Elezione sì, santificazione no

Taluni se gli parli del proponimento dell’elezione di Dio ti ascoltano volentieri per ore, come si suol dire ‘sono tutte orecchie’: ma appena gli cominci a parlare di santificazione, cominciano a mostrare insofferenza ed anche indifferenza. Questo è grave, molto grave, perchè l’apostolo Paolo ha detto che Dio “in lui [Cristo] ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore” (Efesini 1:4), il che significa che Dio ci ha scelti affinché noi ci santifichiamo nel suo cospetto. Questo spiega le tante esortazioni degli apostoli ad essere santi. Chi dunque crede nell’elezione, sente l’obbligo davanti a Dio di santificarsi e quindi non può chiudere le sue orecchie quando sente parlare di santificazione.
Attenzione dunque a coloro che pur affermando di credere nell’elezione non vogliono parlare o sentire parlare di santificazione, perchè sono tra quelli che si illudono pensando che anche mettendosi a servire di nuovo il peccato, alla fine saranno salvati lo stesso, e invece poi si ritroveranno nel fuoco, nei tormenti.
Ricordatevi che l’apostolo Paolo che credeva e insegnava il proponimento dell’elezione di Dio, metteva in guardia i credenti dicendogli: “Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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