Un piccolo fuoco, un grande incendio

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Dice Giacomo: “Vedete un piccol fuoco, che gran foresta incendia! Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e infiamma la ruota della vita, ed è infiammata dalla geenna” (Giacomo 3:5-6). Quindi attenzione a quello che si dice, perché basta una sola mala parola talvolta per far scoppiare delle liti furibonde. Il frutto dello Spirito è temperanza, quindi che ognuno tenga a posto la sua lingua. Nessuno parli per provocare il proprio fratello o offenderlo o deriderlo. Il parlare sia grave e irreprensibile, perché così deve essere. E se a qualcuno è uscita qualche parola disonesta o offensiva contro il proprio fratello si penta e gli chieda perdono per riconciliarsi con lui. Termino con queste parole che Paolo disse ai santi di Filippi: “Fate ogni cosa senza mormorii e senza dispute, affinché siate irreprensibili e schietti, figliuoli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la Parola della vita, onde nel giorno di Cristo io abbia da gloriarmi di non aver corso invano, né invano faticato” (Filippesi 2:14-16). La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia con coloro che lo amano con purità incorrotta.

Giacinto Butindaro

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