Il terrore del virus che regna tra i «pastori» delle ADI


Considerate che mentre il decreto governativo non impone la chiusura dei locali di culto alle Chiese Evangeliche, infatti leggo: «i) l’apertura dei luoghi di culto e’ condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilita’ di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d). Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri;» (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg), le ADI hanno deciso di sospendere qualsiasi attività nei locali di culto: «Qualunque tipo di attività all’interno dei nostri locali di culto dovrà essere sospesa» (https://www.assembleedidio.org/notizie/coronavirus-ultimo-comunicato-ufficiale-del-consiglio-generale-delle-chiese/). Cioè, le ADI si sono spinte oltre ed hanno chiuso le porte dei locali a qualsiasi riunione di Chiesa: e i «pastori» sono proprio scappati dai loro locali di culto ed hanno ordinato che non si tengano riunioni neppure prendendo le dovute precauzioni secondo il governo (non parliamo poi di riunioni di culto nelle case che sono anch’esse vietate). In altre parole, il Governo non ha imposto la sospensione di qualsiasi attività nei locali di culto, ma le ADI sì! Questo ci mostra la paura e l’incredulità che regnano nella casta pastorale delle ADI (ma anche di altre denominazioni evangeliche dove regnano in egual misura la paura e l’incredulità tra i ‘pastori’), ma anche come questi signori sono abituati a signoreggiare sulla fede dei credenti. Ma i veri figliuoli di Dio che ci sono nelle ADI hanno notato anche questo, e questa cosa l’hanno segnata. Tranquilli che la condotta di questi sedicenti pastori delle ADI avrà delle conseguenze sia nell’immediato che in futuro. Le persone intelligenti infatti stanno prendendo nota del comportamento di questi uomini che non hanno ricevuto alcun ministerio da parte di Dio.

Giacinto Butindaro

Questa voce è stata pubblicata in Assemblee di Dio in Italia, Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Il terrore del virus che regna tra i «pastori» delle ADI

  1. Nadia scrive:

    Ma quindi le ADI sono andate contro sè stesse visto che la domenica non raccoglieranno, almeno per un po’ di tempo, le offerte e le decime con i cestini, nemmeno ai raduni regionali sospesi anch’essi. Non pensi che a malincuore abbiano chiuso i locali visto che le offerte non si faranno? Com’è? Sarebbero, tali ministri, scellerati però rinuncerebbero ora ai soldi?

    • giacintobutindaro scrive:

      Nadia, la paura del virus ha prevalso sull’amore del denaro …. Per le offerte e le decime sicuramente stanno pensando come recuperare gli ‘arretrati’.

      • Massimo Samadello scrive:

        Hai proprio ragione Giacinto : “gli arretrati”.
        La fratellanza di Torino in special modo, ma anche tutte le altre del resto di questa Organizzazione, non devono assolutamente dimenticare il monito accorato del pastore Angelo Gargano, che del resto è quello di molti altri :
        “Chi non da’ la decima è come se rubasse a Dio!”.
        E lui, nella sua chiesa, che chiama “Casa del Signore”, non ne vuole proprio di ladri! Eh…già!

    • Luca P. scrive:

      Cara Nadia, un “pastore”, se fa veramente quello che Dio vuole, dovrebbe essere in giro a visitare le pecore… e se impedito dalle autorità, dovrebbe almeno organizzare qualcosa da casa, tipo skype, youtube… invece niente… silenzio totale… se non ricevono il salario della decima questa gente non si spreca a parlare…

  2. Massimo Samadello scrive:

    Eh…Giacinto, ricordi che disse Gesù? : “..Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come colombe”. Ma se certuni son usi andar ben oltre, beh…si sà, “la prudenza non è mai troppa!”. Pertanto se chi è in autorità comanda che l’apertura dei luoghi di culto è condizionata dall’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, perchè mai l’Organizzazione in causa, dovrebbe correre seri rischi di contagio, qualora non fosse in grado di organizzarsi? E poi si tenga ben presente che tra il pubblico visitatore, non è da escludere che potrebbe esserci anche qualcuno già contagiato! Basta anche uno solo di questi ed è fatta!
    Immagino già l’espressione di qualcuno : “Fratello…andare col Signore, sì…. sarebbe anche bello, ma si fa sempre a tempo, che fretta c’è!”.
    Meglio pertanto chiudere completamente queste “case”, anche se sono “del Signore”, ora come ora non importa….Lui sa ogni cosa…..e capirà!
    Ovviamente il mio tono è ironico Giacinto, del resto, se certuni sono lupi travestiti da pecore, beh… credo che siano abili, da galline che sono, a travestirsi in aquile..no? Pace.

  3. Giacomo scrive:

    Tanti hanno chiuso il locale a malincuore ma nessuno vuole rimanere senza un luogo di culto, questo spiegato il riferimento alle forze dell’ordine

    • Luca P. scrive:

      Basterebbe riunirsi in casa a piccoli gruppi… alla peggio, se impediti dalla Polizia, almeno una lettura assieme della Parola e una preghiera usando Skype, WhatsApp o simili.
      Chi se ne importa se è chiuso il l”ocale di culto”?
      Gv4,21 Gesù le disse: «Donna, credimi: l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo; perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità, perché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

      • Giacomo scrive:

        Hai perfettamente ragione nella prima parte e ti ringrazio, però ognuno può pregare a casa sua, ci sembra inusuale perche lo si fa sempre di meno purtroppo e quando arrivano le prove non sappiamo come comportarci.

        • Luca P. scrive:

          Giacomo, sinceramente la tua risposta (non ti offendere, nulla di personale) mi fa sorridere… noi ci troviamo in casa da anni… per noi questa non è una prova, eccetto che non si può uscire liberamente… mi rendo conto però che per chi frequenta un locale deve essere uno shock…
          Cogli l’occasione per formare un gruppo e trovarvi in casa anche quando la situazione tornerà “normale “.

    • Massimo Samadello scrive:

      Giacomo, “nessuno vuole rimanere senza un luogo di culto” ??
      Beh..allora potremmo considerare questo : la chiesa cattolica tiene comunque i suoi edifici aperti per chi vuole andare a pregare, giusto? I sacerdoti restano a disposizione per eventuali necessità dei fedeli nel rispetto però di quanto disposto dall’Autorità, giusto? Prendiamo allora in considerazione, come esempio, un paese di 10.000 (diecimila abitanti) dove la maggior parte sono cattolici anche se solo sulla carta; di fatto invece, i praticanti, non saranno nemmeno la metà, giusto? Al parroco comunque, risulterà sempre problematico organizzare i suoi fedeli per la messa domenicale, tenuto conto che proprio nel giorno festivo, loro tengono almeno tre messe : due al mattino ed una la sera (messa vespertina), giusto? Ma si parla sempre di qualche centinaio di cattolici che va in chiesa, la domenica ed in tempi normali.
      Ora, considero la chiesa cristiana evangelica pentecostale che a suo tempo frequentavo; c’erano forse forse 180 (centottanta) al massimo di praticanti, tra fratelli, sorelle, bambini, qualche simpatizzante, raramente qualcuno di passaggio! Ma tutti questi concentrati in un solo unico culto, quello delle ore 17.30 (nel tardo pomeriggio quindi). Ora, il dispositivo dell’ Autorità dispone espressamente di adottare misure organizzative tali da evitare assembramenti, giusto? Non vieta assolutamente d’incontrarsi rispettando tutte le norme di sicurezza, giusto? E allora, che ci vuole organizzarsi?
      Che ci vuole organizzare un 150/180 persone, in un luogo piuttosto grande ed accogliente, almeno nel giorni festivi? Ancora meglio verrebbe nei culti infrasettimanali, in cui c’è certamente molta meno affluenza! Non sarebbe affatto complicata la cosa, ed ecco come :
      Si fa, come fa la chiesa cattolica, ma in più piccolo, in misura ridotta! Il pastore, dovrebbe essere in grado di organizzare le sue pecore, anzi, prima ancora dovrebbe ben conoscerle tutte, del resto non si tratta di migliaia di anime come i cattolici, bensì di decine! Quindi difficoltà direi zero!
      Abbiamo forse dimenticato il miracolo della “Moltiplicazione dei pani per 5.000 (cinquemila) uomini? Spero proprio di no!
      Che fece sapientemente Gesù con tutta quella gente? Li mandò forse via? Niente affatto! Comandò ai suoi discepoli “di farli accomodare a gruppi sull’erba verde; e si sedettero per gruppi di cento e di cinquanta. Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e alzati gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinchè li distribuissero alla gente; e divise pure i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e furono sazi, e si portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane ed anche i resti dei pesci.” (Marco 6:30-44).
      Ebbene Giacomo, parlo in particolare del giorno festivo; un pastore di buona volontà dovrebbe essere in grado, facendosi altrimenti aiutare dai consiglieri, anziani o credenti capaci, di organizzare almeno due o anche tre culti : due al mattino ed uno nel tardo pomeriggio, accogliendo pertanto nel locale di culto un gruppo al massimo di 50/70 credenti, facendoli accomodare e tutti stanziati l’uno dall’altro ed ecco fatto! Ci vuole solo un pò di buona volontà, pensando al nostro Signore Gesù Cristo, che merita ed è degno di ogni lode, onore e gloria! Basta farlo per amore verso il nostro Signore Gesù Cristo e per amore verso le proprie pecore! Si può fare certamente e la chiesa magari si rafforzerebbe anche spiritualmente! Ma purtroppo bisogna tastare, verificare se veramente c’è oppure no questo amore per Dio ed il prossimo!
      Perchè se invece si verifica, come si è già verificato che l’ordine del Presidente delle ADI di chiusura totale, allora questo la dice davvero lunga!
      O forse l’unica preoccupazione può essere quella di non poter trasmettere in streaming live il teatrino-culto, facendo vedere a tanti che le loro chiese sono decimate, semi vuote? Ciò sarebbe di cattivo gusto! Ma sti pastori ce l’hanno oppure no almeno un minimo di voglia di lavorare o la paura del contagio li ha letteralmente bloccati, come ha osservato Giacinto? Questo è il vero problema!

  4. Pietro scrive:

    Sono una vergogna COLOSSALE sto cosiddetti “pastori ” che ordinano la decima accusando i santi,SE LA VEDRANNO CON DIO.
    NOI SIAM GIUSTIFICATI PER GRAZIA MEDIANTE LA FEDE NEL SANGUE DI CRISTO E PER LA SUA RASUREZZIONE DAI MORTI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.