Ogni cotal vanto è cattivo

Dice Giacomo: “Ed ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo; mentre non sapete quel che avverrà domani! Che cos’è la vita vostra? Poiché siete un vapore che appare per un po’ di tempo e poi svanisce. Invece di dire: Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo o quest’altro. Ma ora vi vantate con le vostre millanterie. Ogni cotal vanto è cattivo. Colui dunque che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato” (Giacomo 4:13-17).
Guardiamoci dunque dal parlare come parlavano quei credenti «Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo» perchè a Dio non piace affatto questo modo di parlare, in quanto in questa maniera ci si vanta contro Dio non riconoscendone la sovranità e questo vanto è cattivo. Infatti noi potremo fare una cosa oggi o domani solo se piacerà a Dio, perchè Lui ha nelle sue mani il nostro spirito e se lo ritraesse a sè all’improvviso noi non saremmo in grado di fare quello che ci eravamo proposti di fare. Parliamo invece in questa maniera “Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo o quest’altro” che sono parole gradite a Dio.
Imitiamo l’apostolo Paolo, che ai santi di Roma disse: “Ora, fratelli, io v’esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, affinché io sia liberato dai disubbidienti di Giudea, e la sovvenzione che porto a Gerusalemme sia accettevole ai santi, in modo che, se piace a Dio, io possa recarmi da voi con allegrezza e possa con voi ricrearmi” (Romani 15:30-32).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

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