“Crocifiggilo, crocifiggilo!”

La crocifissione di Gesù Cristo (compiuta dai Giudei in quanto l’apostolo Pietro disse ai Giudei: “Sappia dunque sicuramente tutta la casa d’Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” Atti 2:36), è parte fondamentale dell’Evangelo mediante il quale siamo stati liberati dai nostri peccati.

E’ grazie alla sua crocifissione che noi che abbiamo creduto nell’Evangelo possiamo dire che «il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse annullato, onde noi non serviamo più al peccato” (Romani 6:6).

Quando quel giorno a Gerusalemme, mentre il nostro Signore Gesù si trovava davanti a Ponzio Pilato, i Giudei chiesero a Pilato gridando: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” (Luca 23:21), e quando Pilato “dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso” (Matteo 27:26), tutto ciò avvenne affinché si adempissero le Scritture secondo le quali il Cristo doveva essere “trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), e annullare così il peccato con il suo sacrificio (cfr. Ebrei 9:26).

Il nostro cuore si commuove pensando alle sofferenze che Gesù dovette patire per noi, ma sappiamo che il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti e apparve ai testimoni che erano stati prima scelti da Dio, ed Egli non muore più: Egli vive in eterno.

A Lui sia la gloria ora e in eterno. Amen.

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