Una differenza abissale

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Tra il parlare degli apostoli e quelli di certi pastori e predicatori c’è la stessa differenza che c’è tra delle acque pure e cristalline e delle acque sporche e torbide; tra un piatto con dentro del cibo gustoso e succulento e un piatto pieno di cibo guasto e vomitevole; tra un prato pieno di erba verde e un terreno pieno di spine e triboli. Ecco perché coloro che gli danno ascolto non rimangono edificati, fortificati ed ammaestrati, ma confusi e sedotti! E d’altronde costoro camminano nelle tenebre, in quanto camminano “da nemici della croce di Cristo; la fine dei quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra” (Filippesi 3:18-19); che cosa ci si può aspettare dunque di diverso?

Giacinto Butindaro

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