Ravvedimento e giudizio a venire

“Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell’uomo ch’Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti” (Atti 17:30-31).

Queste sono delle parole pronunciate dall’apostolo Paolo per lo Spirito da parte di Dio nell’Areopago di Atene.

Notate che Paolo ha detto che Dio fa annunziare agli uomini che essi devono ravvedersi. Ecco dunque il messaggio da portare agli uomini ‘Ravvedetevi’. Quindi gli uomini non sono liberi di pensare quello che vogliono, ma hanno il dovere di ‘cambiare mente’ perchè questo significa ‘ravvedersi’.

Ma voglio che notiate anche che Paolo annunciò ai peccatori pure il giudizio a venire, per cui è biblico annunciare ai peccatori sia il ravvedimento che il giudizio a venire. Detto in altre parole, è biblico dire ai peccatori ‘Ravvedetevi e credete al Signore Gesù Cristo, altrimenti in quel giorno quando comparirete davanti a Dio per essere giudicati sarete condannati e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove sarete tormentati per l’eternità’, perchè questa è la parte riserbata a coloro che rifiutano di ravvedersi e credere nel Signore Gesù Cristo.

Certo, tanti che si dicono Cristiani nel sentirci predicare in questa maniera ci offendono accusandoci di non rispettare le idee altrui o la libertà altrui, per cui ci accusano di essere dei presuntuosi, degli arroganti e senza amore per il prossimo, ma essi errano grandemente essendo stati sedotti dal serpente antico. L’apostolo Paolo infatti va imitato pure in questo perchè lui imitava Cristo, secondo che disse: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1).

Che messaggio vuoi dunque portare agli uomini? Quello di molti predicatori corrotti, che vogliono piacere agli uomini, ossia ‘Gesù vi ama’ o quello degli apostoli che volevano piacere a Dio anziché agli uomini?

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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