Per le sorelle che si affaticano nel Signore

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L’apostolo Paolo alla fine della sua epistola ai santi di Roma dice tra le altre cose: “Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno de’ santi, e le prestiate assistenza, in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso. …. Salutate Maria, che si è molto affaticata per voi. ….. Salutate Trifena e Trifosa, che si affaticano nel Signore. Salutate la cara Perside che si è molto affaticata nel Signore” (Romani 16:1-2, 6, 12).
Paolo dunque si ricordava di quelle donne che si affaticavano nel Signore e apprezzava ciò che esse facevano per amore del Signore. Noi pure dobbiamo ricordarci di quelle donne, nostre sorelle in Cristo, che si affaticano nel Signore e apprezzarne l’opera perché è un’opera utile.
A queste nostre sorelle dunque vogliamo rivolgere queste parole di incoraggiamento: “Siate forti, non vi lasciate illanguidire le braccia, perché l’opera vostra avrà la sua mercede” (2 Cronache 15:7).

Giacinto Butindaro

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