Il disprezzo degli intellettuali pagani verso gli Scritti Sacri

intellettuali

Queste parole di Lattanzio (250 circa – dopo il 317) mi hanno fatto riflettere sul disprezzo che ancora oggi nutrono gli intellettuali pagani verso gli Scritti Sacri: «Infatti la principale ragione per cui i saggi, i dotti, i grandi di questo mondo non credono nella Sacra Scrittura è questa: i profeti hanno adoperato frasi semplici e usuali, adatte al popolo. Pertanto sono tenuti in disprezzo da quanti non vogliono ascoltare o leggere se non quello che è espresso con forbitezza ed eleganza; nei loro animi può imprimersi soltanto ciò che accarezza gli orecchi con piacevole suono, mentre gli scritti che appaiono negletti sono giudicati cose da vecchiarella, di nessun valore, volgari. Talmente per essi nulla è vero all’infuori di ciò che riesce piacevole agli orecchi, nulla è credibile all’infuori di ciò che può produrre piacere: nessuno valuta una cosa secondo l’intrinseca verità, ma secondo l’esterno splendore. Dunque non credono nelle celesti dottrine, perché sono prive di ornamento; e nemmeno prestano fede a quelli che le interpretano perché anch’essi sono del tutto ignoranti o certamente poco colti» (Lattanzio, Le divine istituzioni, 5,1).
Dice bene l’apostolo Paolo di costoro: “E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione, per gl’increduli, dei quali l’iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro” (2 Corinzi 4:3-4). Essi non ricevono le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia; e non le possono conoscere, perché le si giudicano spiritualmente (cfr. 1 Corinzi 2:14). Essi cercano sapienza, la sapienza di questo mondo, ma noi predichiamo Cristo e Lui crocifisso che per loro è pazzia ma per noi che siamo sulla via della salvezza è sapienza di Dio. E tra coloro “che son maturi noi esponiamo una sapienza, una sapienza però non di questo secolo né de’ principi di questo secolo che stan per essere annientati, ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa ed occulta che Dio avea innanzi i secoli predestinata a nostra gloria, e che nessuno de’ principi di questo mondo ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signor della gloria” (1 Corinzi 2:6-8).
A Dio, che ci ha fatto conoscere la verità, sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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