«Evangelici» che sono all’inferno

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“Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9-10).

Eccoci al funerale di un membro di una Chiesa Evangelica, che era conosciuto da tutti per essere un fornicatore, un ladro, un bugiardo, e un oltraggiatore. Il «pastore» durante il suo discorso assicura i presenti che conosceva bene quell’uomo, lo conosceva sin da quando era un bambino, ed afferma che malgrado le sue ‘debolezze’ (così chiama i peccati di cui quell’uomo era schiavo) ora è in cielo perché molti anni addietro alla scuola domenicale (o al campeggio) aveva accettato Gesù nel suo cuore! Sono presenti tanti amici del morto, malvagi come il loro amico, che per la prima volta nella loro vita ascoltano quello che dice un «pastore». Alla fine del suo discorso sia i credenti che i non credenti, si rallegrano di avere sentito che quell’uomo è ora in cielo a cantare le lodi al Signore! Questo è quello che purtroppo avviene oggi in seno a tante Chiese Evangeliche. D’altronde da «pastori» che sono loro stessi fornicatori, ladri, bugiardi e oltraggiatori, che messaggio ci si può aspettare? Dalla bocca di «pastori» che rigettano la santificazione e deridono e offendono quelli che si santificano nel timore di Dio che cosa si può sentire di diverso? Questi «pastori» fornicatori, ladri, bugiardi e oltraggiatori stanno conducendo tante anime nel fuoco dell’inferno assieme a loro. All’inferno quindi abbondano le anime di peccatori che sulla terra erano conosciuti come ‘Evangelici’. Guardatevi e ritiratevi da essi.

Giacinto Butindaro

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1 risposta a «Evangelici» che sono all’inferno

  1. Massimo scrive:

    Beh…Giacinto, e tanto per restare nell’argomento, se Enrico De Pedis, meglio dai più conosciuto come Renatino ( un pezzo da novanta della Banda della Magliana, ma al tempo stesso noto agli addetti ai lavori come “l’uomo del Vaticano”) è stato grandemente onorato dal suo parroco cattolico che l’ha fatto seppellire dentro la sua chiesa, ovvero nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma, perchè meravigliarsi tanto di questo pastore? Che gli sarà costato mai spendere due parole e promuovere alla gloria dei cieli una sua amata pecora, che importa se era orba, ciunca e struppiata….eh? E poi si sa, quando certuni muoiono, d’improvviso diventano tutti santi…proprio come nella chiesa cattolica!
    Scusa l’ironia, ma che dire diversamente, davanti a tanta stoltezza?

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