … se mi protegge … se mi dà pane … se ritorno sano e salvo … allora il Signore sarà il mio Dio” (Genesi 28:20-21). Giacobbe poneva delle condizioni a Dio. Che assurdità!’ (Una parola per oggi, 20 luglio 2013)

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Ma le cose non stanno affatto così come dicono quelli della C.E.M, perchè l’assurdità la dicono proprio loro.

Innanzi tutto diciamo che quelle parole di Giacobbe facevano parte di un voto che lui fece a Dio a Bethel quando stava fuggendo in Mesopotamia per sfuggire all’ira di suo fratello Esaù che si era proposto di uccidere Giacobbe, secondo che è scritto: “Or Giacobbe partì da Beer-Sceba e se n’andò verso Charan. Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, la pose come suo capezzale, e si coricò quivi. E sognò; ed ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo; ed ecco gli angeli di Dio, che salivano e scendevano per la scala. E l’Eterno stava al disopra d’essa, e gli disse: ‘Io sono l’Eterno, l’Iddio d’Abrahamo tuo padre e l’Iddio d’Isacco; la terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua progenie; e la tua progenie sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai ad occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzodì; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie. Ed ecco, io son teco, e ti guarderò dovunque tu andrai, e ti ricondurrò in questo paese; poiché io non ti abbandonerò prima d’aver fatto quello che t’ho detto’. E come Giacobbe si fu svegliato dal suo sonno, disse: ‘Certo, l’Eterno è in questo luogo ed io non lo sapevo!’ Ed ebbe paura, e disse: ‘Com’è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!’ E Giacobbe si levò la mattina di buon’ora, prese la pietra che avea posta come suo capezzale, la eresse in monumento, e versò dell’olio sulla sommità d’essa. E pose nome a quel luogo Bethel; ma, prima, il nome della città era Luz. E Giacobbe fece un voto, dicendo: ‘Se Dio è meco, se mi guarda durante questo viaggio che fo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, e se ritorno sano e salvo alla casa del padre mio, l’Eterno sarà il mio Dio; e questa pietra che ho eretta in monumento, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu darai a me, io, certamente, darò a te la decima’ ” (Genesi 28:10-22).

Vediamo dunque cosa dice Dio a proposito dei voti: “Quando avrai fatto un voto all’Eterno, al tuo Dio, non tarderai ad adempirlo; poiché l’Eterno, il tuo Dio, te ne domanderebbe certamente conto, e tu saresti colpevole; ma se ti astieni dal far voti, non commetti peccato. Mantieni e compi la parola uscita dalle tue labbra; fa’ secondo il voto che avrai fatto volontariamente all’Eterno, al tuo Dio, e che la tua bocca avrà pronunziato” (Deuteronomio 23:21-23).

Dunque i voti si possono fare a Dio, ma una volta fatti vanno eseguiti per non incorrere nel giudizio di Dio. E Giacobbe quindi non fece niente di assurdo nel fare quel voto a Dio, che peraltro fu esaudito da Dio e in seguito a ciò Giacobbe mantenne le promesse che aveva fatto a Dio.

Esorto dunque quelli della C.E.M a togliere dai prossimi calendari questa assurdità che hanno detto in merito a Giacobbe.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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3 risposte a Che assurdità sul calendario ‘Una parola per oggi’ edizioni C.E.M!

  1. Riccardo Torlai scrive:

    Non vedo alcuna assurdità nel calendario. Se ci caliamo nel periodo storico di Giacobbe, risulta che a quel tempo la Legge non era ancora stata data e Giobbe procedeva solo per fede. La situazione era particolare, vi erano tanti dei per cui doveva pur fare una scelta. Visto che il vero Dio si è rivelato a Giacobbe in sogno, e gli ha fatto delle promesse, la scelta è stata in favore del vero Dio. È ovvio che nel suo ragionamento dica: se, Dio fa questo, quest’altro, ecc. sarà il mio Dio. Doveva pure fare una scelta fra gli idoli e il vero Dio. Non vedo che abbia posto condizioni a Dio, anzi gli ha posto fede. Se tu fossi alla ricerca di un contratto per il telefonino, diresti le stesse cose di Giacobbe: se tu mi offri questo, e quest’altro, allora tu sei quello che io scelgo; non stai ceto tentando chi ti fa l’offerta.

  2. Lorenzo scrive:

    Riccardo, Giacobbe aveva fatto un VOTO, come giustamente ha fatto notare Giacinto B.
    La Parola di Dio deve essere letta come è, non come la si vuole!

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