“Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate?”

“Poiché, quando eravate servi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia. Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate? poiché la fine loro è la morte. Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:20-23)

“Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate?”, è la domanda che ci fa l’apostolo Paolo mosso dallo Spirito Santo.

E la risposta è una sola ‘Nessuno’, perchè quando eravamo schiavi del peccato, venivamo pagati da esso con la morte perchè il salario del peccato è la morte. Le opere della carne infatti – che sono fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose – producono la morte. E difatti eravamo morti nei nostri falli e nelle nostre trasgressioni. Ma grazie siano rese a Dio in Cristo Gesù per averci affrancati dal peccato e fatti servi di Dio, cosicchè oggi con le nostre membra serviamo la giustizia, e questo servizio è utile perchè produce la santificazione la quale ha una sicura ricompensa da parte di Dio. In altre parole, mentre chi serve il peccato non ne trae alcuna utilità perchè corre dietro il vento, chi serve la giustizia sarà premiato da Dio, secondo che è scritto: “L’empio fa un’opera fallace, ma chi semina giustizia ha una ricompensa sicura” (Proverbi 11:18).

Servendo la giustizia ci si conduce in modo degno del Signore. Studiamoci dunque di camminare in maniera degna di Cristo per il resto dei giorni che ci rimangono da vivere sulla terra, perchè è in questa maniera che glorificheremo Dio nel nostro corpo, già perchè è questo che dobbiamo fare tramite le nostre membra che appartengono a Cristo, infatti è scritto: “E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:19-20).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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2 risposte a “Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate?”

  1. vera poloni scrive:

    Pace.
    Sono pienamente d’accordo con te fratello Giacinto. Sono consapevole che il processo di santificazione dura tutta la vita e che con l’aiuto del Signore possiami migliorare continuamente. Spesso però sento affermare :”dobbiamo aver pazienza con quel fratello o con quella sorella se non si comportano conformemente alla Parola perché non sono ancora maturi nella fede; bisogna dar loro il tempo di
    crescere; oppure il Signore non sempre libera immediatamente da tutti i vizi” Cosa ne pensi?
    Dio ci benedica
    Vera Poloni

    • giacintobutindaro scrive:

      Pace Vera, ai fratelli bisogna dire queste parole: “compiete la vostra salvezza con timore e tremore; poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza” (Filippesi 2:12-13). Perchè se imparano a compiere la loro salvezza con timore e tremore, Dio opererà in loro e farà dunque che si santifichino. Certo la santificazione è graduale, per cui bisogna essere pazienti (ma non tolleranti). In effetti ci sono cose che si capisce che sono sbagliate ma non subito. Lo posso dire anche in base alla mia esperienza personale. E’ come un bambino, appunto perchè è bambino non capisce certe cose, ma crescendo le capisce. L’importante dunque però è che un Cristiano non rimanga un bambino in Cristo ma che si studi di crescere nella grazia e nella conoscenza per maturare. Poi c’è da dire anche che per certe trasgressioni chi le commette va tolto di mezzo dall’assemblea dei santi, secondo che è scritto: quel che v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare” (1 Corinzi 5:11).

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