E così gli increduli – secondo la follia calvinista – saranno condannati per non avere creduto che Cristo non è morto per i loro peccati!


Mia riflessione sulle parole di Gesù: “Chi non avrà creduto [nell’Evangelo] sarà condannato” (Marco 16:16), basandomi su cosa intendono i Calvinisti per Vangelo.

Se il vangelo che annuncia un Calvinista (e badate che i Calvinisti ritengono che il loro vangelo sia il Vangelo che Cristo ha ordinato di predicare) afferma nella prima parte: «Cristo è morto soltanto per i peccati degli eletti (ossia di coloro che hanno già creduto e che crederanno)», questo significa che gli increduli saranno condannati da Dio perché non hanno creduto che Cristo è morto soltanto per i peccati degli eletti! Ma questo è folle e assurdo, perché questo significherebbe che l’evangelo annunciatogli non li concerneva affatto, nel senso che non riguardava i loro peccati, perché i loro peccati – in quanto non erano stati eletti a salvezza – Gesù non li portò nel suo corpo sulla croce, e per non avere creduto in quella notizia – cioè nella notizia che Cristo è morto soltanto per i peccati degli eletti – essi saranno condannati! Inoltre, Dio sarebbe trovato ingiusto perché condannerebbe qualcuno per non avere creduto in una Buona Novella che è tale soltanto per coloro eletti a salvezza prima della fondazione del mondo, ma non lo è assolutamente per coloro che non sono stati eletti a salvezza fin dal principio. Che Buona Novella è infatti una notizia che dice a coloro che non sono stati eletti a salvezza fin dal principio, e che sono la stragrande maggioranza di coloro che ascoltano il Vangelo: «Cristo non è morto per i vostri peccati, ma soltanto per i peccati degli eletti»?!? E così gli increduli saranno condannati per non avere creduto in una Buona Novella che è tale soltanto per una parte degli uomini, cioè per gli eletti! Se l’Evangelo fosse quello dei Calvinisti, gli increduli potrebbero dire a Dio nel giorno del giudizio mentre si troveranno davanti al Suo trono: «Tu sei ingiusto, in quanto ci condannerai per non avere creduto ad una notizia che non ci riguardava affatto!» Eh sì, fratelli, perché gli increduli sarebbero condannati per non avere creduto in qualcosa che Cristo non ha assolutamente fatto per loro! Si dovrebbe affermare in maniera assurda che GLI INCREDULI SARANNO CONDANNATI PERCHÉ NON HANNO CREDUTO CHE CRISTO NON ERA MORTO PER I LORO PECCATI!’ Se ci riflettete, dunque, l’eresia dell’espiazione limitata insegnata dai Calvinisti, fa passare Dio per un Dio ingiusto! Non solo, essa fa passare Gesù per qualcuno che si è contraddetto, in quanto Gesù avrebbe ordinato ai suoi apostoli di predicare ad ogni creatura una Buona Notizia che riguardava e riguarda soltanto una minima parte delle creature! Eh sì, perché la stragrande maggioranza delle creature di Dio non sono tra gli eletti! Ma vi rendete conto che l’espiazione limitata dei Calvinisti porta a fare delle affermazioni folli e assurde? Lo ripeto, il vangelo dei Calvinisti porta alla conclusione che gli increduli saranno condannati perché non hanno creduto che Cristo non è morto per i loro peccati!!! Ma se Cristo non è morto per i loro peccati, gli increduli hanno il diritto di rifiutarsi di credere in Cristo e non sono affatto da biasimare e men che meno da condannare! Perché mai dovrebbero credere in Cristo, quando Lui non è morto per i loro peccati? La cosa è dunque di una gravità terrificante, perché praticamente la falsa dottrina dell’espiazione limitata insegnata dai Calvinisti porta a credere che Dio condannerà coloro che non hanno creduto che Cristo non è morto per i loro peccati!!! In altre parole, che DIO LI CONDANNERA’ INGIUSTAMENTE! UNA FOLLIA! Ma lo ripeto, perché mai gli increduli che saranno condannati avrebbero dovuto credere in qualcuno che non è morto per i loro peccati? Cristo non ha compiuto assolutamente niente per la loro salvezza, perché mai avrebbero dovuto credere in Lui? Aborrite perciò l’espiazione limitata insegnata dai Calvinisti, perché ha sovvertito l’Evangelo di Cristo e lo ha sostituito con un altro Vangelo, un Vangelo diverso da quello che annunciavano gli apostoli, con tutte le nefaste conseguenze che porta ogni sovvertimento del Vangelo.Dunque, affinché nessun calvinista vi seduca con vani ragionamenti, vi dico quanto segue. L’Evangelo è la Buona Novella che Gesù è il Cristo che è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; e che apparve ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio (cfr. 1 Corinzi 15:1-11). Ed esso va predicato a tutti gli uomini, in quanto Gesù Cristo comandò ai suoi apostoli: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo AD OGNI CREATURA” (Marco 16:15). Per cui ad ogni creatura va detto che “Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture” (1 Corinzi 15:3), e questo perché Cristo “è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Giovanni 2:2). La Scrittura è chiara: Cristo è morto non soltanto per i peccati degli eletti, ma anche per i peccati di coloro che non sono tra il numero degli eletti. Nell’Evangelo crederanno però solo coloro che sono ordinati a vita eterna, ossia gli eletti, ai quali Dio darà il ravvedimento e di credere nell’Evangelo. Poi quando l’Evangelo sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti, allora verrà la fine. A Dio che ci ha dato di credere nel Suo Vangelo sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

Giacinto Butindaro

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1 risposta a E così gli increduli – secondo la follia calvinista – saranno condannati per non avere creduto che Cristo non è morto per i loro peccati!

  1. Ragiomento incontrovertibile, illuminante, che spazza via tutta l’immondizia calvinista accumulata attorno al vero messaggio dell’Evangelo.
    Come si capisce bene che non si può nulla contro la verità della Parola di Dio, se non la si taglia rettanente si rimane confusi e svergognati.
    Grazie fratello Giacinto perché sei un arsenale per chi ama il Signore Iddio e Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio. E grazie soprattutto a Dio perché opera a pro del suo popolo e non permette che rimanga confuso.

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