Che l’esempio di Saul serva di monito a tutti!

Saul era stato scelto da Dio per regnare sopra Israele, era stato unto da Dio, ma quando rifiutò di osservare i comandamenti che Dio gli aveva dato Dio lo rigettò. E lo Spirito di Dio si ritirò da Saul, ch’era turbato da un cattivo spirito suscitato da Dio. E quando questo cattivo spirito lo investiva, Saul agiva come un pazzo, infatti cercò persino di uccidere Davide (senza che questi gli avesse fatto alcunché di male, anzi gli aveva fatto soltanto del bene), secondo che è scritto: “Il giorno dopo, un cattivo spirito, suscitato da Dio, s’impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide sonava l’arpa, come solea fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; e la scagliò, dicendo: ‘Inchioderò Davide al muro!’ Ma Davide schivò il colpo per due volte. Saul avea paura di Davide, perché l’Eterno era con lui e s’era ritirato da Saul” (1 Samuele 18:10-12). L’esempio di Saul ci insegna che la ribellione e l’ostinatezza (i peccati di cui si rese colpevole Saul) sono peccati che fanno diventare nemico di Dio chi li commette, infatti la faccia di Dio si volge contro quella persona che poi va di male in peggio. Nella storia della Chiesa di uomini come Saul ce ne sono sempre stati. Che nessuno imiti Saul, per non ritrovarsi la faccia di Dio contro di lui. “È cosa spaventevole cadere nelle mani dell’Iddio vivente” (Ebrei 10:31).

Giacinto Butindaro

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