“Chi crede in me, anche se muoia, vivrà” – Predicazione del 12 Giugno 2026

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Una risposta a “Chi crede in me, anche se muoia, vivrà” – Predicazione del 12 Giugno 2026

  1. fabio scrive:

    Pace
    Desidero condividere una breve riflessione che il Signore, nella Sua grazia e non per mio merito, mi ha guidato a comprendere attraverso l’esperienza e la lettura della Sua Parola e che in altre occasioni già scrissi.

    Per diversi anni da adulto ho frequentato la chiesa cattolica, ma ne sono uscito a motivo delle evidenti incongruenze della dottrina degli uomini, in particolar modo riguardo al culto reso a statue e immagini fatte di legno, oro o argento. La Scrittura dichiara chiaramente che tali manufatti «hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non odono» (Salmo 115:4-8; Geremia 10:3-5). Dio non dimora nelle opere delle mani umane.

    Oggi, al di fuori di ogni organizzazione religiosa, cerco di servire il Signore con la mia famiglia nella quotidianita, avendo come unico Maestro Gesù Cristo. Meditando sul proponimento dell’elezione di Dio, lo Spirito Santo ci mostra come tutto dipenda dalla Sua sovrana volontà. Quando Rebecca era incinta, prima ancora che i gemelli nascessero e potessero fare del bene o del male, Dio disse: «Il maggiore servirà il minore» (Genesi 25:23). L’apostolo Paolo riprende questo concetto in Romani 9:11-16, ricordandoci che la salvezza «non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia».

    L’uomo nella sua carne tende a contestare questo disegno perfetto, ma noi siamo solo argilla. Come scrive Paolo, il Vasaio ha piena autorità sul fango per fare un vaso per uso nobile o ignobile (Romani 9:20-21). I pensieri di Dio sono più alti dei nostri (Isaia 55:8-9). Se oggi possiamo comprendere queste verità, non è per nostra sapienza, ma perché Colui che ha la chiave di Davide ha aperto la nostra mente:«All’angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre (Apocalisse 3:7).

    La Sua Parola non torna a Lui a vuoto (Isaia 55:10-11). Essa ha trovato perfetto adempimento nel sacrificio espiatorio di Gesù Cristo sulla croce, il quale, portando i nostri peccati, ha detto: «Tutto è compiuto!» (Giovanni 19:30).

    Tutto questo si ricollega alla meravigliosa promessa del nostro Salvatore: «chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno» (Giovanni 11:26). Ma persino questo credere e questo andare a Gesù dipende interamente dalla volontà del Padre. Nessuno può darsi da solo la fede o la comprensione spirituale. Gesù stesso lo ha dichiarato esplicitamente: «Nessuno può venire a me se il Padre, che mi ha mandato, non lo attira» (Giovanni 6:44).

    Siamo dunque attirati da Dio a Cristo con uno scopo ben preciso: affinché il Figlio ci riveli il Padre. Infatti, Gesù disse: «Nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo» (Matteo 11:27). È solo per mezzo di questa rivelazione sovrana che noi possiamo finalmente conoscere ciò che piace a Dio, ciò che non Gli piace e quali sono i Suoi decreti. Senza l’intervento divino l’uomo brancola nel buio, poiché, come scrive l’apostolo Paolo: «Chi ha conosciuto la mente del Signore in modo da poterlo istruire? Eppure noi abbiamo la mente di Cristo» (1 Corinzi 2:16).

    A Dio solo, che apre i cuori secondo il Suo proponimento, vada tutta la gloria, l’onore e il ringraziamento per mezzo di Gesù Cristo il Suo Figliuolo.
    Pace

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